Elettricità, così cambia la bioraria. Nuove tariffe da gennaio 2013

Dopo il flop della tariffa bioraria, rivelatisi un fallimento a causa dell’impatto delle energie rinnovabili sul costo del comparto elettrico, l’Autorità per l’energia elettrica (Aeeg) decide di cambiare sistema. L’ente sta infatti valutando due opzioni, una delle quali destinata a sostituire l’attuale modello a due fasce orarie, a partire dal primo gennaio 2013. Le alternative al vaglio prevedono un’articolazione su tre fasce, oppure una riduzione della fascia serale, che dall’attuale orario 19.00 – 8.00 si stringerebbe fino a coprire solo le ore notturne, dalle 23.00 alle 7.00.
L’arco di tempo ‘incriminato’, sul quale aveva scommesso la bioraria sono infatti le ore preserali, quando l’energia registra un aumento dei prezzi dovuto, secondo la documentata ipotesi di Qualenergia.it alla “reazione dei produttori da fonti tradizionali che per rifarsi dei guadagni che il solare sottrae loro di giorno stanno facendo schizzare verso l’alto il prezzo nel picco serale”. Un aumento motivato anche da ragioni tecniche poiché i proprietari di impianti a ciclo combinato durante il giorno vengono sopraffatti dall’ingente produzione energetica da rinnovabili e devono spesso tenere ferme le centrali, che vengono accese nuovamente la sera, con evidente danno economico.
La tariffa bioraria, in origine, poggiava su validi presupposti: quando era nata la differenza del prezzo dell’elettricità tra le fasce diurna e quella serale e notturna/festiva in Borsa era del 30%, ora è scesa sotto il 4%. Inoltre, educare il consumatore a un uso degli elettrodomestici fuori dalle ore di punta giornaliere significa portare benefici all’ambiente: spostare i consumi nelle fasce serali permette infatti di far diminuire i picchi di domanda di energia elettrica e quindi limitare l’impiego di centrali di produzione più vecchie e meno efficienti. L’Aeeg stima che, se l’insieme delle famiglie italiane spostasse il 10% dei consumi nei periodi più favorevoli, si otterrebbe una riduzione di 450mila tonnellate l’anno di CO2 (equivalente alle emissioni di una centrale in grado di soddisfare i consumi di una città di circa 500mila abitanti), si risparmierebbero circa 9 milioni di euro l’anno per minori emissioni, circa 80 milioni come costo per combustibile e oltre 120 milioni come costi di impianto.
Se dovesse essere confermata l’ipotesi di un aumento dei prezzi in fascia serale dovuto all’attuazione di un cartello da parte dei produttori da fonti tradizionali, è lecito chiedersi perché l’Authorithy non intervenga in questa direzione, anziché ridurre la fascia conveniente a notte fonda, quando è più difficile mettere in funzione la lavatrice, a meno di possedere elettrodomestici programmabili. E vicini permettendo.

fonte: http://economia.virgilio.it/soldi/elettricita-cambia-tariffa-bioraria-nuove-tariffe-gennaio-2013.html

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