Il bug di Android che paralizza lo smartphone

C’è un bug in Android che, se sfruttato, può arrivare a rendere praticamente inutilizzabile un dispositivo a meno di interventi generalmente al di là di un utente normale.

È stato scoperto da quattro ricercatori italiani – Alessandro Armando, Alessio Merlo, Mauro Migliardi e Luca Verderame- all’interno di diverse versioni del sistema (compresa la più recente, Ice Cream Sandwich).

 I dettagli non sono stati resi noti, ma soltanto le linee generali; si sa tuttavia che a causa di un problema di progettazione è possibile creare un’app in grado di generare un elevato numero di processi e consumare così tutte le risorse del dispositivo su cui sta girando.

Un malware creato per sfruttare questa vulnerabilità potrebbe farsi eseguire all’avvio, impedendo così completamente il normale funzionamento dello smartphone o del tablet, e si farebbe installare senza insospettire l’utente, poiché non avrebbe bisogno di permessi particolari.

In questo panorama preoccupante, il lato positivo è che i quattro scopritori hanno inviato a Google anche una soluzione al problema e che tale soluzione è stata già testata e trovata funzionante.

 Prossimamente, quindi, saranno rilasciate le correzioni che permetteranno agli utenti di Android di dormire sonni più tranquilli, mentre il lavoro dei ricercatori sarà illustrato alla IFIP SEC 2012, in programma dal 4 a 6 giugno.

Il nuovo iPad è da poche ore in vendita in alcune nazioni e puntale come sempre giunge dalla redazione di iFixit l’analisi dettagliata dei componenti interni utilizzati da Apple per la produzione del tablet. Di quest’ultimo sono infatti note le specifiche tecniche diramate dall’azienda di Cupertino, ma non i dettagli relativi alla componentistica scelta dal gruppo per la realizzazione della terza iterazione del dispositivo. Dettagli che, proprio grazie ad iFixit, sono ora ampiamente disponibili.

Caratterizzato dal nome in codice A1430 per tutti i modelli a disposizione, il nuovo iPad si è dimostrato ancora una volta particolarmente complicato da smontare. Una volta rimosso il pannello LCD, però, una buona parte del lavoro sembra esser già fatta, consentendo di accedere a quanto contenuto nel case del dispositivo. Un primo sguardo al display consente inoltre di rilevare alcuni numeri di serie riconducibili a Samsung, confermando di fatto la partecipazione del gruppo sudcoreano alla fabbricazione del device nonostante la continua battaglia dal punto di vista legale con il gruppo statunitense.

 

In seguito lo staff che si è occupato del disassemblaggio è passato alla logic board, sulla quale figurano tutti i principali componenti del nuovo iPad: il chip A5X, un modulo Wi-Fi Broadcom BCM4330 802.11a/b/g/n, il driver device CD3240 di Texas Instruments, il modulo DRAM da 1 GB ed altri dispositivi di controllo ed elaborazione che consentono al tablet di operare al meglio. Sia il modulo per la gestione dei consumi energetici che quello per la connettività 4G sono realizzati da Qualcomm, mentre a Toshiba è toccato il compito di fornire le memorie Flash NAND realizzate con tecnologia a 24 nm.

Quello che può essere visto come una sorta di ulteriore strato, invece, è occupato dalla batteria, realizzata con tre celle separate le cui dimensioni complessive si avvicinano molto a quelle dell’intero tablet, consentendo di fatto di aumentare la carica immagazzinata rispetto ad altri dispositivi mobile di dimensioni inferiori. Rispetto all’iPad 2, poi, sono aumentati i consumi, i quali passano dai precedenti 25 Wh agli attuali 42.5 Wh, quasi certamente a causa dell’aumento della capacità di elaborazione da parte del dispositivo, della risoluzione del display e delle risorse richieste da altri componenti interno. Il tutto, però, senza intaccare l’autonomia nominale, la quale resta prossima alle 10 ore grazie alle nuove dimensioni della batteria, la cui densità di energia è rimasta pressoché invariata rispetto all’iPad 2.

Nel complesso, il nuovo iPad si colloca poi alle ultime posizioni di un’ipotetica classifica relativa ai tablet più semplici da riparare: il punteggio attribuito al dispositivo da parte di iFixit è di 2 su 10, ovvero una grave insufficienza in linea con quanto ottenuto dal precedente modello. Altro punto cruciale è l’ecosostenibilità: secondo quanto dichiarato da Apple, il nuovo iPad sarebbe facilmente smaltibile e riciclabile, ma benché ciò sembrerebbe essere vero per quanto concerne il case e buona parte dei componenti, altrettanto non sembra essere confermato per la batteria, uno dei componenti maggiormente nocivi per l’ambiente, la quale risulta essere di difficile rimozione

fonte: http://www.webnews.it/2012/03/16/ifixit-nuovo-ipad/#ixzz1pHZNtZIh

«Cloud computing. Così Wind conquista le aziende»

«La ricetta del successo – spiega a Il Tempo Pierpaolo Festino, direttore business unit corporate di Wind – è il giusto mix tra comunicazione mirata e servizi ad alto contenuto tecnologico come il cloud computing». Quali sono le nuove sfide commerciali di Wind in ambito corporate? «Ci sono due grandi filoni: il primo riguarda la nuova campagna pubblicitaria televisiva fortemente concentrata su aziende medie e di piccole dimensioni, l’altra novità riguarda i servizi di cloud computing per le grandi aziende, che possono così abbattere sensibilmente i loro investimenti e trasformarli in costi operativi proporzionali alle loro funzioni di ufficio. Questo rientra nel posizionamento classico di Wind: giusto prezzo per i servizi che si possono fruire in maniera semplice e comprensibile. Una strategia che fino ad oggi ci ha premiati. Continuiamo a crescere». Ci può dare qualche numero? «Abbiamo tassi di crescita a due cifre in un mercato complessivamente in contrazione. Si tratta dunque di un gran bel risultato». Qual è la leva principale per incrementare i clienti? «Nel mercato corporate la qualità delle soluzioni tecniche è un fattore essenziale e inderogabile da abbinare al prezzo. Un ruolo importante è rivestito anche dalla customer satisfaction, ambito in cui stiamo andando molto bene, con tassi di crescita elevati che ci hanno permesso di superare l’incumbent». C’è un’area di mercato in cui pensate di investire per gli sviluppi futuri? «Assistiamo al declino della voce, inteso in senso tradizionale, e a un futuro rappresentato dai dati. I clienti si aspettano di avere accesso a voce, dati ed applicazioni ovunque e comunque, senza distinzione tra accesso fisso o mobile, in azienda o in mobilità». Il servizio deve essere supportato da una diffusione della rete. Cosa fa Wind? «Abbiamo una struttura capillare di rete mobile e fissa. La cosa interessante è che Wind è in grado di gestire la convergenza fisso-mobile per voce, dati e applicazioni grazie alle sue reti integrate. Siamo l’unica vera alternativa a Telecom Italia perché offriamo servizi per ogni esigenza dei clienti». In che modo comunicate con le aziende, cosa vuole trasmettere il vostro ultimo spot? «Abbiamo creato una comunicazione visiva e immediata, contraddistinta da classe e ironia, con l’obiettivo di cogliere le esigenze che i professionisti hanno quotidianamente». È cambiato qualcosa nelle richieste dei clienti? «I clienti chiedono sempre più attenzione con distinzione tra grandi, piccole e medie imprese, soprattutto in questo attuale contesto economico. La clientela corporate sta mostrando un grande interesse verso ogni singolo aspetto dei servizi».

fonte: www.iltempo.it

 

Poste Italiane punta a offrire ADSL e servizi voce

Presto avremo in Italia un nuovo operatore che fornirà connessioni adsl e servizi di telefonia fissa. Parliamo di Poste Italiane che dopo il buon successo ottenuto con Poste Mobile, in cui offre come operatore virtuale servizi di telefonia mobile, vuole fare il grande salto e offrire soluzioni dati e voce su linea fissa. A rivelare il progetto di Poste Italiane, Il Sole 24 Ore, che nell’edizione odierna svela come il gruppo di Poste Italiane abbia lanciato un bando, già però oggi concluso, in cui si ricercavano partner tecnologici “di servizi di fonia tradizionale fissa, VoIP e trasmissione dati”. Non ci sono dettagli su chi sarà il partner di Poste Italiane e ne come sarà l’offerta commerciale. Non ci vuole un mago però per capire che l’offerta a banda larga e quella su fonia tradizionale sarà allineata sicuramente con quanto già oggi offre il mercato e quindi è prevedibile un’offerta con linee ADSL da 7 e 20Mbit. Inoltre è probabile che Poste Italiane punti a rivendere pacchetti all inclusive magari strizzando l’occhio ad agevolazioni anche sul fronte dei servizi postali. C’è solo da capire come il gruppo saprà penetrare nell’attuale mercato della banda larga e dei servizi di fonia che ora come ora risulta piuttosto saturo e in netto calo soprattutto nei confronti della telefonia mobile. Sicuramente gli oltre 14 mila sportelli delle Poste sparsi in Italia saranno un’ottima vetrina pubblicitaria, ma è anche vero che l’affidabilità di Poste Italiane è stata messa a dura prova negli ultimi mesi. Ne sapremo molto di più tra qualche tempo quando il gruppo sicuramente annuncerà ufficialmente il suo progetto e rivelerà chi sarà il suo partner che a questo punto riveste un ruolo centrale perché se sarà di qualità, saranno di qualità anche i servizi offerti.

fonte: http://tariffe.digital.it/poste-italiane-punta-a-offrire-adsl-e-servizi-voce-7311.html

Samsung prepara un nuovo tablet con Microsoft

Bandita dagli stand dell’Ifa di Berlino a soli due giorni dalla presentazione del suo Galaxy Tab con lo zampino di Apple, Samsung non si arrende alla rivale e stringe la mano a Microsoft per lanciare un nuovo tablet. Lo riferisce il Korea Economic Daily, citando una fonte vicina al dossier

La tavoletta, equipaggiata con il sistema operativo «Windows 8» sviluppato dal colosso americano, sarà presentata presso il salone «Build», organizzato dal gigante americano il 13-16 settembre in California.

Samsung electronics, il secondo maggior produttore di telefoni cellulari al mondo, non ha voluto commentare l’anticipazione. Per gli analisti, con questa mossa il colosso asiatico dell’elettronica tenterebbe di ridurre la sua dipendenza dal sistema operativo Android di Google, dopo l’acquisizione da parte del gigante americano del produttore di telefonia mobile Motorola Mobility.

L’operazione ha, infatti, segnato l’arrivo di Google nel mercato dell’«hardware», il che lo rende un concorrente potenziale grave per la Samsung in particolare. Il rivale principale della Samsung rimane però Apple. Entrambi i gruppi hanno ingaggiato una feroce battaglia legale sui brevetti: nel mercato smartphone tra iPhone (Apple) e Galaxy S (Samsung) e in quello dei tablets tra l’iPad (Apple) e il Galaxy Tab (Samsung).

fonte: www.lastampa.it

Firefox 4 è finalmente disponibile

La versione 4 di Mozilla Firefox, annunciata per marzo 2011, già oltre la tabella di marcia preventivata, ha finalmente visto la luce. Le novità sono tante, a partire dalla veste grafica, che si presenta cromata. Da quello che dicono gli sviluppatori, dovrebbe essere la versione definitiva.

La posizione dei pulsanti è personalizzabile, inoltre è attiva la funzione Prism, a schede aperte, che permette di tenere d’occhio più pagine senza scorrere il mouse a destra e sinistra. Una novità è Sync che, come dice il nome, permette di sincronizzare segnalibri, password e schede aperte. In questo modo, spegnendo e riaccendendo il computer, troveremo già aperto tutto quello a cui stavamo lavorando, una gran comodità. Se utilizziamo Firefox su un sistema operativo Windows 7, abbiamo a disposizione dei collegamenti per la navigazione anonima, per aprire schede e finestre e per accedere ai nostri siti preferiti. Insomma, Firefox 4, che tutti attendevano con ansia, è finalmente arrivato ed è già disponibile per il download.

Vivere tranquilli su internet. Ecco come tutelare i nostri dati personali su Google, Facebook…

Google è il motore di ricerca più utilizzato, YouTube da tempo ha conquistato il primo gradino come principale piattaforma per condividere video online, Facebook riunisce 600 milioni di utenti nel mondo. Nel «Data Privacy Day» ecco alcune informazioni di base per gestire i dati personali, a partire da due principali pannelli di controllo: la Dashboard di Google e le “Impostazioni sulla privacy” di Facebook. Le indicazioni di seguito riguardano soprattutto persone registrate che, dunque, hanno un nome utente e una password per accedere ai servizi online. Mondo Google Nessuna memoria. Google utilizza l’elenco delle ricerche online per migliorare la qualità dei risultati, attraverso cookies archiviati durante la navigazione su internet o, per gli utenti registrati, con la lista dei siti web visitati. Ma è possibile rinunciare al servizio. Dopo aver cercato una parola con Google, bisogna cliccare su “Cronologia web” in alto a destra sulla pagina, e poi su “Disattiva personalizzazioni basate sull’attività di ricerca”. Chi è iscritto, invece, attraverso la Dashboard può rimuovere alcuni risultati o l’intera cronistoria. Per una navigazione con standard di sicurezza più elevati, è utile accedere dalla pagina: https://encrypted.google.com/webhp?hl=it. Condividere un video soltanto tra amici. Gli utenti registrati con YouTube (un servizio di Google) possono decidere di restringere l’accesso a un filmato, selezionando un gruppo di persone. Bisogna cliccare su “Account” (in alto a destra) nella pagina di Youtube, poi su “I miei video e playlist”: per ognuno è possibile gestire le “Opzioni di diffusione e condivisione”. Navigazione tutelata. Con il browser Chrome di Google la modalità “Incognito” garantisce che non vengano registrati nella cronologia i dati scaricati e le pagine visitate. Inoltre, vengono cancellati i cookies nel browser, alla chiusura della finestra. Niente pubblicità personalizzata. A partire da “Gestione preferenze annunci” nel Centro privacy di Google è possibile rinunciare alle inserzioni commerciali adattate agli interessi dell’utente. Chi utilizza il browser Chrome può installare l’estensione “Keep my opt-outs”.

Primi passi. “Google ha tre pilastri per la privacy: trasparenza, possibilità di pieno controllo sulle informazioni personali, sicurezza. Basta cliccare sul link “Privacy” per avere notizie immediate e semplici: sono disponibili anche video che mostrano cosa fare”, dice Marco Pancini, European policy counsel di Google per l’Italia.

Amici su Facebook.

Decido con chi condivido. Gli iscritti di Facebook possono mostrare le informazioni pubblicate online (come testi e fotografie) a tre cerchie di persone: i propri contatti nel social network (“solo amici”), la rete di relazioni indirette (“amici degli amici”) e tutti. Oppure, possono personalizzare ogni opzione. Il punto di partenza per la gestione dei dati sono le “Impostazioni sulla privacy”, accessibili dalla voce “Account”, in alto a destra nella pagina del social network.

No tu no. Per escludere singoli utenti o un elenco di persone dai propri aggiornamenti nel social network è sufficiente cliccare su “modifica liste”, accessibile dalle “Impostazioni sulla privacy”.

Non reperibili sul web. Chi non vuole che il proprio profilo appaia tra i risultati delle ricerche con Google può cliccare su “Modifica le impostazioni” (nella pagina “Impostazioni sulla privacy”, sotto la voce “Account”). Poi bisogna andare al paragrafo “Ricerca pubblica” e scegliere “Modifica impostazioni”.

A me i dati. Fotografie e messaggi custoditi su Facebook si possono scaricare dal social network. Dalla voce “Account”, scegliere “Impostazioni account” e poi “Scarica le tue informazioni”: sarà inviato un messaggio di posta elettronica sulla propria casella email per iniziare il download. Inoltre Facebook sta attivando una navigazione più sicura online (con https).

Oltre Facebook. Giochi e altri servizi sono applicazioni progettate spesso all’esterno di Facebook da terze parti. Per controllare la gestione dei propri dati personali occorre andare alla voce “Applicazioni e siti web” (nella pagina “Impostazioni sulla privacy”), poi “Modifica le tue impostazioni”. In seguito scegliere “Applicazioni che usi” e poi “Modifica le impostazioni”: per ogni singola applicazione è possibile decidere a quali dati personali consentire l’accesso o meno.

Instant messaging

Accesso sicuro. Per evitare che il proprio account nei servizi di instant messaging sia rubato è utile scegliere parole chiave non banali. Assolutamente da evitare le combinazioni di numeri come “123456” o “password”. Meglio utilizzare anche numeri e simboli oltre alle lettere per comporre la parola chiave.

FONTE: www.ilsole24ore.com

Vodafone raddoppia la velocità

E’ il primo operatore in Italia a portare la copertura a 43.2 MB per secondo

Vodafone Italia è il primo operatore ad avviare la copertura di rete mobile a 43.2 mbps (megabit per secondo) con tecnologia Hspa+ (high speed packet access) a Roma, Milano e, successivamente, in 16 principali città Italiane. Come si legge in una nota, «Il lancio coinvolge in anteprima una selezione di clienti privati e aziende, in vista del lancio commerciale previsto per aprile 2011, con le nuove Internet key realizzate per questa tecnologia».

Va avanti in parallelo il progetto “1000 Comuni”, che mira a coprire il divario digitale di alcune zone del Paese, accelerando il piano di investimenti da 1 miliardo di euro per portare la banda larga via radio in tutta Italia.

Dall’avvio in dicembre sono giunte, attraverso il sito  www.1000comuni.vodafone.it, segnalazioni per oltre 1500 comuni e già 28 sono le località raggiunte dalla banda larga di Vodafone. Con questo progetto cittadini, piccole aziende, artigiani e commercianti possono beneficiare, sia all’interno delle abitazioni e degli uffici che in mobilità, di una connessione ad Internet ad almeno 2mbps. Le comunità locali già coperte possono accedere ai servizi di comunicazione elettronica e di pubblica amministrazione digitale e diffondere la propria cultura e tradizione anche al di fuori dei confini locali.

«Su Internet abbiamo un impegno preciso: arrivare a tutti e ovunque – ha affermato Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia -. L’evoluzione della banda larga è un elemento centrale per lo sviluppo dell’economia e della società. Oggi raddoppiamo la velocità di trasmissione della nostra rete a Roma e a Milano e, parallelamente, prepariamo il futuro con la rete di quarta generazione (Lte)».

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