Opposizione attacca Alemanno: incapace Sindaco: tombini non potevano reggere

Polemiche roventi dopo il nubifragio che stamani ha provocato il caos a Roma. Il sindaco Gianni Alemanno chiede lo stato di emergenza e afferma che l’intensità del nubifragio non era stata prevista. Ma l’opposizione lo attacca duramente e lo accusa di essere incapace di governare la città.

«L’allerta meteo di ieri parlava soltanto di temporali e non di piogge torrenziali come quelle di questa mattina. L’intensità di questo temporale è stata quindi imprevista», ha sostenuto il sindaco, che poi più tardi ha precisato: «Non sono stato polemico ma ho constatato che il servizio meteo ci aveva avvertito di temporali e non certamente di eventi così pesanti, di un nubifragio. Questo non ci ha consentito di prepararci per tempo per predisporre le misure di emergenza prima: abbiamo dovuto inseguire gli eventi».

Dal canto suo la Protezione civile afferma che «la perturbazione presente sulla penisola italiana e che oggi ha colpito con temporali di forte intensità soprattutto il Lazio, causando disagi nell’area di Roma era già annunciata nell’avviso di condizioni meteorologiche avverse diramato nella giornata di ieri».

Alemanno: chi non è potuto andare a lavoro sarà giustificato. «Chiederemo alla Regione Lazio il riconoscimento dello stato di emergenza e il conseguente riconoscimento di calamità naturali, che saranno valide come giustificazione per tutti i romani che non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro a causa dell’interruzione del trasporto pubblico locale», ha detto ancora il sindaco.

«Siamo di fronte ad una calamità naturale. È come se fosse un terremoto», ha affermato ancora Alemanno intervenendo in diretta a Radio Radio aggiungendo che «visto quello che è successo questa mattina, in cui le previsioni sono state stravolte dall’emergenza, non siamo in grado di tranquillizzare perché, sebbene non siano previsti eventi eccezionali dobbiamo stare tutti quanti in allerta».

Riguardo alla richiesta di calamità naturale avanzata da Alemanno, Renata Polverini dice che «stiamo valutando. Nel pomeriggio ho ricevuto la richiesta del sindaco. Ancora mancano dettagli che poi tanto dettagli non sono come la quantificazione economica e i danni a cose o persone, perchè abbiamo la necessità, per formulare la richiesta, che non ci sia la possibilità che venga respinta. Stiamo valutando con attenzione ma ritengo che la richiesta sia più che supportata. Una volta avuti gli elementi tecnici la presenteremo alla Presidenza del Consiglio».

«Un temporale di poche ore, anche se di notevole intensità, non può bloccare la Capitale d’Italia – dichiara il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli – Cosa succederà allora in pieno inverno? Avremo la città paralizzata e in tilt ogni giorno? Chiediamo al sindaco come sia possibile che ad ogni temporale le stazioni della metro A e B chiudano sempre. Chiediamo al sindaco perché le foglie cadute non vengano rimosse dai tombini, provocando così l’allagamento della città. Chiediamo al sindaco come mai non sia stato dato ieri l’allarme meteo. Chiediamo al sindaco di non pensare più alla politica nazionale ma di occuparsi di Roma e dei suoi problemi quotidiani, sempre più drammatici. Chiediamo, insomma, che la Capitale d’Italia venga governata da amministratori seri e non da dilettanti allo sbaraglio. Speriamo che ora dal Campidoglio non ci rispondano, come al solito, che non è colpa di Aleamanno: la città è in ginocchio e vuole sapere perché un temporale è in grado di ridurla in questo stato».

«Non si può morire per un temporale di poche ore, anche se eccezionale. La Capitale d’Italia non può ridursi in ginocchio come è avvenuto oggi. È possibile che in occasioni come questa la città non disponga di un piano di emergenza da mettere in campo immediatamente?», afferma il commissario del Pd Lazio, Vannino Chiti.

«Alemanno eviti di dire delle cose insensate anche su questioni molto serie. Anche se le previsioni meteo avessero parlato di nubifragi torrenziali, lui in una nottata non poteva certo fare quei lavori di manutenzione ordinaria che non sono stati compiuti. Roma ha circa un milione di caditorie e andavano ripulite perché intasate dalla caduta delle foglie. E bisognava anche ripulire i fossi e il sistema degli scoli. Non è stato fatto in tre anni e non poteva essere fatto in 24ore. Parlare di quanto accaduto a Roma come di una semplice fatalità causata da effetti inevitabili del maltempo significa coprire una parte consistente di responsabilità. La realtà è che davanti ai cittadini Alemanno e la sua Giunta hanno dimostrato la solita inconcludenza e impreparazione», afferma Esterino Montino, capogruppo Pd alla regione Lazio.

Rutelli: «Il bilancio drammatico del nubifragio di questa mattina a Roma esige un momento della verità. Il sindaco Alemanno parla troppo ma non risolve nulla», ha detto il leader dell’Api,che considera quanto accaduto «una pagina indelebile, non solo per il bilancio tragico delle vite umane perdute e per gli enormi danni alla città, ma perchè è la prova di una disorganizzazione disastrosa. Suona come una sconfessione di questo disastro organizzativo e amministrativo, la richiesta di una commissione di indagine sulla collaborazione tra l’amministrazione comunale e le istituzioni dello Stato, la Regione e gli altri organismi competenti per adottare misure volte a migliorare le capacità e funzionalità organizzative e operative da parte dell’amministrazione comunale in caso di avversità meteorologica, documento presentato a mia firma assieme ai consiglieri dell’opposizione in Campidoglio il 15 gennaio 2009, all’indomani di un’altra grave emergenza meteo. Il sindaco si occupa di tutto ma non di far funzionare la città e l’unica cosa in cui eccelle è polemizzare con altre istituzioni pur di cercare di salvare se stesso».

«Roma paga anni di malgoverno e di edilizia senza criterio. Gli allagamenti di oggi e i danni sono dovuti ad un evento eccezionale e da una città priva di fognature in grado di smaltire flussi d’acqua su edili alla norma. Basta vedere i tanti filmati sul web. Non si può far entrare in un imbuto più acqua di quella che può contenere. Anni di malgoverno ed edilizia senza criterio non preceduta da adeguate opere di urbanizzazione hanno portato al disastro di oggi. La prova è che si sono allagate anche zone della città senza alberi e senza foglie ma piene di cemento», dice Paolo Voltaggio, consigliere Comunale di Roma, vicecapogruppo Udc.

«Al sindaco di Roma saranno fischiate le orecchie.
Purtroppo non ci sono dubbi: Alemanno è incapace di governare la città eterna. Anziché preoccuparsi di bloccare le manifestazioni per un mese, pensasse seriamente a come fronteggiare le emergenze che colpiscono ogni grande centro urbano». Lo dichiara il senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, che aggiunge: «Non è concepibile che al primo temporale autunnale accada tutto questo: allagamenti, chiusura delle scuole e della metro, traffico in tilt e purtroppo anche una vittima. Questa catastrofe capitolina non è colpa del nubifragio, ma di un’amministrazione fallimentare: mancanza di controllo delle strade, della rete fognaria e degli alberi che non sono stati messi in sicurezza. Se la prevenzione è vicina allo zero, il disastro purtroppo è inevitabile. Alemanno a Roma riflette il malgoverno di Berlusconi e – conclude Pedica – gli effetti della sua gestione clientelare della cosa pubblica li pagano i cittadini».

«Sebbene vi sia stato un evento meteorologico importante, il letterale sequestro di persone in atto a Roma è inaccettabile e frutto di una incuria della città che va attribuita a chi la amministra». Lo afferma in una nota Giancarlo Torricelli, coordinatore di Sel Area metropolitana di Roma. «I disagi di questa mattina che hanno bloccato la città – afferma – sono inspiegabili per una capitale europea: blocco delle metro per allagamento, sistema fognario in tilt con conseguente trasformazione delle strade in corsi d’acqua impraticabili, fermi gli autobus e le auto private. Anche in questa occasione i nodi vengono tutti al pettine. A proposito di sicurezza, Roma è allo sbando e il suo Sindaco incapace di garantire una certa normalità al primo arrivo della stagione invernale».

In un comunicato i Verdi annunciano che oggi presenteranno un esposto alla Procura della Repubblica per il reato di disastro colposo, in seguito ai danni provocati dal nubifragio che ha mandato in tilt la città. «Tutto quello che è accaduto oggi a Roma – afferma il capogruppo regionale Angelo Bonelli – è semplicemente inaccettabile per i danni ingenti causati ai cittadini. Alemanno può chiedere tutti gli stati di emergenza che vuole, ma i fatti sono che chi doveva pulire e disostruire i canali, i fossi, i tombini e le fogne, non lo ha fatto. Per noi Verdi questo è un disastro colposo».

«Quella di oggi è la cronaca di un disastro annunciato - continua Bonelli -. Non bisogna essere metereologi per capire che dopo il caldo storico che s’è avuto nelle settimane scorse sarebbero arrivate le prime piogge, anche forti». «Specialmente nei territori fuori dalla cintura della città, come Ostia, Infernetto, Casal Palocco, Ostia Antica – conclude – la forte cementificazione ha reso impermeabile il terreno, portando quindi a rendere impermeabile buona parte del territorio. Sarebbe il caso di ripensare lo sviluppo edilizio di queste zone che si trovano sotto il livello del mare e che quindi sono inevitabilmente soggette ad allagamenti, con le conseguenze che stiamo vedendo in queste ore».

Ombrelli aperti in Aula Giulio Cesare per denunciare «le mancanze dell’amministrazione capitolina che hanno portato ai gravi disagi di oggi a causa del maltempo». I consiglieri capitolini del Pd hanno messo in scena la protesta, anche per chiedere che il sindaco Gianni Alemanno, «presenzi in Aula per riferire sull’accaduto». La protesta ha spinto il presidente del consiglio comunale, Marco Pomarici, a sospendere la seduta e convocare la riunione dei capigruppo che dovrà decidere come proseguire i lavori.

Ghera: abbiamo aumentato gli investimenti. «In casi di eventi eccezionali come quello che stamane si è abbattuto su Roma, con precipitazioni straordinarie e molto concentrate come riportano i dati della Protezione Civile, la rete di smaltimento di Roma, storica e datata, non riesce a drenare sufficientemente – afferma l’assessore ai Lavori pubblici e Periferie – Negli ultimi anni grazie alla giunta Alemanno ci sono stati moltissimi interventi con un netto incremento rispetto agli anni precedenti e grazie all’intervento dell’amministrazione negli ultimi due anni e mezzo sono stati incrementati gli investimenti. A Roma ci sono circa 400 mila caditoie ed è fondamentale sia la pulizia e la ricostruzione delle fognature che mantenere costanti gli investimenti. Inoltre stiamo lavorando per potenziare la rete fognaria della città e soprattutto in quelle zone periferiche laddove è maggiore la carenza di tali infrastrutture per un importo complessivo di oltre 70 milioni di euro».

In serata Alemanno ha replicato alle critiche dell’opposizione. «I problemi della manutenzione delle fogne ci sono sempre a Roma perchè è una rete fognaria fragile che è stata costruita in modo molto discutibile in decenni. Sappiamo che ci sono difficoltà di questo genere. Oggi questo non c’entra nulla: la portata delle acque che sono precipitate è molto superiore a quella delle fogne, quindi i tombini non potevano non esondare, non poteva non esserci una reazione di questo genere perchè è un evento straordinario. Non si può commisurare un impianto di questo tipo con un evento eccezionale perchè sennò avrebbe costi insostenibili. Si fa su eventi normali, quando arrivano eventi straordinari bisogna attrezzarsi a questo». Alla domanda se la città è pronta ad affrontare l’inverno, il sindaco ha affermato: «Noi abbiamo stanziato due milioni di euro per tutta la manutenzione di caditoie e dello scolo delle acque piovane per cui da questo punto di vista abbiamo agito come ogni anno e più di ogni anno. Però di fronte a un evento di questo genere non c’è manutenzione che tenga»

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Lavori in corso alla stazione Termini:numero chiuso nella metropolitana

Accessi contingentati per il 1° maggio. Disagi e proteste

Sarà quasi un test quello del primo maggio, lo sanno anche gli ingegneri e gli amministratori che lavorano da quasi un anno trenta metri sotto terra all’adeguamento del nodo di Termini tra le linee della metro A e B. Perché per quella data, giorno della beatificazione di papa Wojtyla, assicura l’assessore capitolino alla mobilità, Antonio Aurigemma, «i cantieri saranno ridotti, ma soprattutto a metà aprile sarà aperta una nuova scala mobile», la tredicesima che, e sta qui la sua importanza, eviterà che il flusso di passeggeri che scendono per prendere la linea A, non si scontrino con quelli appena usciti dalla metro e vogliono salire e uscire a Termini, in particolare a piazza dei Cinquecento (a Roma arrivano ogni giorno 900mila pendolari).

Ma, in vista della beatificazione, l’accesso alla fermata Termini delle linee A e B sarà contingentato. Una decisione presa già in occasione di altri grandi eventi, prevista per affrontare l’alto flusso di viaggiatori attesi, ma anche per la presenza di questi cantieri, che stanno portando alla messa in sicurezza dello snodo, con nuovi impianti di aerazione, sistemi antincendio, illuminazione.

Lavori complessi e lunghi che prevedono anche la sostituzione delle vecchie scale mobili (al momento ce ne sono tredici funzionanti, per la quattordicesima bisognerà attendere ancora un po’), la realizzazione di altre diciotto ex novo, il che avverrà entro il 2012. Mentre entro il 2013 si completerà tutta la nuova struttura con il suo pezzo forte: la nuova galleria che collegherà le banchine della linea A a quelle della B, saranno in particolare raddoppiati i percorsi in uscita, e per questo si continuerà a lavorare dall’esterno, da piazza dei Cinquecento.

Ma i problemi restano adesso. Nelle ore di punta «è un labirinto là sotto, in cui è difficile orientarsi soprattutto a causa di mancanza di informazioni». Così Simona Costamagna, presidente dell’ Osservatorio regionale sui trasporti, che mette insieme 21 associazioni di consumatori e di comitati di pendolari, sintetizzato i problemi della stazione Termini con i cantieri. E proprio ieri alcuni rappresentanti di associazioni di consumatori, dal Codacons all’Assoutenti, da Altroconsumatori a Adiconsum, hanno detto la loro all’assessore Aurigemmma. «Non esiste un’informazione – ha spiegato Costamagna – e nel labirinto ci sono pochissime persone per dare indicazioni. Risponde l’assessore: «Il cantiere del nodo Termini è fondamentale, ed è anche il punto più critico. Siamo però riusciti ad evitare la chiusura dell’unico punto in cui si incrociano le metro. Pensate quali disagi avrebbe creato la chiusura dell’unico snodo tra A e B. L’amministrazione sta ascoltando le associazioni: per questo siamo arrivati a una trentina di persone, comprese le dodici della protezione civile comunale».

Certo è che il caos c’è. E questa estate? Quando lungo i corridoi e le scale mobili da un treno all’altro circoleranno centinaia di migliaia di viaggiatori?

fonte: www.ilmessaggero.it

Mercato immobiliare, un 2011 all’insegna della stabilità e della prudenza -Tecnocasa

Il 2011 sarà all’insegna della stabilità dei prezzi e della prudenza, con una minore propensione all’indebitamento

Il 2011 sarà all’insegna della stabilità dei prezzi e della prudenza, con una minore propensione all’indebitamento da parte delle famiglie italiane. Queste le previsioni di Tecnocasa sul mercato immobiliare italiano per l’anno iniziato da poco. Secondo la ricerca, le compravendite nel 2011 si potrebbero attestare intorno alle 630 mila unità. Sul fronte prezzi, “non ci saranno improvvise inversioni di tendenza e i prezzi saranno più orientati verso la stabilità”. Guardando nel dettaglio, le grandi città potrebbero avere delle performance migliori rispetto ai comuni dell’hinterland e ai capoluoghi di provincia, grazie a una domanda che già da diversi semestri è aumentata. In particolare, Tecnocasa stima un incremento dei prezzi compreso tra lo 0% e il 2% nelle grandi città a fronte di una variazione nulla nell’hinterland e negli altri capoluoghi di provincia. Tuttavia, molto dipenderà dalla congiuntura macroeconomia e dall’andamento del mercato del lavoro. Se quest’ultimo dovesse peggiorare e la disoccupazione aumentare si potrebbe creare maggiore incertezza nelle decisioni di acquisto, soprattutto per coloro che dovranno ricorrere al finanziamento per acquistare l’abitazione. “In generale ci si aspetta da parte delle famiglie italiane una maggiore prudenza ed una minore propensione all’elevato indebitamento”, conclude Tecnocasa.

fonte: www.ansa.it

Parentopoli, Alemanno: «Basta fango» Il sindaco non esclude rimpasto in giunta

 
Il Pd accusa: con Alemanno 600 assunzioni in Acea
L’azienda smentisce. Atac, inchiesta interna su 400 casi
 
 La parentopoli romana delle assunzioni di fidanzate, mogli, figli e parenti parenti, amici scuote la giunta di Gianni Alemanno e arriva a toccare anche l’Acea.

«Dopo Ama e Atac ora nella parentopoli di Alemanno scoppia anche il caso Acea. Ben 600 assunti negli ultimi due anni con chiamata diretta e a tempo indeterminato. Un assalto degno delle cavallette. E le liste di questa nuova parentopoli alemanniana non sono ancora complete», ha affermato in una nota il segretario del Pd di Roma, Marco Miccoli.

«Acea è sempre stata il fiore all’occhiello delle aziende romane, quotata in borsa con successo durante le giunte di centrosinistra. Nel maggio 2007 un’azione Acea valeva oltre 17 euro, ora a circa 8,50 euro. La metà, quindi. Le borse sono calate, certo, ma Acea ha perso oltre il doppio rispetto al calo del mercato azionario e delle aziende a lei assimilabili. Per non parlare del debito di Acea, che nel 2009 è stato di 52 milioni di euro, con 1.200 esuberi che aleggiano per il personale. Un vera debacle per Alemanno, dunque. Che però non trova di meglio che far assumere nell’azienda altre 600 persone. Un vero scandalo. L’ennesimo».

Acea: noi estranei a parentopoli. «Sono ormai due giorni che alcuni organi di stampa, nella ricerca spasmodica dello scandalo ad ogni costo, cercano di coinvolgere Acea Spa in maniera strumentale nelle vicende di parentopoli, alle quali l’Azienda è per altro estranea – si legge in una nota di Acea – Acea ha già smentito quanto scritto ieri dal quotidiano Sole 24 Ore, che con grande evidenza citava dieci casi di presunte parentopoli, di cui due addirittura false e le altre riferite ad assunzioni tutte operate tra il 1976 e il 2007. Oggi il quotidiano La Repubblica coinvolge ancora Acea utilizzando informazioni false o fortemente tendenziose. In particolare, per quanto riguarda i dati relativi alle assunzioni, tutte avvenute tramite apposita selezione del Personale, Acea precisa che nel periodo aprile 2009-dicembre 2010 la Società ha provveduto a stabilizzare 239 contratti precedentemente stipulati e ad assumere 113 persone (29 in Acea, 31 nel Call center e i restanti nelle altre società del gruppo anche fuori Roma) a fronte di un turn over di 388 persone uscite nello stesso periodo. Numeri assolutamente lontani dalle 600 assunzioni indicate da Repubblica. Per quanto riguarda i casi citati, Acea precisa, nello stesso ordine del presunto scoop, che: Alessandra Sabatini è stata assunta tramite concorso pubblico del 1990, ben prima che l’onorevole Fabio Rampelli conoscesse e sposasse sua sorella. Il distacco presso la Regione Lazio, come noto, non dipende da Acea, ma dalla Regione stessa. Ranieri Mamalchi è un valido dirigente di Acea e di lui nell’articolo viene riportato un parzialissimo estratto del suo curriculum vitae, che è ben più ampio sotto il profilo di professionalità e managerialità. Ad esempio, viene citata l’esperienza di 18 mesi quale Capo Segreteria dell’allora Ministro Alemanno, oscurando volutamente oltre 20 anni di attività manageriale in aziende internazionali del settore farmaceutico-medicale. Pierguido Cavallina non è mai stato responsabile appalti esterni di Rai Due e non ha mai avuto guai giudiziari; al riguardo ha già dato mandato al suo legale per agire a tutela della propria reputazione. Salvo Buzzanca, capo ufficio stampa di Acea, è stato scelto dal presidente Cremonesi, intuitu personae, come ovvia e costante prassi, in base ad un consolidato rapporto di fiducia, avendone apprezzato in precedenti esperienze professionali le capacità e le competenze; Sergio Agosta ha sì ‘tante marce in più’ ed un ‘curriculum eccezionale’, come riporta l’articolo, ma non è assolutamente parente dell’onorevole Cesa. Anche questa notizia, oltre ad essere tendenziosa, è assolutamente falsa».

«Basta gettare fango. Noi vogliamo cambiare. Non c’è comunque un caso Roma. Andate a vedere nelle altre città», ha dichiarato oggi a Sky Tg 24 il sindaco.

«Lo ripeto sono stanco di questo fango – ha proseguito Alemanno – è una storia montata. Fatela finita. Purtroppo appartiene alla metodologia italiana, noi stiamo facendo di tutto per cambiare le cose». Alemanno riguardo alle presunte responsabilità ha spiegato: «Non ho mai detto quello che hanno scritto i giornali. Sono disponibile a dimettermi se ci sono responsabilità che comunque non ho».

«Sul rimpasto di Giunta non c’è nulla di deciso», ha poi affermato il sindaco in merito ad alcuni articoli giornalistici che parlano di rimpasto nella Giunta capitolina a seguito delle vicende che hanno coinvolto le due municipalizzate romane Atac e Ama. «Se la responsabilità è mia – aveva già ieri Alemanno commentando la paretopoli – pagherò».

«Come al solito si tratta di ricostruzioni di carattere giornalistico – ha proseguito Alemanno – non c’è nulla di deciso è impensabile fare un passo del genere senza un confronto molto approfondito con il Pdl che è il partito della maggioranza». A chi faceva notare come di rimpasto di Giunta si parlava anche prima che venissero alla luce le vicende della cosiddetta «parentopoli» il sindaco ha chiarito: «La mia prospettiva è quella di giungere ad un rimpasto legato all’allargamento, una prospettiva legata all’approvazione del codice delle autonomia che avverrà tra qualche mese».

«Delle circa 850 assunzioni per così dire incriminate, avvenute negli ultimi due anni, in Atac, la metà riguarda macchinisti e operai. L’altra metà è stata effettuata invece a chiamata diretta ed è su queste che si concentra l’inchiesta interna», lo afferma l’amministratore delegato di Atac Maurizio Basile. La fusione tra Atac, Metro e Trambus è avvenuta il 31 dicembre 2009. Prima di quel periodo sono state effettuate, a quanto si apprende, numerose assunzioni che rientrano nelle 850: dunque alcune delle assunzioni facili riguarderebbero posizioni ed incarichi che prima erano relative a Trambus e soprattutto Metro.

Non solo un’inchiesta interna per fare luce sui presunti casi di assunzioni facili ma anche un
monitoraggio da parte di una società esterna per verificare l’efficacia e l’adeguatezza dei dirigenti. Atac ha infatti avviato l’assessment aziendale per i dirigenti di prima linea tramite Spencer Stuart, l’azienda che fornisce una valutazione del top management. «Per il momento stanno analizzando le prime 20 posizioni – spiega Basile – per poi passare agli altri per stabilire se ci siano nell’azienda profili non idonei e se ci siano persone giuste al posto giusto. Le prime conclusioni arriveranno a fine gennaio, poi si proseguirà a scendere con altre posizioni».

«Chiediamo di fare chiarezza sugli “assegni ad personam” che a quanto ci risulta vengono elargiti da Atac a diversi dipendenti. Retribuzioni extra che verrebbero assegnate al di fuori di quanto stabilito dal contratto nazionale e da quello aziendale (premi). Vorremmo che venissero subito quantificate e si spiegasse la loro origine». È l’appello lanciato, nel pieno del ciclone parentopoli, dal segretario generale della Filt Cgil di Roma Lazio Alessandro Capitani.
«Noi siamo infuriati per la cattiva gestione aziendale
dell’ultimo anno e mezzo – afferma Capitani – e non abbiamo nulla da temere per i risvolti della cosiddetta parentopoli, anzi, attendiamo che la magistratura faccia chiarezza. Quello che ci preoccupa realmente sono i 120 milioni di perdite che Atac ha accumulato dopo la fusione e le voci quanto meno sospette che hanno contribuito ad aumentare di 50-60 milioni il costo del lavoro, come le tante assunzioni di amministrativi al posto di personale operativo e questi assegni ad personam».

«La parentopoli della Giunta Alemanno sembra non avere mai fine. Ieri il sindaco si era precipitosamente affrettato a chiarire che i casi sospetti di assunzione in Atac erano solo 85. Oggi, invece,questo dato viene clamorosamente smentito dall’Ad. Basile, capo di gabinetto del Sindaco fino a pochi giorni fa, secondo il quale l’inchiesta riguarderebbe invece circa 450 assunzioni sospette solo per Atac. È la dimostrazione della confusione che regna in Campidoglio», afferma, in una nota, la deputata del Pd Ileana Argentin, dirigente dei democratici del Lazio.

«Parentopoli si estende anche in Acea. Nel 2010 i reati perpetrati della politica sono le assunzioni, facili, dirette e senza alcun criterio di merito, dei figli, delle amanti, dei nipoti e dei conoscenti. Parentopoli non è solo un problema giudiziario, sul quale la magistratura sta indagando per scoprire eventuali danni erariali o abusi d’ufficio, ma è anche un problema politico a cui la politica stessa deve rispondere con trasparenza e con una nuova mani pulite se vuole evitare di trovarsi sotto il lancio di monetine come 20 anni fa». Lo afferma, in una nota, il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica. «Parentopoli – aggiunge – è un agire politico, una mentalità alla quale abbiamo dichiarato guerra».

fonte: www.ilmessaggero.it

Il cuore della manovra è la casa. A Roma coefficienti catastali in rialzo, il 55% riparte con dieci rate

Le abitazioni «ultrapopolari» in Piazza Navona o quelle «rurali» tra le Ville dell’Appia, le stalle e le rimesse senza scopo di lucro ai Parioli, gli alloggi economici a Prati. Sono l’oggetto, ormai sconosciuto alla realtà ma ben rappresentato nelle mappe del catasto, della revisione dei classamenti che il comune di Roma ha deciso di avviare per aggiornare i dati ormai archeologici su cui si fonda il fisco immobiliare della Capitale.

Con la determinazione dell’agenzia del Territorio, pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» di martedì, la macchina è avviata e promette di colpire ad ampio raggio: sotto osservazione finiscono 235.556 unità immobiliari (il 9,5% del totale), sparse in 17 microzone: centro storico (35.681 immobili sotto controllo), Parioli (31.576), Trionfale (27.472) e Prati (23.733), cioè i protagonisti tradizionali del mattone capitolino di alta gamma, saranno l’epicentro dell’operazione, che però non dimenticherà quartieri trendy come Trastevere e Testaccio, dove la moda ha gonfiato i valori immobiliari ma non quelli catastali.

Il primo obiettivo della revisione, consentita da una norma della Finanziaria 2005, saranno i proprietari di seconde case, che oggi pagano l’Ici sulla base di fotografie impolverate e quindi generose con il contribuente. In centro il valore medio a metro quadrato per il catasto è di 1.123 euro, per il mercato vola almeno a 6.650, sull’Appia si passa dagli 879 euro del fisco ai 5.500 degli agenti immobiliari, e così via. Risultato: un trilocale da 80/90 metri quadrati in centro considerato «ultrapopolare» (categoria A/5) paga oggi tra i 350 e i 400 euro: una volta trasformato in abitazione «civile» ne pagherebbe poco più di mille, che salirebbero verso quota 1.800 se fosse addirittura promosso a «signorile». In quel caso, la cartella arriverebbe anche se l’appartamento è occupato come abitazione principale, perché l’addio all’Ici esclude case di lusso, ville e castelli: il conto, con aliquota ridotta, sarebbe di 1.100-1.200 euro.

Sulle seconde case la manovra può essere a tenaglia, perché nella manovra estiva il Campidoglio ha ottenuto la possibilità di aggirare il blocco del fisco locale e quindi di aumentare anche del 42%, cioè dal 7 al 10 per mille, l’aliquota Ici. Le abitazioni del resto rappresentano il cuore dell’operazione, che però si estende anche ad altre tipologie immobiliari: quasi 70mila immobili da verificare appartengono alla categoria C, che comprende negozi, magazzini e laboratori, ma a completare il quadro ci sono anche ospedali, fabbricati sportivi e uffici pubblici.

Il processo di revisione sarà condotto dall’agenzia del Territorio dal 1° gennaio prossimo. Dal Territorio assicurano che prima di approdare all’attribuzione dei nuovi valori e alle comunicazioni ufficiali ai cittadini romani saranno effettuate simulazioni e se del caso azioni correttive. Una volta notificato il nuovo valore catastale i contribuenti potranno segnalare incoerenze o ricorrere al giudice tributario.

fonte: www.ilsole24ore.com

Atac, parenti, amici e una ex cubista: 854 assunzioni a chiamata diretta

Il presunto scandalo è riferito agli ultimi due anni ma il sindaco
Alemanno ordina un’inchiesta interna sull’ultimo decennio

Assunzioni sospette all’Atac, una vera e propria parentopoli con mogli, figli, generi di potenti della politica romana e anche una ex cubista. Il sindaco Gianni Alemanno ordina un’inchiesta e l’opposizione grida allo scandalo. «In relazione agli articoli di stampa relativi all’azienda Atac, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha dato mandato al nuovo amministratore delegato Maurizio Basile, di effettuare un’inchiesta interna per verificare la veridicità di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell’ultimo decennio. I risultati di questa verifica saranno presentati dall’amministratore delegato entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti. A gennaio sarà presentato il nuovo piano industriale di Atac attraverso il quale si garantirà il processo di riassetto dell’azienda di trasporto pubblico romano». Lo comunica l’Ufficio Stampa del Campidoglio.

Alemanno, insomma vuole capire cosa è successo
nell’azienda di trasporti romani da quando è sindaco ma anche cosa è successo negli ultimi dieci anni, cioè quando il capo dell’amministrazione capitolina era Walter Veltroni. Se il presunto scandalo coinvolgesse trasversalmente le due giunte, l’attuale opposizione non potrebbe alzare la voce come sta facendo ora. Per il Momento la parentopoli sarebbe una questione confinata negli ultimi due anni ma tra due settimane dovrebbe essere tutto più chiaro.

Valeriani: esposto alla Corte dei Conti. «È incredibile il declino non solo economico ma anche morale delle aziende del Gruppo Campidoglio oramai da due anni e mezzo. Dopo le note vicende in Ama adesso è la volta di Atac le cui 800 e passa assunzioni hanno fatto lievitare di circa 50 milioni di euro i costi dell’azienda. Di questa triste vicenda l’aspetto più rilevante che sembra emergere è la fitta rete di parentopoli e affiliati politici fino alla nota di colore di una cubista molto nota nei locali notturni romani. Mi auguro che al più presto Alemanno dica qualcosa. Tale situazione è così eclatante che sicuramente raccoglierà le attenzioni della Corte dei Conti ed io stesso preparerò un esposto». Lo dichiara in una nota il consigliere capitolino del Pd, Massimiliano Valeriani.

Miccoli: no all’aumento del biglietto in cambio di assunzioni di comodo. «Lo scandalo delle assunzioni di parenti e amici, e addirittura di una cubista nell’Atac di Alemanno è davvero vergognoso. Soprattutto perché l’azienda è a rischio fallimento e nei prossimi mesi il sindaco sarà costretto ad aumentare il biglietto ai romani per ripianare questo deficit. Ma il sindaco sappia che il Pd si batterà in ogni modo per evitare che i debiti dell’Atac causati da assunzioni vergognose, venga ripianato dai cittadini già tartassati dalle tasse di Alemanno e Berlusconi. Se i manager dell’Atac vogliono le cubiste se le paghino con i loro soldi». Lo afferma in una nota il coordinatore romano del Pd, Marco Miccoli.

Maruccio: insulto a tutti i romani. «Comincia ad essere chiara a tutti l’accezione che il centrodestra, e in particolare gli Alemanno boys, hanno del concetto di servizio pubblico: un luogo dove, a spese del pubblico, cioè tutti quanti noi, rendere un servizio a coniugi, parenti, figli, affini e conoscenti vari». Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. «La risposta a tutti quelli che si chiedevano da dove venisse il deficit che sta portando l’Atac sull’orlo del fallimento, e in particolare a coloro che dai banchi della maggioranza comunale si sono affrettati a scaricare le colpe sulle giunte precedenti, è semplice: 854 assunzioni per chiamata diretta negli ultimi 2 anni, per un costo di 50 milioni di euro l’anno. Un insulto a tutti i romani, coloro che usufruiscono di mezzi pubblici sempre più scadenti».

fonte: www.ilmessaggero.it

Roma-Inter di Coppa Italia: per la prima volta anche al cinema e in 3D

La finale della Coppa Italia si potrà vedere al cinema. E per la prima volta in 3D. Lega Calcio e The Space Cinema hanno raggiunto un accordo per la trasmissione in diretta di Inter-Roma, in programma dopodomani alle 20.45 allo Stadio Olimpico.

La partita sarà trasmessa in otto cinema, sette dei quali sono nell’area delle due città delle squadre finaliste: all’Odeon di Milano, ma anche a Vimercate, Rozzano, Cerro Maggiore e Montebello della Battaglia, mentre nella Capitale le proiezioni sono al Moderno e al Parco de Medici. Verrà avviata anche una proiezione test nel cinema di Parma, Barilla Center.

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Boom delle auto a gas giri sempre e risparmi

AUTO.
Secondo Federmetano per fare Milano-Roma si spendono 60 euro di benzina,oppure 45 euro di gasolio o infine 23 di metano. Così nei primi 9 mesi del 2007 le immatricolazioni di auto omologate a metano dal costruttore hanno registrato una crescita del 135,4%, salendo al terzo posto dopo gasolio e benzina.
Secondo Paolo Vettori, presidente Federmetano, il boom è dovuto agli incentivi statali in vigore fino alla fine del 2009 e cumulabili con gli quelli alla rottamazione, con un risparmio nell’acquisto di una vettura nuova a metano o bi-fuel (benzina-metano) che può arrivare al 40%. A contribuire al successo del gas è anche la lenta ma costante diffusione dei distributori (saranno 704 a fine anno), cui si affiancano sistemi fai da te per il rifornimen to (come il Phill, un dispositivo elettrico costituito da una pompa che permette di travasare il metano dalla retedomestica al serbatoio dell’auto – costo 4.800, un pieno in 8 ore). Ultimo, ma non meno importante, con un’auto a gas non si è sottopostialle limitazioni dei blocchi del traffico, perché è il carburante meno inquinante.Così in attesa di passare all’idrogeno, si parla ora di “idrometano”: «L’uso di gas da miscelare all’idrogeno accelererà la transizione, perché la realizzazione di veico-li del genere è già molto avanzata- ha spiegato in un’intervista a greenreport.it Emilio Vitale, preside della facoltàdi Ingegneria dell’Universitàdi Pisa – Il metano riduce alcune performance negative attuali dell’idrogeno: consente cioè di immagazzinare quantità rilevanti di energia e ottenere un rendimento del motore meno penalizzato rispetto agli standard attuali
Cinque per mille, pioggia di milioni per volontariato, Comuni e ricerca
Ecco i conti del Fisco: il volontariato riceverà 192,9 milioni di euro, la ricerca scientifica 51,1
milioni, la ricerca sanitaria 46,7 milioni e i Comuni 37,9 milioni.
ADNKRONOS
economia 11
lunedì 15 ottobre 2007 metro
economia@metroitaly.it

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