Acconto Irpef 2011 cala del 17%: fino a 3 miliardi in più in tasca a italiani

Un decreto del presidente del Consiglio firmato lunedì scorso stabilisce che l’acconto Irpef per il 2011 dovrà essere pagato solo per l’82% entro la fine di novembre, mentre il restante 17% sarà versato a giugno.
Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso da utilizzare in compensazione con il modello F24. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare la riduzione, i sostituti d’imposta provvederanno a restituire nella retribuzione di dicembre le maggiori somme trattenute.
Il differimento del 17% vale fino a tre miliardi, risorse che resteranno a disposizione di imprese e cittadini. Il decreto era già previsto dalla Manovra del 2010 che ne stimava l’entità fino a 2,3 miliardi nel 2011, mentre per il 2012 la stima era fino a 600 milioni. Ma la Legge di Stabilità 2012, approvata pochi giorni fa, eleva la soglia a 3,050 miliardi. Il provvedimento, su proposta del ministro dell’Economia, era stato predisposto dal precedente Esecutivo, con l’orientamento di stabilire un rinvio dell’intero ammontare previsto. Giulio Tremonti, d’altra parte, aveva già deciso sia nel 2009 (contestualmente agli incassi una tantum dello scudo fiscale) che nel 2010 analoghi differimenti; ma allora era stato necessario un decreto legge.
Secondo la Cgia si tratta più o meno di 400 euro in media a testa, che rappresentano una piccola boccata d’ossigeno per attutire l’aumento Iva già scattato oppure da usare per trascorrere meglio le feste, von un indubbio effetto positivo anche sui consumi.
Bene la riduzione di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef 2011, afferma Rete Imprese Italia (che associa Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) nel sottolineare che «si tratta di una decisione molto importante che, oltre a consentire maggiore disponibilità finanziaria ai contribuenti Irpef in un momento di estrema difficoltà, permette alle numerose imprese personali, la cui situazione economica è peggiorata nel corso del 2011, di non anticipare tributi che potrebbero risultare non dovuti».
«II risparmio sull’acconto Irpef di novembre è sufficiente per coprire le spese della tavola a Natale per la quale gli italiani spenderanno poco meno di 3 miliardi di euro per pranzi, cenoni di Natale, Vigilia e Santo Stefano», stima la Coldiretti nel commentare positivamente la riduzione di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef. «Una decisione che – sottolinea la Coldiretti – assicura una maggiore disponibilità finanziaria per imprese e cittadini in un momento di difficoltà economica, anche in vista del Natale».

fonte: www.ilmessaggero.it

 

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