Pagamenti mobile, Poste stringe un accordo con Payleven

Cambiamento di marcia per i pagamenti mobili in Italia. Protagonista dell’accordo che verrà ufficializzato nelle prossime ore è Poste Italiane. Il gruppo ha siglato un’intesa, in esclusiva per un anno, con la startup Payleven per la distribuzione dei dispositivi che permettono agli smartphone di fare le veci dei tradizionali Pos. Si sta parlando quindi di uno strumento a beneficio degli esercenti e non delle tecnologie, come il sensore Nfc, che consentono agli utenti di utilizzare i telefoni cellulari per completare i pagamenti. Nello specifico, la soluzione di Payleven legge le carte di credito Mastercard e Visa e le carte di debito Maestro e V Pay e si collega allo smartphone iOs o Android tramite Bluetooth per l’invio dei dati relativi alla transazione. In questo momento in Italia è l’unica soluzione di questo genere che include anche la digitazione il Pin e, di conseguenza, l’accettazione del cosiddetto bancomat. La rivale, anch’essa tedesca, SumUp è ferma alla sola lettura del chip e la svedese iZettle, vero avversario da battere in Europa, non è ancora sbarcata nei nostri confini. In rampa di lancio ci sono anche gli italiani di Jusp (ne avevamo parlato qui), foraggiati in marzo da un finanziamento da 4 milioni e mezzo di euro ma non ancora sbarcati sul mercato. Se ne dovrebbe parlare entro fine anno.

Non a caso lo scorso febbraio la holding dei cinque figli di Silvio Berlusconi, la B Cinque, ha deciso di scommettere circa 2 milioni di euro sui più strutturati tedeschi di Payleven. Il precursore del settore è l’americana Square, lanciata nel 2009 dal fondatore di Twitter Jack Dorsey e per ora limitata all’attività Oltreoceano. L’accordo con Poste Italiane darà ai titolari di un conto corrente BancoPosta con un contratto business o con partita Iva accesso privilegiato al lettore di Payleven. Il dispositivo sarà acquistabile negli uffici postali a un prezzo inferiore a quello canonico, dai 99 euro si scenderà a circa a una cifra compresa fra gli 80 e 60, e la commissione applicata a ogni transazione sarà del 2,5% e non del 2,75 applicato normalmente. L’aspetto più importante non è però il risparmio garantito ai clienti di Poste Italiane, ma il sostegno in termini di promozione. I due gruppi, come dichiara a Corriere.it l’amministratore delegato di Payleven Italia Alberto Adorini, metteranno sul piatto «ingenti investimenti per promuovere attività di marketing» dentro e fuori il punto vendita. I 200mila piccoli e medi esercenti e le 15mila partite Ive con un conto BancoPosta entreranno così in contatto con uno strumento nuovo e potenzialmente utile per la loro attività incoraggiati da un logo che conoscono bene e di cui evidentemente si fidano. Il target dei lettori di Payleven e concorrenti non è infatti composto dalle società che archiviano centinaia di transazioni al giorno, ma dalle piccole realtà a cui non conviene mettersi sul groppone il canone fisso dei Pos tradizionali e, allo stesso tempo, non vogliono rinunciare ai clienti eventualmente sprovvisti di contante. Payleven, spiega Adorini, «ha raccolto in Italia dalla scorso febbraio qualche migliaio di utenti». Ad andare per la maggiore sono «hotel e bed & breakfast e chi vende nelle fiere».

Buona la risposta ottenuta anche dai tassisti e dalle automobili a noleggio con conducente: la startup ha siglato accordi con le auto gialle di Trieste e il consorzio Cosepuri di Bologna andando a servire con prezzi agevolati un parco macchine complessivo da circa 450 vetture. L’Italia, prosegue l’ad 32enne, è un terreno particolarmente fertile con «secondo le nostre valutazioni, almeno due milioni di piccole e medie imprese non ancora dotate di Pos di alcun tipo». Secondo Poste Mobile, sono «sicurezza, economicità e facilità d’uso», come dichiarato dal responsabile Privati e Imprese BancoPosta Carolina Gianardi, a dare valore aggiunto ai lettori di carte abbinati agli smartphone. Nel nostro paese la storia del settore è ancora tutta da scrivere, con la predilezione per il contante – utilizzato ancora nel 90% delle transazioni – minata in parte dal decreto Salva Italia del 2011. Le carte attive nel nostro paese sono circa 55 milioni con una media di 40 operazioni all’anno ciascuna, dati ancora inferiori alla media europea. Ci distinguiamo per la dimestichezza con gli smartphone, ne possiedono almeno uno in 27 milioni. E le novità in materia di pagamenti, sia lato esercente sia lato cliente, potrebbero godere di questa seconda spinta.

fonte:http://www.corriere.it/tecnologia/mobile/13_settembre_19/poste-italiane-fa-accordo-per-pagamenti-mobile_c0abc778-20fd-11e3-abd6-3cb13db882d4.shtml

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