Bonus arredi, non basta conservare la fattura

Per beneficiare della detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non è sufficiente lo scontrino normale, quello parlante o la ricevuta fiscale, ma è necessario farsi fare dal negoziante la fattura vera e propria. Inoltre, se il pagamento avviene tramite bonifico bancario o postale, è necessario conservare anche la copia dell’estratto conto in cui viene evidenziato l’addebito. Sono queste le particolari novità introdotte dalla circolare dell’agenzia delle Entrate 18 settembre 2013, n. 29/E, che hanno spiazzato molti contribuenti, che dal 6 giugno 2013 hanno acquistato i beni agevolati, ricevendo dal negoziante solo lo scontrino o la ricevuta fiscale.

In generale, per le spese detraibili dall’Irpef (spese mediche, veterinarie, asili nido o istruzione) non è previsto alcun particolare metodo di pagamento, quindi, è possibile saldare il conto anche con assegni bancari, circolari, carte di credito o di debito (bancomat) e in contanti (fino a 999,99 euro). Non sono obbligatorie neanche particolari forme di documentazione, la quale può essere provata anche da scontrini (normali o parlanti), da ricevute fiscali o da quietanze di pagamento. Solo in alcuni casi, la norma prevede particolari metodi di pagamento o di documentazione, come ad esempio per i farmaci, dove serve lo scontrino “parlante” o per le ristrutturazione (bonifico “parlante”). In casi di detrazione simile a quella prevista oggi per i mobili (come l’agevolazione del 2007 su Pc per i docenti, frigoriferi e televisori, prevista dalla Finanziaria 2007), la “modalità di pagamento” era libera (circolare 16 febbraio 2007, n. 11/E, risposta 2.2).

Per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, la norma non prevede nulla riguardo ai metodi di pagamento e alla documentazione probatoria, ma le Entrate hanno stabilito che il pagamento debba essere effettuato tramite lo stesso bonifico “parlante”, previsto per le ristrutturazioni edilizie (codici fiscali e articolo 16-bis, Tuir), ovvero con carte di credito o bancomat. Solo per il bonifico “parlante”, la banca del beneficiario è obbligata a trattenere la ritenuta d’acconto del 4 per cento. Non è consentito effettuare il pagamento con “assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento”. L’agenzia ha richiesto, poi, la conservazione non solo delle “ricevute dei bonifici” o delle “ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito”, ma anche la “documentazione di addebito sul conto corrente”. Quest’ultima prova documentale non è richiesta per le altre detrazioni d’imposta, né dalla legge né da circolari delle Entrate. Neanche per il bonus del 36-50% sulle ristrutturazioni o per quello del 55-65% per il risparmio energetico è richiesta la conservazione dell’estratto del conto corrente. Va detto che leggendo la Guida dell’agenzia sul bonus mobili l’obbligo di conservare la copia dell’estratto conto scompare. Evidentemente la Guida è solo un riassunto della circolare.

Infine, non sono sufficienti gli scontrini semplici, quelli parlanti (cioè con codice fiscale dell’acquirente) o le ricevute fiscali, ma sono necessarie le “fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi” acquistati.

fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-10-03/bonus-arredi-basta-conservare-130228.shtml?uuid=AbUPd4jI

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