Arriva la carta d’identità per i cibi d’Italia

Legge Diventa obbligatoria l’indicazione della provenienza su tutti i prodotti alimentari

Arriva l’etichetta «verità» sui cibi venduti in Italia. Un’innovazione che consentirà ad esempio di evitare che le mozzarelle arrivate dalla Germania siano vendute come campane. E lo stesso per tutti gli alimenti spacciati per made in Italy e che di tricolore hanno ben poco. È questo l’effetto più evidente della nuova legge sul luogo d’origine degli alimenti che ieri ha definitivamente passato l’esame del Parlamento. Diventa infatti obbligatoria per tutti i prodotti alimentari l’etichetta d’origine che prima era richiesta solo in alcuni alimenti, ovvero carne bovina, pollo, ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, passata di pomodoro ed extravergine di oliva. Lo stabilisce il provvedimento varato all’unanimità dalla Commissione agricoltura della Camera. «È l’unica legge di cui mi ricordi che sia stata approvata all’unanimità in questa legislatura – commenta il ministro delle politiche agricole Giancarlo Galan – nel ricordare non solo il lavoro svolto dal ministero ma «i tanti padri che ha avuto questo provvedimento a favore sia dei produttori che dei consumatori, compreso l’ex ministro Zaia». Ora per il ministro si apre la battaglia per vedere riconosciuta la normativa a livello europeo. Ma il ministro è ottimista, e ricorda che l’Italia ha vinto quella per l’etichetta di origine sull’olio extravergine. Dalla prossima settimana il ministero sarà al lavoro sui decreti attuativi per l’indicazione obbligatoria che riguarderanno in primis la filiera suinicola e il comparto lattiero-caseario. La nuova disciplina sull’etichettatura, oltre all’obbligo dell’indicazione di origine sui prodotti alimentari, «per assicurare ai consumatori una completa informazione e rafforzare prevenzione e repressione delle frodi alimentari», prevede anche l’obbligo, in conformità alla normativa Ue, di indicazione in etichetta dell’eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di Ogm. Per gli alimentari trasformati, l’indicazione riguarda il luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata. Molto positivi i commenti di tutte le organizzazioni agricole e Coldiretti, che per l’etichettatura si è spesa in una battaglia iniziata negli anni ’90, ha festeggiato il varo della legge con una grigliata record a Piazza Montecitorio, arrostendo una salsiccia lunga cento metri composta da 80 kg di carne di maiale da allevamenti di qualità del reatino. Per Sergio Marini, presidente di Coldiretti, «questa legge è una vittoria dell’Italia intera perché ha dimostrato di essere leader in Europa in tema di sicurezza alimentare».

fonte: www.iltempo.it

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