Spending review oggi al Cdm, senza nuovi fondi Iva al 23%

 Spending review oggi al via in Consiglio dei ministri. Fonti di governo spiegano che sono due gli obiettivi da realizzare attraverso il taglio delle spese. Il primo e’ reperire nell’immediato alcuni dei fondi necessari a ‘sterilizzare’ l’aumento di due punti dell’Iva da ottobre. Il secondo e’ avere a disposizione fondi per il lungo periodo sia in un’ottica di pareggio di bilancio che, sostengono alcuni, per mettere in campo misure per la crescita.
  Ogni decisione, che molti assicurano potrebbe giungere gia’ nella riunione di governo di domani pomeriggio, vertera’ dunque tutta sul dibattito in seno all’esecutivo su questo equilibrio: cioe’ fra l’esigenza immediata di evitare l’aumento dell’Iva (considerato da alcuni una misura depressiva ma che porterebbe poco meno di quattro miliardi) e l’esigenza di medio periodo di avviare interventi per rilanciare l’economia (le misure di crescita di cui si comincia a parlare sia nella maggioranza di governo che a livello europeo).
  Domani il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda illustrera’ la sua relazione su ‘Elementi per una revisione della spesa’. Nei giorni scorsi Giarda era anche salito al Quirinale, portando con se’ l’ampia documentazione che i diversi ministeri gli avevano cominciato a fornire, insieme a un suo primo quadro generale delle spese dello Stato e dei possibili risparmi. Per ora nulla di deciso, nessuna cifra certa sulle risorse che si potrebbero ricavare dai tagli.
  Anche perche’ al momento solo alcuni dicasteri hanno fornito nel dettaglio il rapporto sulle rispettive uscite e sono Interni, Giustizia, Difesa, Istruzione e Esteri.
  I risparmi, poi, sarebbero ovviamente minori nel breve periodo e piu’ cospicui, invece, nel lungo periodo, quando la riorganizzazione della macchina delle spese della pubblica amministrazione potrebbe entrare pienamente a regime. E resta qualche dubbio, legato anche ai tenpi, sugil strumenti normativi per mettere in atto la revisione delle spese.
  Le prime indiscrezioni sulla spending review, che dal governo spiegano essere soprattutto legate alle cifre da tempo indicate dai singoli ministeri, hanno comunque agitato il mondo politico.
  Il leader Pd Pierluigi Bersani apprezza l’opera di Giarda, che “operera’ con il cacciavite e non con la mazza”, ma ritiene che sia preferibile incidere meno sulla scuola e piu’ sulla difesa, un comparto tutto da “riorganizzare”. Ben vengano i tagli, afferma dal Pdl Maurizio Gasparri, ma “sia subito chiaro un aspetto: diciamo subito no a chi pensa di ridurre la spesa tagliando una stazione dei carabinieri o un commissariato di polizia. Su questo non ci siamo. Siamo d’accordo invece a vedere gli sprechi in altri settori e a colpire quelle situazioni che, per esempio, nella sanita’ vedono il costo di una siringa pari a dieci in una regione e venti in un’altra”.

fonte: http://www.agi.it

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