Ancora tensioni sui debiti sovrani

La ripresa economica dell’area euro prosegue e occorre monitorare con «attenzione» i prezzi.

Ma sulle Diciassette economie dell’euro continuano a pesare alcune incertezze, a partire dalle tensioni sul debito sovrano che ultimamente hanno preso di mira anche Spagna e Italia. La diagnosi è contenuta nel bollettino di gennaio della Banca centrale europea. È un invito a non abbassare la guardia quello rivolto dalla Bce ai governi dell’area euro, impegnati a discutere il possibile rafforzamento del fondo salva-Stati mentre il balzo dei premi di rendimento concedono una tregua a Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia. «Occorre – dice la Bce – attuare con tempestività riforme strutturali consistenti e di ampia portata a integrazione del risanamento dei conti pubblici».

fonte: www.iltempo.it

Banche, occhio ai super tassi

 

 

Molti conti correnti battono i titoli di Stato,
ma nel 2009 gli interessi scenderanno.

 INSERIRE UN ANNUNCIO BAKECA

Tassi competitivi, in molti casi superiori ai rendimenti dei BoT precipitati sotto il 2% (questa mattina sul mercato secondario offrono tra l’1,25 e l’1,5% netto a seconda delle scadenze). È quanto garantiscono oggi i conti di deposito che, al momento, dimostrano di avere retto l’onda d’urto dei recenti ribassi del costo denaro decisi dalla Banca centrale europea che, tra ottobre e dicembre, ha tagliato nel complesso i tassi di riferimento di 175 punti base, dal 4,25% all’attuale 2,50.
Le offerte. Confrontando il bouquet di prodotti emerge che, in molti casi, si riesce a spuntare un rendimento netto annuo superiore al 3 per cento. Il conto Rendimax di Ifis è, attualmente, il più vantaggioso con un tasso netto annuo del 3,65%, nessun vincolo di tempo e di giacenza. Un rendimento analogo a quello pagato da Barclays, in promozione fino al 31 dicembre 2009 (prevede però il pagamento di un canone mensile di 5 euro a fronte dell’operatività di un conto corrente). Viaggiano su remunerazioni elevate anche Ing direct (3,46% in promozione per i primi 12 mesi), la divisione italiana dell’austriaca Sparkasse (3,55% per i primi sei mesi su importi non superiori a 100mila euro) e CheBanca! (2,92% senza vincolo temporale).
Occhio ai ribassi improvvisi. Bisogna però restare in guardia. Perché nulla vieta agli istituti di apportare correzioni al ribasso in corsa (in questo caso il cliente ha 60 giorni per recedere dal contratto nei quali ottiene l’applicazione delle vecchie condizione) adeguando, seppur tardivamente, i tassi ai tagli della Bce. Del resto, i call center di Ifis e Sparkasse, pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale al momento, hanno confermato che c’è la possibilità di una revisione al ribasso delle condizioni e potrebbe arrivare già da gennaio o, addirittura, nel caso di Ifis, dalla prossima settimana. Una opzione al vaglio anche da parte di CheBanca!.

Vincolo di tempo. Il salvagente, per chi mira a ottenere tassi più alti dei BoT, resta in ogni caso quello di parcheggiare la somma investita per un lasso temporale prestabilito. Scelta che assicura al cliente il mantenimento dello stesso tasso nel periodo concordato. In tal caso, alle condizioni attuali, è possibile per i prossimi 6 mesi assicurarsi il 3,06% con Supersave di Fineco, il 3,28% con CheBanca! e il 2,8% con IWpower 180 Turbo (IWbank).

 

 

 

Le offerte sul web – Conti correnti e deposito
Banca Nome conto Tasso netto base
(in %)
Limiti giacenza
(in euro)
Vincolo
di tempo
Ifis Rendimax (deposito) 3,53 fino a 1 milione -
Fineco Conto corrente 1,64 da 2mila  -
Supersave 2,63 fino a 50mila 1-3-6 mesi
3,06 oltre 50mila  1-3-6 mesi
IWBank IWPower (deposito) 1,84 nessuno nessuno
IWPower 30 Turbo  2,00 da 1.000 (multipli
di 1.000) nessun limite massimo
1 mese
IWPower 90 Turbo  2,50 3 mesi
IWPower 180 Turbo 2,80 6 mesi
We@bank Conto@me * 1,75 fino a 50mila -
0,54 oltre 50mila -
Myprofit 1,6 da 1.000 1 mese
1,4 3 mesi
1,25 6 mesi
Sella Websella.it  1,64 - -
Barclays Conto 5% 3,65 fino a 50mila fino al 31/12/09 
Euribor media mese precedente -2% da 50mila -
Conto Absolute Euribor 1 mese media mese precedente -0,5%  da 10.000 -
Ing direct Conto arancio (deposito) 2,19 fino a 5mila  -
3,46 *** - 12 mesi 
Arancio + (deposito) 2,55 da 5mila
a 49.999
3 mesi
2,7 6 mesi
2,7 da 50mila
a 99.999
3 mesi
2,84 6 mesi
2,84 da 100mila
a 1,5 milioni
3 mesi
3,06 6 mesi
CheBanca! Cheinteressi! Base (deposito) 2,92 fino a 5 milioni -
Cheinteressi! Subito (deposito) 3,13 3 mesi
3,28 6 mesi
3,43 12 mesi 
Santander Conto Santander (deposito) 3,65 **** fino a 50mila -
2,92 **** oltre 50mila  -
Time deposit 3,1 fino a 1 milione 6 mesi
3,28 12 mesi
2,19 in caso di estinzione anticipata
Sparkasse Extra (deposito) 3,55 fino a 100mila primi 6 mesi
2,55 - dopo 6 mesi

 

fonte:http://www.24minuti.ilsole24ore.com/ Vito Lops vito.lops@ilsole24ore.com

finanziaria 2008

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Approvata dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso la nuova legge Finanziaria proseguirà il suo travagliato iter legislativo nei prossimi mesi per arrivare all’approvazione definitiva a dicembre. Rimbalzando tra Camera e Senato la manovra dovrebbe raggiungere la sua veste definitiva entro fine anno, salvo complicazioni parlamentari. Seppur in stato embrionale il documento fa ben sperare sul fronte della prima casa, entrata nelle grazie dei politici.

Dodici milioni di italiani pagheranno meno Ici sulla prima casa o non la pagheranno affatto. La Finanziaria porta infatti in dote un taglio netto alla tassa più odiata dagli italiani. Pensa ai proprietari, ma anche agli affittuari, ai giovani che vogliono andare a vivere soli, a chi una casa per ora si limita a sognarla. Per loro è previsto un piano di edilizia popolare da 500 milioni.

Tra misure e contromisure però a farla da padrone è l’Ici visto che circa 85 famiglie su 100 abitano nella casa di proprietà. Il 97 per cento degli italiani che abitano a casa propria (sono oltre 15 milioni secondo l’Istat) un pezzetto di sconto, o uno sconto totale, se lo metteranno in tasca.

Ici e detrazioni

Ai tradizionali sconti fiscali previsti sulla prima casa, equivalenti a 103,29 euro per i redditi inferiori ai 50 mila Euro annui, si aggiungerà un ulteriore detrazione pari al 1,33 per mille del valore catastale dell’immobile per un valore non eccedente i 200 Euro.

Attualmente i comuni possono deliberare in materia concedendo uno sconto Ici fino al 50% dell’imposta dovuta. La facoltà del municipio di abbassare la gabella rimane ma ciò nondimeno lo sconto complessivo non potrà superare il valore complessivo dell’Ici dovuta.

Secondo alcune previsioni infatti nelle città come Roma e Palermo lo sconto lieviterà fino a un massimo di 303,29 euro mentre sarà decisamente più alto a Napoli, dove si aggiungerà a una detrazione base (decisa dal Comune) di 154,94 euro, portando il beneficio totale a sfiorare i 355 euro. Gli sconti in questi comuni però dovranno limitarsi ai 200 euro, un tetto fissato per gli immobili di lusso. In pratica se una casa vale più di 200.000 euro di reddito catastale la detrazione non potrà crescere ulteriormente, ma si fermerà al limite prefissato, 200 euro appunto. Gli esempi in tabella danno un’idea di quanto si potrà risparmiare in quattro delle maggiori città italiane. Passerà invece per una detrazione Irpef lo sconto per gli affittuari: sarà di 300 euro l’anno per chi dichiara fino a 15.494 euro lordi di reddito per scendere a 150 per i redditi da 15.494 e fino a 30.987 euro.

Detrazioni già previste per i canoni agevolati

Chi vive in case popolari non avrà diritto a nessuna detrazione, mentre agli affittuari incapienti, che non presentano la dichiarazione dei redditi (guadagnando non più di 7mila euro l’anno, cifra che può salire fino a 14mila a seconda del numero di figli), i 300 euro verranno versati con un bonus. Ma tutti, per avere diritto allo sconto, dovranno avere un contratto d’affitto regolarmente registrato.

Affitti

Anche per gli affituari ci sono all’orizzonte buone notizie di risparmio. Lo sconto cui avranno diritto infatti sarà di 300 euro l’anno, per gli inquilini con reddito complessivo Irpef fino a 15.494 euro lordi l’anno, e di 150 euro l’anno per i contribuenti con un reddito complessivo compreso tra 15.494 e 30.987 euro lordi l’anno.
La detrazione non è invece prevista per i titolari di alloggi popolari assegnati, i quali pagano un canone già fortemente scontato. Agli affittuari a basso reddito o a coloro i quali non sono tenuti a pagare l’Irpef (tanto sono bassi i loro redditi) verranno corrisposte le stesse somme.

In prospettiva si prefigurano anche benefici ad hoc per inquilini tra i 20 e i 30 anni di età (purchè i conduttori non siano i genitori stessi), per cui è al vaglio uno sconto di 300 Euro per tre anni indipendentemente dalla soglia reddituale.

Anche le istituzioni ospitanti i giovani inquilini potranno godere di alcuni sconticini fiscali: la detrazione ammonterà al 22% con un limite massimo di 2.633 Euro su contratti di locazione, contratti di ospitalità e assegnazione in godimento per universotà e cooperative.

Bonus energia e ristrutturazioni

Prima casa ma non solo! Piace ai legislatori il bonus approvato l’anno scorso sulle ristrutturazioni edilizie rispettose dell’ambiente, e viene riproposto con una proroga al 2010 lo sconto al 55% sugli interventi a limitazione della dispersione energetica ( 30 mila Euro per caldaie a condensazione, 60 mila per pannelli solari e 100 mila per la riqualificazione energetica dell’edificio). Riconfermata al 2010 anche la detrazione al 36% sulle spese sostenute per il recupero edilizio (con il solito tetto di 48 mila Euro per unità immobiliare).

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