Conti di deposito, sorpresa a giugno: tornano a salire i tassi a lunga scadenza

Improvvisa inversione della curva dei rendimenti a lunga per i conti di deposito a giugno: su 452 strumenti censiti nella consueta rilevazione mensile di Plus24, solo uno ormai rende il 4% lordo – con un vincolo di 60 mesi -, ma i tassi medi per le durate dai 30 mesi in su sono in recupero dopo una contrazione costante segnata, mese dopo mese, negli ultimi due anni e mezzo. Continua a calare invece il rendimento medio dei contratti vincolati sino a due anni, con punte di arretramento su base mensile ancora molto forti. Lo conferma l’analisi dei tassi lordi contenuti nella tabella pubblicata ogni quarto sabato del mese dal settimanale di finanza e risparmio del Sole 24 Ore.

Su questi, da martedì primo luglio, va poi applicata la nuova aliquota d’imposta che è salita dal precedente 20 al 26% degli interessi. Attenzione, però: si tratta di un valore ancora al lordo dell’imposta di bollo che dal primo gennaio, per le persone fisiche, è già salita dall’1,5 al 2 per mille su base annua, calcolata sulla base dell’importo investito. Per le imprese, invece, il tetto massimo d’imposta è passato a 14mila euro.

Continua la débâcle dei tassi massimi
Continua dunque la débâcle dei rendimenti massimi, se si considera che a fine 2012 erano ben 35 i contratti che offrivano rendimenti dal 4% annuo lordo in su (quattro dei quali pagavano un interesse pari o superiore al 5% con un picco del 5,2% lordo su vincoli di 30 mesi). Ora invece un solo prodotto rende il 4% medio lodo annuo, ma con un vincolo di 60 mesi, mentre sono 25 quelli che rendono dal 3% medio lordo annuo in su e solo 12 rendono tra il 3,05 e il 3,75% lordo annuo. Si comincia però a verificare un fenomeno nuovo, che consiste nel livellamento verso l’alto dei tassi pagati da un campione più vasto di prodotti a scadenza medio-lunga. La competizione tra gli istituti offerenti, quindi, pare innescare una dinamica nuova per i vincoli più protratti. Tanto che il tasso medio rilevato sul mercato per tutte le scadenze torna a salire dopo un costante arretramento: era all’1,80% a maggio mentre a giugno è tornato all’1,83% medio annuo lordo.

Le migliori proposte sul mercato
La compressione dei rendimenti netti non deriva soltanto dal calo dei tassi lordi riconosciuti a questi strumenti di “parcheggio” della liquidità ma anche dall’aumento della fiscalità. Certo, esistono strumenti che rendono di più del tasso medio rilevato da Plus24 con il suo censimento mensile del mercato bancario ma sono pagati talvolta da istituti in difficoltà che devono offrire un tasso più elevato di altri per ottenere dal mercato la liquidità di cui hanno bisogno. Tuttavia, i risparmiatori non devono dimenticare che comunque qualsiasi conto di deposito gode, sino a 100mila euro, della garanzia del Fondo interbancario di tutela.

Rendimenti medi a due velocità
Secondo le ultime rilevazioni mensili, non si arresta la ritirata dei rendimenti medi. I tassi lordi continuano a scivolare per le scadenze più brevi o per i prodotti senza vincolo: 1,34% a giugno era l’interesse pagato dai nuovi conti di deposito senza vincolo, ben 23 punti base in meno dei rendimenti di maggio. In calo dallo 0,96% allo 0,93% i tassi a un mese, in picchiata addirittura di 4 decimi di punto all’1,25% quelli sulla durata del bimestre, in calo di otto punti base quelli trimestrali (all’1,35%), stabili allo 0,4% quelli quadrimetrali e in ulteriore contrazione di nove punti base all’1,57% quelli semestrali e di otto sulla durata dei nove mesi (all’1,73%) come pure quelli sulla durata del vincolo a 12 mesi (rendimento medio all’1,85%). Le durate a 18 e 24 mesi vedono un arretramento rispettivo dei tassi medi di 12 e sei punti base al 2 e al 2,08% lordo annuo.

In ripresa invece i rendimenti offerti da contratti con vincoli sulle durate da due anni e mezzo a salire: i tassi lordi medi per contratti di 30 mesi a giugno hanno segnato un progresso su base mensile di 27 punti base al 2,25% (ma a maggio avevano perso addirittura 65 punti base), che si riducono a cinque punti base per i vincoli triennali (al 2,32%). Rispetto alla media delle offerte di maggio, il mese scorso ha visto i tassi lordi dei contratti con vincoli quadriennali stabili al 2,54%. Infine, per le durate più lunghe, quelle quinquennali, la ripresa degli interessi medi su base mensile a giugno ha fatto segnare un recupero di 17 punti base al 2,91 per cento.

L’impatto della nuova fiscalità e dell’inflazione
Martedì scorso, primo luglio, però, è scattata la nuova aliquota sulla tassazione delle rendite finanziarie, salita al 26%. Il rendimento medio lordo annuo di un conto di deposito firmato da quella data è stato dell’1,85% rispetto all’1,93% di maggio. Nel caso di un investimento di 100mila euro, l’imposta di bollo resterà stabile a 200 euro, ma la ritenuta sugli interessi passerà dai precedenti 386 euro (con l’aliquota al 20%) a 481 euro (aliquota al 26%). In totale, il prelievo fiscale sull’investimento salirà da 586 a 681 euro, con un aggravio di 95 euro. Il rendimento netto scenderà dunque da 1.344 euro di maggio a 1.169 euro, l’1,169% circa. Con l’inflazione annua calata allo 0,1% di giugno, il rendimento reale netto – se il carovita restasse stabile a questa soglia per i prossimi 12 mesi – sarà pari allo 1,069% annuo.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-07-02/conti-deposito-sorpresa-giugno-tornano-salire-tassi-lunga-174903.shtml?uuid=AB7G04WB

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