Salario base per i co.co.pro. E se perde il lavoro 6mila euro di una tantum

Nel Ddl lavoro sono in arrivo in Senato novità per i co.co.pro. dagli emendamenti dei relatori, Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl): viene previsto una sorta di salario base come hanno spiegato gli stessi Treu e Castro e verrà rafforzata in via sperimentale per tre anni l’indennità una tantum. Si puntava ad una mini-Aspi ma al momento non è possibile. Si parte con una fase sperimentale di 3 anni: ad esempio se si lavora 6 mesi come cocopro si prenderanno circa 6.000 euro. Poi ci sarà una verifica e la mini-Aspi. Si rafforza così la una tantum già prevista dall’ex ministro Maurizio Sacconi e «secondo calcoli fatti – ha detto Treu – se si lavora tra i 6 mesi e un anno in media si avrà un assegno di circa 6mila euro» per un anno. Alla fine dei tre anni di sperimentazione si farà una verifica per valutare se trasformare la misura a regime. Per quanto riguarda il salario base, viene individuato un parametro economico – ha spiegato il relatore per il Pdl Maurizio Castro – per una remunerazione nella media tra i minimi del lavoro autonomo e dei contratti collettivi. Cambiano anche i requisiti per certificare le ‘veré partite Iva con gli emendamenti dei relatori, Tiziano Treu (Pd) e Maurizio castro (Pdl) al ddl di riforma del mercato del lavoro. Una delle principali novità, come spiegano i relatori in Senato, é che una partita Iva sarà considerata ‘verà se la persona avrà percepito un reddito annuo lordo da lavoro autonomo di almeno 17-18mila euro. «Dalla commissione Lavoro del Senato giungono segnali positivi per quanto riguarda il disegno di legge sul lavoro. Gli emendamenti depositati oggi dai relatori possono correggere i vincoli più inaccettabili inizialmente posti a carico dei rapporti di lavoro flessibili». Lo afferma in una nota Giuliano Cazzola (Pdl), vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera. «È un buon segnale – sottolinea Cazzola – Soprattutto è positivo che questa strana maggioranza sia in grado di trovare soluzioni comuni, condivise da tutti i gruppi, anche in una materia delicata ed intessuta di ideologismi come quella del lavoro». «Certo – aggiunge il deputato del Pdl – rimangono dei limiti che saranno affrontati, nella misura del possibile, nel prosieguo del processo legislativo. Ma il primo passo va nella direzione giusta per il Paese, le imprese e i lavoratori. Il Pdl trova oggi una conferma della validità delle posizioni espresse, nel corso di questa vicenda, in difesa della legge Biagi»

fonte: www.ilsole24ore.com

 

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