Non valide le multe dei vecchi pizzardoni Ricorsi, giudice di pace a rischio paralisi

Potrebbe davvero essere il colpo di grazia per gli uffici romani del Giudice di pace, già afflitti da problemi gestionali e intasati da circa 180 mila pratiche arretrate. Una valanga di nuovi ricorsi potrebbe rovesciarsi nei prossimi giorni sui tavoli dei magistrati di via Teulada. Si tratta delle contestazioni che migliaia di automobilisti si preparano a presentare per far annullare tutte le contravvenzioni emesse tra giugno e settembre dalla Polizia Municipale. Anzi, dalla Polizia Roma Capitale, per la precisione. E qui sta l’inghippo. Perchè se il verbale che è stato consegnato o inviato tramite raccomandata è intestato con la vecchia dicitura «Polizia municipale di Roma», la multa può essere annullata. Colpa del cambio di nome dei «pizzardoni» capitolini, partito il 21 giugno scorso. Da quella data il corpo dei vigili urbani si chiama «Polizia Roma Capitale» – un nome contestato ora dal sindacato Ospol – e se sulla sanzione non appare questa scritta, il gioco è fatto: il ricorso ha la quasi certezza di essere accolto.

 
Alemanno presenta le auto dei vigili con la nuova scritta Roma Capitale 
«L’ENTE GIURIDICO NON ESISTE PIU’» – Il fatto è che l’operazione del cambiamento di «livrea» (su auto, moto, ingresso dei comandi, documentazione cartacea) sta andando piuttosto per le lunghe. Non tutti i mezzi, carte e uniformi hanno la nuova intestazione. Molte delle multe elevate dal 21 giugno sono state notificate su carte su cui spiccavano scritte e loghi della vecchia Polizia municipale, «un ente giuridico che non esiste sostanzialmente più», spiegano all’Unione giudici di pace. Dove ribadiscono che «l’intestazione vecchia è sbagliata». E «rassicurano» gli automobilisti multati: «Quando accoglieremo i ricorsi probabilmente verrà scritto nelle motivazioni “per l’inesistenza dell’ente sanzionatorio”».

MONTAGNA DI PRATICHE – Intanto i giudici di pace faticano a smaltire l’arretrato già accumulato e si profilano nuove agitazioni come quella che per settimane bloccò gli uffici nel gennaio 2011. Il numero dei procedimenti pendenti – tra Roma, Viterbo, Frosinone, Rieti e Latina – cresce costantemente, toccando in certe sedi – come nel caso del settore civile a Ostia – punte del 25 per cento. I fascicoli riguardano, in effetti, soprattutto ricorsi contro le sanzioni stradali. Ma da quasi due anni magistrati onorari giudicano anche reati delicati come l’immigrazione clandestina e decidono le espulsioni dal territorio dello Stato.

fonte: www.ilcorriere.it

 

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