La Ue rivede al rialzo il Pil 2010,sei mesi di sofferenza, poi la libertà

L’Italia passa a 1,1 da 0,8. Germania e Polonia le locomotive. L’Ocse: segnali di rallentamento della crescita in sei paesi

 La Commissione Ue e l’Ocse hanno presentato oggi le proprie previsioni aggiornate per il 2010. Per l’Italia il rapporto presentato a Bruxelles dal commissario Olli Rehn parla di un rialzo dallo 0,8% di maggio a 1,1, con una ripresa che viene giudicata «moderata» e sarà trainata principalmente dal settore industriale grazie al rilancio delle esportazioni dopo il collasso verificatosi nel 2009. Nel terzo trimestre il Pil crescerà dello 0,5%, nel quarto dello 0,2%. Nel primo e nel secondo trimestre dell’anno il Pil era cresciuto di 0,4% in entrambi i trimestri.

Il miglioramento della previsione della Commissione è spiegato dall’impulso di crescita più forte di quanto anticipato proveniente dalla domanda esterna e dal profilo di crescita trimestrale nel 2009. La ripresa moderata dell’economia italiana, è scritto nel rapporto, dipende dal sostegno della domanda esterna che favorirà gli investimenti in equipaggiamenti. Tale risultato è anche dovuto agli incentivi fiscali terminati alla fine di giugno. Invece gli investimenti nel settore delle costruzioni dovrebbero restare deboli nei prossimi trimestri.

La situazione del mercato del lavoro viene giudicata «fragile» e «continuerà a pesare sulla dinamica del consumo privato». Le prospettive di medio termine per l’economia italiana appaiono soggetti sia a rischi al rialzo sia a rischi al ribasso della previsione di crescita. Da una parte la domanda globale potrebbe rivelarsi più forte di quanto anticipato con effetti favorevoli per gli investimenti delle imprese. Dall’altra parte possibili nuove tensioni e incertezze sui mercati finanziari possono condizionare negativamente la fiducia degli operatori economici.

Germania e Polonia surclassano il resto della Ue. Nell’Eurozona nel terzo trrimestre la crescita del pil dovrebbe attestarsi a quota 0,5% (sul trimestre precedente), nel quarto scendere a 0,3%, per un dato complessivo 2010 dell’1,7 (dallo 0,9 di maggio). Nella Ue 0,5% e 0,4%, per un totale di 1,8 (era 1%). Per l’inflazione le nuove stime indicano 1,6% in entrambi i trimestri nell’Eurozona e 1,8% nella Ue. Le nuove previsioni si fondano sull’andamento della crescita nei sette maggiori paesi Ue (Francia, Germania, Italia, Spagna, Olanda, Polonia e Regno Unito) che costituiscono l’80% del pil Ue. La crescita più elevata è quella di Germania e Polonia, entrambe al 3,4% (1,2% stimato in maggio per la Germania, 2,7% per la Polonia); seguono Olanda all’1,9% (da 1,3%), Regno Unito all’1,7% (da 1,2%), Francia all’1,6% (da 1,3%), Italia all’1,1% (da 0,8%). La Spagna è il solo paese a trovarsi ancora in recessione: -0,3% rispetto alla stima precedente di -0,4%.

L’inflazione si attesterà a quota 1,4% nell’Eurozona, a fronte di una stima a maggio di 1,5%, e a quota 1,8% per la Ue. Sarà dell’1,1% in Germania (stima precedente 1,3%), all’1,6% in Spagna, Francia, Italia (stima precedente 1,6%, 1,4% e 1,8%), Olanda 1,1% (1,3%), Polonia 2,6% (2,4%) e Regno Unito 3% (2,4%). «L’economia europea è chiaramente in un percorso di ripresa, più forte di quanto previsto in primavera con una ripresa della domanda che promette bene per il mercato del lavoro – ha commentato il commissario Olli Rehn – Restano incertezze, la salvaguardia della stabilità del sistema finanziario e la prosecuzione del consolidamento di bilancio restano le priorità».

L’Ocse: segnali di maggiore rallentamento in sei paesi, Italia compresa. «In Canada, Francia, Italia, Regno Unito, Cina e India ci sono segnali più forti di un passo più lento della crescita economica nei prossimi mesi rispetto a quanto registrato il mese scorso». Lo afferma l’Ocse nel comunicato sul superindice di luglio, che vede l’Italia arretrare di 0,2 punti rispetto al mese precedente (+3,5 su luglio 2009), con la previsione di una fase in flessione. Per quanto riguarda l’intera area Ocse il superindice di luglio è in calo di 0,1 punti, con una prospettiva di «potenziale picco» dell’espansione. L’Ocse evidenzia che nell’area ci sono «segnali più chiari di una moderazione nel ritmo di crescita rispetto al mese scorso».

Guardando ai singoli Paesi, quelli che appaiono più in difficoltà, insieme all’Italia, sono la Francia (-0,4 con prospettive di flessione), il Canada (-0,4, flessione), il Regno Unito (-0,2, flessione), Cina (-0,4, flessione) e India (-0,2, flessione). L’Ocse parla poi di «segnali più forti che l’espansione potrebbe aver perso vigore» in Giappone (-0,1, possibile picco), Stati Uniti (-0,2, possibile picco) e Brasile (-0,8, possibile picco). Per quanto riguarda infine Germania (+0,2, espansione) e Russia (+0,1, espansione) l’organizzazione rileva segnali che si possa arrivare presto al picco dell’espansione.

fonte: www.ilmessaggero.it

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