Da parchi business da 600 mld ma governi ne investono 10 –

I parchi e le riserve naturali del mondo ricevono ogni anno 8 miliardi di visite, in un flusso turistico che pu generare 600 miliardi di dollari. Per gestire bene queste aree basterebbe reinvestire una piccola parte delle entrate, dai 30 ai 40 miliardi, eppure dai governi mondiali non arrivano pi di 10 miliardi all’anno. Una cifra ”gravemente insufficiente” a salvaguardare le risorse naturali del Pianeta. A fare il punto nuovo studio condotto dall’universit inglese di Cambridge insieme agli atenei statunitensi di Princeton e Washington, che ha valutato su scala globale la frequentazione delle circa 150mila aree protette della Terra e il giro d’affari collegato tra biglietti d’ingresso e trasporti, ristorazione e pernottamenti.

Investire in natura, spiegano i ricercatori, ha un ritorno economico e offre una serie di altri vantaggi, a cominciare dalla tutela della biodiversit. In Italia “la gestione dei 23 parchi nazionali costano allo Stato 70 milioni di euro, una somma sufficiente” secondo il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri che per osserva come “la cosa pi grave siano i vincoli di spesa che impediscono una gestione manageriale”.

”Queste zone del mondo ci offrono benefici incalcolabili, dalla stabilizzazione del clima e dalla regolazione dei flussi d’acqua alla protezione di un numero elevato di specie”, dice Andrew Balmford, autore principale dello studio. ”Ora stiamo dimostrando che le aree naturali, attraverso il turismo, contribuiscono in modo significativo all’economia globale. tempo che i governi investano adeguatamente su queste aree”.

Le risorse necessarie sono tre-quattro volte superiori alla spesa attuale, e per gli esperti si tratta di investimenti sostenibili. ”Tre mesi di utili della Apple (18 miliardi di dollari nell’ultima trimestrale) potrebbero fare molto per garantire il futuro della natura”, sottolinea Balmford. ”L’umanit non ha bisogno delle comunicazioni elettroniche per sopravvivere, ma ha bisogno della natura”. Invece di aumentare, per, gli investimenti sembrano diminuire. Stando a un recente studio dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) e della Wildlife conservation society, negli Usa dal 2009 al 2013 il budget a disposizione della rete nazionale dei parchi si ridotto del 13%. In Canada la spesa stata tagliata del 15% a 800 milioni di dollari locali, nonostante i parchi generino entrate per 4,6 miliardi. In Australia il parco marino della grande barriera corallina nel 2013 ha avuto a disposizione 50 milioni di dollari australiani, mentre 5,2 miliardi sono venuti dal turismo in quell’area. Entrate ora a rischio per il progressivo degrado che caratterizza la barriera ormai da 30 anni.

Un cambiamento potrebbe arrivare dalla ‘Promessa di Sydney’, un documento presentato a conclusione del Congresso mondiale dei parchi che si svolto in Australia a novembre, che contiene gli impegni di governi, organizzazioni internazionali e settore privato per salvare i beni naturali del Pianeta. Si tratta di un percorso per arrivare a proteggere almeno il 17% delle terre emerse e il 10% degli oceani entro il 2020, come previsto dalla Convenzione sulla diversit biologica.

Fonte: http://www.ansa.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...