Assegni, via a nuove regole

Le novità scattano dal 30 aprile  Non trasferibilità e codice fiscale per la lotta al riciclaggio.

 La mini-rivoluzione in quattro punti

Gli assegni sopra i 5mila euro si possono girare?
No, in nessun caso. Gli assegni di tale importo devono sempre avere l’indicazione del nome (o della ragione sociale in caso di una società) del beneficiario dell’assegno e di conseguenza la clausola di non trasferibilità.

Si potrà avere dopo il 30 aprile un carnet di assegni trasferibili per importi sotto i 5mila euro?
Sì, la banca, dietro richiesta scritta da parte del cliente, può consegnare questo tipo di carnet. Tali assegni, però, avranno un costo aggiuntivo di 1,5 euro l’uno a titolo di imposta di bollo. Si potrà, inoltre, ancora emettere un assegno ‘a me medesimo’ che però potrà essere incassato solo dalla persona che lo emette.

I vecchi assegni si possono utilizzare dopo il 30 aprile?
È possibile utilizzare i vecchi assegni secondo le nuove regole, ossia con l’indicazione non trasferibile. Chi invece compila un assegno senza la clausola di non trasferibilità, per importi quindi inferiori a 5mila euro, deve ricordarsi di aggiungere, rispetto a prima, il proprio codice fiscale. La stessa regola vale per ogni girante (firma e codice fiscale).

Cosa cambia per i libretti al portatore?
Le nuove regole prevedono che i nuovi non possano avere una giacenza superiore a 5mila euro. Per quelli già aperti e con somme depositate superiori c’è tempo per mettersi in regola (riducendo il deposito o estinguendo il libretto) fino al 30 giugno del 2009.

 

Una piccola rivoluzione per gli assegni è in arrivo dal 30 aprile. Nulla di paragonabile al passaggio dalla lira all’euro, ma per i cittadini alle prese con i pagamenti si tratterà, allo stesso modo, di abituarsi da un giorno all’altro ad un diverso uso di uno degli strumenti di pagamento tra i più diffusi. A cambiare le regole sugli assegni è una nuova legge contro il riciclaggio del denaro sporco. L’obiettivo è contrastarlo limitando la circolazione del denaro contante. Più in generale la cosiddetta guerra al contante e un tema diventato di stretta attualita nell’Eurozona e in Italia in particolare. La Banca d’Italia, d’intesa con il sistema bancario, persegue un obiettivo da realizzare nei prossimi anni: convicere gli italiani, molto più affezionati al denaro contante rispetto agli altri cittadini europei, ad utilizzare sempre di più la moneta di plastica e le transazioni elettroniche che comportano minori costi sia per i cittadini che per il sistema economico del Paese.
Le novità dal 30 aprile. La principale è che i carnet che ritireremo in banca avranno tutti la clausola non trasferibile stampigliata su ogni assegno. Si potranno ancora avere carnet per assegni cosiddetti liberi ma bisognerà chiederli per iscritto alla banca. Questi carnet saranno gravati da un’imposta di bollo di 1,5 euro per ogni singolo assegno. Un assegno senza la clausola non trasferibile, inoltre, non potrà avere un importo superiore ai 4.999 euro (oggi il limite è di 12.500 euro). Altra novità, studiata per contrastare il riciclaggio, è l’obbligo per chi gira un assegno di aggiungere alla firma anche il proprio codice fiscale. Le nuove regole recepiscono la terza Direttiva europea in materia di antiriciclaggio che già dalla fine dello scorso anno è efficace in Italia per un altro strumento di pagamento: la moneta elettronica, ossia le carte di credito usa e getta, acquistabili in forma anonima, e quelle ricaricabili molto diffuse, queste ultime, soprattutto tra i ragazzi. Le nuove regole prevedono che se la carta non è ricaricabile l’importo massimo memorizzato non possa essere superiore a 150 euro (prima era di 500). Se la carta è ricaricabile il limite è di 2.500 euro per l’importo totale da spendere nel corso di un anno e con un limite più basso (mille euro) per le operazioni effettuate in un’unica soluzione.

Pagina a cura di Gerardo Graziola 24minuti

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Un pensiero su “Assegni, via a nuove regole

  1. Ma cosa c’entrano le regole antiriciclaggio con “Questi carnet saranno gravati da un’imposta di bollo di 1,5 euro per ogni singolo assegno”, il solito sistema per fregare ancora altri soldi al cittadino , mna si vergognino , hanno veramente esagerato.

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