Più facile per il fisco sequestrare o ipotecare i beni degli evasori

Il fisco affila le armi contro l’evasione fiscale. L’Agenzia delle Entrate potrà fare più massicciamente ricorso all’ipoteca e al sequestro conservativo dei beni dei contribuenti che tentano di sottrarsi alla riscossione delle somme dovute, ad esempio vendendoli quando ricevono un avviso dell’amministrazione. Lo stabilisce una circolare diffusa ieri che dà concreta attuazione alle novità legislative contenute in due decreti “anti-crisi” diventati legge nel corso del 2009.
In particolare le novità riguardano la possibilità di usare questi strumenti non solo relativamente agli importi delle sanzioni, ma anche sui tributi in quanto tali. Inoltre il sequestro o l’ipoteca, in determinati casi, potranno scattare anche evita la lite col Fisco e definisce “in pace” il rapporto tributario attraverso i neonati istituti di adesione ai contenuti del processo verbale di constatazione) o dell’invito al contraddittorio che, a differenza dell’accertamento con adesione ordinario, non prevedono la prestazione di garanzie.
In una nota l’Agenzia spiega come, nel caso in cui particolari e concrete ragioni lo richiedano, infatti, si può ricorrere alle misure cautelari sia quando il contribuente è ancora in tempo per aderire ai contenuti di un verbale o di un invito, sia dopo che ha già aderito. In particolare la circolare spiega che l’Agenzia può chiedere l’iscrizione dell’ipoteca sui beni del debitore e l’autorizzazione a procedere al sequestro conservativo anche a tutela dei crediti relativi alle imposte e agli interessi connessi ai processi verbali di constatazione.
Sebbene per i funzionari impegnati in attività di verifica non esistano limiti, in termini di credito, alla richiesta di applicazione delle misure cautelari, per evitare di avviare iter lunghi e dispendiosi anche per somme di scarso valore, l’Agenzia ha stabilito in passato degli specifici parametri, veri e propri indici antievasione, che la circolare diffusa oggi aggiorna per rimanere al passo con i tempi e la rivalutazione monetaria. Nel dettaglio, i nuclei di verifica del Fisco possono valutare se richiedere le misure cautelari nel caso in cui il processo verbale di constatazione contenga rilievi che comportino, tra l’altro, un recupero di maggiore imposta superiore a 120mila euro o di ritenute non operate sopra i 60mila euro. Resta fermo – precisa ancora l’Agenzia – che i funzionari verificatori possono comunque prescindere da questi indici se il comportamento del contribuente è spia di situazioni particolarmente a rischio per la riscossione del credito.

fonte: http://ilmessaggero.it/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...