Le ‘batterie’ per rinnovabili, sicurezza e stabilit sistema

Come delle ‘batterie’ per le rinnovabili che possono offrire maggiore sicurezza e stabilit al sistema elettrico.

Sono questi, semplificando, i sistemi di accumulo elettrochimico su cui Rse (Ricerca sul sistema energetico) e Anie-energia (che conta 220 aziende associate) hanno collaborato alla redazione del ‘Libro bianco’ che racconta degli scenari e delle prospettive del settore, presentato nella sede del Gse (Gestore dei servizi energetici).

La crescente quota di generazione da fonti rinnovabili – spiegano Rse e Anie-energia – richiede necessariamente il ripensamento e la ridefinizione di scenari e tecnologie che devono essere applicate e inserite all’interno del sistema per poterlo rendere ancora ”più efficiente, sicuro e performante, a beneficio degli utenti e di tutti gli attori coinvolti”. In quest’ottica ”l’accumulo elettrochimico che può svolgere una funzione determinante per il sistema elettrico nel garantire flessibilità, sicurezza, controllo e stabilità dei parametri di rete e una gestione ottimale dell’energia da parte dei produttori e dei consumatori”.

Secondo Stefano Besseghini, amministratore delegato di Rse, nel ‘Libro bianco’ si evidenziano ”le opportunità che l’installazione di un sistema di accumulo elettrochimico può offrire agli operatori e al sistema elettrico e ne analizza vantaggi e criticità”; da Rse stata dedicata ”particolare attenzione alla valutazione degli aspetti tecnici come la regolazione primaria di frequenza, l’inerzia sintetica, la regolazione di tensione”, oltre che ai contributi che si possono offrire al mercato del bilanciamento e alle applicazioni per gli autoconsumi da generazione distribuita.

”Nel lavoro di ricerca – spiega Nicola Cosciani, presidente Gruppo sistemi di accumulo Anie-energia – si cerca di dare risposta a tre quesiti fondamentali per la comprensione delle potenzialità di sviluppo del settore dell’accumulo elettrochimico: quali sono le applicazioni di maggior rilievo e interesse, in quali di queste applicazioni l’accumulo elettrochimico ha raggiunto o prossimo alla competitività e quali mutamenti di scenario, in termini di normativa e di costi e prestazioni della tecnologia, possono facilitare la diffusione dei sistemi di accumulo anche nel nostro Paese”.

L’ampia diffusione dei sistemi di accumulo tuttora limitata – si osserva nello studio – ”dagli attuali costi della tecnologia e dai meccanismi di mercato” ma ”l’analisi dei casi evidenzia la grande varietà di situazioni” in cui possibile utilizzare l’accumulo elettrochimico. La situazione per tuttora in evoluzione: ”con la crescente diffusione delle fonti rinnovabili non programmabili, i servizi resi dagli impianti convenzionali potrebbero non essere più sufficienti a garantire la sicurezza del sistema. Questo renderebbe indispensabile il ricorso ai sistemi di accumulo”. Queste ‘batterie’ a energia verde ”risultano convenienti, ai prezzi di mercato e sulla base delle regolamentazioni attuali, in alcune specifiche situazioni” tra cui, per esempio, ”l’integrazione in impianti convenzionali ‘base load’ e l’installazione in piccole isole non connesse alla rete nazionale”. Infine, sul versante tecnologico, ”la maturazione delle soluzioni esistenti e lo sviluppo di nuove tecnologie di accumulo potranno, a breve, portare a un decisa riduzione del loro costo”. Si tratta perci ”di una partita appena cominciata”.

Fonte: http://www.ansa.it

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