Ennesima giovane vittima della malasanità in calabria

REGGIO CALABRIA. Un altro caso di malasanità o un incredibile concatenazione di ritardi e fatalità? Sarà l’inchiesta avviata dalla magistratura di Palmi ad accertare cause ed eventuali responsabilità della morte di Flavio Scutellà, il ragazzo di dodici anni di Scido, piccolo centro del reggino, rimasto tre ore in ospedale senza che si trovasse un mezzo per trasportarlo in una struttura dove sottoporlo ad un intervento chirurgico alla testa e poi morto dopo quattro giorni di coma. Con la vicenda di Flavio Scutellà la Calabria è scossa da una nuova tragedia che si consuma nel mondo della sanità dopo la morte di Federica Monteleone, la ragazza di sedici anni deceduta dopo una settimana di coma causato da un black out in sala operatoria mentre era sottoposta ad una appendicectomia. Stavolta però non è un errore in sala operatoria ma un concorso di fattori che hanno portato, in una zona dove sulla carta esistono cinque ospedali, a non reperire in tempo utile una ambulanza che servisse a salvare la vita ad una ragazzo di dodici anni caduto da una giostra. Flavio è stato portato dai genitori nell’ospedale di Polistena verso 17 del 25 ottobre ed i medici, dopo la tac, hanno stabilito che era necessario un intervento urgente perché un ematoma comprimeva il tronco cerebrale. Il ragazzo, però, è arrivato a Reggio Calabria solo dopo le 21, mentre l’intervento é stato effettuato dopo l’una. “Mio figlio – ha raccontato il padre, Alfonso Scutellà – è rimasto all’ospedale di Polistena tre ore senza che nessuno gli facesse nulla e senza che si trovasse un’ambulanza per il trasporto”. Il padre del ragazzo ha ricordato anche che quando è giunto nell’ospedale di Polistena ha chiesto l’attivazione di tutte le procedure d’urgenza per il trasferimento, tra cui anche l’elisoccorso essendo l’autostrada A3 bloccata per i lavori in corso. I genitori del dodicenne hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Palmi che ha avviato una inchiesta. Una delle attività predisposte, ma che sarà decisiva per l’esito dell’inchiesta, è l’autopsia che con molta probabilità si svolgerà domani. Nell’azienda ospedaliera di Reggio Calabria é stata svolta una inchiesta interna per una valutazione di quanto è accaduto e, secondo il direttore generale, Leone Pangallo, non c’é nessuna “responsabilità né ritardi nelle procedure diagnostiche e terapeutiche seguite dal momento del ricovero del ragazzo”. Alfonso Scutellà e la moglie, entrambi insegnanti nell’istituto tecnico industriale di Oppido Mamertina, con un gesto di grande solidarietà, hanno donato gli organi di Flavio perché così ora “ho la certezza – ha detto il padre del dodicenne – che altri sei bambini grazie a questo gesto continueranno a vivere ed i loro genitori, grazie al nostro pianto, potranno sorridere”. La morte di Flavio ha suscitato indignazione nel mondo della politica e delle istituzioni. Il Presidente della regione Calabria, Agazio Loiero, ha detto che “la morte del piccolo Scutellà non può rimanere impunita. Ovunque stiano le responsabilità”. Per l’assessore regionale alla sanità, Doris Lo Moro, invece per ora “prevale il senso di solidarietà umana per una famiglia che ha subito un’immane tragedia”. Giacomo Mancini, deputato socialista, ha chiesto che si evitino “vuoti proclami”. La Cgil parla di “tragedia annunciata”.

http://www.giornaledicalabria.it/

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