Mps, maxi-aumento di capitale di 2,5 miliardi e taglio di altri 5.300 dipendenti

La strada del salvataggio del Montepaschi è stata battezzata col nome di ‘roadmap’ a Siena. Con questo titolo i vertici del Monte de paschi hanno varato e presentato alla comunità finanziaria il piano di ristrutturazione concordato con l’Antitrust europeo e il ministero dell’economia e delle finanze. Un piano necessario per voltare definitivamente pagina col passato del gruppo, che nell’ultimo anno è stato travolto dalla mina derivati e dallo scandalo Antonveneta, dossier ormai al vaglio della magistratura.  E l’obiettivo finale di questa ‘roadmap’, che porta le firme di Alessandro Profumo (presidente) e Fabrizio Viola (Ceo), è quella di raggiungere 900 milioni di euro entro il 2017, termine dell’arco di piano.

Tre i passaggi principali: maxi-aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro da lanciare nel corso del 2014, rimborso di 3 miliardi di Monti bond (il 70% del totale) entro il prossimo anno e misure per contenere i costi.  Proprio la razionalizzazione delle spese è la voce più critica.

Per il management della banca infatti bisognerà ridurre il personale di 8.000 unità, ovvero di altri 5.300 dipendenti se si contano i 2.700 già usciti col piano precedente – a fine giugno nel gruppo lavoravano complessivamente 28.473 persone. In questo modo il costo del personale si andrà a ridurre di circa 500 milioni di euro. Al contempo il numero di sportelli del Monte da chiudere a fine 2017 dovrà lievitare a quota 550, di cui 400 già chiusi a settembre 2013. Un annuncio che ha già messo in agitazione i sindacati, convocati per domani per l’illustrazione del piano. Intanto, il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, si è già detto «estremamente preoccupato per il numero degli esuberi e per la mancanza di chiarezza sul Fondo di Solidarietà».  Tra gli altri impegni che la banca si è assunta di fronte alla Commissione Ue, che dovrebbe esprimersi sul salvataggio entro il 14 novembre (data della terza trimestrale del Monte), è il taglio al portafoglio Titoli di Stato italiani in Afs (da 23 miliardi a 17 miliardi nominali nel 2017) e la fissazione di un limite agli stipendi dei manager che non dovrà superare il mezzo milione di euro.  Al tempo stesso, ha spiegato il Cfo Mingrone, nel breve termine la banca su richiesta delle autorità europee non potrà erogare dividendi. ‘La Commissione ha imposto la sospensione dei dividendi ma se riusciremo a raccogliere capitale allora potrà rimuoverlo. Comunque sia non mi aspetto un dividendo nel breve termine«.  Commentando il salvataggio Profumo e Viola hanno ribadito di essere fiduciosi sulla buonuscita del tutto. »Il piano di ristrutturazione conserva intatte la nostra visione e le priorità strategiche della banca ma consente di accelerarne il rilancio attraverso il rafforzamento patrimoniale ed il piano di rimborso anticipato« dei Monti bond, nel pieno interesse di tutti i nostri stakeholder» ha detto il presidente. Viola da parte sua ha spiegato che adesso «si apre la seconda fase che ci vedrà impegnati nel proseguimento del rilancio, nell’esecuzione del piano di ristrutturazione e nel rimborso del debito di Stato».

fonte: http://www.ilmessaggero.it/ECONOMIA/mps_siena_tagli_profumo_viola/notizie/336447.shtml

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