Il rendimento dei figli è in rete voti e assenza via email o sms

Fino a qualche anno fa erano un’eccezione mal vista dagli studenti assenteisti e da qualche cultore della privacy a tutti i costi. Oggi le scuole che comunicano alle famiglie assenze e voti dei figli via web o sms sono una realtà in crescita. Tanto che quest’anno oltre 3.000 istituti, il 30% del totale, saranno dotati di piattaforme elettroniche per curare le comunicazioni con i genitori e agevolare la burocrazia. È questo, infatti, il numero di scuole (il 50% sono superiori) che hanno aderito all’iniziativa del governo, il portale Scuola Mia, che dà loro la possibilità di utilizzare software innovativi per permettere alle famiglie di visualizzare le pagelle da casa, tenere sotto controllo le assenze dei figli, prenotare i colloqui con i docenti, leggere avvisi, circolari, comunicazioni sulle visite di istruzione. Ma anche di poter monitorare il rendimento della prole già durante l’anno, senza dover aspettare le pagelle finali, con l’accesso ai voti di compiti e interrogazioni prontamente caricati su Internet dai prof, e di ottenere certificati, come i nulla osta, senza spostarsi dall’ufficio o dalla propria abitazione. Il portale Scuola Mia di fatto consente alle scuole di attivare questi servizi (tutti o solo quelli prescelti da presidi e professori) gratis. Un dato non secondario. Lo stato si accolla per la prima volta spese che fino a ieri erano a carico degli istituti. Gestire un registro elettronico può costare fino a 2.500 euro solo di software. «Ora i presidi potranno liberare risorse e spenderle per qualcos’altro», fanno notare dal dipartimento per la digitalizzazione della Pa. Nel 2008 i ministri Brunetta (Funzione pubblica) e Gelmini (Istruzione) hanno firmato un protocollo, nell’ambito del piano e-government 2012, per digitalizzare le scuole, ma, soprattutto, per uniformare i servizi offerti alle famiglie. A causa dei costi proibitivi dei software, infatti, molti istituti negli anni passati non hanno potuto attivare i nuovi canali di trasmissione digitale delle comunicazioni. Ora il vento sta cambiando e al dipartimento per l’innovazione digitale della Pa festeggiano l’adesione delle prime tremila scuole come un successo. «Dal 2012- spiegano – per effetto di un disegno di legge collegato alla finanziaria 2009, le pagelle on line diventeranno obbligatorie. Oggi siamo già ad un terzo delle scuole che hanno aderito alla nostra piattaforma, il cambiamento è in atto». Nella Capitale o in città come Milano alcuni istituti negli anni passati hanno fatto da pionieri, a loro spese, introducendo sms per comunicare le assenze e voti on line. Nell’area capitolina tra le scuole che hanno precorso i tempi c’è il liceo classico Giulio Cesare, a Milano il Berchet. Ma ora il servizio è in espansione. Le scuole per attivare i prodotti offerti dal portale statale devono iscriversi, così come i genitori, i quali possono decidere di utilizzare tutte le novità offerte oppure solo alcune. Ci sono mamme e papà, ad esempio, che sono contrari a ricevere sms sulle assenze dei figli. Se vorranno iscriversi senza attivare questo servizio potranno farlo. Presto sul portale saranno disponibili anche strumenti per fare le iscrizioni da casa e per pagare le tasse scolastiche. Si sta pensando pure a come dotare i presidi di firma digitale. Quando sarà fatto anche questo passo le pagelle, oltre ad essere visionate sul web, potranno anche essere scaricate avendo valore di documento ufficiale in quanto siglate dal dirigente scolastico. Il progetto del portale è costato 4 milioni di euro cofinanziati da Gelmini e Brunetta a cui si somma un milione a cui le scuole superiori potevano attingere (per un massimo di mille euro ciascuna) per implementare i servizi tecnologici, ad esempio per comprare i badge o i palmari per registrare le entrate degli studenti. Il milione è andato esaurito. Resta un fronte di scettici, comunque, secondo i quali le comunicazioni on line raffreddano i rapporti scuola-famiglia. I fautori della novità invece spiegano che «il genitore su Internet riesce a tenere d’occhio tutta la situazione, senza dover aspettare il colloquio con i docenti per scoprire che il figlio è assenteista o va male a scuola».

fonte: www.ilmessaggero.it

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