Ancora tensioni sui debiti sovrani

La ripresa economica dell’area euro prosegue e occorre monitorare con «attenzione» i prezzi.

Ma sulle Diciassette economie dell’euro continuano a pesare alcune incertezze, a partire dalle tensioni sul debito sovrano che ultimamente hanno preso di mira anche Spagna e Italia. La diagnosi è contenuta nel bollettino di gennaio della Banca centrale europea. È un invito a non abbassare la guardia quello rivolto dalla Bce ai governi dell’area euro, impegnati a discutere il possibile rafforzamento del fondo salva-Stati mentre il balzo dei premi di rendimento concedono una tregua a Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia. «Occorre – dice la Bce – attuare con tempestività riforme strutturali consistenti e di ampia portata a integrazione del risanamento dei conti pubblici».

fonte: www.iltempo.it

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Il mutuo è troppo caro? Cambiate anche la banca

notizia tratta da metro news

INTERVISTA. La crisi dei mutui in
Usa ha fatto lievitare da agosto il
costo dei prestiti in Italia. Ne parliamo
con Roberto Anedda, responsabile
Marketing del gruppo
MutuiOnline.
Può fornire un esempio di quanto è
aumentata una rata mensile di un
mutuo a tasso variabile nelle ultime
settimane?
- Per un mutuo di 100mila euro
a dieci anni l’incremento è stato
di circa 23-25 euro, mentre per lo
stesso mutuo a vent’anni
l’aumento è compreso tra 25 e 30
euro al mese. Per i mutui trentennali
il costo è salito di circa 40
euro.
La Fed sta abbassando i tassi di
interesse, mentre la Bce ha arrestato
il loro rialzo: che cosa
succederà nell’immediato
futuro al costo dei
mutui?
- PPenso che i tassi
resteranno fermi al
momento.
Bisogna seguire
l’andamento
dell’inflazione.
In caso di un
suo rialzo, la
Bce interverrà
aumentando
il
costo del
denaro, ora al
4 per cento. Per i
mutui variabili
comanda però
l’interbancario. Il tasso
Euribor, come dicevo, è più
alto del tasso della Bce, tra il
4,4 e il 4,8 per cento sulle scadenze
a tre e a sei mesi.
Quale tipologia di
mutuo suggerirebbe
a una famiglia
che si appresta a
comprare casa?
- Dipende dalle
esigenze. In questa
fase di mercato prevale
la scelta emotiva.
Se si vuol stare
tranquilli, il tasso fisso
è da preferire. Oggi tra
fisso e variabile la differenza
è minima.
Tra due anni stimo
tassi più bassi, quindi un mutuo
variabile potrebbe essere più conveniente,
ma il risparmio non
sarà mostruoso.
Rinegoziare un contratto è conveniente
in questa fase di mercato?
- Si può provare con la propria
banca ad allungare le scadenze e
ad abbassare la rata, ma non è detto
che si riesca. Meglio sostituire il
mutuo, passando a un’altra banca.
Tassi più convenienti possono
compensare le spese del notaio e
le penali di estinzione. Tra un po’
potrebbe essere possibile la surrogazione
del mutuo, ovvero la
sostituzione con una procedura
semplificata e meno costosa, così
la convenienza aumenterà.
SERGIO GOVERNALE
Carlo Lazzari
economia@
metroitaly.it
scriveteci
La Borsa chiude in lieve calo (-0,26% il
Mibtel) una giornata incerta, in cui i
titoli bancari sono stati oggetto di vendite
prevalenti come gli energetici,
mentre sono salire le quotazioni di
alcuni titoli delle telecomunicazioni.
Piazza Affari giù
Regalo di Natale per i lavoratori a basso
reddito. Con le tredicesime arriverà,
infatti, il bonus fiscale di 150 euro (più
altri 150 euro per ogni familiare a carico)
come rimborso forfettario di parte
delle maggiori entrate fiscali.
Bonus fiscale
Quella dieta
involontaria
Roberto Anedda

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Approvata dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso la nuova legge Finanziaria proseguirà il suo travagliato iter legislativo nei prossimi mesi per arrivare all’approvazione definitiva a dicembre. Rimbalzando tra Camera e Senato la manovra dovrebbe raggiungere la sua veste definitiva entro fine anno, salvo complicazioni parlamentari. Seppur in stato embrionale il documento fa ben sperare sul fronte della prima casa, entrata nelle grazie dei politici.

Dodici milioni di italiani pagheranno meno Ici sulla prima casa o non la pagheranno affatto. La Finanziaria porta infatti in dote un taglio netto alla tassa più odiata dagli italiani. Pensa ai proprietari, ma anche agli affittuari, ai giovani che vogliono andare a vivere soli, a chi una casa per ora si limita a sognarla. Per loro è previsto un piano di edilizia popolare da 500 milioni.

Tra misure e contromisure però a farla da padrone è l’Ici visto che circa 85 famiglie su 100 abitano nella casa di proprietà. Il 97 per cento degli italiani che abitano a casa propria (sono oltre 15 milioni secondo l’Istat) un pezzetto di sconto, o uno sconto totale, se lo metteranno in tasca.

Ici e detrazioni

Ai tradizionali sconti fiscali previsti sulla prima casa, equivalenti a 103,29 euro per i redditi inferiori ai 50 mila Euro annui, si aggiungerà un ulteriore detrazione pari al 1,33 per mille del valore catastale dell’immobile per un valore non eccedente i 200 Euro.

Attualmente i comuni possono deliberare in materia concedendo uno sconto Ici fino al 50% dell’imposta dovuta. La facoltà del municipio di abbassare la gabella rimane ma ciò nondimeno lo sconto complessivo non potrà superare il valore complessivo dell’Ici dovuta.

Secondo alcune previsioni infatti nelle città come Roma e Palermo lo sconto lieviterà fino a un massimo di 303,29 euro mentre sarà decisamente più alto a Napoli, dove si aggiungerà a una detrazione base (decisa dal Comune) di 154,94 euro, portando il beneficio totale a sfiorare i 355 euro. Gli sconti in questi comuni però dovranno limitarsi ai 200 euro, un tetto fissato per gli immobili di lusso. In pratica se una casa vale più di 200.000 euro di reddito catastale la detrazione non potrà crescere ulteriormente, ma si fermerà al limite prefissato, 200 euro appunto. Gli esempi in tabella danno un’idea di quanto si potrà risparmiare in quattro delle maggiori città italiane. Passerà invece per una detrazione Irpef lo sconto per gli affittuari: sarà di 300 euro l’anno per chi dichiara fino a 15.494 euro lordi di reddito per scendere a 150 per i redditi da 15.494 e fino a 30.987 euro.

Detrazioni già previste per i canoni agevolati

Chi vive in case popolari non avrà diritto a nessuna detrazione, mentre agli affittuari incapienti, che non presentano la dichiarazione dei redditi (guadagnando non più di 7mila euro l’anno, cifra che può salire fino a 14mila a seconda del numero di figli), i 300 euro verranno versati con un bonus. Ma tutti, per avere diritto allo sconto, dovranno avere un contratto d’affitto regolarmente registrato.

Affitti

Anche per gli affituari ci sono all’orizzonte buone notizie di risparmio. Lo sconto cui avranno diritto infatti sarà di 300 euro l’anno, per gli inquilini con reddito complessivo Irpef fino a 15.494 euro lordi l’anno, e di 150 euro l’anno per i contribuenti con un reddito complessivo compreso tra 15.494 e 30.987 euro lordi l’anno.
La detrazione non è invece prevista per i titolari di alloggi popolari assegnati, i quali pagano un canone già fortemente scontato. Agli affittuari a basso reddito o a coloro i quali non sono tenuti a pagare l’Irpef (tanto sono bassi i loro redditi) verranno corrisposte le stesse somme.

In prospettiva si prefigurano anche benefici ad hoc per inquilini tra i 20 e i 30 anni di età (purchè i conduttori non siano i genitori stessi), per cui è al vaglio uno sconto di 300 Euro per tre anni indipendentemente dalla soglia reddituale.

Anche le istituzioni ospitanti i giovani inquilini potranno godere di alcuni sconticini fiscali: la detrazione ammonterà al 22% con un limite massimo di 2.633 Euro su contratti di locazione, contratti di ospitalità e assegnazione in godimento per universotà e cooperative.

Bonus energia e ristrutturazioni

Prima casa ma non solo! Piace ai legislatori il bonus approvato l’anno scorso sulle ristrutturazioni edilizie rispettose dell’ambiente, e viene riproposto con una proroga al 2010 lo sconto al 55% sugli interventi a limitazione della dispersione energetica ( 30 mila Euro per caldaie a condensazione, 60 mila per pannelli solari e 100 mila per la riqualificazione energetica dell’edificio). Riconfermata al 2010 anche la detrazione al 36% sulle spese sostenute per il recupero edilizio (con il solito tetto di 48 mila Euro per unità immobiliare).

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