La Corsica più selvaggia

 rifugi dove rilassarsi tra natura
e mare cristallino lontani dalla folla
Senza privarsi di lusso e comodità
Preservare per preservarsi. La Corsica è così. Quella che è stata da sempre la sua debolezza, oggi è diventata la sua forza. E proprio il suo essere restia ai grandi cambiamenti, isolata, aggrappata tenacemente alla sua storia, alla sua religione e alle sue tradizioni, ha fatto oggi la sua fortuna. In un Mediterraneo affollato di vacanzieri, di discoteche sempre più trendy, di resort extralusso, l’isola è rimasta fedele a se stessa: rifugio di chi cerca silenzio e relax, luogo dove si va non per vedere e farsi vedere, ma per ritrovare se stessi, paradiso naturalistico per amanti del mare e della montagna. In questo senso la Corsica non è cambiata. E i dati dimostrano che qui non si cercano i grandi numeri, ma la qualità. Negli ultimi vent’anni l’aumento dei turisti italiani è stato del 10 per cento; oggi sono circa 300 mila. Un incremento definito di qualità. Perché se in passato la terra di Napoleone era sinonimo di vacanza spartana, naturismo, campeggi, pensioni modeste e osterie, oggi quelle antiche case, quelle vecchie trattorie si sono trasformate in dimore di charme, maison d’hôtes raffinate e ristoranti gourmand dove si recupera la sua anima più autentica. Dalle candide linee di Casadelmar, design-hotel di Porto Vecchio firmato da Jean-François Bodin, l’architetto del Museo di arte moderna di Parigi, alle sei suite del Carpe Diem Palazzu a Suarella, ricavato da una dimora settecentesca, per arrivare alle raffinatezze culinarie di Hervé Divry, il celebre chef del ristorante A Scodella di Corte, che ogni giorno indossa il grembiule bianco per preparare a mano l’impasto dei ravioli con vitello, olive e figatellu, secondo un’antica ricetta isolana. Esempi del genere oggi se ne contano molti. Ma lusso e comfort non hanno preso il sopravvento sulla natura circostante. Anzi. La Corsica conferma la sua vocazione di mondo quasi a parte, escluso dai suoni e dalle luci rutilanti dei mari à la page. E rimane sempre un microcontinente, un inno alla macchia mediterranea impreziosito da scorci di paesaggio mozzafiato e lambito da un mare dai toni del turchese. Dove chi ama la sabbia bianca e soffice può sempre contare su baie come Palombaggia, Saleccia, Rondinara. E, chi vuole soddisfare la voglia di avventura, può andare alla scoperta dei luoghi più selvaggi dell’entroterra, facendo un’escursione su una delle decine di vette con vista mare che superano i duemila metri. Per finire poi la giornata in assoluto relax in uno dei nuovi boutique hotel. Molto chic. E lontano dalla pazza folla.
Pagina a cura di Francesca Vercesi
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