Giù l’assicurazione dell’auto fino al 40%: proposta Aci a costo zero per il Governo

Ridurre del 30% (in media, con un’oscillazione tra il 15 e il 40 a seconda delle aree geografiche) il costodell’assicurazione Rc Auto? Per l’ACI si può. Basterebbero pochi ritocchi alla normativa attuale per rendere più efficace la lotta alle frodi assicurative che pesano sui conti delle compagnie (e che qualcuno ritiene un comodo alibi) e – per la proprietà transitiva applicata con solerzia da assicurazioni e società petrolifere – sui portafogli dei già fin troppo tartassati automobilisti.
Poiché in questi casi le parole stanno a zero (o cadono nel vuoto della sordità politica), l’Automobile Club ha messo mano alla normativa vigente, elaborando uno schema di proposta di legge che in soli quattro articoli potrebbe eleminare, modificando o integrando opportunamente l’attuale Codice delle assicurazioni private, i colli di bottiglia che allontanano la soluzione del problema senza pregiudicare, come dice il nuovo presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani «né il diritto dei danneggiati (veri) ad avere il giusto risarcimento, né quello degli assicurati di stipulare una Rc Auto a costi sostenibili».

Tempi più stretti.
Il primo articolo prevede l’integrazione dell’art. 145 del Codice con un 145 bis che ipotizza la decadenza del diritto al risarcimento qualora, salvi i casi di comprovato impedimento, il danneggiato non presenti la relativa richiesta entro 90 giorni dal sinistro. Il termine attualmente vigente – due anni – è infatti ritenuto eccessivo a tale da consentire ai falsi danneggiati di mettere più facilmente in atto dei meccanismi speculativi.

Tempi più lunghi.
La seconda area è il ripristino del termine dei 5 giorni, del tempo nel quale il danneggiato deve tenere a disposizione le cose danneggiate per consentirne l’analisi visiva da parte dei periti. La recente modifica che riduceva il termine a 2 giorni è infatti ritenuta controproducente poiché, vista l’impossibilità pratica delle assicurazioni di procedere alle perizie nei tempi previsti, apriva di fatto la strada agli abusi e alle truffe.

I danni fisici.
Nella prassi medica non c’è nulla di più aleatorio e meno individuabile del colpo di frusta, e nella prassi quotidiana non c’è praticamente automobilista che non dichiari di esserne stato vittima dopo un incidente. Per uscire dall’impasse la proposta dell’ACI prevede un articolo 139-bis che testualmente individua come «risarcibili le sole lesioni suscettibili di accertamento medico legale, da cui risulti visivamente o strumentalmente l’effettiva sussistenza della lesione».

Le riparazioni.
Un’altra prassi molto diffusa, anche da parte di assicurati convinti di essere di un’onestà adamantina, è quella di gonfiare il conto del carrozziere, introducendo magari la riparazione di danni preesistenti al sinistro oggetto della denuncia. In questi casi, le assicurazioni pagano, salvo poi rivalersi sui clienti al momento di aggiornare i premi. L’ipotesi ACI è quella di prescrivere l’obbligo di effettuare la riparazione in un’officina convenzionata con la compagnia di assicurazione. La quale comunque, in caso di scelta di un carrozziere non convenzionato, concederà un risarcimento non superiore al costo che si sarebbe sostenuto rivolgendosi all’artigiano convenzionato.
Infine, l’ACI correda la proposta legislativa con 4 raccomandazioni rivolte al mondo della politica che le leggi le deve attuare: approvare rapidamente la tabella nazionale dei danni fisici con invalidità non ancora entrata in vigore; studiare la possibilità di adeguare agli standard europei i risarcimenti per danno morale in caso di morte di un congiunto; collegare le immatricolazioni e i passaggi di proprietà alla comprovata stipula di un’assicurazione Rc Auto; rivedere la tassazione sulla Rc.
Questo è quanto: ci sembrano ipotesi tutt’altro che rivoluzionarie e ragionevolmente realizzabili. Adesso aspettiamo, speranzosamente ma non troppo, di sapere cosa ne pensano assicuratori e politici.

fonte: www.ilmessaggero.it

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