Parentopoli, Alemanno: «Basta fango» Il sindaco non esclude rimpasto in giunta

 
Il Pd accusa: con Alemanno 600 assunzioni in Acea
L’azienda smentisce. Atac, inchiesta interna su 400 casi
 
 La parentopoli romana delle assunzioni di fidanzate, mogli, figli e parenti parenti, amici scuote la giunta di Gianni Alemanno e arriva a toccare anche l’Acea.

«Dopo Ama e Atac ora nella parentopoli di Alemanno scoppia anche il caso Acea. Ben 600 assunti negli ultimi due anni con chiamata diretta e a tempo indeterminato. Un assalto degno delle cavallette. E le liste di questa nuova parentopoli alemanniana non sono ancora complete», ha affermato in una nota il segretario del Pd di Roma, Marco Miccoli.

«Acea è sempre stata il fiore all’occhiello delle aziende romane, quotata in borsa con successo durante le giunte di centrosinistra. Nel maggio 2007 un’azione Acea valeva oltre 17 euro, ora a circa 8,50 euro. La metà, quindi. Le borse sono calate, certo, ma Acea ha perso oltre il doppio rispetto al calo del mercato azionario e delle aziende a lei assimilabili. Per non parlare del debito di Acea, che nel 2009 è stato di 52 milioni di euro, con 1.200 esuberi che aleggiano per il personale. Un vera debacle per Alemanno, dunque. Che però non trova di meglio che far assumere nell’azienda altre 600 persone. Un vero scandalo. L’ennesimo».

Acea: noi estranei a parentopoli. «Sono ormai due giorni che alcuni organi di stampa, nella ricerca spasmodica dello scandalo ad ogni costo, cercano di coinvolgere Acea Spa in maniera strumentale nelle vicende di parentopoli, alle quali l’Azienda è per altro estranea – si legge in una nota di Acea – Acea ha già smentito quanto scritto ieri dal quotidiano Sole 24 Ore, che con grande evidenza citava dieci casi di presunte parentopoli, di cui due addirittura false e le altre riferite ad assunzioni tutte operate tra il 1976 e il 2007. Oggi il quotidiano La Repubblica coinvolge ancora Acea utilizzando informazioni false o fortemente tendenziose. In particolare, per quanto riguarda i dati relativi alle assunzioni, tutte avvenute tramite apposita selezione del Personale, Acea precisa che nel periodo aprile 2009-dicembre 2010 la Società ha provveduto a stabilizzare 239 contratti precedentemente stipulati e ad assumere 113 persone (29 in Acea, 31 nel Call center e i restanti nelle altre società del gruppo anche fuori Roma) a fronte di un turn over di 388 persone uscite nello stesso periodo. Numeri assolutamente lontani dalle 600 assunzioni indicate da Repubblica. Per quanto riguarda i casi citati, Acea precisa, nello stesso ordine del presunto scoop, che: Alessandra Sabatini è stata assunta tramite concorso pubblico del 1990, ben prima che l’onorevole Fabio Rampelli conoscesse e sposasse sua sorella. Il distacco presso la Regione Lazio, come noto, non dipende da Acea, ma dalla Regione stessa. Ranieri Mamalchi è un valido dirigente di Acea e di lui nell’articolo viene riportato un parzialissimo estratto del suo curriculum vitae, che è ben più ampio sotto il profilo di professionalità e managerialità. Ad esempio, viene citata l’esperienza di 18 mesi quale Capo Segreteria dell’allora Ministro Alemanno, oscurando volutamente oltre 20 anni di attività manageriale in aziende internazionali del settore farmaceutico-medicale. Pierguido Cavallina non è mai stato responsabile appalti esterni di Rai Due e non ha mai avuto guai giudiziari; al riguardo ha già dato mandato al suo legale per agire a tutela della propria reputazione. Salvo Buzzanca, capo ufficio stampa di Acea, è stato scelto dal presidente Cremonesi, intuitu personae, come ovvia e costante prassi, in base ad un consolidato rapporto di fiducia, avendone apprezzato in precedenti esperienze professionali le capacità e le competenze; Sergio Agosta ha sì ‘tante marce in più’ ed un ‘curriculum eccezionale’, come riporta l’articolo, ma non è assolutamente parente dell’onorevole Cesa. Anche questa notizia, oltre ad essere tendenziosa, è assolutamente falsa».

«Basta gettare fango. Noi vogliamo cambiare. Non c’è comunque un caso Roma. Andate a vedere nelle altre città», ha dichiarato oggi a Sky Tg 24 il sindaco.

«Lo ripeto sono stanco di questo fango – ha proseguito Alemanno – è una storia montata. Fatela finita. Purtroppo appartiene alla metodologia italiana, noi stiamo facendo di tutto per cambiare le cose». Alemanno riguardo alle presunte responsabilità ha spiegato: «Non ho mai detto quello che hanno scritto i giornali. Sono disponibile a dimettermi se ci sono responsabilità che comunque non ho».

«Sul rimpasto di Giunta non c’è nulla di deciso», ha poi affermato il sindaco in merito ad alcuni articoli giornalistici che parlano di rimpasto nella Giunta capitolina a seguito delle vicende che hanno coinvolto le due municipalizzate romane Atac e Ama. «Se la responsabilità è mia – aveva già ieri Alemanno commentando la paretopoli – pagherò».

«Come al solito si tratta di ricostruzioni di carattere giornalistico – ha proseguito Alemanno – non c’è nulla di deciso è impensabile fare un passo del genere senza un confronto molto approfondito con il Pdl che è il partito della maggioranza». A chi faceva notare come di rimpasto di Giunta si parlava anche prima che venissero alla luce le vicende della cosiddetta «parentopoli» il sindaco ha chiarito: «La mia prospettiva è quella di giungere ad un rimpasto legato all’allargamento, una prospettiva legata all’approvazione del codice delle autonomia che avverrà tra qualche mese».

«Delle circa 850 assunzioni per così dire incriminate, avvenute negli ultimi due anni, in Atac, la metà riguarda macchinisti e operai. L’altra metà è stata effettuata invece a chiamata diretta ed è su queste che si concentra l’inchiesta interna», lo afferma l’amministratore delegato di Atac Maurizio Basile. La fusione tra Atac, Metro e Trambus è avvenuta il 31 dicembre 2009. Prima di quel periodo sono state effettuate, a quanto si apprende, numerose assunzioni che rientrano nelle 850: dunque alcune delle assunzioni facili riguarderebbero posizioni ed incarichi che prima erano relative a Trambus e soprattutto Metro.

Non solo un’inchiesta interna per fare luce sui presunti casi di assunzioni facili ma anche un
monitoraggio da parte di una società esterna per verificare l’efficacia e l’adeguatezza dei dirigenti. Atac ha infatti avviato l’assessment aziendale per i dirigenti di prima linea tramite Spencer Stuart, l’azienda che fornisce una valutazione del top management. «Per il momento stanno analizzando le prime 20 posizioni – spiega Basile – per poi passare agli altri per stabilire se ci siano nell’azienda profili non idonei e se ci siano persone giuste al posto giusto. Le prime conclusioni arriveranno a fine gennaio, poi si proseguirà a scendere con altre posizioni».

«Chiediamo di fare chiarezza sugli “assegni ad personam” che a quanto ci risulta vengono elargiti da Atac a diversi dipendenti. Retribuzioni extra che verrebbero assegnate al di fuori di quanto stabilito dal contratto nazionale e da quello aziendale (premi). Vorremmo che venissero subito quantificate e si spiegasse la loro origine». È l’appello lanciato, nel pieno del ciclone parentopoli, dal segretario generale della Filt Cgil di Roma Lazio Alessandro Capitani.
«Noi siamo infuriati per la cattiva gestione aziendale
dell’ultimo anno e mezzo – afferma Capitani – e non abbiamo nulla da temere per i risvolti della cosiddetta parentopoli, anzi, attendiamo che la magistratura faccia chiarezza. Quello che ci preoccupa realmente sono i 120 milioni di perdite che Atac ha accumulato dopo la fusione e le voci quanto meno sospette che hanno contribuito ad aumentare di 50-60 milioni il costo del lavoro, come le tante assunzioni di amministrativi al posto di personale operativo e questi assegni ad personam».

«La parentopoli della Giunta Alemanno sembra non avere mai fine. Ieri il sindaco si era precipitosamente affrettato a chiarire che i casi sospetti di assunzione in Atac erano solo 85. Oggi, invece,questo dato viene clamorosamente smentito dall’Ad. Basile, capo di gabinetto del Sindaco fino a pochi giorni fa, secondo il quale l’inchiesta riguarderebbe invece circa 450 assunzioni sospette solo per Atac. È la dimostrazione della confusione che regna in Campidoglio», afferma, in una nota, la deputata del Pd Ileana Argentin, dirigente dei democratici del Lazio.

«Parentopoli si estende anche in Acea. Nel 2010 i reati perpetrati della politica sono le assunzioni, facili, dirette e senza alcun criterio di merito, dei figli, delle amanti, dei nipoti e dei conoscenti. Parentopoli non è solo un problema giudiziario, sul quale la magistratura sta indagando per scoprire eventuali danni erariali o abusi d’ufficio, ma è anche un problema politico a cui la politica stessa deve rispondere con trasparenza e con una nuova mani pulite se vuole evitare di trovarsi sotto il lancio di monetine come 20 anni fa». Lo afferma, in una nota, il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica. «Parentopoli – aggiunge – è un agire politico, una mentalità alla quale abbiamo dichiarato guerra».

fonte: www.ilmessaggero.it

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