Affitti, le misure di sostegno per i giovani che vogliono uscire di casa

Il ministero della Gioventù mette a disposizione 4,5 milioni per sostenere gli affitti degli under 35. E anche le istituzioni locali si muovono

Sono balzati alla ribalta della cronaca (e si spera non della storia) come la generazione dei “bamboccioni”, ma per molti di loro si tratta della classica beffa dopo il danno. Sono gli under 35, che ancora vivono con la famiglia di origine per la difficoltà di reggere il peso dell’affitto di una casa.

Secondo un’indagine della Cgil, i due terzi dei giovani tra i 20 e i 34 anni vivono ancora in famiglia. I principali motivi che ostacolano l’abbandono del “tetto natìo” sono la mancanza di un lavoro stabile (per il 40% degli intervistati) e il non riuscire a sostenere le spese d’affitto con il proprio reddito (il restante 40%).

“La situazione per i giovani è particolarmente drammatica”, commenta Claudio De Angelis, amministratore di Affitto Assicurato, società che eroga polizze assicurative sugli affitti e che sonda il polso del mercato locazioni. “Il mercato non vede i giovani come parti attive. Ne sono quasi completamente esclusi, nonostante l’affitto, fino a una decina d’anni fa, fosse il primo passo di indipendenza per i ragazzi italiani”.

Quattro milioni e mezzo di euro per spingere i giovani fuori casa

Un fenomeno di cui anche le istituzioni stanno cominciando a farsi carico. A cominciare dal ministero per la Gioventù che, in collaborazione l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), ha appena presentato un fondo di 4,5 milioni di euro per sostenere l’accesso all’affitto per i giovani in 15 aree metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trieste e Venezia).

Ma, al di là di questa iniziativa “centrale”, il problema è avvertito anche dalle istituzioni locali e si stanno moltiplicando le misure di sostegno per consentire a quel 70% di under 35 che ancora vive in famiglia di rendersi autonomi.

•  A Bolzano, per esempio, entro la fine dell’anno saranno consegnati i primi 60 appartamenti con programma “social housing”. In tutto, nel solo Alto Adige, dovrebbero essere realizzati secondo il programma, mille alloggi con sistema d’affitto decennale a rotazione.

•  A Bologna è nato il portale “Bologna Homeline”, realizzato dal comune in collaborazione con il Sunia, che permette ai proprietari e agli affittuari di accedere gratuitamente alle informazioni sul mercato affittuario cittadino.

•  In Friuli Venezia Giulia, regione e sindacati stanno studiando nuove soluzioni perché il voucher messo a punto per facilitare l’accesso alle case si è rivelato poco fruttifero.

Ma il vero nodo della questione sono le riserve dei proprietari di immobili e la loro esitazione a entrare in questi circuiti e che aprono un mercato più ampio. In questo senso, la diffusione di strumenti di tutela come le polizze assicurative sugli affitti potrebbe fluidificare il mercato. Rappresentano infatti un garanzia sia per l’inquilino, che al posto delle tre mensilità di cauzione comunemente richieste paga un premio equivalente a una sola mensilità, e per il proprietario che, nel caso di morosità dell’inquilino viene risarcito dall’assicurazione.

FONTE:http://economia.virgilio.it/

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