Dubbi sulle multe nulle di Roma Capitale e per far ricorso restano solo 30 giorni

Multe: si stringono i tempi per il ricorso – 30 giorni e non più 60 – e cresce la polemica sulle contravvenzioni verbalizzate dai vigili urbani con l’«antica» dicitura Polizia Municipale anziché quella della nuova «Polizia Roma Capitale». Nulle, secondo il parere di alcuni. Valide, secondo altri. Il dubbio riguarda migliaia di automobilisti sanzionati per aver violato il codice delal strada tra aprile e ottobre. Un lettore scrive a Corriere.it e chiede: «Avendo ricevuto una multa elevatami in data 27 giugno, il cui verbale risulta scritto sulla vecchia carta intestata della Polizia Municipale, ed avendo letto che una multa siffatta potrebbe essere considerata non valida, mi sono informato su quali sarebbero stati i passi da fare per procedere con la richiesta di annullamento. Mi sono quindi “imbattuto” nel sito della Polizia Roma Capitale dove ho letto una dichiarazione del 15 settembre rilasciata dal Vice Comandante Generale Diego Porta con la quale si smentisce nettamente la veridicità della notizia. Ora mi chiedo quale sia la versione da ritenere “credibile”, per non incorrere in una sanzione ulteriore ed aggiuntiva rispetto a quella comminatami». E qui sta il problema.

 RISCHIO BEFFA: SANZIONE PIU’ ALTA – Il lettore e altre migliaia di altri multati – oltre a dover far presto se intendono effettivamente fare ricorso – non possono in alcun modo essere certi del risultato che otterranno: se non pagheranno più la multa, oppure se – e sarebbe una beffa – la pagheranno maggiorata. Perché in ogni caso le interpretazioni giuridiche sono diverse e discordanti. A sentire il parere di un avvocato esperto della questione, Andrea Menghini, di fronte al quesito «se ricorro ho possibilità di vittoria?», la risposta è: «No. Perché se si ricorre solo ed esclusivamente per il motivo dell’intestazione del verbale ci può essere una brutta sorpresa, ossia che il ricorso venga respinto». Vigili compilano il verbale di una multa (foto Jpeg)

DUE MOTIVI PER PAGARE SUBITO – L’avvocato Menghini chiarisce anche i motivi. Primo: «La polizia municipale – spiega – è una funzione del Comune, quindi non è giuridicamente rilevante la denominazione di polizia municipale o polizia di Roma Capitale. Sarebbe stato diverso se la polizia fosse stata un’istituzione esterna al Comune». Esiste anche una sentenza della magistratura che ha ribadito che le funzioni di polizia debbono rimanere interne all’ente locale. Secondo motivo per non ricorrere: «L’intestazione – come è stato detto da chi le considera non valide – e quindi vuole ricorrere, fa riferimento ad un ufficio inesistente, e quindi lede il diritto di difesa del multato. Tanto per fare un esempio il cittadino potrebbe dover chiamare e non trovare nessuna risposta. Però quei «verbali – è il parere dell’avvocato – seppure con l’intestazione sbagliata hanno tutti i riferimenti agli uffici giusti, compresi i numeri di telefono e le coordinate bancarie. Quindi l’ufficio è di fatto efficiente, cambia solo il “logo”». Un’auto dei vigili con il nuovo logo Roma Capitale (foto Jpeg)

A RISCHIO 50 MILIONI DI INTROITI – La questione non è di poco conto e non si limita a poche contravvenzioni: mediamente il Comune incassa in un anno tra i 100 e i 150 milioni di euro dalla riscossionme delle multe emesse con 2,5 milioni di verbali. Dunque, per le sanzioni comminate dopo la variazione del nome della Polizia Municipale – avvenuta con delibera di Giunta del 1° aprile 2011 – potrebbero essere a rischio fino a 50 milioni di introiti, se i magistrati dichiarassero nulli i verbali senza la scritta «Polizia Roma Capitale».

 MA L’OSPOL CONSIGLIA IL RICORSO – «È meglio ricorrere», assicura al contrario l’Ospol, l’organizzazione sindacale delle polizie locali. «È essenziale che le multe e i verbali abbiano tutti i riferimenti di legge – afferma il segretario nazionale, Luigi Marucci- . Il Codice della strada prevede che tutti gli errori, anche quelli di modulistica errata, siano impugnabili presso il Giudice di Pace». E l’Ospol prosegue con una nota che precisa: «L’estinzione del preesistente Corpo di Polizia Municipale é stata sancita, con effetto immediato e definitivo, dalla Delibera di Giunta Capitolina n. 91/2011, del 1° aprile 2011, deve si rileva come l’intero complesso degli atti che, da quel momento, fossero emanati dal nuovo Ente dovessero uniformarsi alle relative caratteristiche, formali e sostanziali, di questo». Viceversa, aggiunge il sindacato dei vigili, «allo scopo di dimostrare la gratuità dell’operazione di trasformazione, con successiva circolare del neo-Comando, si stabiliva la continuità dell’impiego della vecchia modulistica fino al suo esaurimento». Espediente «incongruo oltreché illegittimo», secondo l’Organizzazione delle Polizie locali, poiché, «specialmente i verbali di accertamento di infrazioni stradali recano l’intestazione di un Corpo ormai defunto e, come tale, disabilitato ad ogni attività accertativa, certificativa e sanzionatoria». Il dubbio è quindi amletico, ma ormai se si vuole ricorrere, bisogna far presto.

fonte: www.corriere.it

 

Roma Capitale e le multe nulle: «Non è detto il ricorso venga accolto»

Multe, capitolo terzo. Migliaia di romani si preparano a una vera invasione degli uffici del Giudice di Pace: se la loro contravvenzione porta il logo della Polizia Municipale di Roma – anziché l’intestazione «Polizia Roma Capitale» – potrebbe risultare nulla in quanto «l’ente giuridico non esiste sostanzialmente più», come rileva una sentenza del 5 agosto. Ma davvero si prospetta la possibilità di annullare multe per circa 50 milioni di euro? La questione è controversa, e c’è chi prospetta il rischio di ricorsi-boomerang. Corriere.it ha consultato un avvocato che da anni si occupa di ricorsi contro le sanzioni comminate dai vigili. «Non è detto che il giudice ritenga nulle quelle multe. Qui si parla di un vizio formale, di legittimità – spiega l’avvocato Andrea Menghini – che non riguarda il merito della contravvenzione: per fare un esempio, si potrebbe anche essere passati con il rosso, che è una violazione del codice della strada anche pericolosa. Quindi il ricorso potrebbe essere solo essere un escamotage per non pagare una contravvenzione in realtà dovuta».

VERBALI IMPUGNABILI – «I verbali, infatti – aggiunge Menghini – possono impugnati per due motivi: uno per vizio di legittimità come in questo caso, l’altro sul merito, ovvero “non ho commesso questa violazione”». Tutto pur di non pagare la contravvenzione dovuta: e molti son pronti a scomodare il Giudice di Pace – soprattutto se le contravvenzioni sono più di una – quando l’infrazione si è effettivamente commessa, certi che il proprio ricorso verrà accolto perché l’intestazione dei verbali è sbagliata. Ma non è detto.

 LA CASSAZIONE CONTRO I FURBI – ma questo genere di pronuncia dei Giudici di pace a favore degli automobilisti «risulta in realtà in contrasto con gli ultimi orientamenti giurisprudenziali in materia – spiega Andrea Menghini -. Le sezioni unite della Corte di Cassazione, con sentenza 1786/10, hanno sostanzialmente messo un freno agli impugnatori incalliti, affermando che i vizi formali non possono costituire l’unico motivo per l’annullamento di un verbale sanzionatorio. Così ultimamente i giudici hanno detto: “Datevi una regolata perché state ricorrendo in troppi”». Se i cittadini non vogliono pagare (con grave danno al Campidoglio, giacché si parla appunto di almeno 50 milioni di euro in introiti da sanzioni emesse dal 1 aprile 2011) e vanno dal Giudice di Pace hanno comunque buone probabilità di veder accolto il proprio ricorso. «Certo, tuttavia per ricorrere al Giudice di Pace è stato stabilito un contributo unificato di 38 euro – spiega il legale -: quindi bisogna anche vedere se il gioco vale la candela, ossia l’importo della multa». L’ufficio del Giudice di Pace in via Teulada

RICORSI GRATUITI – Meglio il ricorso al Prefetto: non si paga nulla, ricorda Menghini. «Quindi in prima battuta potrebbe essere consigliabile rivolgersi al Prefetto mandando la lettera raccomandata con il ricorso e la fotocopia del verbale, senza intasare i Giudici di Pace». In ogni caso, per un intoppo di organizzazione nel cambiare l’intestazione dei verbali, il Campidoglio potrebbe dover rinunciare a 50 milioni di euro e verrebbero annullate «una lunga serie di contravvenzioni in realtà legittime». Si ritornerebbe, secondo Andrea Menghini, al passato, a «cinque o sei anni fa, quando vi fu un boom di ricorsi»: c’ erano associazioni che inviavano anche messaggi per promuovere i ricorsi contro le multe e lo faceva soprattutto chi ne aveva molte, come i conducenti dei furgoni. E si trattava di ricorsi che avevano buona speranza di essere accolti perché in mancanza di moduli precisi i vigili urbani erano approssimativi nel redigere i verbali.

 UN FRENO AGLI INDISCIPLINATI – Una situazione complessa: nei primi anni Duemila, i romani vinsero moltissimi ricorsi. Poi, però «è stato messo un freno dalla giurisprudenza – conclude l’avvocato – così ritornare dai Giudici di Pace potrebbe essere un ritorno al passato, quando se ne abusava. Molti romani a volte sentono a di aver subito un torto, di non meritare la contravvenzione e quindi fanno ricorso. Molti altri, però, lo fanno a prescindere, perché sembra quasi che ci sia una lotta tra il Comune e i cittadini e che il Comune lucri con queste multe. E alcuni fatti di cronaca hanno in verità contribuito a rafforzare questa linea di pensiero (semafori “intelligenti”, autovelox illegittimi ecc..). Questo, però, non è un atteggiamento giusto, parliamo di sicurezza stradale, quindi ci vuole un po’ di buon senso. Da tutte e due le parti».

fonte: www.corriere.it

 

Non valide le multe dei vecchi pizzardoni Ricorsi, giudice di pace a rischio paralisi

Potrebbe davvero essere il colpo di grazia per gli uffici romani del Giudice di pace, già afflitti da problemi gestionali e intasati da circa 180 mila pratiche arretrate. Una valanga di nuovi ricorsi potrebbe rovesciarsi nei prossimi giorni sui tavoli dei magistrati di via Teulada. Si tratta delle contestazioni che migliaia di automobilisti si preparano a presentare per far annullare tutte le contravvenzioni emesse tra giugno e settembre dalla Polizia Municipale. Anzi, dalla Polizia Roma Capitale, per la precisione. E qui sta l’inghippo. Perchè se il verbale che è stato consegnato o inviato tramite raccomandata è intestato con la vecchia dicitura «Polizia municipale di Roma», la multa può essere annullata. Colpa del cambio di nome dei «pizzardoni» capitolini, partito il 21 giugno scorso. Da quella data il corpo dei vigili urbani si chiama «Polizia Roma Capitale» – un nome contestato ora dal sindacato Ospol – e se sulla sanzione non appare questa scritta, il gioco è fatto: il ricorso ha la quasi certezza di essere accolto.

 
Alemanno presenta le auto dei vigili con la nuova scritta Roma Capitale 
«L’ENTE GIURIDICO NON ESISTE PIU’» – Il fatto è che l’operazione del cambiamento di «livrea» (su auto, moto, ingresso dei comandi, documentazione cartacea) sta andando piuttosto per le lunghe. Non tutti i mezzi, carte e uniformi hanno la nuova intestazione. Molte delle multe elevate dal 21 giugno sono state notificate su carte su cui spiccavano scritte e loghi della vecchia Polizia municipale, «un ente giuridico che non esiste sostanzialmente più», spiegano all’Unione giudici di pace. Dove ribadiscono che «l’intestazione vecchia è sbagliata». E «rassicurano» gli automobilisti multati: «Quando accoglieremo i ricorsi probabilmente verrà scritto nelle motivazioni “per l’inesistenza dell’ente sanzionatorio”».

MONTAGNA DI PRATICHE – Intanto i giudici di pace faticano a smaltire l’arretrato già accumulato e si profilano nuove agitazioni come quella che per settimane bloccò gli uffici nel gennaio 2011. Il numero dei procedimenti pendenti – tra Roma, Viterbo, Frosinone, Rieti e Latina – cresce costantemente, toccando in certe sedi – come nel caso del settore civile a Ostia – punte del 25 per cento. I fascicoli riguardano, in effetti, soprattutto ricorsi contro le sanzioni stradali. Ma da quasi due anni magistrati onorari giudicano anche reati delicati come l’immigrazione clandestina e decidono le espulsioni dal territorio dello Stato.

fonte: www.ilcorriere.it

 

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.