Crisi, Atene taglia 30 mila statali taglia 30 mila statali

La Grecia ha confermato ieri che non raggiungerà l’obiettivo di ridurre il debito pubblico fissato a giugno per il 2011. La finanziaria 2012, intanto, è stata approvata ieri dal Consiglio dei ministri durante il quale è stato fissato il delicato piano di tagli di 30.000 posti di lavoro nel settore pubblico imposto dai creditori internazionali. La legge sarà presentata oggi in parlamento.
Nel 2011 il deficit pubblico della Grecia sarà riportato all’8,5% del Pil contro il 10,5% del 2010. Questo deficit resta superiore all’obiettivo del 7,4% del Pil fissato inizialmente nella legge pluriennale votata a giugno, ma è sensibilmente migliore della proiezione fatta a inizio settembre dalla troika Ue-Bce-Fmi che era stata fissata intorno al 9,5% del Pil. Per il 2012, l’accordo con la troika prevedeva un deficit rispetto al Pil del 6,5%. La nuova bozza stima adesso un deficit al 6,8% del Pil. Per il prossimo anno, la contrazione della crescita è attesa invece al 2%, in linea con le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, ma peggio rispetto alle stime utilizzate per l’accordo sul salvataggio dello scorso luglio.
L’eurogruppo di oggi in Lussemburgo, presente il ministro Venizelos, valuterà i progressi sulle riforme che la Grecia dovrà attuare per ottenere la prossima tranche di aiuti da 8 miliardi di euro. I responsabili della troika incaricati di ispezionare le finanze pubbliche del paese hanno chiesto ad Atene l’introduzione di nuove misure correttive per ridurre le spese e aumentare le entrate pubbliche. “Le misure di austerità supplementari annunciate per il 2011 ed il 2012 equivalgono a 6,6 miliardi di euro”, ha precisato il ministero greco delle Finanze in un comunicato emesso ieri. Fra queste misure figurano l’introduzione di una nuova tassa per il settore immobiliare prelevata sulle fatture per la corrente elettrica, la riduzione delle pensioni di anzianità superiori ai 1.200 euro al mese, l’abbassamento della soglia d’imposta sul reddito a 5.000 euro annui. Secondo il quotidiano Kathimerini, la missione della troika potrebbe proseguire fino a venerdì 7 ottobre.
Avvio in forte calo per le Borse europee, mentre crescono le preoccupazioni per la crisi europea, dopo che la Grecia ha ammesso che non riuscirà a rispettare gli obiettivi di bilancio previsti per il 2011 e il 2012. A Londra l’indice Ftse 100 cede il 2,3%. A Milano il Ftse Mib scende del 2,33% a 14476 punti. A Francoforte il Dax arretra del 3,6% e a Parigi il Cac 40 perde il 2,6%.
 
Borse asiatiche in calo: i mercati temono la recessione. L’indice MSCI Asia Pacific Index ha perso oggi il 2,9% in attesa della riunione oggi dell’Eurogruppo, prima di una riunione dei ministri delle finanze europei che peseranno ancora una volta la minaccia di un default greco. Sony ha perso il 6,2%, Toyota e Bhp Billiton il 2% circa. Pesanti le banche con HSBC che cede il 3,7%, Mitsubishi UFJ Financial il 2,8%, Commonwealth Bank of Australia, la più grande banca del Paese, il 3,7 per cento. Giù i minerari con Rio Tinto in ribasso del 4,1%, Jiangxi Copper del 13 per cento. Tirando le somme l’indice di riferimento dell’area ha perso il 20% dall’inizio dell’anno e il 16% nel terzo trimestre, il calo più sensibile dal 2008. Per Hong Kong è il livello minimo dal 2009 e sul listino, commentano gli operatori hanno pesato più i timori per un rallentamento dell’economia della vicina Cina che non per l’Europa.
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse di Asia e Pacifico: – Tokyo -1,78% – Hong Kong -4,44% (seduta in corso) – Shanghai chiusa – Taiwan -2,93% – Seul chiusa – Sidney -2,78% – Singapore -2,30% (seduta in corso) – Mumbai -2,32% (seduta in corso) – Kuala Lumpur -2,05% – Bangkok -4,47% – Giakarta -4,43% (seduta in corso).
Euro ai minimi: la moneta unica questa mattina all’alba sui circuiti asiatici è arrivata a toccare un minimo a 1,3311 dollari. A destare preoccupazione sono le indicazioni del governo greco, secondo le quali il rapporto tra deficit e pil quest’anno si attesterà all’8,5%, livello superiore all’obiettivo del 7,4% fissato inizialmente e votato lo scorso giugno. Atene, comunque, ha cercato di alzare l’asticella proponendosi nuovi tagli e misure di austerità. Quest’oggi il gruppo dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo esaminerà le misure annunciate dalla Grecia, per decidere se staccare l’assegno da 8 miliardi insieme al Fondo monetario internazionale e alla bBe. Tranche importante per scongiurare il fallimento del Paese.

fonte: www.iltempo.it

 

 

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