Manovra: prima casa, detrazioni per le famiglie ma decidono i Comuni

imagesT53RH5LFUna dotazione finanziaria ai Comuni, vincolata alla concessione di detrazioni in particolare per i carichi familiari. È questa la soluzione su cui ieri sera erano orientati governo e maggioranza per rimuovere il più importante ostacolo sulla strada dell’approvazione della legge di Stabilità in commissione Bilancio del Senato: quello relativo alla tassazione della casa. Le sedute domenicali a Palazzo Madama sono state tutt’altro che tranquille, con l’affannosa ricerca di un compromesso sui nodi ancora aperti e qualche incidente per l’esecutivo, che è stato battuto due volte su proposte per le quali aveva espresso parere contrario.

Ritardo sui tempi previsti A questo punto è probabile uno slittamento dei tempi previsti per l’approdo del provvedimento nell’aula di Palazzo Madama. L’inizio della discussione era in programma per oggi pomeriggio, ma è probabile che le votazioni in commissione e il conseguente via libera finale subiscano un ritardo almeno di alcune ore. Se il passaggio in aula avvenisse domani, allora con tutta probabilità il governo ricorrerebbe al voto di fiducia: il relativo maxi-emendamento dovrebbe comunque recepire la versione del testo approvata in commissione.

Il dossier La tassazione della casa per il 2014, dopo la cancellazione dell’Imu, è naturalmente il dossier più delicato, dal punto di vista tecnico ma anche e soprattutto da quello politico. La trattativa fra i partiti (e nel governo) è andata avanti nella serata di ieri e l’emendamento sarà formalizzato solo stamattina. L’obiettivo che si pongono i partiti di maggioranza è essenzialmente uno: fare in modo che non risultino penalizzati i proprietari degli immobili con valore catastale basso e medio-basso, che con la precedente imposta municipale non pagavano o pagavano poco grazie alla detrazione per abitazione principale e a quelle per i figli residenti.

La norma sugli stadi Per questo si era pensato di riprodurre nella Tasi (la nuova tassa sui servizi) la struttura dell’Imu basata su detrazioni fissate a livello nazionale. Nelle ultime ore però è prevalsa la scelta di non tradire l’impostazione federale con la quale era stata concepita la tassa sui servizi. Dunque il governo incrementerà la dote finanziaria già concessa ai Comuni per dare loro margini di manovra, che nella versione originaria della legge era di 1 miliardo.

I sindaci Naturalmente, il quantum è un punto delicato. L’Anci sosteneva che servisse almeno un altro miliardo e mezzo, ma probabilmente si accontenterebbe di un miliardo. Al momento però l’esecutivo sarebbe orientato a stanziare una somma più bassa, circa 400 milioni. Soldi che i sindaci non potrebbero maneggiare liberamente, ma dovrebbero utilizzare in modo specifico per la concessione di detrazioni in particolare riservate ai nuclei familiari. Che sia un caso o no, 400 milioni è più o meno la somma impiegata nel 2012 per finanziare la detrazione Imu di 50 euro per ciascun figlio residente nell’abitazione. Dunque l’effetto sarebbe comunque limitato, perché mancherebbe il più sostanzioso sconto da 200 euro per abitazione principale.

Nuovi nodi Nella serata di ieri l’intesa politica pareva raggiunta anche su un altro tema spinoso, quello finalizzato alla realizzazione di stadi e impianti sportivi nelle città. Rispetto alla prima versione dell’emendamento è saltata la norma che avrebbe permesso ai privati che realizzano queste opere di costruire indiscriminatamente altri edifici anche in aree diverse dello stesso centro abitato. Inoltre la priorità verrebbe data al recupero di impianti già esistenti.

fonte: http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/casa-manovra-tasse-detrazioni-famiglie-comuni/370431.shtml

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