Bagno di folla per festa Milan col premier

Domani festa catartica dei rossoneri finalmente in casa propria, a contatto con i loro tifosi. Quel pullman affittato con largo anticipo puo’ essere tirato fuori – con partenza in via Turati – in un pomeriggio pieno di sorprese. Silvio Berlusconi ci sara’, almeno allo stadio, pronto per il bagno di folla, per raccogliere gli applausi e respirare il successo calcistico.    Calcio e politica, non il diavolo e l’acqua santa, ma un binomio dai risvolti positivi: novita’ solo parziale ma, di questi tempi, con le amministrative alle porte, non guasta da parte del premier un’uscita di questo tipo, popolare e di massa. Il presidente – che durante l’ultimo anno si era in parte defilato riguardo al Milan  – vuole gioire in un pomeriggio e in una serata speciale per tutti coloro che il Milan lo hanno nel cuore.

Nei venticinque anni di presidenza Berlusconi, la squadra si e’ trasformata diventando il club piu’ titolato del mondo. La discesa in campo del Cavaliere nel gennaio 1994 non puo’ restare scissa dalla febbre calcistica e, infatti, il premier seduce i tifosi lasciandoli sognare. Quest’anno tiene banco il tormentone del ritorno di Kaka’, poi viene coltivato il sogno di portare Cristiano Ronaldo a Milano, ipotesi gia’ praticamente sfumata.    Lo scudetto cade in un momento delicato per il presidente del Consiglio: lunedi’ e’ atteso in tribunale a Milano per l’udienza del processo Mills.

Domenica e lunedi’ a Milano si votera’ per le elezioni comunali e Silvio Berlusconi e’ il capolista del Pdl. Durante i due giorni delle votazioni, a seggi aperti, i candidati devono rispettare il ‘silenzio elettorale’. E la semplice presenza sarebbe comunque un ‘messaggio’ forte, L’obiettivo e’ vincere le amministrative nel suo feudo scaligero. Tutto puo’ servire e le tifoserie – curve in particolare – sono un boccone ghiotto in qualsiasi citta’.    Servono i voti dei rossoneri?

”Io credo di si’. Penso – risponde esplicitamente – che servano anche i voti dei milanisti e comunque non c’e’ problema perche’ tutti i nostri con Letizia sono uniti dagli stessi valori, condividono gli stessi obiettivi”.  ”Sono uomini concreti, pragmatici – aggiunge richiamando la definizione di casciavit (usata molto tempo fa, perche’ il Milan era considerata la squadra dei tifosi operai, quelli che usavano il cacciavite)- che vengono quasi tutti dalla trincea del lavoro e sono abituati a risolvere i loro problemi a prescindere dalla fede calcistica. Soprattutto sono uomini che con Letizia sapranno fare squadra. Quindi forza Milan, ma anche forza Inter e soprattutto, alla fine, forza Letizia”.    Domani grande festa rossonera in campo e in citta’: giocatori e tifosi insieme per festeggiare il diciottesimo scudetto conquistato all’Olimpico di Roma con due giornate di anticipo. Il pullman del Milan – affittato da tempo – percorrera’ la citta’ con tutta la a squadra a bordo: partenza alle 17.15 circa da Via Turati, proseguimento per via Manzoni, Piazza della Scala, Via Santa Margherita e Via Mengoni. Da qui raggiunga’ Piazza Duomo alle 17.45. Dopo aver salutato i tifosi, la squadra si rechera’ a San Siro per il normale svolgimento del match. In Piazza Duomo il City Tour del Milan Campione d’Italia sul pullman scoperto vivra’ il suo momento piu’ intenso.    A San Siro, subito dopo il fischio finale di Milan-Cagliari, ci sara’ la consegna della Coppa dello Scudetto da parte della Lega Serie A. Poi, il giro di campo della squadra. Anche a San Siro preannunciate grandi sorprese. Chissa’ che Berlusconi non faccia parte di questa improvvisata.

fonte: www.ansa.it

Europa League, finale Porto-Braga

Sara’ un derby portoghese tra Porto e Sporting Braga a decidere la vincitrice dell’Europa League 2010-11 nella finale del 18 maggio, a Dublino. Il Porto e’ stato battuto 3-2 in casa del Villarreal (per gli spagnoli a segno Giuseppe Rossi su rigore), ma partiva dal 5-1 dell’andata. Il Braga sul proprio terreno ha invece superato il Benfica 1-0, ribaltando cosi’ la sconfitta per 2-1 subita a Lisbona.

fonte: www.ansa.it

Le troppe facce della Roma: in 24 partite mai la stessa formazione

Ranieri finora ha utilizzato 26 giocatori

Quattro mesi e tanti dubbi per la Roma che, nonostante un organico di 28 giocatori (29 se si conta anche il quarto portiere Pena), è solo quinta in campionato, a 7 punti dal Milan leader del torneo. Pur essendo nettamente la migliore dell’anno solare, deve inseguire nella corsa scudetto, come accadde proprio nella scorsa stagione. Ma, a guardare quello che è successo fin qui, sembra aver perso alcune certezze del fantastico duello contro Mourinho. Lo confermano le scelte di Claudio Ranieri che chiude il 2010 senza avere una squadra base e non per il turn over inizialmente accennato e in seguito a volte esagerato. Rotazione di assetti e soprattutto di uomini. Dalla notte d’estate della Supercoppa italiana contro l’Inter, dopo Ferragosto, a quella al gelo di campionato contro il Milan, sempre a San Siro, nell’ultimo wekeend calcistico dell’anno che se ne va. In mezzo anche i sei incontri della prima fase di Champions. Mai con la stessa formazione, sempre diversa su ventiquattro match.

La Roma che cambia in ogni partita a gennaio dovrà per forza ritrovare la sua identità di squadra. Perché Ranieri non ha diviso il suo gruppo completo e variegato in titolari e alternative. Cassetti, con 21 presenze dal primo minuto, è stato il più sicuro del posto. Quasi tutti gli altri, sono stati considerati uguali dall’allenatore che ha visto crescere il numero degli scontenti e diminuire la competitività della squadra. Basta pensare alla panchina di Verona, il 4 dicembre scorso, gara da vincere a tutti costi e finita con un pareggio e un’altra doppia rimonta subita, con Pizarro, Totti, Menez e Borriello esclusi in partenza. Quattro big scartati e due punti persi.

Il numero dei giocatori utilizzati diminuirà, per forza di cose, nel 2011: qualcuno dei 29 in organico lascerà Trigoria. Finora Ranieri ne ha impiegati ben 26. Tantissimi. Contando pure le coppe, in 23 hanno giocato almeno una gara dal primo minuto, cioè da titolari: solo Burdisso junior, Baptista e Okaka non hanno avuto questa opportunità e quasi sicuramente gli ultimi due non l’avranno nemmeno nel nuovo anno essendo pronti a trasferirsi altrove.

In campionato Borriello ha più presenze degli altri: 16, una in più di Cassetti, Brighi e Menez. Anche Juan e Totti con 13 hanno avuto il loro spazio, De Rossi, Mexes e Simplicio ne sommano una in meno, subito dietro Riise, Burdisso Senior e Julio Sergio. In tutto sono 12 i giocatori che hanno un numero decente di presenze, ma le 11 del portiere titolare dimostrano quanto la Roma sia stata sempre differente in tutti i settori e anche in un ruolo tanto delicato, in cui hanno avuto la vetrina addirittura in tre.

La Roma, sempre nelle diciassette partite di campionato, ha mandato a segno dieci giocatori (più un’autorete sfruttata). Sono molti, ma andando a dividere le 22 reti, l’equilibrio, soprattutto tra gli attaccanti, salta: 7 gol Borriello, 3 Vucinic, 2 Totti e 1 Menez. Nessuno per Adriano, Baptista e Okaka. Tra i migliori marcatori Simplicio, con 3 reti. Insomma la differenza la fa soprattutto Borriello, centravanti d’area e punto di riferimento anche in Champions, dove ha timbrato altre quattro volte.

Il singolo, insomma, più che la squadra che, come dicevamo sopra, mai la stessa, fatica a riconoscersi. Basta andare a vedere la classifica degli assist: due a testa Totti, Menez, Borriello e, pensate un po’, Mexes. Nella stagione così altalenante del gruppo giallorosso steccano alcuni solisti e altri nemmeno salgono sul palcoscenico: Pizarro e Perrotta non si vedono da tempo, Vucinic sono più le partite che vive a casa, Riise, sempre decisivo nella stagione scorsa pure come realizzatore, deve ancora far centro. Il più propositivo al cross è Menez e si nota in ogni match. Dietro al francese Cassetti e, non ci crederete, Cicinho.

Le 20 reti subite sono tuttora un campanello d’allarme. Burdisso senior, già due espulsioni, non è ancora quello di un anno fa. Nella fase difensiva, classifica delle palle recuperate, davanti all’argentino sono in quattro: Juan, Cassetti, Mexes e De Rossi.

FONTE: www.ilmessaggero.it

Problema vero o semplice capro espiatorio? L’annoso dilemma. Annoso perché il soggetto in questione si chiama Francesco Totti, capitano della Roma, 192 gol in serie A e 245 in totale con la maglia giallorossa. Uomo record, uomo tutto. Uno che ha dato tanto, tutto e ora non vuole sentirsi l’unico male. Ranieri sostiene che Francesco venga prima della Roma. Forse non è così, ma più o meno è così. E adesso? Per tanti, Totti è diventato il problema della Roma. Impossibile da credere. Semmai, ci permettiamo di puntualizzare, Totti è uno dei (tanti) problemi della Roma (gli altri vanno dal rendimento di altri singoli, alle incongruenze tattiche, fino alle evidentissime difficoltà fisiche etc etc). Oppure, per essere ancora più precisi, la sua posizione in campo e il suo dispendio di energie costituiscono un doppio problema per la squadra, oltre che per se stesso. Intanto Francesco ha vissuto una mezza serata (domenica) e tutto ieri da capro espiratorio. Messaggi, telefonate, le radio il giorno dopo Napoli-Roma: tutti a dire, deve mettersi da parte. E Totti ripete da sempre: se io sono il problema, mi metto da parte. Lo dirà anche a Ranieri, alla società e a chi, nello spogliatoio, pensa questo e fin ora non ha avuto il coraggio di dirglielo in faccia, rinfacciandoglielo. Il problema è capire se si tratta più di una questione più tattica o più atletica. O entrambe. Atletica lo è: Totti in campo fatica, non è brillante. L’età, gli acciacchi e una preparazione che non ha funzionato bene sulle sue gambe (evidentemente non solo sulle sue…). Tattica lo è altrettanto: Totti-Borriello non sono una coppia. Sì, ma Francesco corre tanto, dice Ranieri. Vero e quindi si trova spesso senza fiato, e uno della sua età deve sfruttare più la qualità che la corsa. Ha fatto tanti gol, ora non fa più il centravanti. E ancora deve segnare un gol ufficiale. Come mai, ci si chiede. Nella posizione che occupa ora, con due esterni veri che accompagnano l’azione, potrebbe funzionare lo stesso. E andrebbe meglio se, come lo scorso anno, avesse vicino qualcuno a cui scaricare la palla: la squadra che era corta, ora è lunghissima, soffre e Francesco viene inghiottito dagli avversari. E quando deve concludere arriva ai sedici metri sempre spompato. Totti da anni fa il centravanti e questo vorrebbe continuare a fare. Se adesso è meglio Borriello, pazienza. Se ne va in panchina. Che giochino pure gli altri che stanno meglio di me, pensa e dirà a Ranieri. Ma lui con Borriello – è la convinzione di Totti e se n’è accorto Ranieri – non possono coesistere. Almeno per ora. Quindi, si pensa a un ritorno al 4-2-3-1, con davanti Francesco o Marco, Marco o Francesco. E il capitano accetterà la panchina. Come ha fatto a Napoli quando, prima di sapere che sarebbe uscito Borriello, lui stesso stava andando fuori, pur sapendo che restando in campo si sarebbe esposto a una ulteriore brutta figura. Totti spera che nessuno l’abbia fatto per quello.

fonte: www.ilmessaggero.it

La Lazio vola solitaria al comando Roma brutta e perdente: è penultima

Cassano, sostituito, non la prende bene. Fiorentina battuta
dal Palermo: Mihajlovic in discussione. Toni gol-vittoria al 95′

La Lazio supera anche il Brescia e rimane solitaria in vetta alla classifica, a quota 13, con due punti di vantaggio su Napoli, Milan e Inter, dopo lo 0-0 serale tra i nerazzurri e la Juventus. La Roma invece perde a Napoli e resta al penultimo posto. Il Palermo di Rossi fa più punti fuori che in casa: ha vinto anche a Firenze dove Mihajlovic comincia ad essere in discussione. Finiscono in pareggio Bologna-Samp, Chievo-Cagliari. Toni regala al Genoa la vittoria sul Bari al 50′ della ripresa. Nell’anticipo delle 12,30 il Lecce ha superato il Catania 1-0. Lazio-Brescia 1-0 Tenacia, concentrazione, spirito di sacrificio. Sono i tre pilastri su cui poggia il successo della Lazio contro il Brescia. Una vittoria sudata e preziosissima perché consente di conservare il primato. Un volo che entusiasma i tifosi, come quello dell’aquila Olimpia, prima del fischio d’inizio. Primo tempo di grande fatica per la Lazio. Il diesel biancoceleste macina gioco fin da subito ma la partita è a viso aperto e Muslera e Sereni alla fine sono tra i migliori. L’uruguaiano è il primo chiamato in causa dalla conclusione di Zambelli (7′). Sereni risponde deviando in angolo un bel tiro di Brocchi. Lichsteiner spinge sulla fascia senza soste, Mauri è ovunque e Ledesma gli copre le spalle. Chi latita è Zarate. Da lui solo una gran punizione (35′), destinata all’angolino. Ma Sereni c’è ancora. La Lazio è paziente ed è premiata allo scadere del tempo: Hernanes trova un corridoio libero e Mauri e lesto ad approfittarne. Sul suo diagonale incrociato nemmeno Sereni può opporsi. Il Brescia rientra dal riposo deciso a riprendersi il pari e in due minuti va due volte vicino all’1-1, sempre con Eder (14′, reattivo Muslera e deviare in angolo il suo esterno, 15′ tacco di Diamanti e Lichtsteiner in scivolata devia in angolo). Zarate è un corpo estraneo e Reja gli preferisce Rocchi. Il Brescia insiste alla ricerca del pari ma al 29′ resta in 10. L’arbitro Celi, forse un po’ troppo fiscale, punisce con il secondo giallo Diamanti per un’entrata su Radu. Le speranze del Brescia finiscono qui, il volo della Lazio continua. Lazio (4-3-1-2): Muslera, Lichtsteiner, Biava, Dias, Radu, Brocchi, Ledesma, Mauri, Hernanes (14′ st Bresciano), Floccari (40′ st Foggia), Zarate (19′ st Rocchi). A disp. Berni, Cavanda, Stendardo, Kozak. All. Reja Brescia (4-3-1-2): Sereni, Zambelli, Bega, Martinez, Dallamano, Hetemaj, Cordova (45′ st Budel), Baiocco (25′ st Kone), Diamanti, Caracciolo (14′ st Possanzini), Eder. A disp. Arcari, Berardi, De Maio, Filippini. All. Iachini Arbitro: Celi Marcatori: 45′ pt. Mauri Note: ammoniti Diamanti, Bega, Bresciano. Espulsi: Diamanti al 29′ st per doppio giallo Napoli-Roma 2-0 Napoli sempre più su e Roma sempre più in basso. Dopo il successo con l’Inter e il Cluji i giallorossi non si ripetono ed escono sconfitti dal San Paolo nonostante una buona gara. Rispetto alla partita con il Cesena, Mazzarri ripropone la formazione tipo con Cannavaro, Maggio, Gargano e Cavani in campo dal 1′. Nella Roma, Ranieri deve fare a meno di Perrotta, squalificato e, allora decide di cambiare di nuovo con Cicinho alto a destra e Menez trequartista, dietro a Totti-Borriello. Gara equilibrata, entrambe le formazioni fanno fatica a trovare varchi. Meglio il Napoli al via, che con i tagli in diagonale riesce a creare quattro pericoli a Lobont: due con Dossena, una con Lavezzi nei primi minuti e una con Hamsik, pericolosissima al 32′, sulla quale Lobont compie il miracolo respingendo d’istinto. Il Napoli dopo i primi 10 minuti di forcing abbassa il baricentro del gioco puntando sulle ripartenze, con la Roma che si sveglia e prova la conclusione con Pizarro, De Rossi e Cicinho e con Borriello che si da molto da fare. Al 26′ è Riise ad andare vicino al vantaggio, il norvegese servito in area da Cicinho controlla di petto e spara alto sopra da ottima posizione. Nel finale ancora una grossa occasione per la Roma: al 37′ punizione dalla sinistra di Totti per Borriello che va di testa, deviazione di Cannavaro e De Sanctis vola sulla destra e respinge. A tempo scaduto Cicinho da destra centra per Borriello, affondato in area: Tagliavento fa proseguire, ma la decisione è dubbia. Ad inizio ripresa la Roma riprende con grande intensità e ci prova prima con Borriello e poi con Totti e Riise. Giallorossi che lasciano però spazio per il contropiede in cui si infila Cavani, ma è bravo Lobont a respingere al 14′. Poi si scatena Lavezzi che prima calcia alto e poi in volata si fa bloccare il tiro cross in piena area da Lobont. Al 20′ miracoloso intervento di Juan in scivolate che blocca Cavani in area di rigore e al 27′ il Napoli passa in vantaggio. Dossena va via sulla sinistra e centra all’indietro per Hamsik che di interno destro batte Lobont. La Roma cerca la reazione con Vucinic ma il tiro viene bloccato da De Sanctis. Al 38′ con i giallorossi sbilanciati in avanti arriva il raddoppio del Napoli. Cross al centro di Campanaro e Juan interviene per anticipare Cavani e manda in rete. La squadra di Ranieri ha ora due settimane di tempo per riordinare le idee e cercare i tre punti in casa con il Genoa. Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Campanaro (al 48′ st. Sosa), Cannavaro, Aronica; Maggio, Pazienza, Gargano (al 26′ st. Yebda), Dossena (al 35′ st. Zuniga); Hamsik, Lavezzi; Cavani. A disp. Iezzo, Santacroce, Grava, Dumitru. All. Mazzarri Roma (3-4-1-2): Lobont; Cassetti, Juan, N. Burdisso; Cicinho (al 28′ st. Rosi), De Rossi, Pizarro, Riise; Menez (al 1′ st. Brighi); Totti, Borriello (al 22′ st. Vucinic). A disp. Doni, G. Burdisso, Castellini, Baptista. All. Ranieri Arbitro: Tagliavento Marcatori: al 26′ st. Hamsik, al 38′ st. aut. Juan Note: ammoniti: Pazienza, Gargano, Lavezzi, Cassetti, Pizarro, Aronica

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La Roma risorge: battuta l’Inter con una perla di Vucinic nel recupero

L’attaccante ha risolto con un colpo di testa coraggioso
e spettacolare una gara da 0-0. Totti sostituito: terza volta

 La Roma alza la testa e riapre il suo campionato battendo l’Inter all’Olimpico per 1-0 al termine di una partita brutta, a tratti noiosa, che nessuna delle due squadre avrebbe meritato di vincere. Al 92′ tutti sembravano paghi dello 0-0. Tutti tranne Vucinic, subentrato a Totti: sull’ennesimo cross in area il montenegrino si tuffava e deviava il pallone in rete fra la costernazione degli interisti e lo stupore e la gioia dei compagni e dei tifosi giallorossi. La Roma comunque ha vinto ed ha avuto ragione: non ha subìto i contraccolpi della disavventura arbitrale di Brescia. Non ha riempito gli occhi, ma non era questa l’occasione migliore per farlo. Attentissima in difesa, ha concesso il minimo ad un’Inter imprecisa e stralunata nei suoi uomini chiave. Mai visti Sneijder e Milito sbagliare tanto.

Ranieri schiera una Roma offensiva. In avanti assieme a Totti, al rientro, e a Borriello c’è Menez preferito a Vucinic. In campo per i giallorossi anche De Rossi e il norvegese Riise dopo aver recuperato dall’infortunio alla testa che gli ha causato una commozione cerebrale. L’Inter invece gioca con il consueto tridente d’attacco Eto’o-Milito-Pandev e con Cordoba al posto dell’infortunato Samuel in difesa.

Pronti via con l’Inter che chiude la Roma nella sua metà campo e guadagna subito un corner. Poi Lobont risponde benissimo ad una violenta conclusione di Stankovic, ma l’azione era stata fermata da Morganti per un fuorigioco. Il primo angolo per la Roma lo guadagna Borriello al 6′. Per ora è l’Inter che fa la partita, ma la difesa giallorossa regge bene. Al 18′ azione martellante della Roma e Borriello rimedia un intervento in gioco pericoloso ad opera di Cordoba non sanzionato da Morganti. Subito dopo Stankovic libera Eto’o che perde il tempo per il tiro a botta sicura, e quando scarica il destro trova l’opposizione di Burdisso. Il problema della Roma è comunque a destra dove nessuno contiene Maicon. La partita va avanti su ritmi piuttosto lenti e offre poco. Una curiosità: l’Inter tira molto da fuori area forse confidando nelle incertezze di Lobont, ma finora la riserva di Julio Sergio è in forma. Intorno alla mezz’ora le squadre si allungano e il gioco ne guadagna con rapidi cambiamenti di fronte. Al 38′ ennesimo tiro da lontano di Stankovic che coglie la parte esterna della traversa. Al 48′ Riise serve Totti in area, il capitano sbaglia l’aggancio e l’occasione sfuma. Finisce 0-0 ed è giusto così.

Secondo tempo. Tutti in campo ad aspettare Lucio rimasto a farsi bendare una gamba. Stesse formazioni. Al 3′ Burdisso serve Totti in area con un lancio lungo, il n.10 giallorosso potrebbe provare a saltare l’uomo, invece tenta il tacco su Borriello ma il tocco è impreciso. Cambiasso restituisce il favore con un improbabile colpo di testa a due metri da Lobont. Giallo a Stankovic per un fallo da dietro su Perrotta. E’ il secondo dopo quello mostrato a Chivu nel primo tempo. Niente altro da segnalare a parte una serie di passaggi e tiri sballati da parte dell’Inter. La migliore occasione per la Roma al 9′: affondo di Menez sulla destra e palla al centro ad un metro dalla porta, Borriello arriva alla deviazione con mezzo secondo di ritardo. Terzo ammonito dell’Inter è Cordoba per un’entrata su Menez. La partita è corretta, ma Morganti non ne lascia passare una. Al 14′ Julio Cesar rinvia, poi riprende il pallone con le mani. Punizione a due con la barriera sulla linea di porta, appoggio a Totti che sballa il tiro. La Roma sta crescendo e Benitez sostituisce Milito con Muntari. Eto’o diventa la punta più avanzata. Gli animi si scaldano: Perrotta, Stankovic e Burdisso si fanno ammonire per falli evitabili su Julio Cesar, Totti e ancora Julio Cesar. Altro cambio nell’Inter: Coutinho per Pandev. Primo cambio per Ranieri: esce Totti, entra Vucinic. Il capitano, alla terza sostituzione, non va in panchina ed entra direttamente negli spogliatoi. La migliore occasione dell’Inter capita al 32′ sui piedi di Eto’o che entra in area e spara fuori. Quattro minuti dopo ancora Eto’o al tiro dopo un’azione manovrata: bravissimo Lobont a salvare il risultato. Nella Roma ultimi 5′ per Baptista e Brighi la posto di Borriello e Menez stanchi. Le due squadre sembrano paghe, ma Vucinic non lo è: al 2′ di recupero, tuffo di testa su lancio di De Rossi e gol per una vittoria sognata ed arrivata nel modo più impensabile.

Roma-Inter 0-0

Roma (4-3-1-2): Lobont; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Perrotta, Pizarro, De Rossi; Menez (42′ st Brighi); Totti (30′ st Vucinic), Borriello (42′ st Baptista). A disp: Doni, Burdisso, Cicinho, Adriano. All. Ranieri
Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba, Chivu; Stankovic, Cambiasso; Pandev (28′ st Coutinho), Sneijder, Eto’o; Milito (21′ st Muntari). A disp: Castellazzi, Santon, Mariga, Obi, Biabiany. All. Benitez
Arbitro: Morganti
Marcatore: 47′ st Vucinic
Ammoniti Chivu, Stankovic, Cordoba, Cassetti, Perrotta, Pandev, Burdisso, Menez
Angoli: 6-4 per l’Inter
Recupero: 2′ e 3′
Spettatori: 40.000

fonte: www.ilmessaggero.it

Problemi fisici, tattici e rilassamento:ecco cosa non funziona nella Roma

 

È crisi autentica, ma la cosa che più preoccupa è un’altra: la Roma non sa di che cosa soffre e come fare per guarire in fretta. La vergognosa caduta di Cagliari lascia il segno. In classifica, dove solo l’Udinese è messa peggio, e nello spogliatoio, dove nessuno è più sicuro del fatto suo. Zero spiegazioni e tante contraddizioni, sintesi del momento no dei giallorossi, partiti malissimo come un anno fa. La crescita è di un punto. Niente, per un gruppo rafforzato in ogni settore e senza cessioni eccellenti. Ranieri parla ai giocatori per mezz’ora, prima dell’allenamento di ieri mattina. Nella sala, si accende lo schermo: per rivedere gli errori e gli orrori, le quattro reti su palle inattive. Ma non è solo una questione tattica. L’allenatore torna sull’atteggiamento: «Bisogna ritrovare il furore agonistico e le motivazioni». Troppo molli, rimprovero che poi non è nuovo. Il tecnico scarica sulla squadra, dando l’impressione di non sentirla sua. E’, però, al centro del pianeta Roma: toccherà a lui dare risposte esaurienti. Troppi gli aspetti (equivoci?) da chiarire. Questi. Ranieri non è sereno. E si vede. Perché non si sente considerato come vorrebbe. Aspetta il prolungamento del contratto da febbraio. C’è l’okay della Banca, ma la firma non arriva: così i giocatori potrebbero considerarlo di passaggio. Intanto, dicendo che la Roma non è da scudetto, deresponsabilizza la squadra. La società ai giocatori ha chiesto il contrario, cioè il titolo: l’organico è da vertice e non da podio europeo. Se i calciatori non hanno più il fuoco negli occhi, per i dirigenti deve essere lui a riaccenderlo. Rispetto all’éra Spalletti, il gruppo ancora lo segue, mentre il predecessore era stato sfiduciato: un vantaggio. Ma deve essere più efficace negli avvertimenti ai giocatori, come lo è stato in passato. Togliere Totti a Cagliari può essere pure mossa corretta per l’equilibrio, ma al tempo stesso è segnale sbagliato, dopo 20 minuti, alla squadra. Come a dire, limitiamo i danni, la partita tanto ormai è persa. Ma la faccia non è stata salvata. Tatticamente è confusione totale. Già cinque i sistemi di gioco. Il 4-3-3 in ritiro. Poi il 4-1-4-1, il 4-4-2, il 4-2-3-1 e il 4-4-2. L’ultimo è il preferito. La Roma, però, ha pochi esterni di ruolo, in particolare alti. Problema vecchio e noto. Ma è il momento di scegliere una via e di non abbandonarla più. Fisicamente la Roma non risponde. E’ stata scelta una preparazione atletica alla Mourinho, tanto pallone e poca fatica, con la convinzione che alla lunga la qualità verrà fuori. Allegri ha preso la stessa strada, ma in questo periodo si può soffrire anche contro formazioni meno quotate: alcune sono già pronte. I campi di Trigoria sono pieni di trappole, ma gli infortuni sono nati altrove, da Mexes a Vucinic e passando per Riise, finiti kappaò con le rispettive nazionali. L’alibi non regge, almeno ora. Simplicio e Brighi ignorati. Il primo ancora deve giocare un minuto. Spiegazione: infortunatosi in ritiro, non ha fatto la preparazione. Ma in campo vanno Pizarro, mai impiegato nelle amichevoli, e De Rossi, con pochi allenamenti: sabato, dopo la gara, Ranieri li ha citati, per dire che sono in ritardo. E allora perché Simplico non può entrare nemmeno per una ventina minuti? Baptista, sino a due settimane fa, fuori del progetto, lui sì. Il secondo ha appena rinnovato il contratto e l’allenatore, in estate, ha detto no alla cessione al Genoa: sarebbe arrivato Sculli, un esterno. Confermato, Brighi però resta spesso a guardare. Il caso Mexes. I dirigenti hanno tranquillizzato il francese, attaccato in pubblico da Ranieri. Mexes non è sul mercato, almeno non lo sarà a gennaio. Sparite le certezze di un anno fa. A cominciare dal portiere, Julio Sergio non è più lo stesso, crollano i punti di riferimento. La squadra non creava tanto, ma subiva poco. Adesso incassa troppi gol: già 8 in tre gare ufficiali e 2 cinquine in meno di un mese, la prima il 13 agosto ad Atene contro l’Olympiakos. E in assoluto, gli episodi favorevoli della stagione scorsa adesso sono sfavorevoli. Contrasti in società. Oggi, per il Cda, Rosella Sensi sarà a Trigoria e chiederà spiegazioni a Ranieri sulla partenza a salve. C’è scollamento tra i dirigenti e l’allenatore lo avverte. La presidentessa è intenzionata a salire domani mattina sul charter della squadra che volerà a Monaco. Per capire che cosa non va tra i giocatori. E per convincere l’allenatore che questa Roma può essere competitiva in Italia e in Europa. Basta che lo sappiano tutti, Ranieri per primo.

fonte: www.ilmessaggero.it

Altro che Borriello e Ibrahimovic Roma umiliata, Milan affondato

Il Cagliari vince 5-1, fallo di Burdisso, Conti in ospedale
Rossoneri ko a Cesena, dove Ibra sbaglia un rigore

La giornata di Ibrahimovic e Borriello è diventata la giornata di Cesena e Cagliari in testa alla classifica insieme all’Inter. I romagnoli hanno battuto il Milan 2-0 e Ibra ha sbagliato un rigore. Il Cagliari ha umiliato la Roma: 5-1. I giallorossi a Cagliari sono rimasti a lungo in dieci a causa dell’espulsione di Burdisso autore di un fallaccio su Daniele Conti, finito in ospedale.

Cagliari-Roma 5-1 Comincia forte il Cagliari e stringe la Roma nella sua metà campo, Julio Sergio chiamato subito all’intervento su un cross di Matri. Al 6′ quarto gol di Daniele Conti alla Roma: ha raccolto un pallone fuori area, si è girato ed ha folgorato il portiere giallorosso. Gol bellissimo. Debutto sfortunato per Castellini che accusa subito un dolore muscolare, Ranieri lo sostituisce con Rosi. Ad un romano risponde un romano: al 18′ De Rossi batte Agazzi di testa direttamente su corner battuto da Totti. Il tempo di tornare a centrocampo e il Cagliari si riversa come una furia nell’arera giallorossa. Prima Julio Sergio evita il gol con una prodezza, sulla ribattuta Burdisso effettua una bruttissima entrata su Daniele Conti. Espulso Burdisso e rigore per il Cagliari, mentre Daniele Conti resta a terra, poi esce in barella. Visibile l’apprensione di papà Bruno sulla panchina della Roma. Sembra comunque scongiurata la frattura. Matri va sul dischetto e realizza: 2-1. Ranieri sostituisce Totti con Burdisso junior. Si riprende a giocare e in campo c’è solo il Cagliari che corre il doppio della Roma. La squadra di Ranieri guadagna un corner con Menez ma la differenza di ritmo è notevole e al 37′ arriva il 3-1 del Cagliari con Acquafresca che di testa coglie Julio Sergio in controtempo. Finisce il primo tempo. Vantaggio meritatissimo del Cagliari, Roma in grande difficoltà con Borriello inesistente e Menez, inconsistente dopo un avvio incoraggiante. Ripresa. Prima azione e gol n.4 del Cagliari. Punizione di Cossu, Matri di testa anticipa Burdisso jr e segna. La Roma si fa viva con una conclusione di Cassetti respinta in corner dal portiere, poi intorno al quarto d’ora con una punizione violenta ma centrale di Borriello e con un colpo di testa perentorio ma impreciso di Perrotta. Ranieri non sa più che fare e prova con Baptista al posto di Menez. Al 21′ Roma vicina al gol ancora con De Rossi: bravissimo Agazzi a neutralizzarne la conclusione da vicino. Il Cagliari, in vantaggio numerico e di tre gol, molla un po’ la presa e permette alla Roma di crescere, ma dalle bocche di fuoco giallorosse non escono gioco e gol, ma solo nervosismo e falli per i quali sono ammoniti Perrotta e Rosi. Il Cagliari dà l’impressione di poter affondare quando vuole e al 42′ Lazzari entra col pallone in porta e firma il 5-1 a conclusione di un contropiede condotto sfruttando alla perfezione la superiorità numerica.

Cesena-Milan 2-0
Non poteva cominciare meglio il ritorno del Cesena in serie A: con i gol di Bogdani e Giaccherini ha scritto una pagina storia ed ha oscurato il debutto di Ibra con la maglia rossonera. Il Milan non ha perso per il tridente perché lo avevano anche i romagnoli. Ha perso perché ha corso di meno e si è subito trovato in grande difficoltà davanti al ritmo degli avversari. I fenomeni rossoneri, pressati in ogni parte del campo, non hanno mai avuto modo di liberarsi e non avevano la forza di rincorrere il Cesena. Ibra si è visto pochissimo. I tocchi sono sempre quelli del campione, ma non bastano. Al 31′ arriva meritato il gol di Bogdani: colpo di testa su cross di Schelotto. La reazione del Milan è poco convincente e il Cesena controlla con facilità. Appare quasi naturale il raddoppio verso la fine del primo tempo: Bogdani sfrutta un contropiede con tutto il Milan riversato in avanti, sceglie il tempo e serve Giaccherini che dal limite dell’area, di sinistro, trafigge Abbiati sull’angolo opposto. L’uomo più atteso era Ibrahimovic che oltre alla scialba prestazione ha sbagliato un rigore a 5′ dalla fine. L’intesa con Pato (tutto sommato il meno negativo dei suoi) e Ronaldinho è là da venire. Anche Robinho, entrato nella ripresa ,è apparso spaesato: il migliore resta Inzaghi che almeno si è procurato un rigore. Per il resto è un Milan ancora tutto da costruire.

fonte: www.ilmessaggero.it/

Acquisto Roma, gli interessati sono 23:spuntano il petroliere abanese e Preziosi

Comincia a definirsi i possibili acquirenti della Roma: nella lista dei 23 candidati compilata da Rothschild ci sono i libici della galassia Lia, Enrico Preziosi presidente del Genoa, il petroliere albanese Rezart Taci. Sono questi, secondo quanto risulta a Il Messaggero, i nomi che spuntano accanto agli italiani Angelucci, Angelini, Clessidra e ad una serie di fondi internazionali americani, orientali e un altro arabo.

fonte: www.ilmessaggero.it

Totò chiama Totti

Cassano racconta la SUA Rinascita delle Nazioni Unite e svela forse irrealizzabile sogno : ” Tornare uno Giocare con Francesco. Gli Lascio Il NUMERO 10 e corro per Lui “.

Anni Quattro e mezzo al Fianco di Totti non dimenticano SI. Neanche quando diventi Il leader della Nazionale. Cassano, L’uomo del Momento , SI TRA racconta pentimenti , Desideri e Sogni e nia Suoi Pensieri rispunta Il Capitano della Roma. « Alcuni Giorni fa – racconta Il Talento barese – parlavo con Il Mio procuratore Bozzo e Gli dicevo : Quanto MI SONO divertito uno Giocare con Totti. Mi piacerebbe uno Tornare farlo . Ma non posso Alla Roma , quindi vorrei riuscirci in Nazionale, ANCHE Una Partita per Sola, Magari di beneficenza . Ma non mettete ORA a Croce Prandelli , e Solo un mio pensiero : sarebbe Il Mio Sogno di Giocare Nuovo con Francesco prima di Che smetto » . Un sogno irrealizzabile al Momento : Totti era messo uno SI Disposizione di Lippi per Il Mondiale e la mancata convocazione lo ha convinto Che la Scelta Fatta DOPO Il trionfo di Berlino NEL 2006 era la Più Giusta. Lo Stesso Prandelli ha ESCLUSO Il clamoroso Ritorno del romanista , ma Cassano Continua a sperare . «Se Totti dovesse Tornare in Nazionale Gli dico : ” Tieni , Il tempo condensato e 10 “. E corro ANCHE per Lui, Tanto Mi Fa Vincere le Partite . Alla Roma mi ha Fatto Gol tariffa Tanti , tutti ” Lui, 21 in Stagione Una. Non mi e mai Successo » . Dal legame con Il Capitano giallorosso del Presente uno quello del Futuro . «De Rossi – dadi Cassano – e leader di Il Vero this Italia, Qualità ettari e Personalità . Ad agosto mi ha Dato la maglia NUMERO 10, ma per i Numeri Poco contano . Potete darmi ANCHE Il 22: Il Matto …». Ora lo Menone Po e delle Nazioni Unite ‘, ma non dimentica Il Passato SI. « Finora Il Mio Rapporto con la Nazionale e disastro Stato delle Nazioni Unite. Esco ED ENTRO e la Maggior Parte delle colpe SONO le mie , mi Devo prendere le Responsabilità di tutti ” Gli ERRORI Fatto Che Ho nel Passato . Ora mi riprendo il Tempo Perso. Lippi ? Non guardo al Passato , MA PRESENTE AL: non Voglio tariffa polemiche . Il Rapporto con Prandelli e fantastico , mi ha importanza Dato venire persona e lo ringrazierò Semper. Quando ero un ho sbagliato io Roma nia Suoi Confronti . Ma mi ha visto ed e cambiato Stato Molto Contento . I Miei ERRORI Più Grandi li ho Commessi all’epoca di Capello. Disastri inenarrabili . Poi ho Capito Che ANCHE Devo ragionare con la testa dei compagni , dell’allenatore , della Gente Che mi circonda , altrimenti Torno A Casa Mia Il salumiere una tariffa … L’ assolo UNO Unico in campo a Grado di risolvere le Partite , ma al Mondo di Maradona ne esiste . Prima pensavo di Essere Maradona ma non lo sono impegnato. Mia moglie Carolina mi ha cambiato la vita . Adesso SONO semper sereno , rido e scherzo ma non esagero . Se pero non capiterà gettatemi La Croce addosso , SONO Quattro Anni Che non Faccio Una ca ….». Poi Passaggio delle Nazioni Unite su Balotelli : « Lasciatelo in pace Che a 20 Anni Gli ERRORI ANCHE Voi li facevate . Sennò per 15 Anni vive le pene dell’Inferno . Io La Chioccia di Mario? La dura VEDO , Visto Che Il Tipo SONO …». Un Tipo A CUI Prandelli ha affidato le Speranze Dell’Italia . « Prendermi le Responsabilità sì – chiarisce Cassano – ma la Nazionale SPALLE Sulle no. » Anni Tutti devono prendersela per tariffa Qualcosa di IMPORTANTE NEL corso dei Due . In solista Estonia STATO E Primo Assaggio delle Nazioni Unite, domani Sotto con le Far Oer

Fonte : www.iltempo.it

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