Il programma di Bondi: entro giugno 4,3 miliardi di tagli alla spesa pubblica

Il commissario per la “spending review”, Enrico Bondi ha presentato oggi il «cronoprogramma» dei tagli alla spesa pubblica. Entro giugnosaranno varati tutti gli strumenti operativi per ottenere le riduzioni di spesa programmate, pari ad almeno 4,2 miliardi di euro, su un volume di spesa considerata aggredibile di circa 100 miliardi.

«Oggi, lunedì 28 maggio – è scritto sul sito di Palazzo Chigi – si è riunitoil Comitato interministeriale per la revisione della spesa presieduto dal presidente del Consiglio Mario Monti e composto dal Ministro per il programma di Governo Piero Giarda, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi, dal Viceministro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli e dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza Antonio Catricalà».

Il Commissario straordinario per la spending review, Enrico Bondi, ha illustrato il lavoro condotto sino ad oggi e ha presentato, come previsto dal Decreto legge pubblicato l’8 maggio sulla Gazzetta Ufficiale, il «Cronoprogramma» per la razionalizzazione della spesa dell’acquisto di beni e servizi.

«Tra i compiti affidati al Commissario – ricorda la nota – ci sono quello di coordinare l’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle Pa, incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organi, uffici, agenzie o soggetti pubblici, gli enti locali e le regioni, e quello di assicurare una riduzione della spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario potrà segnalare al Consiglio dei Ministri le norme di legge o regolamento che determinano spese o voci di costo e che possono essere razionalizzate. Potrà inoltre proporre al Consiglio la sospensione o la revoca di singole procedure relative all’acquisto di beni e servizi e l’introduzione di nuovi obblighi informativi a carico delle Amministrazioni Pubbliche».

Tre le aree di interventi individuate dal Commissario: 1) Ottimizzazione dei prezzi/costi unitari; 2) Ottimizzazione delle quantità/consumi unitari; 3)Integrazione e razionalizzazione degli strumenti già esistenti per raggiungere gli scopi sopra indicati. Bondi – prosegue la nota – «ha intrapreso un’analisi degli attuali strumenti di controllo dei prezzi negli acquisti di beni e servizi da parte della Amministrazioni Pubbliche. I primi risultati di tale analisi suggeriscono la possibilità di una serie di azioni per realizzare un sistema di acquisto realmente integrato e performante, in grado di ottimizzare il prezzo unitario di acquisto. Il Commissario ha quindi iniziato a delineare una metodologia volta ad individuare i fabbisogni ottimali di beni e servizi per le Pubbliche Amministrazioni e a determinare un benchmark interno per le varie amministrazioni, il quale potrà costituire una base per la programmazione degli acquisti ai fini di ottimizzarne la quantità. Dal lavoro sin qui svolto emerge che, grazie alla creazione di un sistema “a rete” per gli acquisti e all’individuazione di indicatori per le quantità, già nella seconda parte del 2012 possa essere conseguito un risparmio rispetto agli attuali volumi di spesa».

Il Commissario – spiega il comunicato – si è anche avvalso delle segnalazioni ottenute dalla consultazione pubblica sulla revisione della spesa che si chiude domani, martedì 29 maggio. Più di 130.000 cittadini e associazioni hanno scritto al Governo segnalando inefficienze e sprechi e proponendo soluzioni per razionalizzare la spesa pubblica. Alcune di queste hanno motivato un’indagine specifica, in particolare nel caso denunce ricorrenti apparivano provenienti da territori diversi.

Al termine della riunione è stato deciso di riconvocare il Comitato interministeriale per il 12 giugno prossimo, quando saranno disponibili i risultati della spending review interna effettuata dai singoli ministeri, in applicazione della Direttiva del presidente del Consiglio adottata il 3 maggio scorso. Su tale base, ciascun ministro deve proporre un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa atti a generare i risparmi previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmio per gli esercizi futuri entro il 31 maggio 2012.

Entro il mese di giugno – conclude la nota – saranno varati tutti gli strumenti operativi per ottenere le riduzioni di spesa programmate (decisione del Consiglio dei ministri del 30 aprile scorso), pari ad almeno 4,2 miliardi di euro, su un volume di spesa considerata aggredibile di circa 100 miliardi.

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Atac, salta il limite di reddito per l’abbonamento dei disabili.

Alla fine anche l’Atac ha recepito le decisioni dell’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma sugli abbonamenti agevolati per i disabili. Ma c’è voluta una nuova delibera, votata ieri in giunta, per togliere il tetto dei 20mila euro stabilito dal provvedimento precedente. Ora è ufficiale: gli invalidi con almeno il 67% di invalidità e i pensionati sociali con un reddito Isee superiore ai 20mila euro annuali pagheranno 50 euro l’abbonamento. Aurigemma lo aveva già annunciato, ma senza formalizzarlo in una delibera, e negli utenti si era generata confusione e paura. Per la possibilità di scaglionare in 12 rate mensili l’abbonamento annuale, anche quella annunciata dal Campidoglio, sono ancora allo studio le modalità.

Con le nuove tariffe diventa obbligatorio convalidare l’abbonamento annuale elettronico all’inizio di ogni viaggio, oltre al biglietto cartaceo. Gli aumenti scattano dal 25 maggio. Il biglietto costerà 1.50 euro e potrà essere usato per 100 minuti. L’abbonamento mensile personale costerà 35 euro, quello impersonale, cioè no0n nominativo, 53, mentre la tessera annuale passerà da 230 a 250 euro.
Fra le novità l’agevolazione legata al quoziente familiare: gli appartenenti a una famiglia residente a Roma, con tre figli, ovvero due di cui un portatore di handicap, potranno acquistare gli ulteriori abbonamenti con lo sconto del 10%. Il biglietto valido per un giorno (Big) costerà 6 euro, quello per 3

giorni (Bti) 16,50, quello valido per sette giorni (Cis) 24 euro.
Per agevolare le operazioni di verifica e di convalida sarà obbligatorio salire e scendere come indicato sulle porte. Chi, dopo il 25 maggio, sarà ancora in possesso di vecchi titoli di viaggio potrà utilizzarli fino al 31 luglio o cambiarli, pagando la differenza, fino al 31 ottobre. Restano come sempre esclusi dalla validità di tutti i titoli i collegamenti Cotral, TiburtinaTerminiFiumicino, il collegamento Trenitalia no stop TerminiAeroporto di Fiumicino, i servizi turistici Archeobus e 110 Open.

L’accordo Atac, Cotral e Trenitalia prevede diverse possibilità di viaggiare su bus, tram, metro e treni con un unico titolo: la Metrebus card. Dal 25 maggio scattano anche gli adeguamenti tariffari agevolati per altre categorie sociali: giovani e studenti, anziani over 65, disoccupati, famiglie, mutilati, invalidi di guerra e medaglie d’oro, vittime del terrorismo, perseguitati razziali e rifugiati politici. Diversi i requisiti richiesti, le date di decorrenza e le modalità per ottenere gli abbonamenti agevolati che avranno tariffe basate su scaglioni di reddito Isee. Le informazioni sul sito www.agenziamobilita.roma.it o al numero 0657003.

fonte: www.repubblica.it

 

L’ambulanza le riporta a casa un altro marito: aperta un’inchiesta

Il marito malato, trattato come un pacco da un corriere distratto, resta in ospedale e nel suo letto matrimoniale ci finisce uno sconosciuto appena dimesso dal pronto soccorso. Pensava di essere finita in un film dell’assurdo la signora Gina, moglie di Lorenzo, classe 1929, quando nella cameramatrimoniale di casa gli infermieri di un’ambulanza del Grassi hanno sistemato uno sconosciuto di qualche anno più giovane, ma senza le gambe.

«Oddio, ma questo non è mio marito» ha urlato Gina, sulle scale, ai portantini che stavano allontanandosi dall’appartamento di via Giuseppe Genoese Zerbi. Imbarazzati per l’accaduto, gli operatori hanno ammesso l’errore, si sono ripresi il malato e sono tornati dopo qualche ora con il vero padrone di casa. La vicenda, sulla quale la direzione sanitaria dell’ospedale di Ostia ha avviato un’indagine amministrativa, ha il sapore amaro della malasanità. Fortunatamente la «svista» non è costata la salute di qualcuno ma resta irrisolto l’interrogativo su quali possibili conseguenze avrebbe potuto avere se invece che essere accompagnato a casa il poveretto fosse stato trasferito in un altro ospedale, magari per affrontare un intervento chirurgico specialistico.

Tutto è accaduto giovedì 3 maggio. In prima mattinata la signora Gina ha ricevuto una telefonata dal pronto soccorso del nosocomio di Ostia. «Signora, suo marito ha superato la crisi e lo riportiamo a casa» annunciava l’interlocutore dal centralino. Lorenzo, due giorni prima era stato portato al Grassi per un blocco intestinale. I medici erano riusciti a ripristinare le condizioni fisiologiche in un paziente che, comunque, per l’età e per le condizioni generali, poteva tornare in famiglia solo sull’autolettiga.

L’arrivo dello sconosciuto. La donna ha preparato il letto e sistemato le cose al meglio fino a che il citofono non ha squillato. I portantini, non riuscendo a sistemare la lettiga nell’ascensore, hanno dovuto portare a braccio il paziente sino a casa. La porta era aperta, la moglie in cucina a preparare il caffè per tutti, così i portantini sono entrati, hanno posto il malato nel suo letto e dopo aver gustato la bevanda, si sono congedati. Giusto il tempo che Gina si accorgesse di quell’individuo dalle gambe amputate e dal volto sconosciuto, addormentatosi al caldo delle coperte matrimoniali. E l’operazione si è dovuta ripetere dopo qualche ora.

«In 23 anni di lavoro non mi era mai successo – allarga le braccia Climene Pistolesi, direttore sanitario dell’ospedale di Ostia – Ho chiesto una dettagliata relazione alla società esterna che si occupa dei trasferimenti in ambulanza. Prenderemo provvedimenti». Lorenzo, accompagnato dalle onoranze Lorenzetti nel suo ultimo viaggio a Stella Maris, non c’è più. Ma nei familiari resta l’offesa alla sua dignità, quella di un malato scambiato come un pacco senza identità.

fonte: www.ilmessaggero.it

Pinerolo, per l’Inps era cieca totale ripresa mentre guardava le vetrine

In oltre otto anni ha riscosso 235mila euro in assegni d’invalidità e indennità di accompagnamento dall’Inps per il quale era cieca totale, ma la Guardia di Finanza l’ha scoperta, ripresa e fotografata mentre passeggiava da sola nei mercati, attraversava la strada e si fermava a guardare le vetrine dei negozi. Così A.M., 66 anni, di origini palermitane e residente da 40 anni a Pinerolo, è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Pinerolo per truffa aggravata e continuata ai danni dell’Inps.

Sulla base della denuncia, inviata dalle Fiamme Gialle alla magistratura alla fine dello scorso mese di novembre – ha reso noto oggi la Guardia di Finanza – per poter garantire il risarcimento all’Erario, la Procura ha disposto il sequestro di sei immobili e della somma disponibile sul conto corrente della donna.

La donna – secondo le indagini delle Fiamme Gialle di Pinerolo – era riuscita a far credere ai medici di essere completamente cieca e così aveva ottenuto i sostegni economici dell’Inps. Le Fiamme Gialle, però, l’hanno vista condurre una vita normale, fermarsi ai semafori, salire e scendere le scale, fermarsi a guardare le vetrine, scegliere con cura i prodotti da acquistare, trascinare un trolley per la spesa.

Durante le indagini, la donna è stata indotta a scansare un passeggino spinto da un finanziere in abiti civili e a firmare, senza avere neanche bisogno di occhiali, un verbale per un controllo in materia di scontrino fiscale effettuato dalle Fiamme Gialle. E’ stata inoltre filmata

 

mentre saliva nell’auto del marito, mentre era a passeggio con un’amica alla quale mostrava il suo orologio da polso e mentre lavava accuratamente il balcone di casa senza alcuna difficoltà. Proprietaria di alcuni immobili, è stata infine seguita dai Finanzieri mentre visionava, in compagnia del marito, un cantiere edile vicino all’ultimazione, probabilmente per un nuovo acquisto.

fonte: www.repubblica.it

 

Rc auto, in tempi di crisi dilagano le polizze false. Cosa si rischia e come si evitano

Cosa c’è di peggio che pagare una polizza auto ogni anno più cara? Dare i propri soldi a una compagnia fantasma e restare senza copertura assicurativa. E magari scoprirlo in occasione di un sinistro da risarcire. Sembra una situazione-limite eppure il fenomeno delle assicurazioni false (o non abilitate) è in preoccupante espansione. Spinti dalla crisi economica e dal bisogno sempre più pressante di risparmiare, più di 3 milioni di automobilisti – secondo i calcoli dell’Aci – sono incappati in questo tranello.

Lo specchietto delle allodole per il cliente poco accorto è quasi sempre una tariffa particolarmente bassa. Il nome che spesso evoca quello di una compagnia assicurativa famosa e il fatto che la polizza possa essere conclusa online fanno il resto. E così lo sprovveduto automobilista si ritrova sul parabrezza un tagliando che in realtà è carta straccia. E i rischi sono diversi: una multa che può superare i 3mila euro e il sequestro del veicolo. Ma non è niente in confronto al rischio di dover risarcire di tasca propria anche centinaia di migliaia di euro per i danni causati ad altri in un incidente stradale.

Un fenomeno esplosivo

Solo nel 2011 le false compagnie individuate dall’Isvap, l’Istituto per le vigilanza sulle assicurazioni, sono state 35, contro le 52 dell’intero periodo 2002-2010. E già nella prima settimana del 2012 ne sono state “pizzicate” altre due: la Great Lakes Münich Re, con sede a Monaco di Baviera e uffici di rappresentanza a Milano, una compagnia che esiste ma è solo di riassicurazione (assicura il rischio di altre compagnie) e non è autorizzata a coprire il ramo Rc auto. La sue polizze quindi non sono valide e non coprono in caso di sinistro. L’altra società invece è proprio “tarocca”, cioè non esiste: il nome è Ethias Assicurazioni e copia quello della compagnia belga Ethias SA, esistente ma comunque non autorizzata a coprire la responsabilità civile auto in Italia.

Per contrastare il fenomeno l’Isvap ha pubblicato online gli elenchi delle imprese italiane e straniere legalmente riconosciute e autorizzate a emettere polizza nel ramo Rc auto nel nostro paese. Da consultare prima di firmare una polizza per evitare errori pericolosi.

fonte: http://economia.virgilio.it/soldi/rc-auto-in-tempi-di-crisi-dilagano-polizze-false-cosa-si-rischia-come-si-evitano.html

Carburanti, nuova raffica di aumenti al Centro benzina record: 1,8 al litro

Raffica di rincari sul prezzo della benzina che, nella media nazionale, sale sopra 1,74 euro al litro. Nel centro Italia, dove più alte sono le addizionali regionali, si è arrivati a sfondare quota 1,8 euro, toccando, rileva Quotidiano Energia, 1,802 euro al litro.

Gli aumenti dei carburanti. Questa mattina Eni ha aumentato i prezzi raccomandati della benzina di 0,4 centesimi e quelli del diesel di 0,6 centesimi, portandoli rispettivamente a 1,739 e 1,700 euro al litro. Esso è salita rispettivamente di 0,5 e 0,7 centesimi, a 1,741 e a 1,700 euro, mentre TotalErg di 0,7 centesimi su entrambi i prodotti, a 1,740 e a 1,701 euro al litro. Ancora, Q8 ha rialzato il prezzo della verde di 1,1 centesimi (1,742) e quello del gasolio di 0,8 centesimi (1,703 euro) e Shell entrambi di 1 centesimo (1,741 per la verde e 1,705 per il diesel). Più forte la corsa delle no-logo, che registrano una fuga in avanti di quasi 1,5 centesimi riducendo il gap con le petrolifere.

Il prezzo medio. A livello Paese, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va quindi oggi da 1,738 euro al litro degli impianti IP all’1,742 di quelli Q8 (no-logo a 1,660 euro al litro). Per il diesel si passa dall’1,697 euro al litro di IP all’1,705 di Shell (no-logo a 1,615 euro al litro). Il Gpl è tra gli 0,744 euro al litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,725 euro al litro).

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Saldi/ Al via la stagione 2012. Previsti cali del 30%

Iniziano i saldi: oggi in Sicilia e in Basilicata si apre la stagione delle vendite scontate. A Roma, Milano, Napoli e nelle altre grandi citta’ partiranno giovedi’ 5, in Molise e a Bolzano il 7 e in Valle d’Aosta il 10.

Ma le previsioni non sono positive: secondo i consumatori le vendite caleranno del 30% rispetto al 2011. “Solo il 40% delle famiglie potra’ permettersi qualche acquisto, e la spesa procapite in regime di saldi si attestera’ sui 110 euro”, sentenzia Carlo Rienzi, presidente del Codacons. “A risentire della grave crisi del commercio – aggiunge – saranno soprattutto i piccoli negozi e per la prima volta anche gli outlet e i centri commerciali vedranno una consistente diminuzione del proprio giro d’affari”. Anche le attese della Fismo-Confesercenti sono negative.

I commercianti, afferma Roberto Manzoni, presidente della federazione, si aspettano “una leggera flessione, coerentemente alla situazione economica e socio-politica dell’Italia”, con i consumatori divisi tra chi cerca l’affare e chi invece aspettera’ “tempi piu’ rosei”. “Per sapere come saranno – sottolinea inoltre – basta guardare alla famiglia media che ha visto aumentare le spese fisse per al gestione familiare del 6-7%, perdendo contemporaneamente un altro 6-7% in potere d’acquisto. I saldi sono lo specchio dell’economia del Paese, e per questo ci aspettiamo una flessione: una flessione non drammatica, ma in linea con la situazione dell’Italia. Qualcuno comprera’ cio’ di cui ha bisogno, ma altri saranno frenati dal timore per il futuro”

fonte: http://affaritaliani.libero.it/

Negozi, a Roma niente più limiti di orario dal 2 gennaio decidono i commercianti

 Importanti novità in vista per il commercio a Roma: da lunedì 2 gennaio, infatti, entra in vigore la legge n. 111 del 15 luglio 2011 che prevede la liberalizzazione degli orari dei negozi, così come scritto nella circolare dell’assessorato alle Attività produttive. Saranno dunque i commercianti a decidere quando aprire e chiudere i propri esercizi commerciali.

Assessorato: vigileremo sulle situazioni critiche. «Al fine di garantire il rispetto del riposo e della quiete delle persone, nonché tutelare ogni altro diritto costituzionalmente riconosciuto – sottolinea però l’assessore Bordoni – abbiamo anche chiesto alla Polizia locale di Roma Capitale di effettuare controlli sul territorio, evidenziando le criticità che eventualmente dovessero emergere in alcune zone. Con lo stesso obiettivo, a gennaio convocherò una riunione con le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali per discutere insieme le nuove regole e trovare elementi di sintesi».

Dal 5 gennaio, inoltre, prenderanno il via i saldi, così come previsto dalla legge regionale n. 33/99 recepita dal Comune di Roma.

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Acconto Irpef 2011 cala del 17%: fino a 3 miliardi in più in tasca a italiani

Un decreto del presidente del Consiglio firmato lunedì scorso stabilisce che l’acconto Irpef per il 2011 dovrà essere pagato solo per l’82% entro la fine di novembre, mentre il restante 17% sarà versato a giugno.
Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso da utilizzare in compensazione con il modello F24. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare la riduzione, i sostituti d’imposta provvederanno a restituire nella retribuzione di dicembre le maggiori somme trattenute.
Il differimento del 17% vale fino a tre miliardi, risorse che resteranno a disposizione di imprese e cittadini. Il decreto era già previsto dalla Manovra del 2010 che ne stimava l’entità fino a 2,3 miliardi nel 2011, mentre per il 2012 la stima era fino a 600 milioni. Ma la Legge di Stabilità 2012, approvata pochi giorni fa, eleva la soglia a 3,050 miliardi. Il provvedimento, su proposta del ministro dell’Economia, era stato predisposto dal precedente Esecutivo, con l’orientamento di stabilire un rinvio dell’intero ammontare previsto. Giulio Tremonti, d’altra parte, aveva già deciso sia nel 2009 (contestualmente agli incassi una tantum dello scudo fiscale) che nel 2010 analoghi differimenti; ma allora era stato necessario un decreto legge.
Secondo la Cgia si tratta più o meno di 400 euro in media a testa, che rappresentano una piccola boccata d’ossigeno per attutire l’aumento Iva già scattato oppure da usare per trascorrere meglio le feste, von un indubbio effetto positivo anche sui consumi.
Bene la riduzione di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef 2011, afferma Rete Imprese Italia (che associa Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) nel sottolineare che «si tratta di una decisione molto importante che, oltre a consentire maggiore disponibilità finanziaria ai contribuenti Irpef in un momento di estrema difficoltà, permette alle numerose imprese personali, la cui situazione economica è peggiorata nel corso del 2011, di non anticipare tributi che potrebbero risultare non dovuti».
«II risparmio sull’acconto Irpef di novembre è sufficiente per coprire le spese della tavola a Natale per la quale gli italiani spenderanno poco meno di 3 miliardi di euro per pranzi, cenoni di Natale, Vigilia e Santo Stefano», stima la Coldiretti nel commentare positivamente la riduzione di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef. «Una decisione che – sottolinea la Coldiretti – assicura una maggiore disponibilità finanziaria per imprese e cittadini in un momento di difficoltà economica, anche in vista del Natale».

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Un po’ amico, un po’ badante Il robot del futuro è già tra noi

I robottini calciatori hanno fatto il loro tempo. Ora che la tecnologia promette di portarcene uno in ogni casa entro il 2020 (così dicono in Sud Corea), i robot non saranno più solo giocattoli, ma strumenti utili. Macchine non più confinate nelle industrie, ma capaci di sostituirci nelle più banali attività quotidiane e in quelle situazioni in cui un aggeggio programmato può risultare più preciso di noi. Il settore della robotica «di servizio» e personale, in mostra a Milano (fino a oggi) per la terza edizione di «Robotica», è però ancora in gran parte da esplorare. E oscilla tra l’intrattenimento e l’hobbistica da una parte e le applicazioni più concrete dall’altra: così nell’esposizione convivono i cagnolini che ballano il waka waka e progetti di robotica subacquea per la sorveglianza dei porti. In verità in qualche casa i robot sono già entrati: l’aspirapolvere intelligente a forma di disco, ormai in vendita nei centri commerciali, è l’esempio più semplice di robot utile. «Ma per il vero robot personale ci vorrà tempo – chiarisce Stefano Avenia -: quello perfetto deve sapere cosa fare per aiutarti, avere insomma una vera e propria intelligenza e ancora siamo lontani dall’arrivarci». A «Robotica» la sua Nuzoo ha lanciato I-Do Robot, il primo robot italiano per la telepresenza, capace di rispondere a input dati a distanza e relazionarsi con persone e oggetti. «Ho iniziato 10 anni fa in una cantina – racconta Stefano -. Ora siamo in 10, tra esperti di informatica, meccanica ed elettronica». I-Do non assomiglia per nulla allo stereotipo del robot simile all’uomo: «La forma umanoide non è necessariamente quella migliore: le ruote, per esempio, forse sono più pratiche delle gambe, per un robot. Oggi pensare a un robot con testa, gambe e braccia come nei film è appunto fantascienza. In futuro, vedremo». Il tempo dei cyborg sembra quindi lontano da venire e tra i robot esposti quelli modellati sul corpo umano arrivano a malapena al mezzo metro. «In Giappone ne esistono anche a grandezza naturale – spiega Piero Zanetti, della IT+Robotics, una spin-off dell’ Università di Padova che si occupa anche di software -. Qui in Europa siamo ancora molto restii ad accettare l’idea di una macchina che sia davvero simile a noi: è una questione anche psicologica». Eppure c’è chi è pronto a scommettere che entro 10 anni i robot diventeranno i nostri migliori amici. O almeno aiuteranno a risolvere problemi sociali complessi come quello della terza età. «Servono soluzioni accessibili, efficienti dal punto di vista energetico e funzionali», sostiene Paolo Dario della Scuola Superiore Sant’Anna. È il coordinatore di «Robot Companion for Citizens», l’unico progetto italiano selezionato come finalista per la Fet Flagship, il finanziamento Europeo che assegna un miliardo di euro per un progetto di 10 anni. «Ci siamo posti un obiettivo ambizioso, degno di un finanziamento così importante e a lungo termine. Non vogliamo banalmente creare la badante elettronica, ma sistemi complessi e integrati. Usare la robotica per portare una vera rivoluzione in settori diversi». In attesa dei risultati del concorso europeo (saranno noti a metà 2012), il Sant’Anna ha senz’altro convinto i più giovani con «Roborama»: lo spettacolo di marionette robotiche ispirato al mago di Oz è stata l’attrazione più gradita dai piccoli visitatori. Per qualcuno, infatti, il robot resta soprattutto un divertimento. È il caso di Matteo Suzzi, che si definisce un «artigiano» e da Imola ha portato i robot più simpatici visti nell’esposizione: il tastierista con 19 dita (concorrenza un po’ sleale…) e il più piccolo RobotKea, «chiamato così – spiega – perché la testa è fatta di una ciotola di alluminio dell’Ikea». Con una webcam sulla testa il suo robottino sembra R2-D2 di Star Trek. «Per me resta soprattutto una passione – dice Matteo -: lavoro praticamente senza budget, con materiali di recupero o comunque a basso costo. Ma per febbraio sarà pronto il nuovo tastierista, con 10 dita e l’avambraccio mobile».

fonte: www.lastampa.it

 

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