17 September, 2012 11:57

Anche le acque del Mediterraneo sobbalzarono, elevandosi di circa 15 centimetri, in seguito allo sconvolgimento creato dal violento tsunami che l’11 marzo 2011 devastò le coste del Giappone. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Epl (A Letters Journal Exploring the Frontiers of Physics), si deve a un gruppo di ricerca dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e del British Antarctis Survey di Cambridge. La ricerca fornisce una dimostrazione ulteriore che lo tsunami provocato dal terremoto di magnitudo 9 propagò i suoi effetti in quasi tutto il globo, fino ad oltrepassare lo Stretto di Gibilterra, creando oscillazioni di pochi centimetri nel Mediterraneo. Le oscillazioni provocate dallo tsunami nel Mediterraneo sono state individuate grazie allanalisi dei dati relative alle oscillazioni del livello dei mari della rete italiana dellIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e della rete internazionale del Servizio di sorveglianza del livello dei mari (Permanent Service for Mean Sea Level). E la prima volta che si osserva una cosa del genere al mondo: nemmeno dopo il maremoto avvenuto in Indonesia nel 2004 sono state rilevate oscillazioni del genere nel Mediterraneo, osserva uno degli autori della ricerca, Marco Anzidei, dellIngv. I mareografi – spiega Anzidei – sono strumenti che misurano le continue oscillazioni marine e si trovano nei porti o lungo le coste. In questo caso abbiamo notato che tra 40 e 50 ore dopo il terremoto in Giappone, nel Mediterraneo cè stata unoscillazione anomala dovuta al passaggio della perturbazione. I dati sono stati analizzati con tecniche sofisticate e innovative, che hanno permesso di individuare allinterno delle registr azioni il segnale legato agli effetti del maremoto del Giappone. E’ stato un innalzamento non rischioso per le coste italiane, perché – prosegue il ricercatore – si è trattato di un fenomeno transiente e di piccola ampiezza, dellordine di 10-15 centimetri. Non si deve pensare ad un onda, ma ad unoscillazione lenta passata attraverso lo Stretto di Gibilterra, che ha agito come amplificatore. fonte: http://www.ansa.it

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