Geronimo Stilton, datemi un topo e risolleverò l’editoria

film

Puntare tutto su un topo poteva sembrare una scelta azzardata, e infatti quando Elisabetta Dami lo propose al padre Pietro, editore specializzato in libri cartonati per la prima infanzia, lui esitò, ce n’era già uno troppo famoso in giro. Ma Geronimo Stilton è stato più forte di qualsiasi sensata obiezione ed è nato lo stesso, nel 1999, a casa Piemme, diventando in pochi anni uno straordinario fenomeno editoriale globale: tradotto in 42 lingue, ha venduto più di 28 milioni di copie solo in Italia, oltre cento nel mondo, ed è anche diventato un cartoon. Senza nessuna soggezione verso l’illustre predecessore: «Sono lusingato di essere paragonato a Topolino, uno dei miei miti, che leggevo fin da piccolo – dice lui -. D’altronde i topi sono animali molto intelligenti, che imparano dai propri errori e hanno senso critico. Hanno anche un forte spirito di gruppo». 

 

Già, perché Geronimo Stilton parla in prima persona, e in prima persona firma i suoi libri, non per nulla di mestiere fa il direttore dell’Eco del Roditore, il giornale della sua città, Topazia («Un’informazione sempre dalla parte dei ragazzi», precisa). Elisabetta Dami preferisce apparire il meno possibile, per rispetto dei sogni dei bambini che pensano sia lui stesso a scrivere le sue storie. «Geronimo nasce come risposta all’esigenza di poter contare su un amico fidato e sincero – ripete da sempre – che li faccia sentire meno soli. Ha i problemi di tutti, come timidezza e insicurezza. Identificandosi con lui, i ragazzi scoprono che per essere un eroe non serve essere perfetti, e che accettarsi così come si è rappresenta un segno di forza morale».

 

Geronimo è infatti tutt’altro che un eroe senza paura: ogni volta che deve imbarcarsi in un’avventura – spesso accompagnato dal nipote Benjamin o dall’ardita sorella Tea, a sua volta protagonista di una serie di libri – esita e trema, ma riesce sempre a vincere i suoi timori: «Confermo, sono un tipo, anzi un topo, piuttosto fifone… Ho paura praticamente di tutto: soffro di mal d’aria, mal d’auto, mal di mare e se devo parlare in pubblico mi ingarbuglio e divento paonazzo… Ma se un amico chiede aiuto, sono pronto ad affrontare qualsiasi pericolo».

Molto del successo dei libri è dovuto alla riuscita miscela di testo e disegni, un format innovativo con grafismi che si alternano alle illustrazioni per avvicinare alla lettura anche i bambini intimoriti dalla pagina scritta. È così che Geronimo è riuscito a far breccia nella generazione Internet. «La lettura è un’esperienza straordinaria, che va vissuta con tutti i sensi. I colori, i caratteri, gli odori permettono di assaporarla in modo sempre più coinvolgente». Anche nella prossima avventura (in libreria a settembre), Nono viaggio nel regno della fantasia, dove Stilton corre ancora in aiuto della regina Floridiana de Flor, ci sono tre pagine profumate per far vivere ai piccoli lettori un’esperienza multisensoriale. Secondo la Dami «i Millennials sembrano molto diversi dalle generazioni precedenti, e in effetti lo sono per abitudini, ma il cuore resta lo stesso… Ci sarà sempre bisogno di buone storie ben raccontate. Perché in ogni buona storia il lettore trova lo spunto a interrogarsi, a iniziare un viaggio interiore per conoscersi meglio».

 

L’arma in più di Geronimo è l’umorismo, che diventa una chiave per capire la vita, superare i problemi e diventare grandi. «Saper ridere dei propri guai è importantissimo», su questo autrice e topo sono pienamente d’accordo (in realtà sono d’accordo su tutto, tranne che sui gatti, perché lui li detesta mentre lei ne possiede uno, Gatto Grigio, che ama moltissimo). D’altronde Elisabetta Dami ha immaginato Stilton quando faceva volontariato in ospedale con i piccoli malati, e farli ridere e dimenticare i problemi anche solo per poco era fondamentale. «Quando mi ritrovo coinvolto in situazioni bizzarre, in cui faccio sempre la figura del fifone, non mi diverto per nulla! – ammette Stilton -. Per fortuna mi piace raccontarle con ironia e alla fine trovo sempre un senso».

 

Storie buffe ma che propongono valori di cui i ragazzi sentono il bisogno: amicizia, solidarietà, rispetto per gli altri. Il successo travolgente non ha cambiato la filosofia del topo: «Non ce lo aspettavamo – concludono i due -, ma ne siamo felici perché significa che abbiamo raggiunto il cuore dei ragazzi, e questa è la sola cosa che importa: condividere le emozioni».

fonte:http://www.lastampa.it/2014/07/21/cultura/geronimo-stilton-datemi-un-topo-e-risollever-leditoria-OFwEIiTwZjfVixVeHAQeqL/pagina.html

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