Minore burocrazia nel lavoro Le dimissioni on-line e i libri paga e matricola vanno in soffitta

Minore burocrazia nel lavoro
Stop alle dimissioni on-line, contratto a termine con flessibilità garantita, stop al divieto di cumulo tra pensione e reddito di lavoro.

Sono soltanto alcune delle novità introdotte dal dl n. 112/2008 e dalla legge di conversione in materia di lavoro e previdenza. La formula magica è deregulation, cioè deregolamentazione e dunque semplificazione: meno lacci burocratici che dovrebbero incoraggiare le imprese ad assumere. La semplificazione spazia a 360 gradi, a partire dai contratti di lavoro e fino a finire agli adempimenti inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, passando per i libri del lavoro.

Per le imprese le novità si traducono in uno snellimento delle procedure per mantenere la manodopera dipendente (e non solo) e una sensibile riduzione dei costi, per lo più legati ai vincoli e agli adempimenti burocratici. La deregulation riguarderà, prima di tutto, le norme di gestione dei rapporti di lavoro, a partire dall’assunzione fino alla risoluzione. Tra le prime c’è l’abrogazione dei libri matricola e paga sostituiti da un semplice «libro unico del lavoro» e, conseguentemente, viene modificato anche il relativo regime sanzionatorio. Tra le norme di risoluzione del rapporto di lavoro invece la novità è l’abrogazione della procedura (in vigore dallo scorso 5 marzo) per le dimissioni volontarie su modulo del ministero del lavoro.

Novità anche per i contratti di lavoro, tra cui l’apprendistato e il contratto a termine. Per il primo, le modifiche spingono al maggiore utilizzo come strumento di primo incontro tra imprese e lavoratori, grazie anche agli incentivi offerti alle imprese. Il contratto a termine, invece, è reso più flessibile nell’utilizzo. Con la legge di conversione, inoltre (si veda ItaliaOggi Sette del 21 luglio 2008), è stato introdotto un particolare regime sanzionatorio per le assunzioni (a termine) illegittime, effettuate nelle specifiche ipotesi di irregolarità quanto alla ragione legittimante, alla modalità o alla proroga. In tal caso, il datore di lavoro dovrà risarcire il lavoratore, mentre è escluso (il pericolo) che il giudice eventualmente adito possa decretare la conversione del rapporto a tempo indeterminato.

Dopo la manovra, e precisamente dal prossimo anno, si potrà cumulare pienamente la pensione con un eventuale reddito da lavoro; le imprese e i datori di lavoro in genere potranno tenere in regola anche gli occupati occasionalmente, mediante voucher per i brevi lavori; e potranno anche assumere a tutti gli effetti lavoratori da impiegare per spezzoni lavorativi (mediante ricorso a lavoro intermittente).

Le principali misure
Apprendistato

• I contratti collettivi ai quali è demandata la fi ssazione della durata del contratto potranno fi ssare anche periodi inferiore ai due anni. Resta ferma la durata massima a sei anni.
 
• Quando la formazione è esclusivamente aziendale saranno i contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o addirittura aziendale ovvero gli enti bilaterali a defi nire I profi li formative • Chi assume un praticante non sarà più tenuto, preventivamente, a sottoporre il giovane a visita sanitaria per verifi care la predisposizione all’attività da svolgere
 
• I datori di lavoro non devono più comunicare entro 10 giorni agli uffi ci del collocamento i nominativi degli apprendisti a cui sia stata attribuita una qualifi ca e i nominativi di quelli che, al termine del percorso di apprendimento, non l’abbiano conseguita. Né devono comunicare i nominativi degli apprendisti che hanno compiuto 18 anni di età ed effettuato un biennio di addestramento pratico, ai quali non sia stata attribuita la qualifi ca
 
• Abrogato l’obbligo per il datore di lavoro di informare la famiglia sul corso degli apprendisti minorenni.
 

Orario di lavoro

• Precisato che per considerare «notturno» un lavoratore in base alle condizioni defi nitive dai contratti collettivi è necessario che egli comunque svolga durante il periodo notturno (periodo di sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino) «almeno tre ore» di lavoro, allo stesso modo di come è previsto per la definizione legale.
 
• Introdotta un’ulteriore deroga alla consecutività delle 11 ore di riposo. Il lavoratore ha diritto a un periodo di risposo giornaliero di 11 ore consecutive ogni 24 ore; la consecutività può essere derogata in caso di attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata e, con le modifi che in arrivo, anche per le attività caratterizzate da «regimi di reperibilità».
 
• Poiché il riposo settimanale (periodo di almeno 24 ore consecutive di regola in coincidenza con la domenica) va a cumularsi con le ore di riposo giornaliero (di 11 ore), per rendere maggiormente fl essibile il riscontro di tale obbligo, viene introdotta la possibilità di verifi ca del rispetto delle 35 (24+11) ore di sosta «come media in un periodo non superiore a 14 giorni»
 
• Finora, disposizioni alternative potevano essere decise dalla contrattazione collettiva nazionale. Con la manovra si consente che, in assenza di norme da parte dei ccnl, le deroghe possono essere fi ssate anche con contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale • Arriva l’esonero per le aziende (con più di 10 dipendenti) dall’obbligo di informare periodicamente (tre gli appuntamenti in un anno, con scadenze 29 maggio, 28 settembre e 28 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, rispettivamente, ai quattro quadrimestri: gennaio/aprile, maggio/agosto e settembre/dicembre e fatta salvo una diversa previsione temporale da parte dei ccnl) la direzione provinciale del lavoro dell’eventuale superamento delle 48 ore di lavoro settimanale, attraverso prestazioni di lavoro straordinario. La novità arriverà con l’abrogazione diretta della disposizione di riferimento, che è il comma 5 dell’articolo 4 del dlgs n. 66/2003 (riforma orario di lavoro). Prevista, di conseguenza, anche l’abrogazione della relativa sanzione (comma 5 dell’articolo 18 bis del dlgs n. 66/2003), pari all’importo da 103 a 200 euro.
 

Libri del lavoro

• In pensione i libri matricola e paga, che sono sostituiti dal «libro unico del lavoro», nel quale indicare dati anagrafi ci e lavorativi del personale. Nel nuovo registro andranno iscritti tutti I lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, i lavoratori interinali e gli associati in partecipazione, e andrà conservato per cinque anni, presso la sede del datore di lavoro o del consulente, ed esibito a ogni richiesta di controllo degli organi di vigilanza. Nel libro unico troveranno spazio tutte le informazioni relative al rapporto di lavoro, dalla qualifi ca alla retribuzione base del lavoratore fi no alle ferie, straordinari e riposi goduti.
 
• Nuove anche le sanzioni che si accompagnano alla mancata istituzione e tenuta del libro unico sul lavoro o alla sua mancata esibizione. E’ abrogata la controversa disposizione introdotta dalla Finanziaria 2007 (comma 1178 della legge 296/2006) che puniva con la sanzione amministrativa da 4 a 12 mila euro sia la mancata istituzione, sia la mancata esibizione dei libri paga e matricola ed escludeva le violazioni in questione dalla procedura di diffi da. Introdotte due sanzioni differenziate a seconda dell’illecito. Per il caso di mancata istituzione e tenuta del libro unico, la sanzione è inasprita prevedendosi la sospensione dell’attività, regolata dal Testo unico sulla sicurezza (articolo 14 del dlgs 81/2008). La mancata esibizione agli organi di vigilanza, invece, sarà punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 250 a 2 mila euro. Per i casi di omessa o infedele registrazione dei dati obbligatori, infi ne, che determini differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fi scali, il datore di lavoro sarà punito con la sanzione pecuniaria da 150 a 1500 euro, che vanno da 500 a 3 mila se interessano più di dieci lavoratori. Se invece le registrazioni vengono effettuate tardivamente (oltre il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento) le sanzioni andranno da 100 a 600 euro (da 150 a 1500 euro se riguardano più di dieci lavoratori).
 

Dimissioni

Dal 25 giugno, stop alla procedura delle dimissioni on-line .

Abrogato il lavorometro

Abrogati gli indici di congruità introdotti dalla fi nanziaria 2007 per misurare la corrispondenza tra la qualità dei beni e servizi prodotti e la quantità di ore necessarie alla produzione.

Cumulo tra reddito e pensione

Dal 1° gennaio 2009 non ci sarà più alcun divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro, dipendente o autonomo che sia. Della novità potranno benefi ciare anche i titolari di assegno di invalidità e reversibilità, sottoposti oggi ai cosiddetti tagli introdotti dalla riforma Dini del 1995. Con l’attuale normativa, infatti, il titolare di assegno di invalidità che produce reddito da lavoro subisce una riduzione dell’assegno spettante nella misura del 25% ovvero del 50%, a seconda che il reddito da lavoro superi quattro o cinque volte il trattamento minimo Inps (23 , ovvero 28 mila euro). Mentre la vedova (a meno che non divida la pensione con orfani minori) subisce un taglio del 25, 40 o 50%, a seconda che il reddito, quello assoggettabile a Irpef questa volta, supera tre, quattro o cinque volte il minimo.

Lavoro occasionale

Via libera ai voucher per retribuire le attività occasionali a favore delle imprese familiari operanti nei settori del commercio, del turismo o dei servizi, nonché per pagare i lavori domestici, di giardinaggio, di pulizia o manutenzione degli edifi ci, le lezioni di insegnanti privati, le attività agricole stagionali (solo nei confronti dei piccoli produttori agricoli e per le prestazioni svolte da pensionati e giovani), o ancora le prestazioni rese dagli studenti fi no a 25 anni durante le loro vacanze.

Lavoro intermittente

Si ritorna alle vecchie regole, quelle del dlgs n. 276/2003 (riforma Biagi del lavoro) e abrogate dalla legge n. 247/2007 (protocollo Welfare). A ricorrere alle prestazioni a chiamata potranno essere tutte le tipologie di impresa per attività specifi che individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale, oppure per qualunque tipo di attività se a svolgerla sono lavoratori con meno di 25 anni o più di 45 o ancora se viene svolta nel week end o durante le ferie o le vacanze pasquali.
Autore: Carla De Lellis
Fonte: ItaliaOggi Sette – 28 Luglio 2008

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