Rincari annuali a ritmi sudamericani:un italiano su due non andrà in vacanza

Diesel+31%
Verde+12%
Pasta+22%
Pane+13%
Quello dei prezzi è ormai un bollettino quotidiano di guerra: l’Istat conferma che a giugno l’inflazione è salita del 3,8%, ma alcune voci energetiche e alimentari sono da carovita sudamericano. Il gasolio in un mese è salito del 5,4% e del 31,1% in un anno; la benzina del 4,5% e del 12,5%. La pasta è rincarata del 22,3% in 12 mesi; il pane del 13%. Secondo un’indagine della Coldiretti quest’anno un italiano su due non andrà in vacanza. Intanto l’euro continua a segnare nuovi record sul dollaro a quota 1,60.
Metà Italia non va in ferie
Secondo la Coldiretti i rincari record di alimentari
e carburanti hanno messo in ginocchio le famiglie
Un italiano su due non andrà in vacanza anche per i rincari record di gasolio e benzina, trasporti aerei, marittimi, stabilimenti balneari e camping, registrati dall’inizio dell’estate. Non solo, gli aumenti dei prezzi si riflettono anche a tavola, con notevoli riduzioni per i consumi di pane (-5,5%) e pasta (-2,5%): nel primo trimestre le quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie, secondo Ismea Ac Nielsen, sono diminuite dello 0,4 per cento. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Istat relativi all’inflazione che a giugno ha raggiunto il massimo dal 1996.
«Gli effetti del caro-petrolio sui bilanci familiari - precisa la Confederazione - hanno determinato una maggiore attenzione alle spese essenziali, che sono difficilmente comprimibili, come quelle alimentari a scapito degli altri beni e servizi, come dimostra il bilancio altamente negativo denunciato da Federalberghi per la stagione turistica e lo scarso successo dei saldi nel settore dell’abbigliamento». Coldiretti osserva che nella difficile congiuntura economica «sta cambiando la priorità delle spese dei cittadini, che se potessero disporre di 100 euro in più nel 20% dei casi li destinerebbero al cibo, nel 17% all’acquisto di vestiti, nel 14,5% per cene, nel 13,5% per libri, dischi e riviste secondo una indagine Axis per la Federazione italiana pubblici esercizi».
E anche a tavola l’aumento dei costi di trasporto dovuto ai record fatti segnare dalla benzina - sottolinea Coldiretti - «fa lievitare il consumo di prodotti locali e di stagione che due italiani su tre dichiarano di acquistare con regolarità, secondo lo studio Coldiretti-Swg “L’opinione degli italiani sull’alimentazione”, dal quale emerge che con il risparmio gli italiani riscoprono il legame con il proprio territorio e si rifugiano negli alimenti prodotti nella zona in cui vivono.

I conti online si allineano alla Bce

Ritocchi immediati agli interessi sui depositi
Nella variegata offerta di conti correnti ci sono istituti che prevedono un allineamento automatico dei tassi creditori (quelli pagati dalla banca al cliente sui depositi) alle decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea. Una peculiarità appannaggio delle banche online. Così, dopo il rialzo del costo del denaro di 25 centesimi operato ieri dall’Eurotower, è scattato subito il rialzo dal 3,75 al 4% lordo (2,92% al netto della ritenuta fiscale del 27%) di Fineco. Anche Iwbank ha alzato il tasso netto base al 3,15 per cento. Stessa politica seguita da We@bank (che remunera le giacenze fino a 50mila euro al 3,0295% o 3,285% per chi effettua almeno 18 eseguiti di Borsa a trimestre) e da Banca Sella con il conto telematico che adesso rende il 2,92% annuo.
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Banche, occhio ai tassi

Ecco le regole per i correntisti
dopo il rialzo del costo del denaro

 

Dal 9 luglio chiedere in prestito denaro costerà di più. A partire da tale data, infatti, sarà operativa la manovra annunciata ieri dalla Banca centrale europea con cui i tassi di riferimento (quelli all’ingrosso, a cui l’istituto di Francoforte presta liquidità alle banche) sono stati alzati dal 4 al 4,25 per cento. Non vi è certezza, ma è probabile che questo rincaro ricadrà anche sui finanziamenti al dettaglio, quelli chiesti da imprese e cittadini alle banche.
Con ogni probabilità, quindi, c’è da aspettarsi che i tassi debitori (quelli pagati dal cliente alla banca) verranno ritoccati all’insù. In questo caso, la prima norma di liberalizzazioni dell’ex ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha stabilito che gli istituti devono comunicare la variazione 30 giorni prima dell’entrata in vigore delle nuove condizioni. A tutela del cliente, che può recedere senza spese entro 60 giorni, è previsto il principio della simmetria dei tassi. In poche parole: se la banca, a seguito di una manovra della Bce, aumenta i tassi debitori sugli impieghi deve aumentare anche quelli creditori sui depositi. Una norma che, a giudizio delle associazioni dei consumatori, finora è stata disattesa comportando un risparmio per gli istituti di credito, in termini di minori interessi pagati da giugno 2006, di 14 miliardi di euro (si veda tabella sopra a destra). Il consiglio per i correntisti? «Dopo l’ultimo rialzo della Bce ci aspettiamo che le banche si adeguino alla norma sulla simmetria - spiega Elio Lannutti, presidente di Adusbef -. Per questo i consumatori devono recarsi allo sportello e chiedere che il tasso sui depositi venga aumentato dello 0,25 per cento».

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Viaggi da dimenticare? Come essere risarciti

Tempi e modalità per chiedere i danni a causa di voli cancellati o viaggi modificati all’ultimo
Chi non è rimasto “vittima” di qualche contrattempo in vacanza alzi la mano. Voli aerei cencellati, sistemazioni in albergo diverse da quelle viste nel catalogo e smarrimento dei bagagli. Per non parlare dei viaggi tutto incluso che si rivelano, un vero e proprio disastro, arrivati a destinazione. Che fare, dunque, per riuscire a ottenere il risarcimento danni per vacanze rovinate e quali sono i diritti del consumatore su questo tema? In primo luogo, bisogna fare una distinzione tra l’acquisto di un servizio singolo, ad esempio il volo aereo, il traghetto, o solo il soggiorno, e quello dell’intero pacchetto turistico, comprensivo di trasferimenti e soggiorno. Solo con l’acquisto dei pacchetti di viaggio il tour operator assume in proprio anche la garanzia per danni non imputabili a lui direttamente come lo smarrimento dei bagagli, la cancellazione o l’eccessivo ritardo del volo. Nel caso, invece, si acquistino servizi singoli, ogni richiesta risarcitoria dovrà essere indirizzata al responsabile reale. Per quanto riguarda i pacchetti all inclusive, è importante leggere con attenzione il contratto di viaggio che deve chiaramente indicare tutti gli elementi necessari (destinazione, orari, tappe, prezzo, riferimenti telefonici del tour operator, diritti, tasse e condizioni di recesso). Se prima della partenza l’organizzatore ha necessità di modificare in modo significativo uno o più elementi del contratto, è tenuto a darne avviso scritto al consumatore. Quest’ultimo, può non accettare le modifiche proposte e in questo caso deve essergli restituito il prezzo pagato senza applicazione di alcuna penale. A patto che la sua decisione sia comunicata all’organizzatore entro due giorni dalla comunicazione della modifica. In ogni caso, ogni ogni volta che il consumatore recede a seguito della revisione del prezzo e delle condizioni o nei casi in cui il viaggio venga cancellato per qualsiasi motivo non imputabile al consumatore, quest’ultimo ha sempre diritto al rimborso integrale del prezzo. Ma se gli inconvenienti si scoprono quando si arriva a destinazione? La prima mossa da fare è rivolgersi subito al corrispondente in loco del tour operator contestando subito, e per iscritto, ogni mancanza. Se questo non è possibile bisogna inviare un dettagliato reclamo scritto al tour operator tramite raccomandata con avviso di ricevimento, entro e non oltre dieci giorni lavorativi dalla data del rientro. L’organizzatore è tenuto a risarcire il danno rimborsando al cliente il costo dei servizi non fruiti, dei costi sopportati per alleviare il disagio e il danno morale.

Scegliere la vacanza online

Tutti i siti di riferimento
Ma 1 italiano su 4
resterà a casa
Pesa il caro-petrolio

 

La vacanza inizia davanti al computer. È lì che si sceglie la meta, si confrontano hotel, si acquistano i biglietti provando a risparmiare, si pianificano itinerari, tappe e soste lungo il percorso. Grazie alle comunità di viaggiatori che chiacchierano sul web, trovare il consiglio decisivo per evitare delusioni e brutte sorprese è davvero facile. Basta sapersi orientare tra i siti di riferimento e, con un po’ di pazienza, la vacanza può partire con il piede giusto.
Il sondaggio. Secondo una ricerca Confesercenti-publica ReS il 57% degli italiani andrà in vacanza, il 24% resterà a casa e un 19% deciderà solo all’ultimo. La spesa complessiva sarà quest’anno di 35,5 miliardi di euro, ovvero il 10% in più dell’anno scorso. A fare lievitare i costi sarà soprattutto il prezzo della benzina: si calcola che la spesa per carburante aumenterà, in media, di 100 euro a famiglia.
Auto a casa. Che il caro-petrolio influisca sui programmi estivi degli italiani lo si comprende dal calo di 9 punti (dal 69 al 60%) della percentuale di italiani che utilizzeranno l’auto per raggiungere la meta della vacanza.

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La Corsica più selvaggia

 rifugi dove rilassarsi tra natura
e mare cristallino lontani dalla folla
Senza privarsi di lusso e comodità
Preservare per preservarsi. La Corsica è così. Quella che è stata da sempre la sua debolezza, oggi è diventata la sua forza. E proprio il suo essere restia ai grandi cambiamenti, isolata, aggrappata tenacemente alla sua storia, alla sua religione e alle sue tradizioni, ha fatto oggi la sua fortuna. In un Mediterraneo affollato di vacanzieri, di discoteche sempre più trendy, di resort extralusso, l’isola è rimasta fedele a se stessa: rifugio di chi cerca silenzio e relax, luogo dove si va non per vedere e farsi vedere, ma per ritrovare se stessi, paradiso naturalistico per amanti del mare e della montagna. In questo senso la Corsica non è cambiata. E i dati dimostrano che qui non si cercano i grandi numeri, ma la qualità. Negli ultimi vent’anni l’aumento dei turisti italiani è stato del 10 per cento; oggi sono circa 300 mila. Un incremento definito di qualità. Perché se in passato la terra di Napoleone era sinonimo di vacanza spartana, naturismo, campeggi, pensioni modeste e osterie, oggi quelle antiche case, quelle vecchie trattorie si sono trasformate in dimore di charme, maison d’hôtes raffinate e ristoranti gourmand dove si recupera la sua anima più autentica. Dalle candide linee di Casadelmar, design-hotel di Porto Vecchio firmato da Jean-François Bodin, l’architetto del Museo di arte moderna di Parigi, alle sei suite del Carpe Diem Palazzu a Suarella, ricavato da una dimora settecentesca, per arrivare alle raffinatezze culinarie di Hervé Divry, il celebre chef del ristorante A Scodella di Corte, che ogni giorno indossa il grembiule bianco per preparare a mano l’impasto dei ravioli con vitello, olive e figatellu, secondo un’antica ricetta isolana. Esempi del genere oggi se ne contano molti. Ma lusso e comfort non hanno preso il sopravvento sulla natura circostante. Anzi. La Corsica conferma la sua vocazione di mondo quasi a parte, escluso dai suoni e dalle luci rutilanti dei mari à la page. E rimane sempre un microcontinente, un inno alla macchia mediterranea impreziosito da scorci di paesaggio mozzafiato e lambito da un mare dai toni del turchese. Dove chi ama la sabbia bianca e soffice può sempre contare su baie come Palombaggia, Saleccia, Rondinara. E, chi vuole soddisfare la voglia di avventura, può andare alla scoperta dei luoghi più selvaggi dell’entroterra, facendo un’escursione su una delle decine di vette con vista mare che superano i duemila metri. Per finire poi la giornata in assoluto relax in uno dei nuovi boutique hotel. Molto chic. E lontano dalla pazza folla.
Pagina a cura di Francesca Vercesi

Class action rinviata

La legge sulle cause collettive entrerà in vigore a gennaio
Rinviata al primo gennaio 2009 l’entrata in vigore dell’azione collettiva in Italia. La legge sulla class action - lo strumento che consente a più consumatori di unirsi (rappresentati da associazioni e comitati) nella richiesta di un risarcimento danni - non sarà più quindi operativa a partire dal prossimo 29 giugno come inizialmente previsto. La novità è stata annunciata questa mattina dal ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola. «Qualcuno - ha spiegato Scajola - forse ha interpretato il rinvio della class action come se fosse un disconoscimento della sua validità. Lo ritengo uno strumento in mano ai consumatori di assoluta importanza. Ma siccome il governo e io riteniamo che i provvedimenti da adottare debbano produrre effetti positivi - ha continuato - abbiamo il sospetto che così come è porterebbe a un vagone di ricorsi. Quindi il provvedimento vedrà la luce e con alcuni ritocchi renderà giustizia a chi si sente danneggiato». Scajola ha poi annunciato la convocazione per domani del «Consiglio nazionale dei consumatori per discutere insieme alle parti coinvolte i ritocchi al progetto di legge».
notiza tratta da :http://www.24minuti.ilsole24ore.com/24Minuti/

Fai da te contro il carovita

Risparmiare oltre l’80% montando
armadi e pc o imbiancando da soli

 

Prenotare una vacanza, fare il pieno di benzina o montare un mobile. Sembrano lontani anni-luce i tempi in cui per svolgere queste operazioni era inevitabile passare dalle mani degli addetti ai lavori. Come dimostrano gli ultimi dati di una ricerca Indicod-Ecr (vedere articolo in basso), il fai da te è un fenomeno che non sta subendo la crisi di altri comparti. Anzi, quella del rimboccarsi le maniche appare una pratica in linea con i tempi attuali: valorizza la parte attiva del consumatore e rappresenta un modo per combattere l’inflazione. Chi agisce in proprio può infatti risparmiare dal 10 all’80 per cento.
Nuove iniziative. L’ultima novità è l’iniziativa della Coldiretti che permette di raccogliere frutta e verdura direttamente dai campi di alcune aziende agricole. In termini pratici, per un chilo di ciliegie si pagano due euro invece dei sei che sarebbero necessari per acquistare la frutta già confezionata in un supermercato. Altrettanto di frontiera è l’iniziativa dell’associazione «Rete per l’autocostruzione del solare termico», che ha portato in Italia quella che in Austria è una prassi consolidata: montare da sé i pannelli solari sui tetti delle case. Il costo, che si limita all’acquisto dei materiali, è di 2.500 euro contro i 7mila necessari per un impianto chiavi in mano.
Risparmi domestici. Molti sono i modi per tagliare le spese di casa, a cominciare dal montaggio dei mobili. Grazie alla rivoluzione importata dalla Scandinavia con l’arrivo dell’Ikea, quasi vent’anni fa, gli italiani hanno accettato la sfida di armeggiare con viti e brugole in cambio di un risparmio del 10% sul montaggio e di un ulteriore sconto per il trasporto. Saper imbiancare le pareti è un hobby ancora più prezioso: per un appartamento di 70 metri quadri sono sufficienti 170 euro di pittura, evitando di sborsare i quasi mille in più necessari per far eseguire il lavoro a un imbianchino. E lo stesso vale per gli appassionati di giardinaggio: con un po’ di impegno si può costruire un impianto di irrigazione. Per un giardino di 100 metri quadri è possibile fare tutto con soli 270 euro di materiali, contro i quasi 700 richiesti dal giardiniere.
Casa fai-da-te. Per la propria abitazione, comunque, si può fare ancora di più: costruirsela. In questa direzione si è mossa, da qualche anno, l’ong Alisei, che ha già realizzato più di 300 case in varie regioni. Il risparmio per una villetta a schiera fuori città arriva fino al 60 per cento per chi ha voglia di passare il fine settimana a lavorare per la casa dei propri sogni. I proprietari, se vivono in un Comune che ha l’accordo con l’associazione e rispondono ai requisiti socio-economici richiesti, possono così abbattere notevolmente i costi, a patto di lavorare nel cantiere nel fine settimana.

servizio tratto da http://www.24minuti.ilsole24ore.com/24Minuti/

servizio a cura di
Eleonora Della Ratta e Fabrizio Patti

Mutui, quando rimborsare

Ecco quanto si può risparmiare
versando in anticipo del capitale
per abbattere il debito residuo

 

La crisi internazionale del credito pesa sul fronte mutui: secondo l’ultimo bollettino della Banca d’Italia il tasso medio applicato sui prestiti ipotecari oltre i cinque anni è cresciuto ad aprile dal 5,67% al 5,73 per cento. Il che, tradotto in un piano di ammortamento, significa rate più pesanti o durate più lunghe. Per reagire a questa fase di incertezza i mutuatari che hanno un gruzzolo da parte hanno a disposizione l’arma del rimborso, anche parziale, del capitale residuo. Una possibilità oggi più conveniente dato che dallo scorso anno le penali applicate dagli istituti sull’importo versato per estinguere o rimborsare in anticipo una parte del debito residuo sono state annullate o ridotte (si veda box).
Quando i ritocchi convengono. Prima di intervenire in corsa sul mutuo con dei versamenti aggiuntivi (si veda tabella) è bene, tuttavia, calcolarne la reale convenienza. «I risparmi maggiori si ottengono quando il rimborso avviene nei primi anni di vita del mutuo - spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it -. Perché in questa fase il peso della quota interessi sulla rata è maggiore di quello della quota capitale». In Italia, infatti, la maggioranza degli istituti di credito utilizzano come base di calcolo per i pagamenti il piano di ammortamento alla francese, dove la rata è costante ma varia la composizione interna della quota di interessi (nelle fasi iniziali può superare anche il 70% della rata) e di quella relativa all’effettiva restituzione del capitale (cresce con il passare degli anni).
Il ricalcolo. Ma come si ricalcola il piano di ammortamento quando si effettua un rimborso parziale anticipato? «Alcune banche mantengono l’importo della rata uguale e accorciano la durata - continua Anedda -. Ma più spesso la durata non cambia e diminuisce la rata. Per questo, è bene informarsi prima sul metodo di ricalcolo (che in ogni caso deve essere indicato nel contratto, ndr) prima di operare un rimborso».
Va aggiunto che il calcolo delle quote del nuovo piano di ammortamento, aggiornato in seguito alla restituzione anticipata di parte del capitale, non riparte da zero ma mantiene le stesse proporzioni conteggiate fino alla data del rimborso. «In caso contrario risulterebbe meno conveniente. È quello che, invece, si verifica in caso di surroga o sostituzione del mutuo (quando si trasferisce il prestito a un’altra banca, ndr) - conclude Anedda - . Il nuovo istituto ricalcola ex novo il piano di ammortamento facendo lievitare la quota interessi. Fermo restando che, se il nuovo istituto migliora le condizioni, la surroga e la sostituzione possono rivelarsi comunque vantaggiose».

notizia tratta da:  Vito Lops vito.lops@ilsole24ore.com

MUTUI, I CONSUMATORI «NON CI SONO RISPARMI»

http://digilander.libero.it/rinegoziareilmutuo/

Nuova rinegoziazione firmata Abi-Governo: vantaggi e svantaggi

Le possibilità per migliorare le condizioni di un mutuo già sottoscritto si allargano. La convenzione firmata dal Governo e dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, - inclusa nel decreto fiscale pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale - rappresenta, difatti, un’opzione in più per chi vuole alleggerire il peso della rata. Dai calcoli effettuati da MutuiOnline.it emerge, però, che sul mercato si possono trovare anche soluzioni più convenienti per affrontare il caro-mutuo.
La nuova rinegoziazione. L’accordo prevede che le banche aderenti propongano ai clienti con un mutuo a tasso variabile di ristrutturarlo in modo tale da ridurre l’importo della rata. Il mutuo, in sostanza, si trasforma in un variabile a rata costante. Vale a dire che il soggetto pagherà per tutta la durata residua sempre la stessa rata. L’eventuale differenza tra l’importo delle nuove rate e quello che il mutuatario avrebbe dovuto pagare viene accantonata in un conto accessorio su cui maturano interessi passivi (calcolati sulla base del tasso Irs a 10 anni maggiorato dello 0,50%). La somma di tali interessi verrà rimborsata con rate aggiuntive (aumenta quindi la durata pattuita). Non comportando un risparmio effettivo ma traducendosi in una dilazione di pagamento «tale soluzione - secondo MutuiOnline.it - appare idonea principalmente per i consumatori in difficoltà con il rimborso del mutuo e con limitato accesso, anche per eventuali problemi di credito, alle offerte di altre banche».
Surroga. In teoria può risultare più conveniente provare a rinegoziare il contratto con la stessa banca a condizioni migliori o spostare il mutuo presso una banca che applica un tasso più basso (attraverso la surroga). Ad esempio, chi oggi paga uno spread dell’1,5%, trasferendo il mutuo in un istituto di credito che calcola un ricarico dello 0,90%, pagherebbe, ai tassi attuali (Euribor 1 mese al 4,37%) su un mutuo ventennale di 100mila euro, 64.200 euro di interessi anziché i 72.500 previsti dal contratto originario, e ridurrebbe la rata da 719 a 684 euro. Se optasse, invece, per la rinegoziazione risultante dall’accordo Abi-Governo pagherebbe sì una rata inferiore (620 euro) a fronte, però, di una quota interessi di 93.400 euro conseguente all’allungamento di sei anni del piano di rimborso iniziale.

Cosa prevede l’accordo
La convenzione firmata dall’Abi e il Governo prevede che le banche aderenti diano la possibilità ai clienti con un mutuo a tasso variabile di rinegoziarlo, dal 1° gennaio 2009, a tali condizioni:
- il tasso diventa fisso (calcolato sulla media dei tassi applicati ai sensi del contratto nel 2006);
- la differenza tra l’importo delle nuove rate e quello che il mutuatario avrebbe dovuto pagare va in un “conto accessorio”. Se quando si finisce di pagare le rate, da questo conto risulta un importo a debito, il cliente dovrà rimborsare la banca. In questo caso si allunga la durata del mutuo.

Spread: margine di guadagno applicato dalle banche sui mutui. Si somma all’Euribor per determinare gli interessi di prestiti a tasso variabile, all’indice Irs per quelli a tasso fisso.
Rinegoziazione: operazione con cui si ridefiniscono con la stessa banca le condizioni del mutuo.
Surroga: atto con cui si sposta il mutuo presso un altro istituto. Prevede che un debitore possa trasferire senza spese l’ipoteca iscritta a garanzia di un vecchio mutuo (portabilità). È possibile modificare il tipo di tasso, lo spread e la durata.

notizia tratta da : Vito Lops http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com Il governo «ha sbandierato un accordo con l’associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all’anno per 1.250.000 famiglie circa. Peccato che la notizia sia falsa»: lo afferma l’Aduc in una nota. «Nel comunicato dell’Abi - spiega l’associazione - si legge che l’accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l’Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunché, ma pagheranno ulteriori interessi. Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari (e quindi un costo per le banche). In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi (fissi o variabili) dei mutui sono molto diminuiti. Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui (tanto remunerativi per loro e tanto costosi per i clienti). Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione (manca ancora lo specifico decreto) a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà».
«La rinegoziazione proposta dal governo e dall’Abi - prosegue la nota - può essere utile a chi è in difficoltà a pagare le rate aumentate (e non troverebbe alcuna soluzione migliore nel mercato), per cui è meglio bloccare la rata ai tassi del 2006, anche se questo implica un aumento degli interessi da pagare. Chi è in grado di pagare il vecchio mutuo a tasso variabile (o può accedere ad una surroga con tassi migliorati) è bene che non faccia questa rinegoziazione perchè non risparmia niente, anzi aumenta gli interessi da dare alla banca». Insomma, conclude l’Aduc, «ci dispiace dirlo, ma sul fronte della tutela degli utenti bancari, il governo è partito male».
Critico anche il Movimento per la difesa del cittadino. «L’annuncio fatto ieri dal ministro Tremonti di un accordo con l’Abi per un ripensamento dei tassi sui mutui a tasso variabile rischia di configurare un accordo di cartello che è bene che l’Antitrust metta sotto osservazione», sostiene l’associazione. «Invece di rafforzare ed eventualmente semplificare le norme sulla portabilità dei mutui volute da Bersani - spiega Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino - il Governo e l’Abi scelgono di “congelare” i clienti mutuatari nell’istituto bancario di appartenenza. Viene così ad essere vanificata qualsiasi logica di competizione e di mercato che era alla base dei provvedimenti sulla portabilità. Secondo quanto previsto dall’accordo Governo-Abi, infatti, il mutuatario non potrà scegliere proposte di altri istituti bancari che gli offrono tassi più convenienti, con un immediato e permanente risparmio, ma torna provvisoriamente ai livelli delle rate 2006 salvo poi pagare alla scadenza del mutuo differenze di interessi che potrebbero allungare per anni la durata del mutuo stesso».L’INTESA CON L’ABI La misura a favore delle famiglie con mutuo a tasso variabile potrebbe riguardare un esercito di circa 1,25 milioni di nuclei familiari che - sulla base di un mutuo ventennale da 80.000 euro - dovrebbero risparmiare circa 850 euro l’anno ciascuna. A spiegarlo è l’Abi in una nota relativa alla convenzione tra l’associazione bancaria italiana ed il Ministero dell’Economia per «le famiglie in difficoltà», annunciata ieri al termine del Cdm.
Nei suoi punti essenziali, quindi, il provvedimento prevede che, per chi accede alla rinegoziazione, il mutuo diventa a rata fissa, il cui importo è quello pagato in media nel 2006, mentre la durata resta inizialmente invariata e il suo eventuale allungamento dipenderà dall’andamento dei tassi di interesse. «L’iniziativa - ha dichiarato il presidente dell’Abi, Corrado Faissola - viene incontro a quelle famiglie che si sono trovate in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo dopo i rialzi dei tassi di interesse decisi dalla Bce dalla fine del 2005». Questo provvedimento, che si aggiunge alla «attività molto consistente di rinegoziazione dei mutui» avviata dalle banche già dal 2007, «sarà possibile estendere ad una più ampia platea di famiglie l’opportunità di ricorrere alla rinegoziazione con un’unica procedura, semplice e trasparente. La Convenzione è la prima conferma dell’impegno fattivo che abbiamo annunciato al Governo per contribuire alla ripresa del Paese e della sua economia».
La Convenzione, spiega la nota, sarà stipulata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge varato oggi dal Cdm, riguarda i mutui a tasso variabile stipulati anteriormente al primo gennaio 2007 e, di fatto, consentirà di «ridurre e stabilizzare l’importo delle rate da corrispondere fino alla data di originaria scadenza del prestito».
Scendendo nei dettagli tecnici, l’Abi spiega che «la rinegoziazione comporta la riduzione dell’importo delle rate del mutuo a cominciare da quelle che andranno a scadere dopo 90 giorni decorrenti dalla data della rinegoziazione. La nuova rata sarà calcolata applicando all’importo originario del mutuo il tasso di interesse contrattuale medio del 2006». Allo stesso tempo, «la differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall’atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso IRS a dieci anni, riferito alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 (dunque tasso fisso)».
Infine, «non ci sarà bisogno di ulteriori garanzie da parte del cliente oltre quelle già previste per il mutuo oggetto di rinegoziazione». Per quanto riguarda la scadenza del mutuo rinegoziato, spiega l’associazione bancaria, «se nel tempo che va dal momento della rinegoziazione alla scadenza i tassi di interesse sono mediamente saliti o non sufficientemente diminuiti, la durata del mutuo verrà automaticamente estesa - sempre con la medesima rata fissa - per il periodo sufficiente a rimborsare l’eventuale finanziamento accessorio». Se invece «durante la vita del mutuo rinegoziato i tassi di interesse scendono in misura superiore al beneficio già acquisito con il passaggio alla rata fissa, il beneficio legato al nuovo tasso verrà riconosciuto attraverso il ritorno ad una inferiore rata variabile come prevista dal mutuo originario».

 

notizie tratta da http://www.leggo.it/