L’Aci aumenta le tariffe: passaggi di proprietà più cari

Dopo 19 anni il ministero dell’Economia ha ritoccato le tariffe dovute all’Aci per le pratiche auto. Per un passaggio di proprietà si pagheranno 27 euro rispetto ai 20 in vigore da anni. Per i cittadini cambia poco: la maggior parte del costo è dovuto alla Ipt, un’imposta versata alle province

Passaggi di proprietà più cari del 30%. Dal 2 aprile sono entrati in vigore gli aumenti delle tariffe per le pratiche auto. Lo ha stabilito un decreto del ministero dell’Economia esaudendo così una richiesta dell’Aci, che chiedeva da tempo un ritocco all’insù delle tariffe – erano ferme da 19 anni – per fronteggiare una situazione economica che per l’ente si è complicata, anche per colpa del crollo del mercato automobilistico.

I rincari. Per un passaggio di proprietà o una prima iscrizione al Pra – il pubblico registro automobilistico – bisognerà sborsare 27 euro rispetto ai 20,92 in vigore fino al marzo 2013 mentre per un documento di cessazione di circolazione o la cancellazione di un leasing la tariffa sale 13,50 euro. Stessa tariffa per i passaggi di proprietà a favore di un rivenditore di auto o di un autosalone. Nel decreto, però, si stabilisce anche che i disabili o i cittadini con ridotte capacità motorie sono esenti per i veicoli che “siano stati adattati per la loro locomozione”.

Gli aumenti si giustificano anche con un altro motivo: il decreto del ministro Vittorio Grilli, infatti, stabilisce che le Province non dovranno più versare un obolo all’Aci per la gestione dell‘imposta provinciale di trascrizione (Ipt), che è la voce che influisce di più sull’importo finale.  I 27 euro stabiliti per decreto, infatti, sono solo una minima parte del costo che gli automobilisti devono sobbarcarsi per un passaggio di proprietà. Il resto è soprattutto Ipt, che viene calcolata anche sulla base della potenza del veicolo espressa in Kilowatt.  E non è finita: ogni Provincia è libera di aumentare l’Ipt fino al 30%.

Stando alla tabella dell’Aci Ancona, Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino e Verona sono soltanto alcune delle province che hanno scelto il rincaro più pesante, mentre Aosta, Bolzano, Prato e Trento hanno resistito alla “tentazione” lasciando l’imposta invariata. Per la maggior parte degli automobilisti italiani gli aumenti appena stabiliti dal Ministero influiranno ben poco sul bilancio familiare.

fonte:http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2013/04/06/laci-aumenta-le-tariffe-passaggi-di-proprieta-piu-cari/?ref=HRSN-3

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