CONSULTA: BOCCIATA NORMA ANTI-PRECARI POSTE

ROMA – La Corte Costituzionale – secondo quanto appreso dall’ANSA – si avvia a dichiarare l’illegittimità della norma anti-precari adottata con la manovra dell’agosto 2008 per arginare gli effetti dei numerosi ricorsi dei lavoratori a termine nelle Poste. La decisione è stata presa in un delle ultime camere di consiglio della Consulta che nei prossimi giorni depositerà le motivazioni. Ad essere stato bocciato è l’art. 4 bis del decreto legislativo 368 del 2001 introdotto dal decreto fiscale della scorsa estate. Secondo la Corte – si è inoltre appreso – la norma sarebbe irrazionale e in contrasto con il principio di uguaglianza (art. 3 della Costituzione). L’articolo 4bis che si avvia a cadere sotto la scure della Consulta prevede che, in caso di violazione delle legge in materia di contratto di lavoro, al lavoratore con un giudizio pendente alla data del 22 agosto 2008 non spetti l’assunzione a tempo indeterminato e il risarcimento delle retribuzioni maturate bensì un indennizzo di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di sei mensilità dell’ultima busta paga. Il diritto all’assunzione non viene toccato, invece, per chi ha deciso di fare causa dopo il 22 agosto. In questo modo, però, secondo i giudici costituzionali, si verrebbe a creare una disparità di trattamento, perché situazioni di fatto assolutamente identiche sono state regolate in modo ingiustificatamente diverso per la semplice e del tutto casuale circostanza della pendenza di un giudizio a una determinata data. Se i giudizi pendenti si risolveranno in futuro a favore dei precari, la decisione della Corte Costituzionale costerà inevitabilmente un danno economico notevole a Poste Spa. Ma non solo. La norma anti-precari, pensata principalmente per le Poste, di fatto ha coinvolto anche altri settori del lavoro a tempo determinato: durante l’udienza pubblica a palazzo della Consulta, lo scorso 23 giugno, erano presenti gli avvocati di elettricisti, giornalisti etc. Verò è però che dei 19 ricorsi alla Corte Costituzionale, la maggior parte erano di Tribunali di tutta Italia dinanzi ai quali pendevano centinaia di casi di precari delle poste (che nella misura del 15% dell’organico possono essere assunti a tempo e non oltre 4-6 mesi). La Corte – si è inoltre appreso – avrebbe deciso solo per l’illegittimità dell’art.4 bis, dichiarando invece inammissibili o infondate le richieste di censura di altre norme. Le motivazioni della sentenza saranno scritte dal giudice costituzionale Luigi Mazzella e depositate nei prossimi giorni.

fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_1615793994.html

Branzino, noci e olio: il tris da insalata che fa bene agli occhi

CONSIGLI PER DIMAGRIRE ROSANNA LAMBERTUCCI

Pesce condito con un po` d`olio d`oliva a crudo e qualche noce alla fine del pasto: la ricetta, oltre a essere gustosa, potrebbe aiutare a prevenire la cecità senile. Ad affermarlo sono due diversi studi pubblicati a maggio negli Archives of Ophthalmology. Secondo le due ricerche gli acidi grassi omega3 contenuti in questi cibi, infatti, proteggerebbero le cellule della retina, prevenendo la degenerazione maculare senile precoce (AMD, dall`inglese age-related macular degeneration), principale causa di perdita della vista tra gli individui oltre i 65 anni. Omega3 a tavola: ecco otto ricette che fanno bene al cuore…e vista Dalla prima ricerca, svolta dall`University of Sidney su 2454 soggetti tra il 1992 e il 1994, è emerso che mangiare uno a due porzioni di frutta a guscio a settimana porta a una diminuzione di rischio di degenerazione maculare senile precoce del 35%, mentre una porzione di pesce a settimana del 31%: “I nostri risultati – spiega Jennifer S.L. Tan, che ha guidato lo studio – corroborano l`ipotesi che un regolare consumo di pesce e di frutta a guscio può proteggere dall`insorgenza dell`AMD”. Il secondo studio, condotto dal Centre for Eye Research Australia su 6.734 individui tra il 1990 e il 1994, ha fatto invece rilevare che una ridotta incidenza di degenerazione maculare senile precoce è stata associata all`assunzione di un decilitro di olio d`oliva a settimana. L`equivalente di mezzo bicchiere a settimana di olio, spiegano i ricercatori, potrebbe quindi essere un valido aiuto per prevenire la degenerazione maculare senile precoce. Data: 15-05-2009 Autore: Miriam Cesta

fonte: salute24.ilsole24ore.com/salute/età_d’argento/2125_Branzino__noci_e_olio:il_tris_da_insalatache_fa_bene_agli_occhi.php

Cantare e danzare: sport a ritmo di musica che fa bene al cuore

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    Cantare e fare ginnastica: un allenamento per il cuore e per lo spirito. Si chiama Cardioke ed è un nuovo stile di allenamento inventato da due ballerini di musical che hanno messo a frutto la loro decennale esperienza sui palcoscenici di Broadway.
    Esercizi a ritmo di musica, non importa che sia hip-hop o latinoamericana: l`importante è cantarci su. Il cuore si ossigena, i grassi si bruciano più velocemente, aumenta la resistenza e la capacità polmonare e si tonifica la muscolatura. Si impara anche a respirare con il diaframma, inspirando dal naso ed espirando con la bocca: una tecnica che serve anche per rilassarsi in situazione di stress o quando la fatica comincia a farsi sentire.
    Il ballo fa bene al corpo: costringe il corpo a compiere movimenti e ad assumere posizioni innaturali che servono a potenziare muscoli spesso trascurati dal fitness più tradizionale, basta seguire comunque un programma di allenamento che consenta di lavorare in maniera uniforme su tutto il corpo.
    Danza e canto, inoltre, sono insieme un ottimo antidoto contro la timidezza: aiutano a dimenticare l`eventuale pubblico che guarda, a non temere il giudizio degli altri e, nel frattempo, è un salutare modo per divertirsi. Imparare un nuovo passo fa acquisire fiducia nelle proprie potenzialità e il ballo, oltre a mettere di buonumore, è sempre un buona risorsa per fare nuove amicizie.
    Data: 15-05-2009
    fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/salute/mentecorpo/2089_Cantare_e_danzare:sport_a_ritmo_di_musicache_fa_bene_al_cuore.php

    Birra o ciambelle? Alcolici contro cibi, la gallery delle calorie

    CONSIGLI PANCIA PIATTA ROSANNA LAMBERTUCCI

    Sidro. Nonostante l\’ingrediente principale siano le mele, una pinta di sidro corrisponde comunque a 200 calorie circa. Sorseggiare un bel bicchiere della bevanda, quindi, corrisponde a mangiare… Sidro. Nonostante l’ingrediente principale siano le mele, una pinta di sidro corrisponde comunque a 200 calorie circa. Sorseggiare un bel bicchiere della bevanda, quindi, corrisponde a mangiare… 1 di 10 Immagini Quattro persone su dieci ignorano il contenuto calorico dell`alcol. A sostenerlo è un sondaggio condotto nel Regno Unito su 2000 adulti, secondo il quale il 40% delle persone non sa che bere un bicchiere di vino equivale a mangiare una fetta di torta (circa 120 calorie), mentre gustare una pinta di birra chiara significa assumere 170 calorie, quante ne contiene una ciambella ricoperta di zucchero in grani. A quali cibi equivalgono vino, birra, sidro e creme di liquori? Per scoprirlo, clicca sulla fotogallery.

    Data: 26-04-2009 Autore: Miriam Cesta

    Insonnia di primavera per 12 milioni di italiani Ecco il menu anti-veglia

    Insonnia di primavera
    per 12 milioni di italiani
    Ecco il menu anti-veglia

    CONSIGLI PER DIMAGRIRE ROSANNA LAMBERTUCCI

    Prendere a pugni il cuscino è inutile. Litigare con lenzuola e coperte anche. Sono 12 milioni gli italiani a rischio “notti in bianco”: colpa dell`insonnia, che si fa “sentire” ancor di più nei passaggi di stagione. Contro sonni agitati o impossibili, bisogna far attenzione anche quello che si mette in tavola. A partire dalla cena. Ecco alcuni consigli della Coldiretti in occasione della “Giornata internazionale del Dormiresano”, organizzata dall`Associazione italiana di medicina del sonno (Aims). A pancia vuota non si dorme meglio. Alimentazione e riposo notturno sono strettamente legati. Il digiuno non è amico del letto. “Ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari – spiegano gli esperti della Coldiretti – in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti”. Cullati dal triptofano. Niente scorpacciate, quindi, ma largo agli “alimenti soporiferi”. In particolare pasta, riso, orzo, pane e tutti i cibi che contengono un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. Curry e paprika da incubo. Se l`intenzione non è quella di risvegliare i sensi per una notte di passione, ma di conciliare il sonno, allora sarà meglio evitare i cibi speziati e piccanti. Ottimi per favorire la digestione, non lo sono per agevolare gli sbadigli: spargere troppi condimenti esotici può essere un`alternativa all`abuso di sale, ma da praticare con parsimonia. Senza, anche i sogni saranno più sereni. I rimedi della nonna. Qualora anche la ninna nanna più melodiosa non riesca a “piegare” le palpebre dei bambini, una tazza di latte caldo con due cucchiaini di miele risulta un mezzo efficace, per tutte le età. Per gli adulti un aiuto anche da fiori e frutta: un infuso caldo addolcito con il miele o un frutto dolce sono ottimi viatici per un “dolce dormire”. Vegetali anti-veglia. L`aglio indigeribile? Non sempre. Gli esperti dell`organizzazione lo inseriscono nella lista della spesa dei cibi “in” per riposare. Nel carrello spazio anche anche lattuga, radicchio rosso, zucca, rape e cavolo. I nutrienti contenuti in questo paniere vegetale hanno effetti sedativi. Bianco contro le notti in bianco. Oltre al latte, anche formaggi freschi, yogurt e uova bollite aiutano l`organismo a prepararsi al riposo notturno, senza appesantire la digestione. Sale “out”. Attenzione al sodio: cibi salati, come patatine fritte in sacchetto, salatini e noccioline nuociono al sonno. Nei cibi da evitare di sera, suggerisce la Coldiretti, anche “gli alimenti in scatola per l`eccesso di sodio e di conservanti e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina”. Teina e caffeina, si sa, hanno un effetto stimolante. Se si vuole riposare bene bisogna consumarli a debita distanza dalle ore notturne. Così come i superalcolici. Anche cacao e cioccolata, ottimi tonici naturali dell`umore, non sono i più indicati se si desidera sprofondare in un lungo sonno ristoratore.

     

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    http://salute24.ilsole24ore.com/salute/puntomalattie/1849_Insonnia_di_primaveraper_12_milioni_di_italianiEcco_il_menu_anti_veglia.php

    Auto, 1.500 euro per chi rottama

      Il Governo approva il decreto salva-consumi
    Incentivi per veicoli, elettrodomestici e mobili
    notizie-news Incentivi per veicoli, elettrodomestici e mobili

    Bonus di 1.500 euro a chi rottama la vecchia auto (ma resta il bollo). Detrazione fiscale fino a 2mila euro se si acquistano elettrodomestici e mobili nell’ambito di un intervento di ristrutturazione edilizia. Agevolazione di 500 euro per chi cambia scooter. Sono questi i punti più importanti del decreto salva-consumi approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri per gli acquisti effettuati entro fine anno. La misura, di cui si attende l’entrata in vigore domani stesso e per la quale il Governo stanzia circa 2 miliardi di euro, prevede anche un bonus per chi acquista auto-ecologiche.
    Rottamazione auto. Nel dettaglio, il pacchetto introduce un bonus di 1.500 euro per chi rottama auto Euro 0, Euro 1 o Euro 2 immatricolate fino al 31 dicembre 1999 e acquista una vettura Euro 4 o Euro 5. Resta, invece, l’obbligo del pagamento del bollo (esentato nella bozza precedente). Se la vecchia automobile viene sostituita con una nuova a benzina o diesel con cilindrata inferiore a 1.300 cc, il contributo aumenta di 500 euro, quindi il bonus sale a 2mila euro. Nella riforma entrano anche le auto super ecologiche, a metano, Gpl, elettriche o a idrogeno, per il cui acquisto è previsto un bonus di 1.500 euro. Stanziato, inoltre, un bonus di 2.500 euro per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri in cambio della rottamazione di veicoli Euro 0, 1 e 2 immatricolati entro il 1999. Secondo l’Unrae, Unione nazionale rappresentati autoveicoli, i potenziali beneficiari della riforma sono i proprietari dei 18 milioni di veicoli in circolazione in Italia che hanno più di 10 anni.
    Due ruote. Novità per chi circola su due ruote che potrà ottenere un bonus di 500 euro per rottamare motorini e motocicli Euro 0 e Euro 1 in cambio di una nuova due ruote Euro 3 fino a 400 di cilindrata.
    Elettrodomestici e mobili. Vantaggi anche per chi acquista nuovi elettrodomestici e mobili, dato che il decreto introduce la possibilità di detrarre dall’Irpef il 20% delle spese sostenute (fino a un massimo di 10mila euro), se queste sono legate a un intervento di ristrutturazione edilizia. Si considereranno le domande di ristrutturazione avviate dal primo luglio 2008.

    Saltano i finanziamenti a tasso zero

    Ecco le offerte più competitive sui prestiti per l’acquisto di macchine e arredamento

    notizie-news-PRESTITOMUTUO

    Marcia indietro del Governo sui finanziamenti a tasso zero per l’acquisto di auto. Secondo quanto si apprende da fonti governative è saltata, infatti, l’ipotesi di introdurre nel decreto salva-consumi anche questa agevolazione, ventilata nei giorni scorsi. Ma intanto, quanto costa oggi chiedere un prestito per comprare un’automobile o per arredare un immobile? Stando alle migliori offerte di credito al consumo pubblicate sul portale di intermediazione www.prestitionline.it i tassi più competitivi (comprensivi degli interessi e di altri eventuali oneri accessori) oscillano tra il 7 e il9 per cento. Auto nuova. Ad esempio, un prestito finalizzato all’acquisto di un’auto nuova costa, nella migliore delle ipotesi, il 6,90% annuo. Nell’ipotesi di un piano di rimborso strutturato in tre anni, il totale da rimborsare per un prestito di 15mila euro è pari a 16.681,35 euro. Arredamento. Tassi simili anche sul versante dei prestiti per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Chiedere in prestito 5mila euro vuol dire rimborsarne, dopo due anni, circa 5.400 euro.

    fonte : www.24minuti.ilsole24ore.com/24Minuti

    Tutti i bonus del nuovo 730

    Pronti i modelli per la dichiarazione dei redditi maturati nel 2008
    Ecco come risparmiare, dagli interessi sui mutui alle spese di affitto

    È tutto pronto per i dipendenti e pensionati che dichiarano i redditi del 2008 con il modello 730/2009. Sono, infatti, definitivi modelli e istruzioni del 730 che interessa circa 14milioni di contribuenti. Come succede dal 1993, sarà, per il diciassettesimo anno, il 730 ad “aprire” la lunga stagione delle dichiarazioni dei redditi.

    Le tappe. Per il 30 aprile è in programma la consegna dei modelli ai propri sostituti d’imposta. Più tempo per la consegna a Caf (Centri di assistenza fiscale) o altri intermediari. In questo caso, la scadenza è fissata al 31 maggio 2009, che slitta a lunedì 1° giugno 2009. La scadenza del 30 aprile riguarda coloro che presentano il 730 al proprio sostituto, a condizione che questi abbia deciso, entro il 15 gennaio, di prestare loro assistenza fiscale.

    Chi può usare il modello. Il nuovo 730 – disponibile sul sito www.agenziaentrate.it – può essere usato dai contribuenti che hanno un sostituto che può fare le operazioni di conguaglio nei tempi previsti, per dichiarare redditi (posseduti nel 2008) di lavoro dipendente e assimilati; di terreni e fabbricati; di capitale; di lavoro autonomo per i quali non è richiesta partita Iva e alcuni fra redditi diversi e a tassazione separata.

     Le novità del 730. La stessa agenzia delle Entrate ha indicato le principali novità del modello 730. Tra queste, si segnalano: – la possibilità per i nuclei familiari a basso reddito di chiedere il bonus famiglia; – l’aumento del vecchio limite di 3.615,20 euro per gli interessi pagati sui mutui ipotecari per l’abitazione principale, convertibili nella detrazione Irpef del 19%, che è stato elevato a 4mila euro: questo significa che chi ha pagato 4mila euro o più di interessi sul mutuo avrà diritto a uno sconto Irpef di 760 euro (19% di 4mila euro) con un aumento di 73 euro rispetto al passato; – la detrazione del 19% per le spese di acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, entro il limite di spesa di 250 euro; – l’inclusione del Comune di residenza tra i possibili beneficiari del cinque per mille; – la possibilità di optare per una differente modalità di tassazione dei compensi percepiti per lavoro straordinario; – la detrazione del 19% riconosciuta agli studenti universitari fuori sede anche nel caso in cui le spese sono sostenute per canoni relativi a contratti di ospitalità. Lo sconto Irpef spetta per un importo non superiore a 2.633 euro (con un massimo di 500 euro). Per fruire della detrazione delle spese per canoni di locazione pagati dagli studenti, occorre che l’università sia ubicata in un Comune distante da quello di residenza dello studente almeno 100 chilometri e che il Comune di residenza dello studente appartenga in ogni caso a una provincia diversa; – la possibilità per i docenti di fruire della detrazione del 19% per le spese di formazione e auto aggiornamento; – la detrazione del 19% sui contributi versati per il riscatto di laurea dei familiari a carico.

    Le proroghe. Si potrà ancora beneficiare: – dello sconto Irpef del 55% per le spese di riqualificazione energetica; – della detrazione Irpef del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia; – della detrazione del 20% per la sostituzione di frigoriferi e congelatori e l’acquisto di motori ad elevata efficienza e di variatori di velocità; – della detrazione del 19% per le spese sostenute dai genitori per la frequenza di asili nido. Per le spese di riqualificazione energetica sostenute dal 1° gennaio 2008, sarà possibile ripartire lo sconto del 55% in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e non superiore a dieci, a scelta irrevocabile del contribuente.

    Il calendario del modello 730/2009
    Adempimenti Termini Adempimenti Termini
    Consegna del Cud 2009, per i redditi del 2008, ai dipendenti o pensionati
    28 febbraio Presentazione telematica
    dichiarazioni
    25 giugno
    Presentazione 730 al
    sostituto d’imposta
    30 aprile Il sostituto effettua il
    conguaglio e le trattenute
    a titolo di acconto
    Luglio (per i pensionati a partire da agosto o settembre)
    Presentazione 730 al Caf al professionista
    31 maggio (slitta a lunedì 1° giugno) Comunicazione al
    sostituto di non volere
    fare il secondo o unico
    acconto Irpef o di volerlo
    fare in misura inferiore
    30 settembre
    Il contribuente riceve il
    730 elaborato dal sostituto
    31 maggio (slitta a lunedì 1° giugno) Modello 730 integrativo
    al Caf o al professionista
    25 ottobre
    Il contribuente riceve il 730 elaborato dal Caf o dal professionista
    15 giugno Presentazione telematica
    730 integrativo
    10 novembre
    Il sostituto riceve la
    comunicazione dei
    risultati dei 730 elaborati dal Caf o dagli altri intermediari
    25 giugno Retribuzione al netto
    delle trattenute delle
    somme dovute a titolo di
    acconto Irpef
    Novembre

     

    fonte : http://www.24minuti.ilsole24ore.com/ Tonino Morina

    CONSUMI

    Confronta polizze auto motorino

    La crisi sta restituendo la voglia di reagire come nel dopoguerra
    DI GIAMPAOLO FABRIS

    A prima vista il 42° rapporto Censis non rileva molto di nuovo rispetto alle tante indagini che si sono succedute negli ultimi mesi. Che riflettono un Paese impaurito Censis parla addirittura di panico un profondo senso di disagio e di incertezza per il futuro, preoccupazioni per l’occupazione e il reddito.
    Ci sono però dei segnali di novità che il Censis intravede in uno scenario tanto cupo. Devo premettere che considero Beppe De Rita uno dei più acuti osservatori ed interpreti del Paese anche se, come ricercatore sociale, mi sono trovato spesso in disaccordo con le sue analisi. Troppo ideologiche, troppo riconducibili alla cultura e alla visione del suo autore. Questa volta riscontro una singolare analogia con le evidenze che vado raccogliendo da tempo nel corso di indagini. Evidenze ancora minoritarie ma convergenti nell’indicare un nuovo stato nascente di valori, comportamenti, stili di vita.
    E’ come se fosse scattato un campanello di allarme, un caveat collettivo sulla convinzione dell’insostenibilità – economica, sociale, ambientale – dei modelli di consumo sinora perseguiti. Ed anche la determinazione a venirne fuori.
    Vanno emergendo nuove scelte di consumo sia pure indotte dal minor reddito disponibile che ha però provocato una sorta di effetto maieutico di cui non si percepisce sempre la struttura latente, la loro coerenza interna, i nuovi stili di vita che inducono. Più spesso, invece, generano nuove consapevolezze, una nuova coscienza critica. Che non producono depressione o frustrazione bensì un significativo aumento di autostima, di percepito benessere.
    De Rita osserva come “le difficoltà che abbiamo di fronte possono avviare processi di complesso cambiamento. Attraverso un adattamento innovativo possiamo spingerci verso una nuova metamorfosi dopo quella tra il ’45 e il ’75 che forse è già sostanzialmente in atto”. Una provocazione parlare di un possibile effetto boom in una situazione tanto depressa? Non credo: se per metamorfosi si intende un risveglio e una nuova progettualità del Paese, la drastica presa di distanza rispetto alla morta gora verso cui stavamo procedendo. Nei consumi i segnali di discontinuità col passato sono numerosi. Molti Italiani hanno potuto verificare che una contrazione nei consumi, una maggiore oculatezza nello spendere non ha significato una penalizzazione della loro qualità della vita. Non vi è niente di ideologico in questo: soltanto una pragmatica constatazione. Un esempio recente: le difficoltà contingenti costituiscono per molti un comodo alibi per potersi parzialmente sottrarre alla coazione dei regali natalizi.
    Sul versante dell’economia, a fornire una base strutturale a questo scenario, oltre a quelle imprese che mostrano già adesso grande capacità di adattamento al nuovo non mancano energie, capacità imprenditive, creatività per una graduale riconversione verso nuovi modelli produttivi. Che non confliggano più con le risorse disponibili, con la creazione di un reale benessere, con un rapporto di servizio, e non prevalentemente strumentale, con la società. Vi sono ampie, amplissime aree di bisogno, adesso non saturate, verso cui potrebbe rivolgersi il mondo dell’offerta. Ed anche la possibilità reale di indirizzare il grande serbatoio del risparmio privato verso nuovi investimenti sicuri, socialmente utili e remunerativi. Accanto ai tanti mondi vitali delle piccole e medie imprese, dei distretti, delle tre effe (fashion, food, furniture), della metallurgia vi sono altri soggetti – le donne, i migranti, le elite creative, chi ha optato per diversi stili di vita – che possono costituire validi partner per inoltrarsi verso nuove strade. Il neo presidente Obama che progetta importanti interventi nella sfera pubblica che non abbiano soltanto un riflesso roosveltiano/congiunturale – è un esempio da non ignorare. Se in luogo dei continui appelli all’ottimismo, alla ripresa dei consumi si avesse una maggiore disponibilità a recepire i nuovi segnali forse questa crisi potrebbe essere davvero l’occasione per indurre processi di rinascita non solo economica. Una nuova proposta di civilizzazione, un nuovo ethos collettivo come avvenne negli anni Cinquanta: che veda ancora una volta protagonisti i tanti Lebenswelt che animano il Paese.

    La dieta anti-insonnia I cibi «in» e «out»: sì all’aglio, no al curry

    CONSIGLI PER DIMAGRIRE ROSANNA LAMBERTUCCI

    Verdura, frutta, carboidrati, uova e latticini: ecco gli alimenti che favoriscono il sonno, mentre è meglio evitare i cibi ricchi di sodio e di sostanze eccitanti. Queste sono le regole fondamentali della “dieta anti-insonnia” suggerita dalla Coldiretti per venire incontro alle esigenze di chi soffre di disturbi del sonno.

    I dati emersi da uno studio pubblicato su Sleep dai ricercatori dell`Università Laval di Quebec hanno recentemente evidenziato che la perdita di produttività di chi soffre di insonnia è pari a 27,6 giorni lavorativi all`anno, con quattro giorni e mezzo di assenza dal lavoro. In Italia i disturbi del sonno riguardano 12 milioni di persone e provocano, oltre ai costi sociali, anche effetti nocivi per la salute e per la qualità della vita.

    Sonno e alimentazione sono correlati: addormentarsi dopo aver mangiato in eccesso o in modo insufficiente può infatti risultare problematico. Nutrirsi con determinati alimenti, secondo la Coldiretti, può dunque favorire la distensione e, quindi, il sonno.

    Pasta, riso, orzo e pane: sono consigliabili in quanto contengono il triptofano, un aminoacido che stimola la sintesi della serotonina – il neurotrasmettitore cerebrale che favorisce il rilassamento dell`organismo – che viene facilitata anche dai cibi ricchi di zuccheri semplici come la frutta di stagione. Ottimi per dormire anche la  lattuga, il radicchio rosso e l`aglio, noti per le loro proprietà sedative, seguiti da zucca, rape e cavoli. La Coldiretti consiglia di consumare per cena anche legumi, uova bollite, carne, pesce e formaggi freschi e assumere, prima di andare a dormire, un bicchiere di latte caldo per ridurre l`acidità gastrica e produrre, durante la digestione, delle sostanze in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Anche un dolce ricco di carboidrati semplici può facilitare il sonno agendo come “antistress”.

    La sera invece niente caffè, tè, cioccolato, cacao – che contengono sostanze stimolanti come caffeina e teina – e accesso vietato anche ai superalcolici, che inducono il sonno, ma di cattiva qualità. Da evitare inoltre  alimenti conditi con curry, pepe, paprika, dado da cucina e sale in abbondanza, che rendono più difficile addormentarsi e, infine, i cibi in scatola e i salatini ricchi di sodio e conservanti, nemici di un riposo sereno.

    Data: 13-01-2009