Esodati, Inps: soluzione per tutti Cgil: Fornero non sa di cosa parla

«La condizione di tutti gli esodati deve trovare una soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente» di 65.000 lavoratori salvaguardati, individuati dal decreto che dovrebbe essere emanatoa giorni dai ministri del Lavoro e dell’Economia»: lo ha detto oggi il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, intervenendo alla presentazione del rapporto annuale dell’Inps alla Camera.

Mastrapasqua: assicurare il dovuto sostegno a chi è a metà del guado. Mastrapasqua ha definito la riforma delle pensioni del 2011 «dura, severa, equa e coraggiosa», un intervento «capace di assicurare la necessaria stabilità finanziaria al sistema previdenziale italiano in questa complessa transizione». Ma nei processi di transizione – ha detto riferendosi all’allungamento dell’età per il pensionamento e alla situazione in cui si sono trovati molti lavoratori che avevano accettato di uscire dal lavoro pensando di poter andare in pensione – «chi è colto a metà del suo passaggio personale non può e non deve essere dimenticato o trascurato. Deve essere assistito e garantito nei suoi diritti soggettivi. Deve essere assicurato il dovuto sostegno: è un atto di giustizia, di legalità e di democrazia».

Fornero: ora il decreto, poi la soluzione per gli altri. Il decreto sui 65mila salvaguardati dall’allungamento dell’età pensionabile è pronto, dice intanto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ma il governo subito dopo si metterà con le parti sociali a cercare una soluzione per gli altri esodati che sono fuori da questo intervento. «Il problema esodati – ha detto il ministro – è un costo della riforma. Le riforme non sono a costo zero. Questa dà importanti risparmi negli anni a venire. Ma c’è anche un costo per coloro che sono fuoriusciti dal mercato del lavoro e che hanno difficoltà a ricollocarsi. Non si può pensare che tutto si riapra. Il decreto è pronto, alla firma del ministero dell’Economia, ma sappiamo che il decreto è una parziale soluzione al problema». Il governo ritiene che dare certezze a coloro che avevano incertezze in tempi brevi sia meglio che cercare subito una soluzione anche per coloro che non si trovano ancora in questa condizione. Ci metteremo insieme alle parti sociali, guarderemo ai problemi delle altre categorie per trovare altre soluzioni rispettando i criteri di equità e di efficienza senza scardinare la riforma».

«Né ciechi né sordi davanti ai problemi del Paese».
«Il Governo non è nè sordo nè cieco ai problemi del paese. Risolveremo il problema – dice Fornero. Abbiamo 65.000 persone che vengono salvaguardate, dicono che non bastano e ci sono persone non incluse. Studieremo il problema. Non abbiamo ora né i numeri degli altri esodati né accantonamento di risorse. Se dobbiamo trovare risorse faremo».

Camusso: soluzione in due tempi significa disprezzo per le persone. «Una soluzione in due tempi per gli esodati è un disprezzo nei confronti delle persone – dice il segretario della Cgil, Susanna Camusso – Serve una soluzione per il complesso degli esodati o è meglio che si sospenda la discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali perché le misure proposte non reggerebbero di fronte a questa situazione». A margine della presentazione del rapporto Inps, Camusso si è rivolta al ministro Fornero: «Parla senza sapere di cosa parla, perché non ci sono persone al lavoro, ma al massimo sono lavoratori in cassa integrazione, in attesa di passare in mobilità, quindi certo non sono al lavoro. E’ inutile che si continui a immaginare un contesto in cui ci sono altre soluzioni se non quella previdenziale».

Pd: i giochi vanno riaperti.
«Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha detto che la riforma delle pensioni del governo è “dura, severa, equa e coraggiosa” – dice Cesare Damiano del Pd – Sui primi due termini non abbiamo dubbi. Sul fatto che sia equa non siamo d’accordo. Ribadiamo il fatto che l’assenza di gradualità di questa riforma, con la conseguente abolizione delle quote di anzianità, mina alle fondamenta il principio di equità per il fatto stesso che si è creato il grave problema dei lavoratori che rimarranno per lunghi anni senza stipendio, senza protezioni sociali e senza pensione. Questo problema va affrontato e lo stesso ministro Fornero ha ammesso che il decreto che riguarda 65mila “salvaguardati”, che potranno andare in pensione con le vecchie regole, non è risolutivo. Il ministro ha poi dichiarato che ogni riforma ha il suo costo, ma questo non può essere rappresentato da lavoratori che rimangono senza alcun reddito. Del resto anche il presidente dell’Inps ha dichiarato che “nei processi di transizione chi è colto a metà del suo passaggio personale non può e non deve essere dimenticato, ma assistito e garantito nei suoi diritti soggettivi”. A queste parole con le quali concordiamo debbono seguire i fatti. A differenza di quanto afferma il ministro del Lavoro, i giochi devono essere riaperti e le soluzioni trovate con sollecitudine».

Idv: Fornero muta sulla soluzione, è inadeguata.
«Oggi la ministra Fornero ci informa che non è né sorda, né cieca nei confronti degli esodati – dice il responsabile lavoro e welfare dell’Idv, Maurizio Zippon – Purtroppo, però, ha scordato di menzionare la terza scimmietta, quella cioè che non parla. La ministra, infatti, continua a restare muta sulla fine che faranno gli esodati non compresi nel primo decreto, che riguarderà solo 65mila persone. Le ricordiamo che il problema è molto più ampio e riguarda tutti i lavoratori che entro il 31 dicembre 2011 hanno firmato le proprie dimissioni e che sarebbero dovuti andare in pensione nei tempi stabiliti dagli accordi con le imprese, se non fosse intervenuta la nuova riforma che li ha drammaticamente allungati. E’ oltremodo assurdo, inoltre, che il suo ministero non sia riuscito ancora a stabilire il numero esatto degli esodati. Siamo a una farsa resa ancor più drammatica dai dati resi noti oggi dall’Inps, che parlano di una pensione media di poco superiore ai 500 euro per le donne e di un 52% di pensionati che percepiscono un assegno inferiore a mille euro. Nei confronti di queste persone, che hanno lavorato una vita, versando tasse e contributi, è ancora più evidente l’inadeguatezza del ministro del Lavoro a trovare una soluzione per risollevare le sorti delle famiglie italiane».

Polverini: governo deve dare risposta a tutti.
«E’ giusto che un ministro difenda il suo lavoro – dice Renata Polverini, presidente della Regione Lazio – Conosciamo tutti la severità di questa riforma e non l’abbiamo condivisa, perlomeno io non l’ho condivisa, se non altro per lo spirito che mi lega ancora al mio passato di sindacalista. Sicuramente è una riforma che ha un costo importante, come ha anche riconosciuto il ministro stesso, che deve trovare una pronta risposta che non si può limitare ai 65mila esodati del prossimo anno, ma che deve trovare già nel decreto quantomeno un impegno del governo per tutti coloro che saranno colpiti dalla riforma stessa».

fonte: www.ilmessaggero.it

 

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