Confindustria: reddito italiani arretra,ma la casta politica resta strapagata

Introiti individuali sono tornati ai livelli del ’98. Pil pro-capite rispetto Euroarea sceso dal 107% nel 1991 al 95% nel 2009

Il reddito pro-capite in Italia è «in retromarcia»: misura «il benessere economico», e con la crisi ha fatto passi indietro tornando ai livelli del 1998. E tra i dati che in centro studi di Confindustria analizza, nel rapporto di autunno, in un confronto con gli altri Paesi. Uno studio che si focalizza sui punti deboli, e le riforme non fatte: un «decennio perduto», tra 1997 ed il 2007, che non ci ha permesso di recuperare terreno. Anzi, «il divario si è ampliato come dimostra la perdita di competitività». Dato a cui fa indirettamente eco, in una diversa tabella del rapporto, quello sulla «casta strapagata». Per il Csc «in Italia la relazione tra efficienza del sistema legale e remunerazione del potere legislativo appare inversa». Così commenta il confronto sulle indennità per i parlamentari, che in Italia «è di oltre cinque volte il Pil pro capite, un livello quadruplo di quello norvegese, doppio dell’inglese e oltre il 50% superiore a quello statunitense». Mentre «In Europa il Parlamento italiano, con i suoi 950 membri complessivi, è per numerosità secondo solo a quello inglese». Le recenti riduzioni delle indennità di «parlamentari, ministri, sottosegretari e consiglieri locali», non cambiano questo quadro che è «solo un primo passo». Il reddito pro-capite, «pur elevato e vicino a quello degli altri paesi europei – spiegano gli economisti di Confindustria – ha avuto una dinamica nell’ultimo decennio piuttosto deludente, specie nel confronto internazionale. Dal 2000 al 2007 si è espanso dello 0,6% annuo. Con la recessione è arretrato ai livelli del 1998. Rispetto all’Euroarea è sceso dal 107% nel 1991 al 95% nel 2009». Ed il divario è destinato ad aumentare ancora: «È proiettato al 91% nel 2014». È andata così anche rispetto alla Germania. «Sono così andati in buona parte dissipati i frutti del faticoso inseguimento agli standard di vita delle maggiori nazioni europee» dopo che, «nell’immediato dopoguerra, la rincorsa aveva portato a chiudere un gap che era di un quarto rispetto alla media europea e che toccava fino alla metà verso alcune delle maggiori economie del Vecchio continente». Il centro studi di Confindustria rileva che «partita nell’immediato dopoguerra, la rincorsa aveva portato a chiudere un gap che era di un quarto rispetto alla media europea e che toccava fino alla metà verso alcune delle maggiori economie del vecchio continente».

fonte: www.ilmessaggero.it

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