Problemi fisici, tattici e rilassamento:ecco cosa non funziona nella Roma

 

È crisi autentica, ma la cosa che più preoccupa è un’altra: la Roma non sa di che cosa soffre e come fare per guarire in fretta. La vergognosa caduta di Cagliari lascia il segno. In classifica, dove solo l’Udinese è messa peggio, e nello spogliatoio, dove nessuno è più sicuro del fatto suo. Zero spiegazioni e tante contraddizioni, sintesi del momento no dei giallorossi, partiti malissimo come un anno fa. La crescita è di un punto. Niente, per un gruppo rafforzato in ogni settore e senza cessioni eccellenti. Ranieri parla ai giocatori per mezz’ora, prima dell’allenamento di ieri mattina. Nella sala, si accende lo schermo: per rivedere gli errori e gli orrori, le quattro reti su palle inattive. Ma non è solo una questione tattica. L’allenatore torna sull’atteggiamento: «Bisogna ritrovare il furore agonistico e le motivazioni». Troppo molli, rimprovero che poi non è nuovo. Il tecnico scarica sulla squadra, dando l’impressione di non sentirla sua. E’, però, al centro del pianeta Roma: toccherà a lui dare risposte esaurienti. Troppi gli aspetti (equivoci?) da chiarire. Questi. Ranieri non è sereno. E si vede. Perché non si sente considerato come vorrebbe. Aspetta il prolungamento del contratto da febbraio. C’è l’okay della Banca, ma la firma non arriva: così i giocatori potrebbero considerarlo di passaggio. Intanto, dicendo che la Roma non è da scudetto, deresponsabilizza la squadra. La società ai giocatori ha chiesto il contrario, cioè il titolo: l’organico è da vertice e non da podio europeo. Se i calciatori non hanno più il fuoco negli occhi, per i dirigenti deve essere lui a riaccenderlo. Rispetto all’éra Spalletti, il gruppo ancora lo segue, mentre il predecessore era stato sfiduciato: un vantaggio. Ma deve essere più efficace negli avvertimenti ai giocatori, come lo è stato in passato. Togliere Totti a Cagliari può essere pure mossa corretta per l’equilibrio, ma al tempo stesso è segnale sbagliato, dopo 20 minuti, alla squadra. Come a dire, limitiamo i danni, la partita tanto ormai è persa. Ma la faccia non è stata salvata. Tatticamente è confusione totale. Già cinque i sistemi di gioco. Il 4-3-3 in ritiro. Poi il 4-1-4-1, il 4-4-2, il 4-2-3-1 e il 4-4-2. L’ultimo è il preferito. La Roma, però, ha pochi esterni di ruolo, in particolare alti. Problema vecchio e noto. Ma è il momento di scegliere una via e di non abbandonarla più. Fisicamente la Roma non risponde. E’ stata scelta una preparazione atletica alla Mourinho, tanto pallone e poca fatica, con la convinzione che alla lunga la qualità verrà fuori. Allegri ha preso la stessa strada, ma in questo periodo si può soffrire anche contro formazioni meno quotate: alcune sono già pronte. I campi di Trigoria sono pieni di trappole, ma gli infortuni sono nati altrove, da Mexes a Vucinic e passando per Riise, finiti kappaò con le rispettive nazionali. L’alibi non regge, almeno ora. Simplicio e Brighi ignorati. Il primo ancora deve giocare un minuto. Spiegazione: infortunatosi in ritiro, non ha fatto la preparazione. Ma in campo vanno Pizarro, mai impiegato nelle amichevoli, e De Rossi, con pochi allenamenti: sabato, dopo la gara, Ranieri li ha citati, per dire che sono in ritardo. E allora perché Simplico non può entrare nemmeno per una ventina minuti? Baptista, sino a due settimane fa, fuori del progetto, lui sì. Il secondo ha appena rinnovato il contratto e l’allenatore, in estate, ha detto no alla cessione al Genoa: sarebbe arrivato Sculli, un esterno. Confermato, Brighi però resta spesso a guardare. Il caso Mexes. I dirigenti hanno tranquillizzato il francese, attaccato in pubblico da Ranieri. Mexes non è sul mercato, almeno non lo sarà a gennaio. Sparite le certezze di un anno fa. A cominciare dal portiere, Julio Sergio non è più lo stesso, crollano i punti di riferimento. La squadra non creava tanto, ma subiva poco. Adesso incassa troppi gol: già 8 in tre gare ufficiali e 2 cinquine in meno di un mese, la prima il 13 agosto ad Atene contro l’Olympiakos. E in assoluto, gli episodi favorevoli della stagione scorsa adesso sono sfavorevoli. Contrasti in società. Oggi, per il Cda, Rosella Sensi sarà a Trigoria e chiederà spiegazioni a Ranieri sulla partenza a salve. C’è scollamento tra i dirigenti e l’allenatore lo avverte. La presidentessa è intenzionata a salire domani mattina sul charter della squadra che volerà a Monaco. Per capire che cosa non va tra i giocatori. E per convincere l’allenatore che questa Roma può essere competitiva in Italia e in Europa. Basta che lo sappiano tutti, Ranieri per primo.

fonte: www.ilmessaggero.it

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