Volkswagen con 50mila nuovi assunti entro 2018, punta alla leadership mondiale grazie alla Cina

Volkswagen pronta ad aumentare di 50mila unità il numero dei suoi addetti entro il 2018, anche se l’incremento sarà più forte in Cina che in Europa. Ovviamente si tratta anche di lavoratori a tempo indeterminato. Secondo Bernd Osterloh, responsabile del Consiglio d’azienda, del gigante di Wolsburg, il numero totale di dipendenti del colosso di Wolfsburg salirà da 550mila a 600mila unità. «Di fronte al calo delle vendite in Europa», spiega il manager, «dobbiamo fare bene attenzione a dove aumentiamo il nostro personale». Ed è naturale che l’ex celeste impero sia ancora una volta nel mirino. Che la Cina sia ormai l’Eldorado per le Case automobilistiche di tutto il mondo, non c’è dubbio, visto soprattutto che il mercato si conferma sempre di più potenzialmente immenso. Del resto fu proprio Volkswagen a conquistare la Cina, 30 anni, con la Santana, vettura prodotta fin ora in oltre 4 milioni di unità con la quale, a metà degli anni ottanta, non solo ha consentito a Volkswagen motorizzare un intero Paese in Cina, ma allo stesso tempo, ha posto le basi per una lunga e duratura collaborazione con l’industria automobilistica cinese.

Vw in Cina adesso conta su una decina di impianti, gestiti con in joint venture locali e su queste solide basi, Vw ha un vantaggio rispetto ai concorrenti e questo potrebbe agevolare la casa tedesca (forte di dieci marchi) nell’obbiettivo di diventare il leader mondiale per il 2018 come da tempo pianificato Volkswagen sta per costruire altri due ulteriori impianti automobilistici in Cina, procedendo così nella propria strategia di crescita a lungo termine nel maggiore mercato planetario dell’auto.

A Berlino, in occasione degli incontri dei Governi tedesco e cinese, svoltisi più o meno in questigiorni l’anno scorso, è stata raggiunta l’approvazione definitiva alla costruzione degli impianti di Foshan e Yizheng. L’impianto di Yizheng, nella provincia di Jiangsu (Cina orientale), sarà sviluppato in collaborazione con la Shanghai Volkswagen. E lo stabilimento di Foshan, nella Provincia della Cina meridionale di Guangdong, verrà costruito grazie alla joint venture FAW-Volkswagen. Comunque, i primi documenti ufficiali dello sviluppo dei due siti erano stati firmati già nell’estate 2010. Ma ora qual è l’obiettivo del colosso teutonico? Lo ha lasciato intendere Martin Winterkorn, presidente del Gruppo Volkswagen, in occasione della firma dei contratti nell’Ufficio della Cancelleria Federale di Berlino. “Visto che il mercato cinese è in costante espansione, vogliamo giocare un ruolo primario nella gestione di questa crescita, in linea con i nuovi modelli di compatibilità ambientale e con l’espansione della capacità locale di produzione. I nostri nuovi stabilimenti dimostrano che la Volkswagen continua a rappresentare un forte motore di crescita per l’industria automobilistica cinese”. Ma passiamo ai numeri. Ciascuno dei due impianti è destinato a gestire una capacità annuale di ben 300mila vetture: la produzione sarà avviata a partire da fine anno. Grande mercato, enorme produzione. Che Volkswagen può permettersi.

Lo ha spiegato bene Karl-Thomas Neumann, Presidente e Ceo di Volkswagen Group China “Le nuove fabbriche costituiscono gli elementi chiave per i nostri progetti di crescita della capacità produttiva annuale in Cina, che nel medio termine, in collaborazione con i partner locali, dovrebbe raggiungere i tre milioni di vetture”. Tre milioni, cifre da far paura. Volkswagen già ha incrementato il proprio programma di investimento in Cina, arrivando a 10,6 miliardi di euro per il periodo compreso tra il 2011 e il 2015. Oltre che per i due nuovi stabilimenti, sono stati annunciati gli obiettivi di espansione della capacità produttiva di entrambi gli impianti già esistenti di Nanjing e Chengdu, prevista tra le 300mila e le 350mila vetture l’anno. Intanto l’obiettivo immediato di Pechino è di sorpassare definitivamente il Vecchio Continente.

Il 2013 sarà l’anno del record della Cina sull’Europa quanto a produzione di auto, con 19,6 milioni contro 18,3 milioni di veicoli prodotti. Non solo, dunque, sulle vendite, anche il predominio sulla produzione passerà a breve, dunque, in mano cinese. I dati, riportati dal Financial Times sulla base di previsioni di diversi istituti di ricerca (IHS, LMC Auto e PwC), ma anche da banche d’investimento (Ubs e Credit Suisse), sono ancora più chiari se si considera che le proiezioni includono non solo l’Unione europea ma anche altri Paesi come Russia e Turchia. La tedesca Bmw che controlla anche Rolls-Royce, è il principale produttore mondiale di auto di lusso, davanti all’eterno rivale Daimler, titolare dei marchi Mercedes-Benz e Smart. Entrambi i Gruppi godono di ottima posizione sia in Cina che negli Usa e proprio Daimler, secondo la stampa tedesca, si prepara ad accogliere investitori cinesi. Norbert Reithofer, ad di Bmw, ha comunque spiegato di aspettarsi un 2013 difficile. Volkswagen va, invece, in controtendenza visti che il Celeste Impero è diventato ormai il primo mercato mondiale per il gruppo. Volkswagen, inoltre, è titolare di un marchio “premium” come Audi oltre che di icone del lusso come Porsche, Bentley e Bugatti. Il declino europeo è, invece, causato da un forte crollo delle vendite in tutto il Continente a seguito della crisi economica, e mette in seria difficoltà molte case produttrici, in particolare il Gruppo francese Psa (Peugeot e Citroën) che sta tagliando circa 10mila posti di lavoro in attesa di un salvataggio da 7 miliardi di euro del Governo di Parigi. Anche per Psa l’ipotesi di espandere la presenza in Cina è considerata una via di uscita alla crisi in Europa. E poi c’è il Gruppo Fiat-Chrysler che sta sempre più seriamente pensando ad una massiccia presenza in Cina con, in particolare, i marchi Fiat e Jeep.

fonte: http://www.ilsole24ore.com

 

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