«Allarme ingiustificato sui titoli di Stato italiani»

Bini Smaghi (Bce) difende Tremonti che consiglia di comprare
BoT e CcT. E gli esperti suggeriscono le scadenze medio-brevi

 

 

«Gli allarmi diffusi in questi giorni sull’affidabilità dei titoli pubblici italiani sono assolutamente inconsistenti e privi di fondamento». Così Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha difeso questa mattina le dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ha dato un consiglio chiaro ai risparmiatori italiani: «Bisogna acquistare BoT e CcT che sono i titoli migliori al mondo». A chi ha paragonato il recente calo dei prezzi dei titoli di Stato italiani (e il conseguente balzo dei rendimenti che si muovono in direzione opposta) alla situazione dell’economia argentina nel 2001, Tremonti ha ribadito: «Alla fine della crisi l’Argentina saranno altri Paesi perché l’Italia, se siamo insieme e uniti, ha in sè elementi di grandi forza».
Il confronto con gli altri Paesi. Resta il fatto che, a giudicare dai rendimenti di questa mattina, l’Italia è considerato lo Stato più a rischio tra i Paesi più industrializzati d’Europa. Il BTp (Buono del Tesoro poliennale) a 10 anni offre il 4,4% lordo annuo contro il 3,03% del corrispettivo Bund tedesco. «Gli investitori si stanno rifugiando nel porto sicuro della Germania – spiega Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella gestioni -. Lo spread (differenziale di rendimento, ndr) con i titoli di Francoforte è tra i 130-140 punti, sui massimi dalla nascita dell’Unione monetaria europea». Secondo gli operatori l’Italia paga il rating (giudizio) sul debito pubblico. «Il debito italiano ha un rating A+ contro la tripla A di Germania e Francia – spiega Angelo Drusiani, responsabile investimenti di Albertini Syz -. Quattro gradini più in basso nella scala di affidabilità pesano in particolare nelle fasi di incertezza come quella attuale».
Dove puntare. Ma allora, Tremonti ha ragione a consigliare di acquistare BoT e CcT? «La situazione in Italia non è come quella dell’Argentina di qualche anno fa – continua Drusiani -. Conviene pertanto puntare sui titoli italiani che offrono un rendimento maggiore di quello degli altri grandi Paesi europei. Ma resterei su quelli a cedola fissa e a scadenza breve. BoT annuali e BTp a cinque anni vanno bene. Quanto ai CcT, anche se hanno perso molto terreno, aspetterei ancora un po’ perché i tassi dovrebbero scendere ancora». Il ribsso dei tassi (ieri la Bce ha tagliato il costo del denaro di 75 punti base al 2,5%) sembra favorire proprio l’Italia. «Il premio pagato dall’Italia si fa ancora più interessante – conclude Trivelli -. In questo momento i CcT, più che i titoli a reddito fisso, sono una buona opzione perché scontano già uno scenario in cui i tassi saranno tagliati al 2% e hanno un prezzo più conveniente di quello dei BoT».

fonte http://www.24minuti.ilsole24ore.com/ Vito Lops vito.lops@ilsole24ore.com

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