Il Jobs Act è pronto a decollare

lavoro cuocoPronto sulla rampa di lancio anche il Jobs Act, terza misura chiave fra quelle promesse dal Premier Matteo Renzi, assieme alla legge elettorale ed al taglio del cuneo fiscale.
Renzi sta infatti predisponendo il suo bazooka economico, una sorta di Abenomics all’italiana, che dovrebbe consentire un rilancio della spesa e dell’occupazione, assieme ad una maggiore efficienza della struttura istituzionale. Fra l’altro, buona parte delle misure, dati i vincoli imposti da Bruxelles per il pareggio di bilancio, saranno finanziate con la spending review e con altre risorse reperite dal nuovo esecutivo. A questo proposito, proprio ieri il Ministero dell’economia ha annunciato che il Commissario straordinario per la revisione della spesa Carlo Cottarelli ha “trasmesso le sue proposte di intervento al Comitato interministeriale, presieduto dal Presidente del Consiglio, appositamente costituito”. Cottarelli sarà inoltre sentito oggi alla Commissione bilancio del Senato per un aggiornamento sullo stato delle procedure di revisione della spesa pubblica. Stando alle ultime indiscrezioni trapelate da fonti del Governo, la spending review dovrebbe fruttare ben 5 miliardi, una cifra superiore ai 2 miliardi ipotizzati inizialmente. Ma cosa prevede il Jobs Act? La riforma del mercato del lavoro, la seconda nel giro di un biennio, si propone l’obiettivo di rilanciare l’occupazione, attraverso  un ripensamento dell’assegno di disoccupazione, della normativa sul lavoro ed un ridisegno in chiave moderna delle agenzie dell’impiego. L’elemento cardine della riforma sono gli ammortizzatori sociali, in particolare la cassa integrazione, che andrebbe sparendo progressivamente, a favore del sussidio di disoccupazione niversale, noto come Naspi, che prevede un sussidio di 1100-1200 euro per massimi due anni. La grande innovazione riguarda la platea: non solo lavoratori con contratto, ma anche collaboratori a progetto. Una misura a costo zero sulla quale l’UE ha già espresso perplessità. Il secondo punto riguarda il contratto unico di lavoro, anche questo a costo zero, che si propone di dare un colpo alla giungla dei contratti di lavoro (oggi ve ne sono almeno quaranta), assicurando il tempo indeterminato a tutele crescenti (niente articolo 18 per tre anni). La terza misura riguarda i centri per l’impiego, con la creazione dell’Agenzia Unica federale, opportunamente informatizzata ed efficiente. Si tratta del progetto “Garanzia Giovani”, che si colloca nell’ambito delle misure sollecitate in sede europea con la Youth Garantee, che prevedono il proseguimento del percorso professionale e di studio.

fonte:http://economia.ilmessaggero.it/flashnews/il-jobs-act-amp-egrave-pronto-a-decollare/569825.shtml

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