Rio+20

(ANSA) – BRUXELLES, 18 GIU – In occasione del summit di Rio+20, Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) e Airbus insieme per una campagna online a favore della più grande iniziativa di recupero delle foreste del mondo: ridare vita a 150 milioni di ettari di terreno. La megacampagna “Plant a Pledge” parte dal web per arrivare nell’agenda politica internazionale. “L’ultima ricerca dell’Iucn – spiega Stewart Maginnis, Direttore di Nature-Based Solutions Group di Iucn – dimostra che recuperando 150 milioni di ettari di terreno degradato e che ha subito la deforestazione entro il 2020 – e che costituisce solo il 15% dell’intera superficie che si stima abbia subito degrado e deforestazione – sarà possibile immettere oltre 84 miliardi di dollari netti annui nelle economie locali e internazionali e ridurre il divario delle emissioni responsabili del cambiamento climatico dell’11-17%”. A lanciare l’appello anche Bianca Jagger, ambasciatrice della campagna e Fondatrice e Presidente della Bianca Jagger Human Rights Foundation: “Raggiungere l’obiettivo “migliorerà le condizioni di vita, l’economia e il Pianeta offrendo delle soluzioni all’imminente crisi climatica. Manifestate il vostro impegno su http://www.plantapledge.com e aiutateci a far sì che il recupero forestale diventi una priorità nell’agenda politica”. L’iniziativa chiede a tutti i cittadini del mondo di sostenere “Plant a pledge” attraverso il sito Internet della campagna per diventare una petizione internazionale che sarà presentata alla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in Qatar. La campagna online chiede ai governi, ai proprie tari terrieri e alle comunità che gestiscono i terreni di destinare delle aree al recupero, affinché la “Bonn Challenge”, da cui nasce l’iniziativa su web, sia raggiunta entro il 2020. L’Associazione globale per il ripristino del paesaggio forestale (GPFLR), organizzatrice insieme al governo tedesco della prima “Bonn Challenge”, ha recentemente individuato due miliardi di ettari di terreni in tutto il mondo – una superficie grande quanto il Sudamerica – che possono essere recuperati e non costituire più territorio forestale degradato. Secondo l’Iucn recuperare questi terreni significherebbe restituire loro la capacità di sostenere le comunità, la flora e la fauna autoctone e aumentare la capacità globale di assorbire i gas serra. “Negli ultimi 40 anni – afferma Andrea Debbané, vicepresidente per gli affari ambientali di Airbus – abbiamo ridotto le emissioni del 70%. Il settore dell’aviazione attualmente costituisce circa il 2% delle emissioni prodotte dall’uomo e stiamo continuando a migliorare la nostra efficienza per ridurlo. Il recupero dei paesaggi riduce le emissioni nette attraverso un maggiore accumulo di carbonio e rappresenta una soluzione pratica e sostenibile per molte questioni che il pianeta, le persone e l’economia si trovano a dover affrontare”. (ANSA).   fonte: http://www.ansa.it

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