Crollano le vendite di auto in Francia, in Italia si va verso un -40%

Il gruppo Fiat ha registrato a marzo un calo delle immatricolazioni di auto e veicoli commerciali leggeri in Francia del 26,5% a 11.634 unità e della quota di mercato dal 5,29% al 4,98%. La casa torinese ha perso più del mercato francese che ha visto lo scorso mese le immatricolazioni di auto e Lcv scendere del 21,9% a 233.528 unità, di cui 197.033 auto passeggeri (-23,5%) e 36.493 veicoli commerciali (-12,2%).

Nel dettaglio, il gruppo Fiat ha immatricolato a marzo 6.477 auto passeggeri, registrando un -33,9% anno su anno e una quota di mercato in flessione dal 3,8% al 3,29%, mentre nel trimestre le immatricolazioni sono scese a 17.079 unità (-31,6%) e la quota al 3,37% (3,86% un anno fa). A livello di singoli marchi è da segnalare il +122% delle immatricolazioni mensili di Lancia (+119,7% nel trimestre). Giù del 40,7% invece il marchio Fiat e del 28% l’Alfa Romeo.

A piazza Affari il titolo Fiat accelera al ribasso (-1,95% a 4,32 euro) in attesa dei dati sulle immatricolazioni auto in Italia che verranno diffusi quest’oggi. In un’intervista al quotidiano canadese online Tandem, il Ceo del Lingotto, Sergio Marchionne, ha affermato che a marzo il mercato dell’auto in Italia è stato “terribile”.

Il calo delle vendite potrebbe essere vicino al 40% rispetto a marzo 2011, solo in parte causato dallo sciopero delle bisarche; recentemente Federauto ha indicato un calo del -34% anno su anno. Con un -40% il 2012 potrebbe attestarsi a 1,5 milioni di autoveicoli venduti, ovvero almeno un -10% anno su anno.

“Le indicazioni di Marchionne per l’Italia sono peggiori delle nostre attese, noi infatti ci aspettiamo 1,6 milioni di autoveicoli”, affermano gli analisti di Intermonte che però per Chrysler, negli Stati Uniti, prevedono ancora buoni dati. Anche la stima di Equita è da abbassare, dato che stimava 1,6 milioni.

In ogni caso, in base ai dati da inizio anno, il peso delle immatricolazioni in Italia è già sceso al 12% “e riteniamo sia destinato a scendere sotto il 10%, più che compensato dalla crescita di Chrysler in Usa e in Canada: +35% da inizio anno, due Paesi che oggi rappresentano il 43% delle vendite. Di fatto nei primi due mesi del 2012 i volumi globali di Fiat e Chrysler insieme sono cresciuti dell’8% anno su anno”, osservano gli analisti di Equita che sul titolo Fiat hanno un rating buy e un prezzo obiettivo a 7,5 euro.

Anche gli analisti di Mediobanca puntano su Fiat (outperform e target a 7 euro) sia perché il mercato si focalizzerà di più sulle vendite di auto in Europa sia perché il dato sulle vendite di auto inclusa Chrysler a febbraio ha mostrato un +6,9% anno su anno, “un dato particolarmente importante in vista dei risultati del primo trimestre 2012 di Fiat che il mercato si aspetta deboli ma che potrebbero sorprendere, supportando le nostre stime che sono sopra quelle del consenso”, dicono gli analisti di Mediobanca che si aspettano un trading profit di 4,4 miliardi di euro, del 25% sopra i 3,5 miliardi previsti dal consenso.

fonte:www.milanofinanza.it

 

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