In BancoPosta e in banca è più facile cambiare conto

Il caso di Poste Italiane, che con una nuova proposta migliorativa, si è sganciata dall’istruttoria aperta dall’Antitrust sui conti correnti dimostra che è possibile ottenere tempi più rapidi e minori costi dal rapporto instaurato con il proprio intermediario finanziario. Tanto più se i servizi offerti sono di base, non sono legati a complessità operative o tecnologiche. Che sono spesso anche alibi per trattenere il cliente e scoraggiarlo a cambiare intermediario.

Secondo l’Authority «gli impegni presentati da Poste Italiane sono idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale in quanto consentono di accelerare il processo di estinzione dei conti correnti e favoriscono la mobilità della clientela». Le misure vincolanti – vedi in pagina – prevedono il rispetto di tempi massimi di chiusura dei conti correnti in 15 giorni, salvo casi particolari. I nove impegni assunti su modalità e costi di uscita dai conti correnti postali possono essere anche un punto di riferimento per chi preferisce le banche.

BancoPosta non è infatti l’unico caso di evoluzione delle regole a favore del cliente. Le concorrenti banche, e qualche volta le compagnie assicurative, hanno dovuto fare i conti con una sempre maggiore attenzione dei risparmiatori a regole e cavilli che impediscono una reale espressione della concorrenza.

Tanti passi avanti sono stati fatti: il tasso di mobilità si è portato al 10-12%, in linea con altri Paesi europei, dopo essere stato inchiodato al 7-8% negli anni scorsi. Ovviamente non è obbligatorio cambiare fornitore di servizi finanziari, l’importante è avere la certezza che in caso di offerte migliori nessun ostacolo sia stato posto alla porta di uscita. Vale per i mutui, vale per le polizze e per tanti altri contratti finanziari.

Il conto corrente è il rapporto di base, indispensabile, che contiene con le anagrafiche molte informazioni su entrate e uscite della famiglie. È il più conteso. Sembra essere però fonte di buona parte del contenzioso almeno da quanto risulta nei dati a disposizione dell’Arbitro Bancario Finanziario (vedi scheda a fianco). I costi sono un capitolo delicato e la possibilità di sganciarsi facilmente è un buon modo per il cliente per cercare di meglio. O per trattare condizioni migliori. L’Antitrust lo scorso anno aveva però ricordato «le lentezze nella chiusura di un conto per aprirne un altro: per quanto i tempi si siano ridotti, è sufficiente avere una carta di credito o la Viacard per vederli dilatare anche fino a 37 giorni. Vanno infine scissi i legami tra conti correnti e altri prodotti».

Una più attenta gestione del proprio rapporto con la banca permette di risparmiare, scegliendo l’offerta migliore e la più adatta alle proprie caratteristiche. Risparmi sono possibili e la stessa Autorità per la concorrenza ha stimato una minor incidenza degli oneri sul c/c fino a un massimo di 180 euro. Eppure la voglia di andare a ricontrattare o cambiare casacca è scarsa. I risparmiatori faticano ad avere le informazioni adeguate, non colgono i varchi di una regolamentazione più favorevole. Tutto il dibattito sulla portabilità dei c/c, dei mutui ha prodotto una cultura diversa anche fra i legislatori e i regolamentatori. È il momento di approfittarne.

fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-01/in-bancoposta-e-banca-e-piu-facile-cambiare-conto–184855.shtml?uuid=ABodfPpB

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...