Consumi, in arrivo il decreto per gli eco-incentivi del 2010

 Tre tappe per la politica economica del governo. Subito, le misure per incentivare i consumi, da introdurre questo mese stesso con un decreto legge. Poi i cambiamenti da apportare agli ammortizzatori sociali, ma per quelli ci vorrà più tempo, forse si dovrà aspettare che siano passate le elezioni regionali. Infine, più avanti, chissà quando, la riforma fiscale che per adesso il ministro Giulio Tremonti ha soltanto ventilato in un discorso pubblico.

Incentivi. Il decreto è già in preparazione. Si tratta di prolungare le misure già adottate nel 2009 per spingere i consumatori a comprare, perché se gli acquisti rallentano rallenta anche l’economia. Questi incentivi statali naturalmente vengono indirizzati solo su alcune categorie di prodotti, quelli che in qualche modo possono essere presentati come prodotti “ecologici”, oppure quelli tecnologici.

Auto e moto. Gli incentivi alla rottamazione in vigore l’anno scorso sono scaduti il 31 dicembre. È considerata sicura una loro nuova edizione per il 2010, ma i criteri potrebbero essere parzialmente modificati. Ma a parte i dettagli, i due parametri principali dovrebbero essere confermati: un aiuto statale per chi sostituisce un vecchio veicolo inquinante con uno moderno a minori emissioni; un altro aiuto (eventualmente sommabile al primo) per chi acquista mezzi a metano, a gpl, o elettrici, o ibridi, oppure a idrogeno.

Elettrodomestici. Il decreto dovrebbe contenere inoltre gli incentivi per l’acquisto di elettromestici a basso consumo, di mobili senza formaldeide, di macchine utensili. Si tratta anche in questo caso di sostegni che lo Stato ha già garantito nel 2009, e che vanno ripetuti nel 2010 magari con qualche adattamento. Salvo sorprese saranno ripetuti gli incentivi per comprare un computer e per i decoder del digitale terrestre. All’interno del provvedimento si inseriranno infine gli sconti fiscali per le banche che hanno aderito alla moratoria sui debiti delle piccole imprese.

Ammortizzatori sociali. Il 2010 sarà un anno duro per l’occupazione, dunque sarà indispensabile trovare le risorse per un’ingente spesa di cassa integrazione. Ma in una stagione come questa il sostegno economico già previsto per i dipendenti delle aziende in crisi non basta. Da più parti si invoca l’allargamento delle tutele a quei milioni di lavoratori che oggi non sono protetti dagli ammortizzatori. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha preannunciato una nuova legge e l’ha chiamata “statuto dei lavori”. Le misure di cui si parla sono due: un’indennità destinata ai disoccupati; un’estensione della cassa integrazione anche ai lavoratori dipendenti che secondo le regole attuali non ne avrebbero diritto. Le novità però non dovrebbero essere presentate prima delle elezioni regionali di primavera.

Fisco. Giulio Tremonti ne ha parlato prima di Natale. Ha ipotizzato «una fase di studio e di confronto con i rappresentanti del mondo dell’economia e dell’industria», insomma una consultazione generale per arrivare a scrivere una vera riforma del fisco. L’idea che ha in testa il ministro dell’Economia è un sistema incentrato su incentivi e disincentivi, ovvero «bonus» e «malus» come li chiama Tremonti. I bonus dovrebbero servire a premiare le attività economiche più ecologiche, quelle con più ricerca e più innovazione, quelle che creano più posti di lavoro; o ancora dovrebbero favorire le famiglie con più figli. I malus al contrario dovrebbero penalizzare le produzioni più inquinanti, quelle che consumano più energia, più risorse naturali. Tremonti ha parlato anche di malus a carico di chi fa speculazioni finanziarie. Qualunque riforma però dovrà tenere conto ricorda il ministro delle dimensioni del nostro debito pubblico. Detto più chiaramente: a oggi, il peso delle tasse non può essere alleggerito, al massimo può essere spostare da una categoria di contribuenti a un’altra. Redistribuire sì, ridurre no.

Sindacati e commercianti. In vista del tavolo sul fisco promesso da Tremonti, c’è già chi avanza proposte. La Cgil chiede di ridurre le aliquote Irpef per lavoratori e pensionati, che negli ultimi anni hanno subito un aumento del carico fiscale di cui mai nessuno parla. La Cisl invita a introdurre un «assegno di mantenimeno» per le famiglie numerose e le mamme lavoratrici. La Confindustria invoca una riduzione delle tasse per le imprese.

fonte: http://www.ilmessaggero.it

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