Problema vero o semplice capro espiatorio? L’annoso dilemma. Annoso perché il soggetto in questione si chiama Francesco Totti, capitano della Roma, 192 gol in serie A e 245 in totale con la maglia giallorossa. Uomo record, uomo tutto. Uno che ha dato tanto, tutto e ora non vuole sentirsi l’unico male. Ranieri sostiene che Francesco venga prima della Roma. Forse non è così, ma più o meno è così. E adesso? Per tanti, Totti è diventato il problema della Roma. Impossibile da credere. Semmai, ci permettiamo di puntualizzare, Totti è uno dei (tanti) problemi della Roma (gli altri vanno dal rendimento di altri singoli, alle incongruenze tattiche, fino alle evidentissime difficoltà fisiche etc etc). Oppure, per essere ancora più precisi, la sua posizione in campo e il suo dispendio di energie costituiscono un doppio problema per la squadra, oltre che per se stesso. Intanto Francesco ha vissuto una mezza serata (domenica) e tutto ieri da capro espiratorio. Messaggi, telefonate, le radio il giorno dopo Napoli-Roma: tutti a dire, deve mettersi da parte. E Totti ripete da sempre: se io sono il problema, mi metto da parte. Lo dirà anche a Ranieri, alla società e a chi, nello spogliatoio, pensa questo e fin ora non ha avuto il coraggio di dirglielo in faccia, rinfacciandoglielo. Il problema è capire se si tratta più di una questione più tattica o più atletica. O entrambe. Atletica lo è: Totti in campo fatica, non è brillante. L’età, gli acciacchi e una preparazione che non ha funzionato bene sulle sue gambe (evidentemente non solo sulle sue…). Tattica lo è altrettanto: Totti-Borriello non sono una coppia. Sì, ma Francesco corre tanto, dice Ranieri. Vero e quindi si trova spesso senza fiato, e uno della sua età deve sfruttare più la qualità che la corsa. Ha fatto tanti gol, ora non fa più il centravanti. E ancora deve segnare un gol ufficiale. Come mai, ci si chiede. Nella posizione che occupa ora, con due esterni veri che accompagnano l’azione, potrebbe funzionare lo stesso. E andrebbe meglio se, come lo scorso anno, avesse vicino qualcuno a cui scaricare la palla: la squadra che era corta, ora è lunghissima, soffre e Francesco viene inghiottito dagli avversari. E quando deve concludere arriva ai sedici metri sempre spompato. Totti da anni fa il centravanti e questo vorrebbe continuare a fare. Se adesso è meglio Borriello, pazienza. Se ne va in panchina. Che giochino pure gli altri che stanno meglio di me, pensa e dirà a Ranieri. Ma lui con Borriello – è la convinzione di Totti e se n’è accorto Ranieri – non possono coesistere. Almeno per ora. Quindi, si pensa a un ritorno al 4-2-3-1, con davanti Francesco o Marco, Marco o Francesco. E il capitano accetterà la panchina. Come ha fatto a Napoli quando, prima di sapere che sarebbe uscito Borriello, lui stesso stava andando fuori, pur sapendo che restando in campo si sarebbe esposto a una ulteriore brutta figura. Totti spera che nessuno l’abbia fatto per quello.

fonte: www.ilmessaggero.it

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