«Addolorato per la scelta di Alfano ma saremo un’unica coalizione»

Silvio Berlusconi apre il Consiglio nazionale del Pdl, che ha ratificato la rinascita di Forza Italia, e non fa sconti. «Nessuna alleanza con chi vuole eliminarmi», dice riferendosi all’intenzione del partito di staccare la spina al governo Letta dopo la votazione sulla sua decadenza da senatore. È «addolorato» per la scelta di Angelino Alfano e degli altri governativi di formare nuovi gruppi alla Camera e al Senato ma assicura sul futuro: «Saremo un’unica coalizione di moderati». Poi rivela: «Venti senatori del MoVimento 5 Stelle sono pronti a votare a favore del governo».

Il Cavaliere arriva al Palazzo dei Congressi di Roma poco dopo le 11. È un fiume in piena. «La dipartita nostra dal Pdl, che dovrà rimanere probabilmente come nome da usare per la coalizione di tutti i moderati e di Forza Italia, trova la sua ragione nei grandi cambiamenti che ci sono stati negli ultimi anni». Poi aggiunge: «Siamo tutti meno giovani e dobbiamo lanciare un nuovo appello ai ragazzi e alle ragazze, coloro che sono protagonisti nelle imprese, nella cultura e nell’università: voi che siete di buona volontà, avete la consapevolezza di come stanno andando le cose nel Paese, questi politici sono anche frutto delle vostre scelte elettorali e quindi anche voi siete in colpa se non avete saputo indicare una classe dirigente migliore e se adesso non scendete in campo in prima persona».

Berlusconi si è soffermato sulle scelte politiche: «È molto difficile pensare di restare alleati in Parlamento e seduti allo stesso tavolo in Consiglio dei ministri con qualcuno che vuole uccidere il tuo leader». Poi sulla scissione: «Devo parlare della divisione che si è verificata ieri e va contro la visione di unire tutti i moderati che se stessero insieme sarebbero la maggioranza degli elettori». Ha ironizzato sul nome scelto da Alfano e company per il nuovo movimento: «Nuovo centrodestra» è «poco efficace, soprattutto vedendo chi lo propone. Ho proposto, per scherzo di usare il nome di “Cugini d’Italia”, considerata già la presenza di “Fratelli d’Italia”, così saremmo tutta una famiglia». Non risparmia la stilettata al gruppo di Alfano che ora «sosterrà la sinistra» ma poi, ribadisce, «dovrà tornare nella nostra coalizione». Perciò, è l’invito dell’ex presidente del Consiglio, non bisogna fare dichiarazioni contro di loro perché altrimenti si rischia «di allargare il solco». Poi Berlusconi rivela: «Dopo la decisione di 23 nostri senatori il 2 ottobre non eravamo e non siamo più in grado di far cadere il governo. Anche perché sono venuti fuori 20 nomi di componenti del M5S che hanno garantito il sostegno al governo. Noi al massimo ci saremmo messi fuori» prendendo in esame i provvedimenti.

Ma Berlusconi ha parlato parecchio anche sullo stato dell’economia italiana e sull’Europa. «Non possiamo pensare che leggi finanziare come l’attuale legge di stabilità possano portare ad alcun risultato: serve un cambiamento della politica imposta dalla Germania e dal suo governo all’Europa, una politica di austerità che premia solo la Germania con il risultato che questa è stata denunciata per la prima volta dalla stessa Comunità europea». Non è mancato nemmeno l’attacco a Monti che «ha fatto una politica in ginocchio davanti la Germania, ha fatto approvare dal Parlamento la Tobin tax, l’abbiamo approvata solo noi». Poi ha detto parlando delle sue scelte quando era premier: «Alla Merkel e Sarkozy dava fastidio questo signore che aveva la forza di dire no alle loro proposte». Ha criticato la magistratura «incontrollabile» e «irresponsabile»: «Su 100 imputati del processo penale ne risultato colpevoli 50». Infine ha anche scongiurato la possibilità che il prossimo governo di larghe intese sia tra Pd e MoVimento 5 Stelle: «In questo caso molti andrebbero via dall’Italia. Ma c’è una soluzione – ha detto Berlusconi – unire tutti i moderati e farli votare per Forza Italia».

fonte:http://www.iltempo.it/politica/2013/11/16/addolorato-per-la-scelta-di-alfano-ma-saremo-un-unica-coalizione-1.1190205

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