Case, gelata sui prezzi

Dopo un 2007 ancora in crescita,
quest’anno gli esperti prevedono
valori stabili o in lieve flessione
Per chi vuole comprare casa il 2008 si presenta con prezzi in stabili o in leggera discesa soprattutto nelle grandi città. Ma sul mercato conterà anche l’effetto Banca centrale europea (Bce). Chi vuole cogliere il momento giusto per acquistare dovrà tenere d’occhio, infatti, quello che succede alla Bce dove si decidono i tassi di interesse e quindi quanto costa prendere a prestito il denaro per accendere un mutuo. Con tassi più bassi ci sarà un maggior numero di famiglie che può chiedere un prestito e comprare casa facendo salire i prezzi. Tassi ancora più alti di quelli attuali invece restringeranno il numero di persone che possono acquistare un appartamento facendo scendere i prezzi.
«Fino a pochi mesi fa si pensava che i tassi fossero destinati a salire ancora – spiega Guido Lodigiani responsabile dell’Ufficio Studi Gabetti – adesso dopo i tagli della Fed, la banca centrale Usa, è possibile che anche in Europa venga attuata una politica simile». Tassi più bassi vuol dire rate dei mutui più basse e quindi un maggior numero di famiglie in grado di accendere un mutuo. «Potrebbe essere il segnale che il peggio è passato», aggiunge Lodigiani. I riflessi comunque non saranno immediati secondo Luca Dondi di Nomisma: «Un taglio dei tassi avrà soprattutto un effetto psicologico ed emotivo e inizierebbe a dispiegare i suoi effetti lentamente».
In attesa di capire cosa succederà molti stanno alla finestra. Difficilmente, comunque, il 2008 riuscirà a mantenere quel leggero incremento di prezzi che ancora si era registrato nel 2007. Per il 2008 Gabetti si attende una diminuzione delle transazioni del 3,5% con prezzi in calo dell’1% in media e del 2% nelle grandi città come Milano e Roma. Aspettative simili anche per Nomisma che vede una flessione del 2-3% sul numero di case comprate e una sostanziale stabilità dei prezzi almeno nei centri maggiori. Tecnocasa, da parte sua, ipotizza una sostanziale stabilità dei prezzi sia a Milano che a Roma dove i prezzi si muoveranno dello 0-2%. Più che di crisi del settore, a differenza di quanto è accaduto negli Stati Uniti, gli analisti italiani parlano di soft lending, di atterraggio morbido. I prezzi delle abitazioni non registrano più gli aumenti vertiginosi di qualche anno fa, ma non crolleranno. Il mercato, infatti, si sta riorganizzando. «Da un anno a questa parte – spiega Guido Lodigiani – i costruttori hanno ridotto i loro investimenti in nuove abitazioni per evitare un eccesso di offerta». Un’accortezza che contribuirà ad evitare che i prezzi scendano troppo rovinosamente.

Pagina a cura di Guido Maurino
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