Pediatria obeso 1 bimbo su 3 piu pesce e sport contro epidemia chili in piu

Chili di troppo e problemi al fegato possono aumentare il rischio si sviluppare diabete e cardiopatie ischemiche già in età precoce. A lanciare l’allarme sono gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. “L’obesità – avvertono – rappresenta una seria minaccia e se associata ad altre complicanze come il fegato grasso, l’ipertensione, l’iperglicemia o l’abuso di alcol sin da giovanissimi, può significare vedere le proprie aspettative di vita ridotte di 15 anni”. L’obesità infatti colpisce in Italia un bambino su 3. Il fegato grasso affligge invece circa un milione di bimbi.

“Un bambino obeso – spiega Valerio Nobili, responsabile epatopatie dell’ospedale Bambino Gesù – ha un’elevata probabilità di avere un fegato grasso e altri problemi cronici che compromettono la struttura dell’organo”. Alcune di queste problematiche saranno al centro della 19° edizione della Settimana Internazionale di Gastroenterologia in programma dal 22 al 26 ottobre a Stoccolma.

Tra le soluzioni proposte dal ospedale pediatrico romano: “Modificare l’alimentazione dei ragazzi iniziando dal pesce, sgrassante naturale del fegato, e più attività fisica per evitare l’accumulo di chili di troppo”. E un nuovo logaritmo che prevede la fibrosi epatica nei bimbi.

“Oggi la prevenzione si fa anche con un logaritmo in grado di scovare la fibrosi epatica nei bambini – avverte Nobili – una delle più temibili complicanze del fegato grasso. Infatti basta la combinazione di tre parametri, girovita, livello di trigliceridi a digiuno ed età. La formula matematica, a seconda del risultato, ci permette – prosegue – di evitare il ricorso alla biopsia al fegato, un test diagnostico sicuramente invasivo. Ma l’unico, finora, in grado di confermare la presenza della malattia”.

“Nel nostro Paese – avverte Nobili – si stima circa un milione di bambini con fegato grasso, ai quali vanno aggiunti quelli con sindrome metabolica e i bambini obesi. Se non si interviene immediatamente per loro ci sarà una sensibile riduzione della spettanza di vita. E una strategia è quella lavorare sull’alimentazione dei ragazzi. Ad esempio – prosegue lo specialista – con menù ‘ad hoc’ ricchi anche di pesce che agisce come una sorta di ‘sgrassante’ naturale per il fegato”.

Ma non solo: “Si possono promuovere stili di vita salutari, spostamenti a piedi e attività fisica individuando spazi adeguati – suggerisce Nobili – per sostenere questo impegno, facendo prevenzione strutturata, in Italia disponiamo di uno strumento unico al mondo: la pediatria di base”.

fonte: www.libero-news.it

 

Antitrust: multa da 81 milioni a 16 big della cosmetica, «Crearono cartello»

Tra le aziende coinvolte Unilever Italia, Colgate-Palmolive, Procter and Gamble e Johnson & Johnson

Maxi multa da oltre 81 milioni di euro per 16 aziende di cosmetica. La sanzione è stata decisa dall’Antitrust che ha imputato a un pool di società – tra le quali figurano colossi quali Unilever Italia, Colgate-Palmolive, Procter and Gamble e Johnson & Johnson – di essersi coordinate sugli aumenti dei prezzi di listino trasmessi alla grande distribuzione. Sanzionata anche l’associazione Centromarca che però nega qualsiasi tipo di cartello e annuncia un ricorso al Tar: «I prezzi sono scesi». L’ACCUSA – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si legge in una nota, ha deliberato che 16 aziende di produzione di cosmetici, tra le quali tutte le principali del settore, hanno posto in essere un’intesa unica, complessa e continuata nel tempo, finalizzata al coordinamento degli aumenti dei prezzi di listino comunicati annualmente agli operatori della Grande Distribuzione Organizzata. All’intesa ha partecipato anche l’Associazione Italiana dell’Industria di Marca – Centromarca – che, assicurando costantemente un’organizzazione di supporto, logistica e informativa ai produttori di cosmetici, ha facilitato significativamente il coordinamento delle strategie commerciali tra questi. Il cartello, individuato grazie all’autodenuncia della multinazionale Henkel, che ha così beneficiato dell’esenzione della sanzione, si è realizzato attraverso un costante e pervasivo scambio di informazioni sulle principali variabili concorrenziali: dagli aumenti dei prezzi di listino dei prodotti per la cura personale (quali saponi, detergenti, profumi, creme, dentifrici) alle condizioni di negoziazione con gli operatori della distribuzione. Il risultato è stato un allineamento generalizzato e costante degli aumenti dei prezzi di listino comunicati agli operatori della GDO, normalmente superiore al tasso di inflazione annuale. La multa è stata inflitta a Unilever Italia Holdings, Colgate-Palmolive, Procter&Gamble, Reckitt-Benckiser Holdings (Italia), Sara Lee Household & Body Care Italy, L’Oreal Italia, Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & Co, Beiersdorf, Johnson & Johnson, Mirato, Paglieri Profumi, Ludovico Martelli, Weruska&Joel, Glaxosmithkline Consumer Healthcare, Sunstar Suisse e all’Associazione Italiana dell’Industria di Marca – Centromarca. Inoltre per Colgate-Palmolive e Procter&Gamble la sanzione è stata ridotta, rispettivamente del 50% e del 40%, perchè le due aziende hanno aderito al programma di clemenza dopo l’autodenuncia di Henkel con autonomi contributi di prova. Il coordinamento costante tra i produttori concorrenti si è realizzato anche al di fuori del contesto associativo con contatti continui diretti. L’obiettivo concordato, e realizzato, era un aumento di listino annuale che si collocasse al di sopra del tasso di inflazione annuale e totalmente slegato da corrispondenti aumenti dei costi di produzione. L’intesa durata almeno dal 2000 al 2007 è stata messa in atto da aziende che insieme detengono, per ciascuna categoria merceologica ricompresa nel settore della cura personale, una quota aggregata oscillante tra il 58% e il 92% delle vendite in valore.

fonte: www.ilcorriere.it

Aids, il vaccino c’è ma mancano i soldi per sviluppare la sperimentazione

Aiuta a rigenerare il sistema immunitario il sistema messo
a punto all’Iss dai ricercatori italiani

Aiuta e rigenera il sistema immunitario, il vaccino terapeutico contro l’Aids messo a punto in Italia, presso l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e giunto alla fase 2 della sperimentazione. I risultati ottenuti finora su 87 pazienti di età compresa fra 18 e 58 anni, tutti in cura con la terapia antiretrovirale (Haart), sono pubblicati sulla rivista Plos One.

La sperimentazione, coordinata dal gruppo di Barbara Ensoli, è in corso in 11 centri ed è stata finanziata con 13 milioni. Frutto di una ricerca che ha portato finora a 10 brevetti da parte di una struttura pubblica come l’Iss, il vaccino terapeutico agisce colpendo la proteina Tat, che si trova all’interno del virus Hiv: è il motore che gli permette di replicarsi e diffondersi nell’organismo. «Abbiamo visto che il vaccino arriva dove i farmaci si fermano», ha spiegato la ricercatrice. I farmaci antiretrovirali riducono infatti il numero delle particelle di virus in circolazione, ma non riescono ad azzerarle. Il virus continua ad essere presente e si rifugia in «santuari», costringendo il sistema immunitario ad un continuo stato di allerta. Il risultato è una vera e propria sindrome, che si manifesta con problemi cardiovascolari, epatici, renali. Il vaccino – ha detto ancora Ensoli – sembra riportare il sistema immunitario verso uno stato di equilibrio».

La fase 2 della sperimentazione non è ancora conclusa e l’obiettivo è arrivare a vaccinare 160 volontari. Tuttavia «abbiamo deciso di pubblicare adesso perchè abbiamo ottenuto in tempi molto rapidi risultati statisticamente significativi: vederli è stata un’emozione», ha detto Ensoli.«A 48 settimane dalla somministrazione del vaccino i parametri continuano a migliorare, sembra che riusciamo a bloccare il danno». Per il presidente dell’Iss, Enrico Garaci, i risultati appena pubblicati «ci danno ragione degli sforzi compiuti» e «confermano il modello di ricerca traslazionale che stiamo attuando, dal bancone del laboratorio al letto del paziente». Per completare la sperimentazione fino a 160 volontari servono adesso altri fondi e l’appello dei ricercatori è rivolto tanto al pubblico quanto a strutture private.

fonte: www.ilmessaggero.it

Paradosso caffè: pressione più alta, ma il cuore è protetto

 Un solo espresso può far rallentare il flusso di sangue al cuore, generando qualche problema di circolazione, e determina un aumento della pressione. Mentre sul lungo termine il caffè è in grado di prevenire i disturbi cardiovascolari, nel breve termine provocherebbe invece qualche disturbo al sistema cardiocircolatorio: una sorta di un “paradosso caffè”. E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Palermo e pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition che mette in evidenza che, oltre agli effetti a lungo termine protettivi per cuore e diabete, la bevanda ne nasconde altri, a breve termine, meno postivi. Consumare anche un solo caffè al giorno può infatti far vasocostringere vene e capillari, determinando un rallentamento di più di un quinto della velocità del flusso sanguigno verso il cuore (22%). Il decaffeinato, al contrario, non influirebbe sulla velocità del movimento del sangue: la responsabilità sarebbe della caffeina, in grado di bloccare una sostanza chimica che mantiene dilatati i vasi sanguigni. Tutto dipenderebbe dall`elevata quantità di caffeina contenuta in un espresso, pari a 130 milligrammi contenuti in una sola tazzina. Leggermente minore l’effetto del caffè fatto in casa con la moka, che ne arriva a contenere 120 milligrammi per tazzina. Il caffè istantaneo è invece molto più leggero: con una tazza di bevanda istantanea si consumano in media non più di 75 mg di caffeina. Nello studio pilota è stato esaminato il flusso di sangue di 20 adulti che hanno consumato un solo caffè al giorno, a scelta tra decaffeinato e normale. Dalla ricerca è emerso che quando i volontari bevevano caffè decaffeinato il flusso di sangue rimaneva pressoché normale, mentre con il caffè normale rallentava, e che la pressione sanguigna aumentava in modo significativo dopo un espresso, mentre il decaffeinato non sortiva alcun cambiamento pressorio. Il caffè, dunque, sul breve termine non sortirebbe effetti positivi per la salute del sistema cardiocircolatorio. Sul lungo termine, invece, gli effetti positivi sulla salute del cuore sono noti: un “paradosso caffè”, come lo hanno chiamato gli stessi ricercatori. “Una possibile spiegazione per questo ‘paradosso caffè’ potrebbe risiedere nella caffeina e negli antiossidanti contenuti nel caffè – spiegano i ricercatori -. La prima sortisce l’effetto vasocostrittivo a breve termine, come questo studio dimostra, mentre i secondi sono più efficaci sul lungo termine, risultando preventivi nei confronti di patologie cardiache e diabete”.

fonte : http://salute24.ilsole24ore.com/

Dieta light per quei 2 maledetti kg in più

Gli esperti: molta frutta e verdura, mezz’ora di camminata al giorno, tanta acqua

Con il nuovo anno la dieta diviene l’obiettivo dei molti italiani che non sono riusciti a resistere alle leccornie delle tavole, che hanno portato un aumento di peso mediamente di oltre due chili. La stima è di Coldiretti, secondo cui durante le feste di fine anno sono state assunte in media 15mila-20mila chilocalorie in più per l’effetto combinato del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche e della rinuncia ad alimenti come frutta e verdura.
Ma i nutrizionisti tranquillizzano: per rimettersi in riga basta cominciare adottando una “dieta leggerezza”. Se avete avuto un contraccolpo da bilancia dopo le feste, niente paura, per smaltire quel paio di chiletti in più e rimettersi in carreggiata basta adottare una dieta prima di tornare al normale regime alimentare post-vacanze. Quindi: frutta e verdura in grande quantità, un piatto di pasta o riso al giorno (perchè non è vero che i carboidrati fanno ingrassare, ma sono anzi fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo) e pesce invece della carne. A spumante e liquori, e soprattutto ai dolci, bisogna invece rinunciare, mentre è concesso un bicchiere di vino ai pasti.
Secondo consiglio: approfittare dei giorni di vacanza per muoversi un po’ di più. Basta infatti mezz’ora di camminata a passo sostenuto al giorno, per consumare le calorie in eccesso dei pasti natalizi. E sul contraccolpo bilancia, gli esperti tranquillizzano: è vero che dopo le feste l’ago della bilancia tende a spostarsi in avanti, ma si tratta di grassi e acqua che possono essere facilmente smaltiti muovendosi, appunto, e adottando una dieta leggera finite le vacanze. Ad ogni modo, da smaltire per gli italiani ci sono – secondo le rilevazioni di Coldiretti – i quasi cento milioni di chili tra pandori e panettoni, ottanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 8 milioni di cotechini e frutta secca, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo di oltre cinque miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno. Per rimettersi in forma, gli esperti consigliano anche di consumare molta acqua.
In questa stagione, tra la frutta da non dimenticare ci sono arance, mele, pere e kiwi mentre per quanto riguarda le verdure quelle particolarmente indicate sono spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote. Tutte le insalate e le verdure vanno condite – sottolineano gli esperti – con olio d’oliva, ricco di tocoferolo, un antiossidante che combatte l’invecchiamento dell’organismo e favorisce l’eliminazione delle scorie, e abbondante succo di limone che purifica l’organismo dalle tossine, fluidifica e pulisce il sangue, è un ottimo astringente e cura l’iperacidità gastrica. Le arance sono una notevole fonte di vitamina C che migliora il sistema immunitario e aiuta a fronteggiare l’influenza. Le mele per il loro modesto apporto calorico e per la prevalenza del potassio sul sodio sono capaci di regolare la colesterolemia. Ancora, le pere sono adatte per chi soffre di intestino pigro. I kiwi sono ricchi di vitamina C, fosforo e potassio.
Tutta la verdura a foglie verde scuro come spinaci e cicoria contiene acido folico, gruppo vitamine B, essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue per la sua azione sul midollo osseo. Nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi perchè contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinale.

fonte: http://www.ilmessaggero.it

Attiva il grasso buono così i raggi del sole combattono l’obesità

Consigli per combattere l’obesita

Che il sole e la sua luce abbiano effetti benefici sia sul corpo che sulla psiche era risaputo, ma che abbiano capacità di controllo sull`obesità è una novità: ad affermarlo è uno studio dell`Università di Nottingham (Inghilterra) pubblicato sulla rivista Diabetes. La chiave, secondo gli studiosi, è nella luce del sole e nella sua capacità di controllare l`attività del tessuto adiposo bruno (BAT), il grasso “buono” che invece di accumulare energia la brucia per fornire calore al corpo: far aumentare la quantità di BAT nell`organismo, suggeriscono i ricercatori, costituirebbe una terapia nel controllo del peso corporeo. Lo studio condotto su oltre 3.614 pazienti ha analizzato il rapporto tra la presenza di BAT nel corpo, le variazioni mensili della luce del sole e la temperatura ambientale. I ricercatori hanno dimostrato che la presenza del grasso adiposo bruno era più comune nelle donne e che le variazioni nella sua attività erano più strettamente associate alla luce del giorno rispetto alla temperatura ambientale.

Data: 03-09-2009
Autore: e.ma.

fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/salute/puntomalattie/2680_Attiva_il_grasso__buono_:cosi_i_raggi_del_solecombattono_l_obesita.php

Branzino, noci e olio: il tris da insalata che fa bene agli occhi

CONSIGLI PER DIMAGRIRE ROSANNA LAMBERTUCCI

Pesce condito con un po` d`olio d`oliva a crudo e qualche noce alla fine del pasto: la ricetta, oltre a essere gustosa, potrebbe aiutare a prevenire la cecità senile. Ad affermarlo sono due diversi studi pubblicati a maggio negli Archives of Ophthalmology. Secondo le due ricerche gli acidi grassi omega3 contenuti in questi cibi, infatti, proteggerebbero le cellule della retina, prevenendo la degenerazione maculare senile precoce (AMD, dall`inglese age-related macular degeneration), principale causa di perdita della vista tra gli individui oltre i 65 anni. Omega3 a tavola: ecco otto ricette che fanno bene al cuore…e vista Dalla prima ricerca, svolta dall`University of Sidney su 2454 soggetti tra il 1992 e il 1994, è emerso che mangiare uno a due porzioni di frutta a guscio a settimana porta a una diminuzione di rischio di degenerazione maculare senile precoce del 35%, mentre una porzione di pesce a settimana del 31%: “I nostri risultati – spiega Jennifer S.L. Tan, che ha guidato lo studio – corroborano l`ipotesi che un regolare consumo di pesce e di frutta a guscio può proteggere dall`insorgenza dell`AMD”. Il secondo studio, condotto dal Centre for Eye Research Australia su 6.734 individui tra il 1990 e il 1994, ha fatto invece rilevare che una ridotta incidenza di degenerazione maculare senile precoce è stata associata all`assunzione di un decilitro di olio d`oliva a settimana. L`equivalente di mezzo bicchiere a settimana di olio, spiegano i ricercatori, potrebbe quindi essere un valido aiuto per prevenire la degenerazione maculare senile precoce. Data: 15-05-2009 Autore: Miriam Cesta

fonte: salute24.ilsole24ore.com/salute/età_d’argento/2125_Branzino__noci_e_olio:il_tris_da_insalatache_fa_bene_agli_occhi.php

Birra o ciambelle? Alcolici contro cibi, la gallery delle calorie

CONSIGLI PANCIA PIATTA ROSANNA LAMBERTUCCI

Sidro. Nonostante l\’ingrediente principale siano le mele, una pinta di sidro corrisponde comunque a 200 calorie circa. Sorseggiare un bel bicchiere della bevanda, quindi, corrisponde a mangiare… Sidro. Nonostante l’ingrediente principale siano le mele, una pinta di sidro corrisponde comunque a 200 calorie circa. Sorseggiare un bel bicchiere della bevanda, quindi, corrisponde a mangiare… 1 di 10 Immagini Quattro persone su dieci ignorano il contenuto calorico dell`alcol. A sostenerlo è un sondaggio condotto nel Regno Unito su 2000 adulti, secondo il quale il 40% delle persone non sa che bere un bicchiere di vino equivale a mangiare una fetta di torta (circa 120 calorie), mentre gustare una pinta di birra chiara significa assumere 170 calorie, quante ne contiene una ciambella ricoperta di zucchero in grani. A quali cibi equivalgono vino, birra, sidro e creme di liquori? Per scoprirlo, clicca sulla fotogallery.

Data: 26-04-2009 Autore: Miriam Cesta

Insonnia di primavera per 12 milioni di italiani Ecco il menu anti-veglia

Insonnia di primavera
per 12 milioni di italiani
Ecco il menu anti-veglia

CONSIGLI PER DIMAGRIRE ROSANNA LAMBERTUCCI

Prendere a pugni il cuscino è inutile. Litigare con lenzuola e coperte anche. Sono 12 milioni gli italiani a rischio “notti in bianco”: colpa dell`insonnia, che si fa “sentire” ancor di più nei passaggi di stagione. Contro sonni agitati o impossibili, bisogna far attenzione anche quello che si mette in tavola. A partire dalla cena. Ecco alcuni consigli della Coldiretti in occasione della “Giornata internazionale del Dormiresano”, organizzata dall`Associazione italiana di medicina del sonno (Aims). A pancia vuota non si dorme meglio. Alimentazione e riposo notturno sono strettamente legati. Il digiuno non è amico del letto. “Ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari – spiegano gli esperti della Coldiretti – in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti”. Cullati dal triptofano. Niente scorpacciate, quindi, ma largo agli “alimenti soporiferi”. In particolare pasta, riso, orzo, pane e tutti i cibi che contengono un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. Curry e paprika da incubo. Se l`intenzione non è quella di risvegliare i sensi per una notte di passione, ma di conciliare il sonno, allora sarà meglio evitare i cibi speziati e piccanti. Ottimi per favorire la digestione, non lo sono per agevolare gli sbadigli: spargere troppi condimenti esotici può essere un`alternativa all`abuso di sale, ma da praticare con parsimonia. Senza, anche i sogni saranno più sereni. I rimedi della nonna. Qualora anche la ninna nanna più melodiosa non riesca a “piegare” le palpebre dei bambini, una tazza di latte caldo con due cucchiaini di miele risulta un mezzo efficace, per tutte le età. Per gli adulti un aiuto anche da fiori e frutta: un infuso caldo addolcito con il miele o un frutto dolce sono ottimi viatici per un “dolce dormire”. Vegetali anti-veglia. L`aglio indigeribile? Non sempre. Gli esperti dell`organizzazione lo inseriscono nella lista della spesa dei cibi “in” per riposare. Nel carrello spazio anche anche lattuga, radicchio rosso, zucca, rape e cavolo. I nutrienti contenuti in questo paniere vegetale hanno effetti sedativi. Bianco contro le notti in bianco. Oltre al latte, anche formaggi freschi, yogurt e uova bollite aiutano l`organismo a prepararsi al riposo notturno, senza appesantire la digestione. Sale “out”. Attenzione al sodio: cibi salati, come patatine fritte in sacchetto, salatini e noccioline nuociono al sonno. Nei cibi da evitare di sera, suggerisce la Coldiretti, anche “gli alimenti in scatola per l`eccesso di sodio e di conservanti e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina”. Teina e caffeina, si sa, hanno un effetto stimolante. Se si vuole riposare bene bisogna consumarli a debita distanza dalle ore notturne. Così come i superalcolici. Anche cacao e cioccolata, ottimi tonici naturali dell`umore, non sono i più indicati se si desidera sprofondare in un lungo sonno ristoratore.

fonte:

http://salute24.ilsole24ore.com/salute/puntomalattie/1849_Insonnia_di_primaveraper_12_milioni_di_italianiEcco_il_menu_anti_veglia.php

La dieta anti-insonnia I cibi «in» e «out»: sì all’aglio, no al curry

CONSIGLI PER DIMAGRIRE ROSANNA LAMBERTUCCI

Verdura, frutta, carboidrati, uova e latticini: ecco gli alimenti che favoriscono il sonno, mentre è meglio evitare i cibi ricchi di sodio e di sostanze eccitanti. Queste sono le regole fondamentali della “dieta anti-insonnia” suggerita dalla Coldiretti per venire incontro alle esigenze di chi soffre di disturbi del sonno.

I dati emersi da uno studio pubblicato su Sleep dai ricercatori dell`Università Laval di Quebec hanno recentemente evidenziato che la perdita di produttività di chi soffre di insonnia è pari a 27,6 giorni lavorativi all`anno, con quattro giorni e mezzo di assenza dal lavoro. In Italia i disturbi del sonno riguardano 12 milioni di persone e provocano, oltre ai costi sociali, anche effetti nocivi per la salute e per la qualità della vita.

Sonno e alimentazione sono correlati: addormentarsi dopo aver mangiato in eccesso o in modo insufficiente può infatti risultare problematico. Nutrirsi con determinati alimenti, secondo la Coldiretti, può dunque favorire la distensione e, quindi, il sonno.

Pasta, riso, orzo e pane: sono consigliabili in quanto contengono il triptofano, un aminoacido che stimola la sintesi della serotonina – il neurotrasmettitore cerebrale che favorisce il rilassamento dell`organismo – che viene facilitata anche dai cibi ricchi di zuccheri semplici come la frutta di stagione. Ottimi per dormire anche la  lattuga, il radicchio rosso e l`aglio, noti per le loro proprietà sedative, seguiti da zucca, rape e cavoli. La Coldiretti consiglia di consumare per cena anche legumi, uova bollite, carne, pesce e formaggi freschi e assumere, prima di andare a dormire, un bicchiere di latte caldo per ridurre l`acidità gastrica e produrre, durante la digestione, delle sostanze in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Anche un dolce ricco di carboidrati semplici può facilitare il sonno agendo come “antistress”.

La sera invece niente caffè, tè, cioccolato, cacao – che contengono sostanze stimolanti come caffeina e teina – e accesso vietato anche ai superalcolici, che inducono il sonno, ma di cattiva qualità. Da evitare inoltre  alimenti conditi con curry, pepe, paprika, dado da cucina e sale in abbondanza, che rendono più difficile addormentarsi e, infine, i cibi in scatola e i salatini ricchi di sodio e conservanti, nemici di un riposo sereno.

Data: 13-01-2009

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