Atac, salta il limite di reddito per l’abbonamento dei disabili.

Alla fine anche l’Atac ha recepito le decisioni dell’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma sugli abbonamenti agevolati per i disabili. Ma c’è voluta una nuova delibera, votata ieri in giunta, per togliere il tetto dei 20mila euro stabilito dal provvedimento precedente. Ora è ufficiale: gli invalidi con almeno il 67% di invalidità e i pensionati sociali con un reddito Isee superiore ai 20mila euro annuali pagheranno 50 euro l’abbonamento. Aurigemma lo aveva già annunciato, ma senza formalizzarlo in una delibera, e negli utenti si era generata confusione e paura. Per la possibilità di scaglionare in 12 rate mensili l’abbonamento annuale, anche quella annunciata dal Campidoglio, sono ancora allo studio le modalità.

Con le nuove tariffe diventa obbligatorio convalidare l’abbonamento annuale elettronico all’inizio di ogni viaggio, oltre al biglietto cartaceo. Gli aumenti scattano dal 25 maggio. Il biglietto costerà 1.50 euro e potrà essere usato per 100 minuti. L’abbonamento mensile personale costerà 35 euro, quello impersonale, cioè no0n nominativo, 53, mentre la tessera annuale passerà da 230 a 250 euro.
Fra le novità l’agevolazione legata al quoziente familiare: gli appartenenti a una famiglia residente a Roma, con tre figli, ovvero due di cui un portatore di handicap, potranno acquistare gli ulteriori abbonamenti con lo sconto del 10%. Il biglietto valido per un giorno (Big) costerà 6 euro, quello per 3

giorni (Bti) 16,50, quello valido per sette giorni (Cis) 24 euro.
Per agevolare le operazioni di verifica e di convalida sarà obbligatorio salire e scendere come indicato sulle porte. Chi, dopo il 25 maggio, sarà ancora in possesso di vecchi titoli di viaggio potrà utilizzarli fino al 31 luglio o cambiarli, pagando la differenza, fino al 31 ottobre. Restano come sempre esclusi dalla validità di tutti i titoli i collegamenti Cotral, TiburtinaTerminiFiumicino, il collegamento Trenitalia no stop TerminiAeroporto di Fiumicino, i servizi turistici Archeobus e 110 Open.

L’accordo Atac, Cotral e Trenitalia prevede diverse possibilità di viaggiare su bus, tram, metro e treni con un unico titolo: la Metrebus card. Dal 25 maggio scattano anche gli adeguamenti tariffari agevolati per altre categorie sociali: giovani e studenti, anziani over 65, disoccupati, famiglie, mutilati, invalidi di guerra e medaglie d’oro, vittime del terrorismo, perseguitati razziali e rifugiati politici. Diversi i requisiti richiesti, le date di decorrenza e le modalità per ottenere gli abbonamenti agevolati che avranno tariffe basate su scaglioni di reddito Isee. Le informazioni sul sito www.agenziamobilita.roma.it o al numero 0657003.

fonte: www.repubblica.it

 

Statali pagati, non serviranno ferie o permessi

I dipendenti pubblici che domani e sabato staranno a casa per la decisione del prefetto di Roma di chiudere gli uffici pubblici a causa del maltempo saranno normalmente retribuiti e non dovranno quindi utilizzare ferie o permessi. Sarebbe questo l’orientamento del ministero della Funzione pubblica. Si tratta, secondo l’ordinanza del prefetto di «assenze giustificate» e quindi da retribuire. Nel complesso i giorni di lavoro persi per i dipendenti pubblici a Roma a causa del maltempo sono quattro per i lavoratori che lavorano su sei giorni la settimana (sabato 4, lunedì 6, venerdì 10 e sabato 11 febbraio), mentre per chi lavora su cinque giorni la settimana saranno due (lunedì 6 e venerdì 10). C’è comunque una parte dei lavoratori che sarà comunque operativa, come quelli delle emergenze (ospedali, spalatori, vigili urbani, vigili del fuoco, Ama ecc). Il pagamento delle assenze dei lavoratori negli uffici pubblici chiusi per maltempo, naturalmente, vale anche negli altri casi di chiusure in Italia degli uffici della pubblica amministrazione.

fonte: www.ilmessaggero.it

Negozi, a Roma niente più limiti di orario dal 2 gennaio decidono i commercianti

 Importanti novità in vista per il commercio a Roma: da lunedì 2 gennaio, infatti, entra in vigore la legge n. 111 del 15 luglio 2011 che prevede la liberalizzazione degli orari dei negozi, così come scritto nella circolare dell’assessorato alle Attività produttive. Saranno dunque i commercianti a decidere quando aprire e chiudere i propri esercizi commerciali.

Assessorato: vigileremo sulle situazioni critiche. «Al fine di garantire il rispetto del riposo e della quiete delle persone, nonché tutelare ogni altro diritto costituzionalmente riconosciuto – sottolinea però l’assessore Bordoni – abbiamo anche chiesto alla Polizia locale di Roma Capitale di effettuare controlli sul territorio, evidenziando le criticità che eventualmente dovessero emergere in alcune zone. Con lo stesso obiettivo, a gennaio convocherò una riunione con le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali per discutere insieme le nuove regole e trovare elementi di sintesi».

Dal 5 gennaio, inoltre, prenderanno il via i saldi, così come previsto dalla legge regionale n. 33/99 recepita dal Comune di Roma.

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Pil negativo Nel 3°trimestre Italia ferma

Il dato fa temere l’avvio di una recessione anche se tecnicamente, la recessione si verifica quando due trimestri consecutivi danno il segno meno. Secondo i dati forniti dall’Istituto, il prodotto interno lordo è salito dello 0,2% rispetto al terzo trimestre 2010, mentre la crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Il terzo trimestre del 2011 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno del terzo trimestre 2010. Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione.

fonte: www.iltempo.it

 

Atac esce da Metrebus e “scarica” i pendolari

Nella guerra che la Regione ha dichiarato ad Atac, a rimetterci come al solito sarà l’anello debole della catena: pendolari e utenti. Che col nuovo anno, se l’ultimatum dell’ad Carlo Tosti resterà inascoltato, dovranno farsi il segno della croce e sperare di arrivare. Trenini e collegamenti extraurbani non saranno più garantiti. Bus e metrò ridurranno le corse.

Dopo il vertice di giovedì scorso, nel corso del quale l’assessore regionale Francesco Lollobrigida ha annunciato la decurtazione dei fondi per il contratto di servizio relativo alle ferrovie concesse (da 94 a 55 milioni) e per quello del trasporto cittadino (meno 40 milioni), Tosti ha preso carta e penna e inviato due lettere di fuoco: una allo stesso titolare della Mobilità laziale, l’altra al consorzio Metrebus. La prima per comunicare che, alla luce degli 80 milioni di tagli e del mancato via libera alla manovra tariffaria necessaria a far quadrare i conti, Atac sarà costretta  -  dal 1° gennaio 2012  -  a “sospendere e/o limitare l’esercizio” sulle linee RomaLido, TerminiGiardinetti e RomaViterbo, valutando se “scorporare dalla società, d’intesa con il socio unico Roma Capitale, il ramo d’impresa interessato”: il che comporterà la restituzione di treni, infrastrutture e personale, con inevitabili disservizi per gli utenti.

L’altra l’ha invece spedita al Consorzio Metrebus, stavolta per notificare l’avvio delle procedure per disdettare il contratto che lega l’Atac a Cotral e a Trenitalia:

 

significa che se finora i pendolari potevano acquistare un solo biglietto o un unico abbonamento per viaggiare su treni regionali, pullman extraurbani, bus e metropolitane romane, con l’anno nuovo  -  con il cambio del gestore  -  dovranno munirsi di un ticket per ogni tratta percorsa. Oltre a subire i disagi conseguenti. Una mossa obbligata per l’azienda capitolina: solo così potrà aumentare i biglietti in autonomia, senza aspettare l’ok della Regione: da 1 euro con validità 75 minuti a 1,5 euro per 100. Misura che, se attuata, sarebbe un autentico disastro per Cotral e gli abitanti del Lazio che usano i collegamenti da e verso Roma: l’azienda dei trasporti regionale è infatti sprovvista, tanto per dirne una, della rete di distribuzione e vendita dei ticket.

Non aveva altra scelta, Tosti. Con i suoi è stato chiarissimo: “Con le risorse date non è possibile garantire il servizio”. Perché è vero che il governo ha tagliato 160 milioni all’anno al fondo dei trasporti laziali, ma il 50% è stato imputato alla sola Atac. In sostanza: la Regione se n’è infischiata (“volutamente”, maligna più d’uno) del precario stato di salute di un’azienda che sta per chiudere l’esercizio in corso con l’ennesimo profondo rosso: meno 200 milioni. Per salvarla, l’ad ha assoluto bisogno che il Piano industriale 20112015 dispieghi al più presto i suoi effetti, a partire dalla manovra tariffaria che vale 35 milioni. E soprattutto che Comune e Regione capiscano la drammaticità della situazione, visto che finora i numerosi solleciti, verbali e scritti, non sono serviti neanche a far aprire un tavolo di trattativa alla Pisana.

Non bastano più l’abbattimento dei costi (meno 40 milioni) e la stretta sui conti, che ha migliorato di 24 milioni il margine operativo lordo. E neppure la disdetta dei contratti integrativi che ha scatenato lo scontro con i sindacati. Senza azioni forti l’azienda rischia il crac. Appesantita, tra l’altro, dal netto rifiuto della Poverini di riconoscere i 600 milioni di crediti vantati. Mentre i debiti crescono: 400 milioni verso le banche, idem con i fornitori (dai 280 del 2010). E c’è già chi paragona l’Atac al Titanic: “Sta per affondare ma c’è chi suona l’orchestrina”.

fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/11/02/news/atac_esce_da_metrebus_e_scarica_i_pendolari-24260474/

Ipotesi ministero da affiancare al nuovo istituto

Perfino la nuova Agenzia, chiamata a rimettere frettolosamente in piedi l’Ice, potrebbe non bastare. Massimo Calearo, consigliere del premier per l’export, rilancia con l’appoggio di una buona fetta di imprenditori l’idea di reintrodurre il ministero del Commercio estero. Così la seconda e ultima giornata degli stati generali che si sono svolti a Roma si trasforma in un vero “caso” di contesa politica. Perché, contrariamente alle previsioni, il ministro Paolo Romani rinuncia a chiudere la kermesse organizzata dal suo viceministro Catia Polidori non gradendo, si vocifera in platea, il forcing per rimettere in piedi un ministero che sottrarrebbe ancora una volta competenze allo Sviluppo economico. Calearo prova l’affondo chiedendo «una figura istituzionalmente più alta in grado di farci ricevere dai ministri e dalle più alte autorità straniere. Occorre adesso che tutti i componenti del Consiglio dei ministri se ne rendano conto. Ad eccezione del premier, che l’ha già capito». A più di qualcuno sembra un’autocandidatura, accompagnata dalla rassicurazione che si tratterebbe comunque di «un ministero a costo zero, dal momento che struttura e personale ci sono già». Gli stati generali, chiusi dal commissario Ue per l’Industria Antonio Tajani, hanno visto la partecipazione di un migliaio tra imprenditori ed operatori ma al momento vanno in archivio con un’unica certezza, ovvero la nascita di una nuova Agenzia per il commercio estero che farà risorgere l’Ice in forme decisamente più snelle. Per il resto gli imprenditori chiamati in rappresentanza del made in Italy hanno raccolto un lungo elenco di proposte condiviso dal viceministro Polidori ma sulla cui realizzabilità non ci sono garanzie né scadenze precise. Un evento che ha avuto il merito di raccogliere anche nomi prestigiosi del made in Italy ma che si è esposto inevitabilmente anche a una serie di critiche, come quelle dell’opposizione che parla di «improvvisazione del Governo sui temi dello sviluppo e del sistema produttivo». Polidori prova a respingere le accuse promettendo massimo impegno per l’attuazione del Manifesto al quale ha lavorato una squadra di imprenditori impegnati in vari settori: Michele Bauli, Simone Bettini, Guido Grassi Damiani, Francesco Divella, Gaetano Maccaferri, Maurizio Marinella, Antonio Moretti, Rodolfo Ortolani, Carlo Palmieri, Luca Poncato, Gianluca Rana, Ettore Riello, Roberto Snaidero e Luisa Todini. Molte le istanze trasversali ai vari tavoli. Roberto Snaidero, che ha presieduto i lavori sull’arredo/sistema casa, è partito da una considerazione generale sulla necessità di maggiori risorse a sostegno dell’internazionalizzazione, anche con un pacchetto di agevolazioni fiscali, idea sulla quale si concentra anche l’attenzione di Simone Bettini (tavolo meccanica). I lavori sul settore dei servizi, coordinati da Rodolfo Ortolani di Unicredit, hanno messo in evidenza come Sace possa valorizzare ulteriormente il suo ruolo attraverso l’ampliamento della gamma di prodotti. Il tavolo abbigliamento, presieduto da Maurizio Marinella, ha approfondito l’importanza di «diffondere il sistema di rete favorendo l’aggregazione tra singole realtà produttive». Michele Bauli, coordinatore dei lavori su agroalimentare e artigianato, ha presentato un lungo elenco di proposte, tra le quali spicca la deducibilità fiscale delle spese di promozione e commercializzazione dei prodotti italiani all’estero sostenute nel 2011, 2012 e 2013. Nel documento su ambiente/energia/materie prime, coordinato da Luca Poncato, trova spazio invece la promozione del “countertrade”: una sorta di Borsa mirata allo scambio di beni e servizi delle nostre aziende con materie prime di cui l’Italia ha bisogno.

fonte: www.ilsole24ore.com

 

Opposizione attacca Alemanno: incapace Sindaco: tombini non potevano reggere

Polemiche roventi dopo il nubifragio che stamani ha provocato il caos a Roma. Il sindaco Gianni Alemanno chiede lo stato di emergenza e afferma che l’intensità del nubifragio non era stata prevista. Ma l’opposizione lo attacca duramente e lo accusa di essere incapace di governare la città.

«L’allerta meteo di ieri parlava soltanto di temporali e non di piogge torrenziali come quelle di questa mattina. L’intensità di questo temporale è stata quindi imprevista», ha sostenuto il sindaco, che poi più tardi ha precisato: «Non sono stato polemico ma ho constatato che il servizio meteo ci aveva avvertito di temporali e non certamente di eventi così pesanti, di un nubifragio. Questo non ci ha consentito di prepararci per tempo per predisporre le misure di emergenza prima: abbiamo dovuto inseguire gli eventi».

Dal canto suo la Protezione civile afferma che «la perturbazione presente sulla penisola italiana e che oggi ha colpito con temporali di forte intensità soprattutto il Lazio, causando disagi nell’area di Roma era già annunciata nell’avviso di condizioni meteorologiche avverse diramato nella giornata di ieri».

Alemanno: chi non è potuto andare a lavoro sarà giustificato. «Chiederemo alla Regione Lazio il riconoscimento dello stato di emergenza e il conseguente riconoscimento di calamità naturali, che saranno valide come giustificazione per tutti i romani che non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro a causa dell’interruzione del trasporto pubblico locale», ha detto ancora il sindaco.

«Siamo di fronte ad una calamità naturale. È come se fosse un terremoto», ha affermato ancora Alemanno intervenendo in diretta a Radio Radio aggiungendo che «visto quello che è successo questa mattina, in cui le previsioni sono state stravolte dall’emergenza, non siamo in grado di tranquillizzare perché, sebbene non siano previsti eventi eccezionali dobbiamo stare tutti quanti in allerta».

Riguardo alla richiesta di calamità naturale avanzata da Alemanno, Renata Polverini dice che «stiamo valutando. Nel pomeriggio ho ricevuto la richiesta del sindaco. Ancora mancano dettagli che poi tanto dettagli non sono come la quantificazione economica e i danni a cose o persone, perchè abbiamo la necessità, per formulare la richiesta, che non ci sia la possibilità che venga respinta. Stiamo valutando con attenzione ma ritengo che la richiesta sia più che supportata. Una volta avuti gli elementi tecnici la presenteremo alla Presidenza del Consiglio».

«Un temporale di poche ore, anche se di notevole intensità, non può bloccare la Capitale d’Italia – dichiara il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli – Cosa succederà allora in pieno inverno? Avremo la città paralizzata e in tilt ogni giorno? Chiediamo al sindaco come sia possibile che ad ogni temporale le stazioni della metro A e B chiudano sempre. Chiediamo al sindaco perché le foglie cadute non vengano rimosse dai tombini, provocando così l’allagamento della città. Chiediamo al sindaco come mai non sia stato dato ieri l’allarme meteo. Chiediamo al sindaco di non pensare più alla politica nazionale ma di occuparsi di Roma e dei suoi problemi quotidiani, sempre più drammatici. Chiediamo, insomma, che la Capitale d’Italia venga governata da amministratori seri e non da dilettanti allo sbaraglio. Speriamo che ora dal Campidoglio non ci rispondano, come al solito, che non è colpa di Aleamanno: la città è in ginocchio e vuole sapere perché un temporale è in grado di ridurla in questo stato».

«Non si può morire per un temporale di poche ore, anche se eccezionale. La Capitale d’Italia non può ridursi in ginocchio come è avvenuto oggi. È possibile che in occasioni come questa la città non disponga di un piano di emergenza da mettere in campo immediatamente?», afferma il commissario del Pd Lazio, Vannino Chiti.

«Alemanno eviti di dire delle cose insensate anche su questioni molto serie. Anche se le previsioni meteo avessero parlato di nubifragi torrenziali, lui in una nottata non poteva certo fare quei lavori di manutenzione ordinaria che non sono stati compiuti. Roma ha circa un milione di caditorie e andavano ripulite perché intasate dalla caduta delle foglie. E bisognava anche ripulire i fossi e il sistema degli scoli. Non è stato fatto in tre anni e non poteva essere fatto in 24ore. Parlare di quanto accaduto a Roma come di una semplice fatalità causata da effetti inevitabili del maltempo significa coprire una parte consistente di responsabilità. La realtà è che davanti ai cittadini Alemanno e la sua Giunta hanno dimostrato la solita inconcludenza e impreparazione», afferma Esterino Montino, capogruppo Pd alla regione Lazio.

Rutelli: «Il bilancio drammatico del nubifragio di questa mattina a Roma esige un momento della verità. Il sindaco Alemanno parla troppo ma non risolve nulla», ha detto il leader dell’Api,che considera quanto accaduto «una pagina indelebile, non solo per il bilancio tragico delle vite umane perdute e per gli enormi danni alla città, ma perchè è la prova di una disorganizzazione disastrosa. Suona come una sconfessione di questo disastro organizzativo e amministrativo, la richiesta di una commissione di indagine sulla collaborazione tra l’amministrazione comunale e le istituzioni dello Stato, la Regione e gli altri organismi competenti per adottare misure volte a migliorare le capacità e funzionalità organizzative e operative da parte dell’amministrazione comunale in caso di avversità meteorologica, documento presentato a mia firma assieme ai consiglieri dell’opposizione in Campidoglio il 15 gennaio 2009, all’indomani di un’altra grave emergenza meteo. Il sindaco si occupa di tutto ma non di far funzionare la città e l’unica cosa in cui eccelle è polemizzare con altre istituzioni pur di cercare di salvare se stesso».

«Roma paga anni di malgoverno e di edilizia senza criterio. Gli allagamenti di oggi e i danni sono dovuti ad un evento eccezionale e da una città priva di fognature in grado di smaltire flussi d’acqua su edili alla norma. Basta vedere i tanti filmati sul web. Non si può far entrare in un imbuto più acqua di quella che può contenere. Anni di malgoverno ed edilizia senza criterio non preceduta da adeguate opere di urbanizzazione hanno portato al disastro di oggi. La prova è che si sono allagate anche zone della città senza alberi e senza foglie ma piene di cemento», dice Paolo Voltaggio, consigliere Comunale di Roma, vicecapogruppo Udc.

«Al sindaco di Roma saranno fischiate le orecchie.
Purtroppo non ci sono dubbi: Alemanno è incapace di governare la città eterna. Anziché preoccuparsi di bloccare le manifestazioni per un mese, pensasse seriamente a come fronteggiare le emergenze che colpiscono ogni grande centro urbano». Lo dichiara il senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, che aggiunge: «Non è concepibile che al primo temporale autunnale accada tutto questo: allagamenti, chiusura delle scuole e della metro, traffico in tilt e purtroppo anche una vittima. Questa catastrofe capitolina non è colpa del nubifragio, ma di un’amministrazione fallimentare: mancanza di controllo delle strade, della rete fognaria e degli alberi che non sono stati messi in sicurezza. Se la prevenzione è vicina allo zero, il disastro purtroppo è inevitabile. Alemanno a Roma riflette il malgoverno di Berlusconi e – conclude Pedica – gli effetti della sua gestione clientelare della cosa pubblica li pagano i cittadini».

«Sebbene vi sia stato un evento meteorologico importante, il letterale sequestro di persone in atto a Roma è inaccettabile e frutto di una incuria della città che va attribuita a chi la amministra». Lo afferma in una nota Giancarlo Torricelli, coordinatore di Sel Area metropolitana di Roma. «I disagi di questa mattina che hanno bloccato la città – afferma – sono inspiegabili per una capitale europea: blocco delle metro per allagamento, sistema fognario in tilt con conseguente trasformazione delle strade in corsi d’acqua impraticabili, fermi gli autobus e le auto private. Anche in questa occasione i nodi vengono tutti al pettine. A proposito di sicurezza, Roma è allo sbando e il suo Sindaco incapace di garantire una certa normalità al primo arrivo della stagione invernale».

In un comunicato i Verdi annunciano che oggi presenteranno un esposto alla Procura della Repubblica per il reato di disastro colposo, in seguito ai danni provocati dal nubifragio che ha mandato in tilt la città. «Tutto quello che è accaduto oggi a Roma – afferma il capogruppo regionale Angelo Bonelli – è semplicemente inaccettabile per i danni ingenti causati ai cittadini. Alemanno può chiedere tutti gli stati di emergenza che vuole, ma i fatti sono che chi doveva pulire e disostruire i canali, i fossi, i tombini e le fogne, non lo ha fatto. Per noi Verdi questo è un disastro colposo».

«Quella di oggi è la cronaca di un disastro annunciato - continua Bonelli -. Non bisogna essere metereologi per capire che dopo il caldo storico che s’è avuto nelle settimane scorse sarebbero arrivate le prime piogge, anche forti». «Specialmente nei territori fuori dalla cintura della città, come Ostia, Infernetto, Casal Palocco, Ostia Antica – conclude – la forte cementificazione ha reso impermeabile il terreno, portando quindi a rendere impermeabile buona parte del territorio. Sarebbe il caso di ripensare lo sviluppo edilizio di queste zone che si trovano sotto il livello del mare e che quindi sono inevitabilmente soggette ad allagamenti, con le conseguenze che stiamo vedendo in queste ore».

Ombrelli aperti in Aula Giulio Cesare per denunciare «le mancanze dell’amministrazione capitolina che hanno portato ai gravi disagi di oggi a causa del maltempo». I consiglieri capitolini del Pd hanno messo in scena la protesta, anche per chiedere che il sindaco Gianni Alemanno, «presenzi in Aula per riferire sull’accaduto». La protesta ha spinto il presidente del consiglio comunale, Marco Pomarici, a sospendere la seduta e convocare la riunione dei capigruppo che dovrà decidere come proseguire i lavori.

Ghera: abbiamo aumentato gli investimenti. «In casi di eventi eccezionali come quello che stamane si è abbattuto su Roma, con precipitazioni straordinarie e molto concentrate come riportano i dati della Protezione Civile, la rete di smaltimento di Roma, storica e datata, non riesce a drenare sufficientemente – afferma l’assessore ai Lavori pubblici e Periferie – Negli ultimi anni grazie alla giunta Alemanno ci sono stati moltissimi interventi con un netto incremento rispetto agli anni precedenti e grazie all’intervento dell’amministrazione negli ultimi due anni e mezzo sono stati incrementati gli investimenti. A Roma ci sono circa 400 mila caditoie ed è fondamentale sia la pulizia e la ricostruzione delle fognature che mantenere costanti gli investimenti. Inoltre stiamo lavorando per potenziare la rete fognaria della città e soprattutto in quelle zone periferiche laddove è maggiore la carenza di tali infrastrutture per un importo complessivo di oltre 70 milioni di euro».

In serata Alemanno ha replicato alle critiche dell’opposizione. «I problemi della manutenzione delle fogne ci sono sempre a Roma perchè è una rete fognaria fragile che è stata costruita in modo molto discutibile in decenni. Sappiamo che ci sono difficoltà di questo genere. Oggi questo non c’entra nulla: la portata delle acque che sono precipitate è molto superiore a quella delle fogne, quindi i tombini non potevano non esondare, non poteva non esserci una reazione di questo genere perchè è un evento straordinario. Non si può commisurare un impianto di questo tipo con un evento eccezionale perchè sennò avrebbe costi insostenibili. Si fa su eventi normali, quando arrivano eventi straordinari bisogna attrezzarsi a questo». Alla domanda se la città è pronta ad affrontare l’inverno, il sindaco ha affermato: «Noi abbiamo stanziato due milioni di euro per tutta la manutenzione di caditoie e dello scolo delle acque piovane per cui da questo punto di vista abbiamo agito come ogni anno e più di ogni anno. Però di fronte a un evento di questo genere non c’è manutenzione che tenga»

fonte: www.ilmessaggero.it

 

Dubbi sulle multe nulle di Roma Capitale e per far ricorso restano solo 30 giorni

Multe: si stringono i tempi per il ricorso – 30 giorni e non più 60 – e cresce la polemica sulle contravvenzioni verbalizzate dai vigili urbani con l’«antica» dicitura Polizia Municipale anziché quella della nuova «Polizia Roma Capitale». Nulle, secondo il parere di alcuni. Valide, secondo altri. Il dubbio riguarda migliaia di automobilisti sanzionati per aver violato il codice delal strada tra aprile e ottobre. Un lettore scrive a Corriere.it e chiede: «Avendo ricevuto una multa elevatami in data 27 giugno, il cui verbale risulta scritto sulla vecchia carta intestata della Polizia Municipale, ed avendo letto che una multa siffatta potrebbe essere considerata non valida, mi sono informato su quali sarebbero stati i passi da fare per procedere con la richiesta di annullamento. Mi sono quindi “imbattuto” nel sito della Polizia Roma Capitale dove ho letto una dichiarazione del 15 settembre rilasciata dal Vice Comandante Generale Diego Porta con la quale si smentisce nettamente la veridicità della notizia. Ora mi chiedo quale sia la versione da ritenere “credibile”, per non incorrere in una sanzione ulteriore ed aggiuntiva rispetto a quella comminatami». E qui sta il problema.

 RISCHIO BEFFA: SANZIONE PIU’ ALTA – Il lettore e altre migliaia di altri multati – oltre a dover far presto se intendono effettivamente fare ricorso – non possono in alcun modo essere certi del risultato che otterranno: se non pagheranno più la multa, oppure se – e sarebbe una beffa – la pagheranno maggiorata. Perché in ogni caso le interpretazioni giuridiche sono diverse e discordanti. A sentire il parere di un avvocato esperto della questione, Andrea Menghini, di fronte al quesito «se ricorro ho possibilità di vittoria?», la risposta è: «No. Perché se si ricorre solo ed esclusivamente per il motivo dell’intestazione del verbale ci può essere una brutta sorpresa, ossia che il ricorso venga respinto». Vigili compilano il verbale di una multa (foto Jpeg)

DUE MOTIVI PER PAGARE SUBITO – L’avvocato Menghini chiarisce anche i motivi. Primo: «La polizia municipale – spiega – è una funzione del Comune, quindi non è giuridicamente rilevante la denominazione di polizia municipale o polizia di Roma Capitale. Sarebbe stato diverso se la polizia fosse stata un’istituzione esterna al Comune». Esiste anche una sentenza della magistratura che ha ribadito che le funzioni di polizia debbono rimanere interne all’ente locale. Secondo motivo per non ricorrere: «L’intestazione – come è stato detto da chi le considera non valide – e quindi vuole ricorrere, fa riferimento ad un ufficio inesistente, e quindi lede il diritto di difesa del multato. Tanto per fare un esempio il cittadino potrebbe dover chiamare e non trovare nessuna risposta. Però quei «verbali – è il parere dell’avvocato – seppure con l’intestazione sbagliata hanno tutti i riferimenti agli uffici giusti, compresi i numeri di telefono e le coordinate bancarie. Quindi l’ufficio è di fatto efficiente, cambia solo il “logo”». Un’auto dei vigili con il nuovo logo Roma Capitale (foto Jpeg)

A RISCHIO 50 MILIONI DI INTROITI – La questione non è di poco conto e non si limita a poche contravvenzioni: mediamente il Comune incassa in un anno tra i 100 e i 150 milioni di euro dalla riscossionme delle multe emesse con 2,5 milioni di verbali. Dunque, per le sanzioni comminate dopo la variazione del nome della Polizia Municipale – avvenuta con delibera di Giunta del 1° aprile 2011 – potrebbero essere a rischio fino a 50 milioni di introiti, se i magistrati dichiarassero nulli i verbali senza la scritta «Polizia Roma Capitale».

 MA L’OSPOL CONSIGLIA IL RICORSO – «È meglio ricorrere», assicura al contrario l’Ospol, l’organizzazione sindacale delle polizie locali. «È essenziale che le multe e i verbali abbiano tutti i riferimenti di legge – afferma il segretario nazionale, Luigi Marucci- . Il Codice della strada prevede che tutti gli errori, anche quelli di modulistica errata, siano impugnabili presso il Giudice di Pace». E l’Ospol prosegue con una nota che precisa: «L’estinzione del preesistente Corpo di Polizia Municipale é stata sancita, con effetto immediato e definitivo, dalla Delibera di Giunta Capitolina n. 91/2011, del 1° aprile 2011, deve si rileva come l’intero complesso degli atti che, da quel momento, fossero emanati dal nuovo Ente dovessero uniformarsi alle relative caratteristiche, formali e sostanziali, di questo». Viceversa, aggiunge il sindacato dei vigili, «allo scopo di dimostrare la gratuità dell’operazione di trasformazione, con successiva circolare del neo-Comando, si stabiliva la continuità dell’impiego della vecchia modulistica fino al suo esaurimento». Espediente «incongruo oltreché illegittimo», secondo l’Organizzazione delle Polizie locali, poiché, «specialmente i verbali di accertamento di infrazioni stradali recano l’intestazione di un Corpo ormai defunto e, come tale, disabilitato ad ogni attività accertativa, certificativa e sanzionatoria». Il dubbio è quindi amletico, ma ormai se si vuole ricorrere, bisogna far presto.

fonte: www.corriere.it

 

Il paradiso dei Lancieri non si tocca Tor di Quinto Il sindaco: «Sarà salvaguardato lo storico ippodromo dell’Esercito»

Ieri mattina il sindaco Alemanno insieme a Mario Pescante, presidente del Comitato promotore olimpico e all’assessore all’Urbanistica, Marco Corsini si sono incontrati con i vertici militari dei Lancieri di Montebello. Sul tappeto l’ipotesi, già annunciata, di creare il Villaggio Olimpico nell’area di Tor di Quinto dove sorge il complesso storico e sportivo dell’ippodromo dei Lancieri. Per ora resta solo «un’ipotesi» ha sottolineato il sindaco di Roma «e comunque l’ippodromo non verrà toccato, nè da questo progetto nè da qualsiasi altro piano di revisione urbanistica». Nel pieno rispetto «dei valori paesaggistici, sportivi, storici e militari di quest’area». Con l’occasione sono state mostrate le carte del progetto ipotetico che prevede la realizzazione di residenze per gli atleti e strutture di servizio su una superficie complessiva di circa 33 ettari. Su un’area che si estende a nord dello storico ippodromo militare e che ora ospita alcuni impianti sportivi della Marina e il vecchio poligono. Sarà avviata pure una bonifica nella zona di Campo San Piero e completato l’anello ferroviario. Dopo l’incontro alla caserma di via Flaminia Vecchia, Alemanno e Pescante hanno visitato personalmente l’ippodromo militare «Pietro Giannastasio». È un primo passo anche perché l’ipotesi entrerà in gioco soltanto dopo l’assegnazione dei Giochi. «Poi serviranno gli accordi formali e le convenzioni – ha concluso Alemanno – Tutto è da vedere e verificare. Intanto dobbiamo garantire che il nostro lavoro sia fatto nel rispetto di quello che i Lancieri, l’esercito e la cavalleria rappresentano in questa zona». Insomma se ne riparlerà dopo il 7 settembre.

fonte: www.iltempo.it

 

Manovra, il Comune sbaglia i conti Raffica di rincari: multe e Ici ritoccata

Due manovre nell’arco di una sola estate. Come il governo Berlusconi, costretto a licenziare due “leggi di stabilizzazione finanziaria” a distanza di poche settimane l’una dall’altra, anche la giunta Alemanno ha sbagliato i calcoli e dovuto rimettere mano a conti che, appena approvati, non tornavano. Trentasette i milioni da recuperare, quasi il 10% della correzione al bilancio 2011 varata in Aula Giulio Cesare appena il 9 luglio scorso. Un errore macroscopico, che già prima della pausa estiva aveva indotto il ragioniere generale a bloccare tutti gli impegni di pagamento di dipartimenti e uffici per evitare la catastrofe. La delibera di variazione al previsionale, approdata ieri in assemblea capitolina ma subito rinviata alla seduta di giovedì, è stata accompagnarla da una stringata quanto imbarazzata relazione dell’assessore al Bilancio Carmine Lamanda. Che ha fornito le cifre del “buco”, imputandolo a “ulteriori obblighi derivanti dall’applicazione di norme nazionali e comunitarie”: la mancata copertura finanziaria è perciò dovuta per 7 milioni 463mila euro a minori entrate di parte corrente (ovvero, taglio ai trasferimenti statali per adempimenti di legge) e per ben 29 milioni 350mila a maggiori spese dell’amministrazione. La prova che i tanto decantati risparmi e abbattimento degli sprechi non si sono verificati. Anzi. Basta guardare cosa c’è dentro queste “maggiori spese”: oltre che per finanziare i servizi sociali (7,4 milioni in più) e gli straordinari dei vigili (1,8), entrambi sacrosanti, oltre 8 milioni finiranno all’ufficio contravvenzioni e ben 2,1 milioni al gabinetto del sindaco per “eventi vari”. Ancora più inquietante, l’elenco delle voci da tagliare o implementare per fare cassa: 3 milioni arriveranno da maggiori entrate tributarie (che significa aumento di tasse e tariffe comunali, a partire dall’Ici); 13 milioni dalle contravvenzioni (più multe per tutti); 20 milioni dalla sforbiciata a una serie di capitoli di bilancio. Fra questi, il Personale dovrà rinunciare a 4 milioni; Roma Metropolitane fare a meno di 407mila euro sul contratto di servizio; 380mila verranno levati per la demolizione e lo sgombero di manufatti derivanti da abuso edilizio e altri 300mila per lo smaltimento del condono (per la gioia dei furbetti del mattone); le consulenze perderanno 1 milione; 2,6 milioni la pulizia dei locali comunali; 674mila la manutenzione ordinaria. Annuncia battaglia l’opposizione. “Per evitare che il Comune vada a gambe all’aria, la maggioranza ci costringe a votare in fretta e in furia una manovra da 37 milioni che rappresenta l’ultimo schiaffo di questo esecutivo a trazione leghista”, attacca il capogruppo udc Alessandro Onorato. E di “blitz sul quale si registra il solito caos di bilancio” parla pure il capogruppo pd Umberto Marroni: “Con la scusa degli adempimenti di legge che scadevano il 30 settembre, hanno confezionato un miniassestamento infilandoci dentro di tutto, compresi i 2 milioni e rotti per gli eventi del gabinetto del sindaco. Sono senza vergogna”. E mentre il vice Fabrizio Panecaldo paragona “la giunta Alemanno al governo Berlusconi, i suoi errori li fa pagare ai cittadini”, il centrista Onorato punta il dito sull’ennesima sforbiciata ai trasferimenti statali “dovuti, secondo l’assessore Lamanda, a un anticipo della legge sul federalismo fiscale: significa che la Lega colpisce ancora e il governo Berlusconi e taglia altri 7 milioni a Roma. E meno male che il federalismo doveva essere una manna. Più che altro sembra una mannaia”.

fonte: www.repubblica.it

 

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